9 gennaio 2012

Monti:"Non occorrono altre manovre".

Il presidente del Consiglio Mario Monti ospite su RaiTre nella trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio smentisce la necessità di altre misure di correzione dei conti pubblici e apre alla fase due della crescita: «Non occorrono altre manovre». Quella orientata a una maggiore liberalizzazione di alcuni gangli vitali dell'economia, come i trasporti, l'energia e gli ordini professionali. «Dobbiamo agire su molti fronti contemporaneamente, perchè la Ue ci impone un cambiamento di rotta anche sul mercato del lavoro e sugli ammortizzatori sociali». Il premier apre anche a un cambiamento del sistema televisivo.


«Gli italiani sono in una situazione difficile ma incoraggiante. Abbiamo un debito pubblico elevato in rapporto al Pil però, negli anni recenti e in particolare negli ultimi due mesi, il nuovo comportamento del settore pubblico è molto più virtuoso». «Addirittura, l'equilibrio di bilancio nel 2013, che vuole dire che al netto degli interessi l'Italia avrà un avanzo di bilancio, è qualcosa che nessuno in Europa può dire di avere», ha detto Mario Monti.

«Il sistema bancario italiano è tra quelli più stabili sulla comparazione internazionale», ha detto il premier rispondendo a una domanda sul rischio default delle banche. Poi, riferendosi al caso Unicredit ha spiegato che «qualche banca sta sperimentando una spiacevoli diminuzione» ma «questo è molto connesso ad un aumento di capitale».

«Vedrete altre operazioni di politica economica meno indigeste per fare crescere di più concorrenza e merito in diversi settori», ha detto Monti osservando che «vengono chiamate liberalizzazioni e non ho niente in contrario su questo termine anche se può sembrare ideologico» anche se il presidente del Consiglio preferisce inquadrarle dicendo che «significano ridurre le protezioni in diversi mondi in cui ogni categoria in Italia cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte a danno di chi è fuori».

«Bisogna fare due cose che possono sembrare contraddittori: rispettare la ricchezza e al tempo stesso» condurre «una lotta senza quartiere all'evasione», ha affermato il presidente del Consiglio. «Penso che operazioni come quella di Cortina, - ha aggiunto - possano avere un significato nell'ambito di una lotta seria all'evasione fiscale». «Io ricandidarmi? Sono molto orgoglioso dei miei ministri e già il fatto di essere chiamato a dare un contributo in questa fase mi sconvolge, vedo anche altri valori nella vita...», conclude il premier.

L'Europa
La Ue renda subito operativo il fondo salva-Stati e i project bond per favorire l'auspicato abbassamento dei tassi e superare la fase più acuta della crisi dell'area euro. In un colloquio con Il Sole 24 Ore, il premier Mario Monti sottolinea che il fondo Esm, il fondo di intervento salva-Stati «deve diventare operativo in tempi brevi e certi e deve fondarsi su procedure snelle, in modo da poter essere effettivamente utilizzabile».

Sul fronte della crescita, «che è essenziale per l'occupazione e per la stessa disciplina di bilancio», Monti guarda al rafforzamento del mercato unico accelerando l'attuazione del single market act, ma soprattutto a «un piano per dotare l'Europa di infrastrutture adeguate, grandi reti di trasporto e di comunicazione, a cominciare dalla banda larga». Un piano che andrebbe finanziato «con i project bond», emissioni obbligazionarie continentali destinate all'investimento in infrastrutture.

Il premier ribadisce poi di essere favorevole agli Eurobond ma è consapevole che su questo «in Europa c'è una notevole difformità di opinioni, perciò - osserva - non è uno strumento su cui si può puntare a breve». «Fino a poco tempo fa si poteva sostenere che i tassi erano alti per il mancato consolidamento dei conti italiani. Adesso - sottolinea Mario Monti - nessuno lo sostiene più. Tutti i report delle grandi istituzioni e dei centri studi spiegano che i tassi alti dipendono dal rischio della zona euro, soprattutto dopo l'esito del Consiglio europeo dell'8 dicembre che è stato giudicato non adeguato».

Perciò le riforme della governance europea diventano oggi fondamentali: «Un miglioramento rapido della governance potrà far abbassare i tassi rendendo più sostenibile e politicamente più praticabile anche il proseguimento dello sforzo interno di risanamento dei singoli Paesi».

Diritti e tutele vanno garantiti ma il paese deve tornare a crescere. Il premier Mario Monti sottolinea l'importanza del dialogo con le parti sociali ma lancia un preciso messaggio: «Bene gli aspetti giuridici ma deve essere chiaro che ci troviamo di fronte a un problema di crescita carente e di malfunzionamento del sistema economico con una conseguente alta disoccupazione giovanile».

Sulle tematiche del mercato del lavoro «vanno quindi certamente garantiti diritti e tutele ma dando pari importanza agli effetti sull'attività. Troppe volte - osserva Monti - si è guardato più all'etica dell'attenzione e meno all'etica della responsabilità e quindi alle conseguenze dirette sui soggetti interessati. Serve invece pragmatismo. Anche il capo dello Stato, del resto, ha sottolineato come la coesione sociale sia un valore anche economico, ma va conseguita con strumenti che non penalizzino la competitività».

Il Governo non ha indicato i proventi della lotta all'evasione fiscale a copertura della manovra ma il premier Mario Monti si augura che le misure di contrasto all'evasione approvate dall'Esecutivo portino «un gettito ulteriore da poter utilizzare, almeno in parte, per ridurre le imposte sulla produzione, sul lavoro e sulle famiglie».

E ribadisce che non è solo lo Stato a mettere le mani nelle tasche dei cittadini, «sono anche gli evasori a metterle in quelle di chi invece le tasse le paga e sono i titolari di posizioni di rendita, di monopolio a metterle nelle tasche dei consumatori».

Monti, invece, si mostra scettico verso la possibilità di un'intesa con la Svizzera, sulla scia di Germania e Regno Unito, per recuperare gettito dai capitali espatriati che oggi sfuggono al fisco. «Ci sono pro e contro in quelle intese. Ci sono critiche forti a livello comunitario, anche perchè è comunque una forma di condono. Anche per questo - osserva Monti - mi stupiscono gli attacchi che vengono da forze tradizionalmente dure sui condoni».

Il premier guarda poi con attenzione al lavoro svolto da Vieri Ceriani sul fronte delle agevolazioni fiscali: «Non è un caso se l'ho nominato sottosegretario, la sua catalogazione è fondamentale per un riordino che ritengo necessario».
fonte l'Unità.

La nota del mattino del 09 gennaio 2012.

1. FINITE LE VACANZE E IL MOMENTO DELLE CHIACCHIERE. DA QUESTA SETTIMANA SI PASSA AI FATTI SU CRESCITA, LIBERALIZZAZIONI, LAVORO, RIFORME, EUROPA E ETICA IN POLITICA.
Finite le chiacchiere. Da questa settimana si passa alla prova dei fatti.
In Italia, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, incontra sindacati e Confindustria separatamente per lanciare l’apertura di un tavolo di discussione collegiale sul tema degli ammortizzatori sociali e del mercato del lavoro. Il ministro dello sviluppo, Corrado Passera, mette a punto i primi interventi sulle liberalizzazioni e annuncia provvedimenti per il 23 gennaio. Il ministro Piero Giarda avvia la spending rewiew per ridurre le spese a annuncia risultati già da fine gennaio. Il sottosegretario Vieri Ceriani è atteso alla prova del taglio delle agevolazioni fiscali che non servono. Dal punto di vista economico, in mezzo alla settimana ci sarà anche un nuovo banco di prova sui titoli di Stato con emissioni di Bot e altre obbligazioni pubbliche.
Ma questa settimana sarà decisiva anche per altri due temi fondamentali. Mercoledì la Corte Costituzionale deciderà se ammettere o no il referendum sulla legge elettorale porcata disegnata dal ministro leghista Roberto Calderoli e voluta da Silvio Berlusconi per avvantaggiarsi nelle ultime elezioni. Giovedì, inoltre, la Camera dei deputati voterà sulla richiesta di arresto per Nicola Cosentino, plenipotenziario del Pdl in Campania e accusato di collusione con il clan dei Casalesi.
In Europa, il presidente del Consiglio Mario Monti incontra mercoledì il cancelliere tedesco Angela Merkel, in vista dell’incontro il 18 con il primo ministro britannico, Cameron, e del vertice a tre Sarkozy, Merkel, Monti del 20 gennaio. Obiettivo del presidente del Consiglio, sostenuto in questo da tutte le forze politiche italiane, è di modificare la linea eccessivamente rigorista della Germania e riuscire ad imporre un’iniziativa europea sulla crescita che comprenda anche il lancio di eurobond e la tassazione delle transazioni finanziarie per finanziare gli investimenti in Europa.

2. IL PD AL CENTRO DELLA BATTAGLIA PER LA SALVEZZA DELL’ITALIA E PER AVVIARE IL CAMBIAMENTO IN EUROPA. BERSANI INDICA OBIETTIVI E TAPPE. I SONDAGGI PREMIANO IL PARTITO.
Il Partito Democratico è al centro della battaglia per salvare l’Italia e modificare la linea di politica economica in Europa. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha indicato oggi con un’intervista a La Stampa obiettivi e impegni del partito in questa fase di transizione. “Chiaro che con l`anno che comincia bisogna darsi un metodo...». Un metodo, dice Pier Luigi Bersani: che semplifichi il lavoro del governo nel suo confronto con i partiti e renda più trasparente il rapporto tra i partiti e tra loro e il Parlamento. Il tutto, naturalmente, per lavorare meglio e di più. Così, chi temeva (o sperava) dì trovare alla ripresa un Bersani dubbioso circa le scelte fatte - e magari tentato da un qualche disimpegno ora sa come stanno le cose. Sì va avanti ventre a terra, perché il Paese ne ha bisogno e soluzioni migliori all`orizzonte per ora non ce ne sono. Naturalmente, bisogna cambiar passo. Prima di tutto in Europa, ma anche qui da noi: bisogna accelerare sul versante della crescita e correggere qualcosa di quanto fatto (sulle pensioni, per esempio). Ma sono soprattutto certi veti europei a preoccupare il leader del Pd, che dice: «Veti ideologici... La globalizzazione ha imposto una ideologia nuova e micidiale: in economia i mercati hanno sempre ragione, in politica ognuno difenda se stesso. Bene, per quanto mi riguarda non può essere così». E` un po` che lei sembra più preoccupato da certe dinamiche europee che da quanto accade qui da noi.
«Non è precisamente così, ma è importante ricordare come da questa crisi si esce un passo dietro l`altro, e muovendo tutte e due le gambe. La gamba italiana il suo lo sta facendo, è ora che si muova quella europea». Che è ferma, invece. «L`universo degli economisti, degli osservatori e del mondo politico conviene sul fatto che non siamo su una strada corretta. In Europa ancora non facciamo gesti inequivocabili che dicano: difenderemo l`euro, di qui non si passa. Questo messaggio non è arrivato: anzi, non è neanche partito. Ora abbiamoun pò di tempo per farlo: con gesti che non possono essere solo il pur importante bricolage di rafforzamento della disciplina dei bilanci». E cosa pensa? «A tre questioni. La prima: accelerare sul fondo salvastati, rendendolo credibile e dotandolo di risorse. Finché non saremo lì bisogna consentire maggiore possibilità di intervento alla Bce. La seconda: teniamola pure sullo sfondo, ma la partita degli eurobond deve essere avviata (un`anticipazione potrebbe essere, come chiede Monti, una emissione europea dedicata agli investimenti). La terza: nonostante quel che dicono gli inglesi, sempre tanto preoccupati per la city - ma noi non possiamo mangiare pane e city, perché alla fine non ci sarà più neanche il pane -, è ora che la finanza paghi qualcosa di quel che ha provocato. Insomma, una tassa sulle transazioni finanziarie va allestita». Non chiede poco. «Qualcosa di questo deve essere messo in moto. E senza che il giorno dopo, con una intervista o della Merkel o di Sarkozy, si dica: abbiamo scherzato. Perché è così che è andata fino a oggi, anche se tutti sanno che senza una qualche mossa di questo genere finiamo nei guai. Tutti: Germania compresa. Allora: perché non si fanno queste cose?». Già, perché non si fanno? «Lo dico da due anni: il problema è ideologico. Che le ideologie siano morte è uno dei grandi inganni degli ultimi decenni. Forse sono morte quelle vecchie... Ma con la frusta della globalizzazione, sull`Europa è calata una nuova ideologia, interpretata dalla destra e subita troppo passivamente dalla sinistra. Una ideologia di ripiegamento, difensiva, corporativa, che dice: in economia i mercati hanno sempre ragione, in politica ognuno faccia gli affari suoi». E quindi? «Quindi occorre anche una battaglia politica. Io credo molto a una piattaforma dei progressisti europei, e su questo abbiamo già fatto molti incontri. E` già fissato un appuntamento a marzo, in Francia, per avviare un`offensiva su questo tema. E` ora che qualcuno dica alle opinioni pubbliche europee che da solo non si salva nessuno». E l`Italia? «Le forze che sostengono Monti - che dovrebbe andare in Europa a dire che c`è un Parlamento anche qui e non solo in Germania - possono affermare: abbiamo il 5% di avanzo primario e faremo il pareggio di bilancio nel 2013, cosa che non fa nessuno. Insomma, noi abbiamo dato: e a questo punto o c`è un altro passo europeo o non è che possono pensare di trattarci come la Grecia...». Vuoi forse dire che in Italia non c`è altro da fare? «C`è moltissimo da fare. Ma all`Italia, dopo quanto già fatto, non possono esser chieste altre manovre, magari recessive. Possono sollecitarci ad andare avanti in un processo di riforme, cioè di messa in efficienza del sistema. Politiche di crescita, insomma. E qui, è chiaro, abbiamo un campo enorme di cose da fare». Crede che la politica, cioè il rapporto tra i partiti e il governo, lo permetterà? Insomma, quanto si può continuare così, con distinguo più o meno quotidiani? «Adesso che si
imposta il lavoro di un anno, bisogna stabilire un metodo. Che secondo me è fatto di tre punti. Sulle questioni europee e internazionali, Monti può trovare un rapporto diretto con i segretari dei partiti che gli consenta di rappresentare posizioni unitarie e nazionali su punti strategici; poi, occorre un modo ordinario e ordinato di avere una sede tra governo e gruppi parlamentari che consenta di costruire l`agenda di lavoro e renderla effettiva; infine, bisogna prendere una iniziativa - e io farò la mia parte - per definire un`agenda per riforme istituzionali e costituzionali: per altro, sulla modifica dei regolamenti parlamentari, sul bicameralismo e la riduzione dei membri di Camera e Senato c`è un lavoro sedimentato. Anche sulla legge elettorale si è cominciato a lavorare. E` chiaro, inoltre, che questa terza questione accentuerebbe la stabilità del governo. Insomma: penso che sia ora che i leader dei partiti dicano esplicitamente e pubblicamente se sono disposti a convenire su un`agenda da affidare, poi, ai gruppi parlamentari». Un`ultima domanda sulla Consulta e sul referendum. Che decisione auspica? E pensa anche lei che un sì al voto destabilizzerebbe il governo? «Quel che auspico è che, referendum o non referendum, si arrivi ad una nuova legge elettorale meditata e migliore di quella pessima che abbiamo oggi. Anche un ritorno al "mattarellum" sarebbe meglio, ma l`esperienza ha dimostrato che quel sistema non è perfetto. Quanto a eventuali crisi, dico solo questo: penso che finché non saremo messi su binari solidi, abbiamo bisogno di non prendere la responsabilità di destabilizzare il Paese in un momento così. Non sarebbe capito da nessuno, né qui né in giro per il mondo...».
Il Sole 24 Ore ha pubblicato domenica alcuni sondaggi che danno il Pd in ascesa. Dal,le agenzie di stampa. (AGI) - Roma, 8 gen. - Pdl e Sel in calo, Pd e Udc in crescita (con la Lega che recupera punti). Secondo i sondaggi di Ipsos e Istituto Piepoli, pubblicati oggi sul Sole 24 Ore, i consensi per i partiti a dicembre vengono influenzati da una sorta di "effetto Monti": crescono i partiti che sostengono piú convintamente il nuovo governo, frena il Pdl a causa anche dei "mal di pancia" di parte del partito e dello stesso elettorato per il nuovo corso. Un trend che penalizza Sinistra e Libertà, mentre la Lega, ricoprendo l'anima di lotta e non piú di governo, torna a crescere dopo mesi di calo. Secondo Ipsos il Pd è al 29,1%, +0,3 rispetto a novembre, mentre per Piepoli è addirittura al 31,5% (+2% rispetto a luglio). Bene anche l'Udc, data al 7,8 da Ipsos (+0,8% su novembre) e dall'Istituto Piepoli al 9,5 (era al 5,5 a luglio). Di contro, il Pdl è dato fermo al 23,4% da Ipsos (-0,8 rispetto a novembre) e al 24 da Piepoli (ben il 5% in meno rispetto a luglio scorso). Quanto alla Lega, sale al 9,55 per l'Ipsos (+0,5), identica stima per Piepoli (cresciuta in due mesi di un punto e mezzo). Stabile l'Idv, data al 7,9% da Ipsos e al 5,5 da Piepoli, mentre Sel cala al 6,9 (era al 7,4 a dicembre) per Ipsos, e addirittura al 4,5 (contro il 7) per Piepoli. Da segnalare la continua ascesa della lista Grillo, riportata solo da Ipsos e data al 4,2%, contro il 3,9 di novembre.

3. EUROPA. RESISTONO GLI INGLESI SULLA TOBIN TAX (CHE PUO’ DARE 50 MILIARDI L’ANNO). RESISTONO I TEDESCHI SUL RIGORE. L’ECONOMISTA ROUBINI: DOPO LA MANOVRA ITALIANA, I TEDESCHI HANNO TORTO.
Il premier britannico David Cameron si oppone all’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie per difendere la City, principale attività economica della Gran Bretagna. Ma in Europa l’idea della cosiddetta Tobin tax fa proseliti e adesso anche l’Italia spinge in quella direzione. Un’imposizione del genere, secondo le stime della Commissione europea che ha proposto un prelievo pari allo 0,1% su azioni e
obbligazioni, e uno dello 0,01% sui contratti derivati darebbe almeno 50 miliardi di euro l’anno da investire nei paesi dell’euro.
Da La Repubblica. Intervista all’economista Nouriel Roubini.- «Mario Monti sta facendo del suo meglio, ha una squadra di tecnici competenti e motivati che lavora in buona fede, gode di rispetto e stima internazionali. Rispetto al "prima" siamo agli antipodi. Certo, se fosse riuscito a inserire nel governo un paio di figure di rilievo dei partiti sarebbe più forte politicamente. Ma il punto è che l`Italia, come altri Paesi, sta entrando in recessione: non solo qualsiasi manovra fiscale l`aggraverà, ma perfino le riforme strutturali possono avere effetti negativi sul breve». Nouriel Roubini, economista della NewYork University attento alle vicende del nostro Paese, lancia un nuovo allarme: «L`Italia da sola non ce la può fare. È impossibile sormontare difficoltà come le attuali o sperare che lo spread scenda, senza un convinto e incisivo sforzo europeo. Se mancherà, prima della fine del 2012 si riaprirà il problema della sopravvivenza dell`euro». Com’è possibile che le riforme siano "recessiogene"? «Intendiamoci: sono necessarie per un Paese moderno ed efficiente, e fin troppo rimandate. Ma si inseriscono in un quadro così deteriorato che non potranno dispiegare i loro effetti positivi prima di qualche anno. Vanno fatte, ripeto, ma è meglio non aspettarsi risultati miracolistici, per esempio, dalle liberalizzazioni. Gli avvocati costeranno meno e ci saranno più taxi, ma se in giro ci sono sempre meno soldi e meno domanda, cosa cambia? Sul medio termine, e quando l`emergenza sarà superata, allora tutto assumerà un senso. E questo vale anche per l`articolo 18». Lei si iscrive al gruppo che non vuole riformare lo statuto? «È necessario dare più flessibilità al mercato del lavoro, ma se questa riforma restasse isolata avremmo solo più licenziamenti e più disoccupati. Va inserita in un complesso ampio e organico, e va vista alla prova della ripresa. Oggi l`umore dei consumatori è pessimo, il purchasing managers index (indice composito dell`attività manifatturiera) è negativo, le banche sono irrigidite verso le imprese, la domanda aggregata è bassissima». Qual è la priorità assoluta per sbloccare la situazione? «Le misure di Monti sono corrette e indispensabili, ma il premier deve giocarsi la sua credibilità per guidare l`intera Europa verso una ripresa coordinata e concordata. Non basta, anzi equivale ad un sforzo immane che può risultare vano, accanirsi sul debito». Il rinvio del pareggio di bilancio è un`opzione da considerare? «Direi di sì. La disciplina è fondamentale ma non si può fare tutto too fast too soon, traumaticamente. L`ha detto la Lagarde, che non è certo un`estremista. Intanto va creato un solido fondo europeo permanente più capitalizzato e forte di quello prospettato, in grado di intervenire immediatamente fornendo liquidità a chi perde l`accesso al mercato se lo spread finisce fuori controllo. Per capirci, in Italia siete al limite. Ma la chiave resta la crescita. I Paesi con margini di manovra come la Germania devono farsi promotori di iniziative per lo sviluppo. Sono tedesche le maggiori imprese di costruzioni: perché non lanciano un piano di investimenti in Europa sostenuto dal governo di Berlino? Questo significa solidarietà e volontà di crescere insieme. Ricordo che la Germania è la prima a beneficiare dell`euro». Per ora si oppone agli eurobond...
«La resistenza alla mutualizzazione del rischio si poteva capire. Ma ora non più. Peraltro, c`è qualche segnale di lievissima apertura che forse porterà novità sul medio termine. Anche la B ce potrà rivelarsi meno rigida che in passato». Perché c`è Draghi? «Non solo. Dal 1° gennaio due "falchi" del board come Bini Smaghi e il tedesco Stark, che si è dimesso per protesta contro l`acquisto dei buoni italiani, sono stati sostituiti da
personaggi più pragmatici, l`altro tedesco Asmussen e il francese Coeuré. Dovrebbero quindi pro seguire sia gli acquisti dei bond che la discesa dei tassi, da portare a zero con un doppio vantaggio: il calo del costo del denaro e la discesa dell`euro, indispensabile per l`export. Anche il cammino verso il Tender of last resort, altrettanto fondamentale, risulterà facilitato».

4. LA LEGA CONTINUA A FARE SMARGIASSATE, MA INTANTO INVESTE I FONDI PUBBLICI PER I PARTITI A CIPRO E IN TANZANIA.
Da Il Corriere della Sera. “Dal Regno dei fiordi all`isola di Afrodite, con un ultimo passaggio in Africa Orientale. E il percorso dei milioni di euro appena investiti dalla Lega e minuziosamente documentato ieri da Giovanni Mari sul Secolo XIX. Secondo la sua ricostruzione, il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, tesoriere del Carroccio ed ex sottosegretario alla Semplificazione nell`ultimo governo Berlusconi - alla fine del 2011 ha messo in moto una considerevole serie di operazioni finanziarie coordinate da Banca Aletti, il sistema di private e investment banking del Banco popolare. Ecco il giro dei soldi: il 14 dicembre «un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per 6 mesi a un interesse del 3,5%»; il 28 dicembre «1,2 milioni di euro per l`acquisto di quote del fondo Krispa Enterprise Ltd» di base a Larnaca, nell`isola di Cipro, e infine il 30 dicembre «il collocamento di 4,5 milioni di euro in Tanzania. E l`ultimo spostamento dell`anno e, nei fatti, svuota una delle dotazioni consegnate a Banca Aletti da Belsito per conto della Lega Nord». Totale: quasi 8 milioni di euro in una decina di giorni, se si aggiungono anche i movimenti-base di 700.000 euro trasferiti ad altri conti del partito, di 450.000 euro emessi in assegni circolari e di 50.000 euro ritirati in contanti direttamente da Belsito…. Il tesoriere del Carroccio che come sanno tutti i lumbard è figura con un enorme autonomia decisionale e, di fatto, rende conto solo al grande capo Umberto Bossi - ha risposto con fastidio alle domande del quotidiano ligure: «Queste informazioni sono una grave violazione della privacy e delle regole bancarie». E però non si è sottratto all`intervista, spiegando che i soldi investiti arrivano dal finanziamento pubblico «rimborsi elettorali» - che personalmente non conosce l`entità delle operazioni perché «noi ci affidiamo a banche e promotori di cui ci fidiamo» e che i contanti prelevati sono serviti a rimborsare «spese per i nostri collaboratori». Gli spostamenti all`estero, poi,

8 gennaio 2012

Pd Sulbiate: Buona domenica del 08/01/2012. I post più cliccati della settimana.


E’ bene fare chiarezza: il Pd di Sulbiate non è assolutamente soddisfatto di come sia andata a finire la seconda esperienza amministrativa del sig. ex sindaco Stucchi Maurizio. Perché il sig. ex Sindaco Stucchi Maurizio è stato rieletto nel 2009 per la seconda volta primo cittadino di Sulbiate con il pesante contributo di tutti i voti del nostro partito.

Siamo l’unico partito che ha sostenuto apertamente il candidato Stucchi. Lo abbiamo fatto con convinzione e in conformità ad un accordo firmato ma poi stracciato dallo stesso ex Sindaco Stucchi.

Dopo essere stato cacciato dal gruppo di maggioranza, il Pd ha tentato in tutti i modi di trovare una soluzione politica ai problemi che si sono via via succeduti che consentisse di ricucire quanto la Civica Si da subito ha scientemente picconato e distrutto. Abbiamo certamente delle responsabilità perché non ci siamo riusciti. E’ questa l’unica colpa che di fronte agli elettori dobbiamo confessare. Ma la nostra coscienza è pulita, perché le abbiamo provate veramente tutte.

Chi non ha voluto ascoltare e non ha voluto accogliere le nostre proposte, sempre conformi e coerenti al mandato elettorale ricevuto, sono stati gli uomini della Civica SI.

Fino alla fine abbiamo usato responsabilmente tutta la disponibilità immaginabile. Purtroppo si è dimostrata insufficiente e inefficace a risolvere i problemi. Nessuno della Civica Si, invece, era disponibile ad ascoltarci seriamente. Abbiamo sempre cerato di recuperare il recuperabile, mentre gli uomini del Si insistevano a stravolgere la volontà popolare picconando a più riprese la maggioranza emersa dalle elezioni delle ultime amministrative, fino ad arrivare a tollerare e a giustificare il recente tesseramento di tre Assessori tra le file del PDL; partito che come sappiamo sedeva in questo Comune tra i banchi della minoranza.

Nel Giornale di Vimercate l’ex Sindaco ha poi dichiarato: “l’errore e allo stesso tempo il rimpianto più grande è stato quello di essermi fidato di 4 persone che due anni fa sono entrate in Consiglio Comunale grazie ad altre che hanno voluto lasciare spazio a loro e che oggi ci hanno tradito sfiduciando l’esecutivo”.

La realtà, invece, in conformità a informazioni ricevute dopo le elezioni dagli stessi protagonisti, è ben diversa: senza il nostro contributo la Civica SI avrebbe avuto grandi difficoltà a completare la lista anche perché alcuni dei precedenti amministratori, non intendevano più ripresentarsi, in particolare, con lo stesso candidato sindaco.

Se qualcuno ha commesso un errore purtroppo è stato il PD perché si è fidato della Civica SI che poi non ha rispettato gli accordi sottoscritti ed è stato dalla stessa regolarmente delegittimato e denigrato.

Un’ altro elemento da non trascurare: le 5 persone da noi indicate nel 2009 in quota PD secondo gli accordi elettorali firmati il 4 maggio 2009, sono state recentemente definite in una dichiarazione della Civica SI, nella persona del suo leader, “IMBARCATI”. Allora è bene ricordare un piccolo dettaglio: i nostri candidati consiglieri raccolsero ben 294 preferenze mentre il resto della lista solo 264. L’ex Vice Sindaco (neo tesserato PDL) ne ottenne solo 31; l’ultimo dei nostri candidati 50. Anche in quest’ analisi la Lista Si dimostra tutta la sua sprezzante arroganza e disarmante inaffidabilità.

E’ un vero peccato che l’attuale ex Sindaco, in occasione delle prossime elezioni non possa più ricandidarsi ed esporsi in prima persona. Certamente per gli elettori di Sulbiate sarebbe stato più semplice scegliere.


I POST PIU' CLICCATI DELLA SETTIMANA.

L' ex Sindaco confessa al "Cittadino Vimercatese" di aver commesso un errore.

GIRIAMO PAGINA!

Buon 2012 a tutti i Sulbiatesi.

Quello che Sulbiate non si merita. 1- La poca democrazia.

Quello che Sulbiate non si merita.


precedente Buona Domenica.

7 gennaio 2012

Palude padana. Video racconto.

Palude Padana, il video racconto di Maddalena Carlino sull'alluvione nel Veneto, sui danni della pioggia ma anche sulle responsabilità delle istituzioni regionali e del governo. Si tratta di disastro naturale o è colpa anche dell'uomo? Bastano i finanziamenti stanziati? A rispondere i protagonisti del disastro: le imprese colpite, gli sfollati ma anche gli amministratori locali.


6 gennaio 2012

Le priorità dell'Italia secondo il PD. L'agenda di Bersani.

3 i punti fondamentali con cui Bersani vuole aprire il nuovo anno:far sentire la voce dell’Italia in Europa, mettere in campo le politiche necessarie per la crescita del paese e avviare in Parlamento un confronto istituzionale per cambiare la legge elettorale. Qui il testo della lettera a Repubblica



Pro Loco - Sulbiate eventi: Il pomeriggio delle Befane.

LA PRO LOCO SULBIATE INVITA TUTTI I BAMBINI ALLA FESTA DELLA BEFANA!!!


oggi VENERDì 06/01/2012
ORE 16.15:
PARTENZA DA PIAZZA CASTELLO PER LA SFILATA DELLE BEFANE
E POI... ARRIVO IN PALESTRA PER LA MERENDA, UNA BEFANOSA TOMBOLATA PER I BIMBI E SOPRATTUTTO TANTI DOLCI E CALZE PER TUTTI I BAMBINI!!!
VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!! BUONA BEFANA A TUTTI
!!!

Gruppo biliardino - Sulbiate eventi - Torneo della Befana.

IL GRUPPO BILIARDINO DI SULBIATE, NELLA SALETTA LATERALE DELLA PALESTRA, ORGANIZZA PER L'INTERO POMERIGGIO, DI OGGI 06/01/2012, A PARTIRE DALLE ORE 14.00, IL TORNEO DELLA BEFANA DI BILIARDINO CALCIOBALILLA. TUTTI POSSONO ISCRIVERSI E PARTECIPARE. ISCRIZIONE A COPPIA € 5,00.

5 gennaio 2012

Parcheggio Selvaggio


Le libertà personali dovrebbero ragionevolmente fermarsi, dove iniziano a ledere le altre libertà personali.
Esempio: sono libero di fumare dove voglio. Dovrei smettere se a fianco trovo qualcuno che è libero di non aspirare, e fumare lui stesso, la mia sigaretta.
Conoscete qualcuno che si domanda se darà fastidio, accendendosi la "bionda"? Io li conto sulle dita di una mano!

Altro esempio: ho un auto e sono libero di lasciarla al sole dove mi pare e piace! Ma dentro le apposite strisce di parcheggio (mi pare che sia scritto anche su qualche libercolo dal nome particolare: Codice della Strada).

Le persone non sono cattive per natura, solo che ogni tanto vanno indirizzate e consigliate ad essere migliori, più attente al bisogno del prossimo che non alla comodità personale.
In tutti questi anni l'amministrazione di Sulbiate (e non solo) ed i vigili, hanno ricevuto suggerimenti e lamentele, circa il parcheggio con metodo "a caso" effettuato da proprietari di auto particolarmente - e comodamente - distratti.
Facendo notare che lo spazio occupato dalle auto, limita o elimina lo spazio necessario al resto del traffico (quei piccoli veicoli chiamati pedoni), la perentoria risposta e definitiva presa di posizione è arrivata su un allegato di un recente "Vivi Sulbiate" dove, genericamente, viene stilato un decalogo del bravo cittadino, tra cui si suggerisce di parcheggiare negli appositi spazi.
Fine del problema!
Peccato che così non cambia nulla: esempio... uno dei tanti, non me ne vogliano i residenti (anzi me ne vogliano! Mettete dritte quelle auto!)


Più o meno sempre, la situazione è quella che vedete: l'auto nel box non ci sta, non serve, non si ha voglia di metterla... e va bene. Però in questo modo non si pensa al fatto che:
1 chi passa a piedi è costretto ad andare sulla strada per proseguire
2 carrozzine dei disabili o passeggini finiscono de tutto sulla carreggiata stradale
3 a pochissimi metri si strova una curva, impegnata con una certa velocità dalle auto in arrivo (perchè lo stop è poco rispettato)

Risultati possibili? Chissà... 
Rischio? Ma quando mai...

Io (io solo) non sarei stato tanto generico, stilando un decalogo delle buone maniere.
Io (io solo) avrei prima suggerito, ed eventualente poi multato quegli automobilisti.
Io (io solo) non avrei consentito di costruire negli stessi quattro metri quadri, un marciapiede e un parcheggio - addirittura il transito pedonale all'esterno del parcheggio: questo è il massimo del non-senso di progetto urbano.
Io (io solo) avrei pensato prima a chi passa a piedi e dopo alle auto, regolando di conseguenza il progetto di strade e vie pedonali.
Io (io solo) avrei già tolto da tempo parcheggi come questi e messo delle belle aiuole.

E voi? vivete altre situazioni del genere? Assurdita pericolose dettate solo dalle possibilità offerte alle automobili? Siete felici della situazione-parcheggio di Sulbiate?
Raccontate la vostra esperienza.
Grazie.



Ptcp: un territorio tutelato solo a parole.

Duro il commento degli ambientalisti brianzoli sul Piano territoriale di coordinamento provinciale.



Le associazioni ambientaliste che hanno dato vita ad un apposito Osservatorio hanno espresso un duro giudizio sul PTCP di Monza e Brianza. Sostengono che la battaglia di Allevi per la difesa del suolo sia stata intrapresa solo perchè i risultati dei sondaggi hanno rilevato che la riqualificazione degli spazi verdi è tra i primi posti tra le richieste dei cittadini. I portavoce dell'Osservatorio hanno così dichiarato:"Il Ptcp è un'occasione persa. Per non distrubare la Giunta Allevi ha preferito non osare evitando di vincolare terreni liberi."
Gli ambientalisti avrebbero voluto dall'Assessore Antonino Brambilla maggior coraggio e decisione, tipo quella intrapresa dal comune di Desio dove l'amministrazione ha ridotto di 1.400.000 mq le previsioni edificatorie.




Di seguito il Comunicato stampa del coordinamento ambientalista PTCP MB:


Il consumo di suolo nella Provincia di Monza e Brianza ha raggiunto percentuali elevatissime e insostenibili. La nascita della Provincia di Monza e Brianza è stata accompagnata da questo grido di allarme anche da parte degli amministratori provinciali. Abbiamo ascoltato discorsi politici e proclami sulla tutela del suolo, abbiamo assistito al proliferare di Convegni indetti dalla stessa amministrazione provinciale sul tema del consumo di suolo. A quali decisioni concrete corrispondono questi proclami? Per il momento a nessuna. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale avrebbe potuto essere un’ occasione per mettere l’ambiente al centro delle scelte urbanistiche in Brianza. Il PTCP avrebbe permesso alla Provincia di esprimere un’ipotesi di tutela del territorio, anche al di sopra degli interessi particolari dei singoli Comuni, per lo più amministrati da uomini e donne (poche) che non si distinguono per l’attenzione alle problematiche ambientali. Unica eccezione l’attuale amministrazione di Desio, che ha recentemente rivisto il proprio PGT con una variante che salva da progetti edificatori 1.400.000 mq di territorio. Questa operazione avrebbe dovuto trovare anche un riconoscimento nel Piano Territoriale della Provincia di Monza e Brianza, ma di fatto ciò non è ancora accaduto. Come associazioni e gruppi ambientalisti abbiamo scelto di essere soggetto PROPOSITIVO in un rapporto di confronto con la Provincia, disposti a entrare in tensione con quelle amministrazioni del territorio più ostili a comprendere la difficoltà del tempo presente. Questo perché è più che mai importante intervenire per una responsabile gestione della cosa pubblica e dell’ambiente. Per questo, ci si è costituiti in un coordinamento denominato OSSERVATORIO PTCP. Il coordinamento ha prodotto una serie di proposte riunite in tre documenti presentati alla Provincia e in una serie di progetti ed osservazioni “dal basso”, mossi da una conoscenza dettagliata dei singoli ambiti territoriali ove questi soggetti agiscono. Questo lavoro è confluito in un documento tecnico propositivo finale inoltrato alla Provincia di MB contenente OSSERVAZIONI E RICHIESTE ESPLICITE DI MODIFICA ED INTEGRAZIONE al PTCP sulle NORME APPLICATE, sulle AREE AGRICOLE STRATEGICHE, sulla RETE VERDE. Modifiche sviluppate sulla base di segnalazioni arrivate da gruppi e associazioni dell’Osservatorio per ben 44 comuni della provincia. Ci ha guidato una vision ambientalista sul nostro territorio che non è utopista ma è una visione concreta per salvaguardare il bene collettivo che ci rimane e di cui intendiamo assumerci a tutti gli effetti la responsabilità, contagiando altri cittadini e cittadine già sensibili in tal senso. L’Assessore Antonino Brambilla non ha disdegnato l’interlocuzione con noi dell’ OSSERVATORIO PTCP. Purtroppo, questa interlocuzione si è spesso limitata ad una semplice azione informativa, non cogliendo sinora gli elementi di condivisione a lui proposti. Esiste quindi una contraddizione evidente tra le dichiarazioni verbali fatte dagli Amministratori Provinciali, lo stato dell’arte dell’attuale elaborazione del PTCP e la scarsa volontà sinora dimostrata nell’accettare le nostre proposte di tutela del territorio. C’è una domanda cui vale la pena di tentare di dare una risposta: perché questa amministrazione ha allora parlato come se fosse ambientalista? Alla base v’è una ricerca commissionata dalla stessa Provincia di Monza e Brianza all’illustre sociologo Mannheimer che ha messo in evidenza come per i cittadini e le cittadine di questo territorio il verde e l’ambiente, la riqualificazione degli spazi e dell’aria che respiriamo, sia al primo posto degli interessi e di quello che viene richiesto agli amministratori. Forse anche per questo, nel suo discorso inaugurale della Provincia di Monza e Brianza il presidente Dario Allevi si era preso questo compito con i cittadini e le cittadine, le associazioni e i gruppi presenti. Però, allo stato attuale d’elaborazione del PTCP, siamo ben lontani da una reale e fattiva VOLONTA’ DI ATTUARE, POLITICHE AMBIENTALI SERIE, CORAGGIOSE E FORTI PER TUTELARE IL TERRITORIO E QUANTO RESTA DEGLI AMBIENTI NATURALI DELLA BRIANZA. Fino a questo momento abbiamo più la percezione che la Provincia si sia assunta semplicemente un ruolo “notarile”, prendendo atto dei “desiderata” delle Amministrazioni Comunali, senza tentare di avere un ruolo ATTIVO nel contrastare l’esasperato consumo di suolo brianzolo. Di più, è stato ignorato e si è evitato di prendere posizioni definite contro situazioni che devasteranno ulteriormente la Brianza, quali lo scellerato piano edificatorio che a Monza sacrifica ai poteri forti, l’area verde della Cascinazza. E ancora non è stato preso in considerazione l’ampliamento possibile del Bosco delle Querce verso la via della Roggia di Seveso, annettendo quest’area nella Rete Verde insieme alla zona delle Cave di Meda, dando vita a un progetto di possibile, per quanto minimo, contrasto alla devastante azione prevista dalla Regione Lombardia con lo sbancamento del Bosco delle Querce per il passaggio dell’Autostrada Pedemontana. Non sono mancate incomprensibili amnesie sulla salvaguardia di alcuni ambiti agricoli destinati alle opere di compensazione ambientale di Pedemontana (Lissone, Macherio ecc..) così come su una efficace tutela di significative emergenze dall'alto valore naturale e paesistico insistenti nel settore collinare della provincia come, ad esempio, la porzione settentrionale della Torbiera dei Cariggi (tra Veduggio, Renate e Briosco). Per non disturbare, s’è scelto di non osare, evitando d’inserire terreni liberi e verdi in quanto tali, nel PTCP. Aree che proprio in virtù dell’assedio del cemento, SONO DA CONSIDERARE TUTTE STRATEGICHE per la vivibilità della Brianza. Così, mentre amministrazioni coraggiose, come quella di DESIO, dimostrano che una nuova politica urbanistica e di tutela del territorio E’ POSSIBILE, la Provincia di MB perde un’occasione per DIMOSTRARE CON I FATTI la sua “dichiarata e sbandierata” sensibilità ambientale. Si profila un’opportunità mancata. Fatto questo che aggraverà ulteriormente la condizione di selvaggia urbanizzazione in cui versa il territorio provinciale. L’attuale stesura del PTCP, sicuramente, non consente alla Provincia di fregiarsi di patenti ambientali a proprio uso e consumo. Il documento di proposte ed osservazioni, che presentiamo al tavolo di confronto con l’Assessore Brambilla e agli estensori del PTCP, offre un’ulteriore possibilità di rilancio. La revisione del PTCP con le nostre istanze darà la misura delle reali intenzioni della Provincia rispetto alla salvaguardia del territorio e allo stop all’indiscriminato consumo di suolo, e sarà la base del nostro giudizio politico finale su questa delicata partita di politica ambientale.

21/12/2011

Quello che Sulbiate non si merita.

Ripubblichiamo per maggior visibilità i links alle tre provocazioni contenute in questi recenti nostri interventi: