Estrapoliamo dalla rivista VITA di febbraio 2016 questo articolo.
19 febbraio 2016
17 febbraio 2016
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA
Sabato 13
Febbraio 2016
CarnevaleOggi è il sabato grasso del Carnevale Ambrosiano. La sua maschera più famosa è l'Arlecchino. Vivesse oggi, Goldoni lo avrebbe iscritto d'ufficio al Nuovo Centro Destra, ambiente ideale per ogni Servitor di due padroni. La sua incarnazione più grottesca è quella di Roberto Formigoni. Il Celeste Imboscato (alla commissione agricoltura del Senato), improbabile sostenitore del governo nazionale, è tornato col suo ghigno a scaricare disprezzo sul centrosinistra milanese all'indomani delle primarie. Non ho espresso preferenze per alcuno dei candidati milanesi, non stravedo per la scelta di Beppe Sala, ma la riapparizione dell'ex Governatore ha avuto l'effetto di ricordarmi le conseguenze in caso di insuccesso di Mister Expo. Basta divisioni e polemiche, mettiamoci a remare in una sola direzione: confermare la “primavera” meneghina.
11 febbraio 2016
10 febbraio 2016
Maroni, you have a problem? la maggioranza "cade" sotto le ronde
RONDE PADANE, LA MAGGIORANZA NON C'È
La mozione prevedeva l'istituzione di un registro ad hoc per le associazioni che fanno sicurezza, la definizione di linee guida che permettessero ai comuni di regolamentare le ronde e di modificare le norme per "agevolare e incentivare il coordinamento tra le forze di polizia locale e i volontari."
Un tentativo nella stessa direzione era già stato compiuto durante l'approvazione della nuova legge sulla polizia locale e anche in quel caso fu di fatto bloccato.
"Il centrodestra riesce a farsi male da solo - dicono Fabio Pizzul e Marco Carra -.
Bocciata dall'aula una mozione per riconoscerle e regolamentarle
Alla Lega non riesce il tentativo di
regolarizzare e legittimare le "ronde padane". È stata infatti bocciata
con 27 voti a favore contro 29 (tra contrari e astensioni) la mozione
presentata dalla lista Maroni che chiedeva alla Regione di riconoscere
il ruolo delle associazioni che decidono di farsi carico del controllo
del territorio. Non è bastato l'intervento dell'assessore Bordonali,
delegata alla sicurezza, che ha chiesto di modificare il testo
aggiungendo tra gli impegni la consulenza e il supporto da parte della
giunta regionale a queste associazioni. Come scritto nella mozione poi
bocciata dall'aula, "l'impegno della popolazione per la garanzia della
sicurezza e del benessere sociale deve essere incoraggiato, coordinato,
guidato e non certo colpevolizzato come purtroppo è accaduto in
passato".La mozione prevedeva l'istituzione di un registro ad hoc per le associazioni che fanno sicurezza, la definizione di linee guida che permettessero ai comuni di regolamentare le ronde e di modificare le norme per "agevolare e incentivare il coordinamento tra le forze di polizia locale e i volontari."
Un tentativo nella stessa direzione era già stato compiuto durante l'approvazione della nuova legge sulla polizia locale e anche in quel caso fu di fatto bloccato.
"Il centrodestra riesce a farsi male da solo - dicono Fabio Pizzul e Marco Carra -.
9 febbraio 2016
Dai senatori PD
Siamo a un passo da approvazione storica
di legge non più rinviabile
di Luigi Zanda
Siamo a un passo dall'approvazione della legge sulle unioni civili. Una legge che colma un vuoto legislativo non più giustificabile.
In questi giorni in Senato abbiamo cercato di organizzare al meglio il lavoro che ci aspetta nei prossimi giorni cercando di sminare il campo dai pericoli che potrebbero presentarsi per un provvedimento così delicato, che sarà discusso e votato dall'aula senza relatore e senza i pareri del governo, e per il quale tutti i gruppi parlamentari hanno deciso di lasciare libertà di coscienza, con la possibilità quindi di votare in maniera segreta sui punti che richiamano gli articoli della Costituzione sulla tutela dei figli.
Una serie di circostanze che, tutte insieme, possono mettere a rischio una corretta discussione e le votazioni degli emendamenti. Per questo, per ridurre i pericoli in cui l'aula potrebbe imbattersi, mercoledì scorso ho incontrato i capigruppo di maggioranza e opposizione. Tutti ci siamo trovati d'accordo sul voler affrontare il provvedimento nel merito.
8 febbraio 2016
Il Pirellone restituisce lo schiaffo a Maroni dopo le scritte per il family day
Voto del Consiglio, mai più scritte sul palazzo senza avallo dell'assemblea
Il Consiglio regionale ha punito la giunta
Maroni per aver utilizzato Palazzo Pirelli senza chiedere
l'autorizzazione al Consiglio regionale. E non è stato per una
distrazione, ma una scelta deliberata. La vicenda è quella del Family
day e della scritta luminosa apparsa sulla facciata del Pirellone per
l'intera settimana prima dell'evento del 30 gennaio scorso. Scelta molto
contestata, anche sotto il profilo formale, perché la decisione della
giunta Maroni non è stata sottoposta ad alcun vaglio da parte né del
Consiglio né del suo ufficio di presidenza. Martedì 2 febbraio il Consiglio ha potuto finalmente dire la sua, e non è stato come Maroni e l'assessore Cappellini si sarebbero immaginati. È bastata la prima di due mozioni presentate su questo tema, firmata dal M5S, per chiarire che il Consiglio non ha gradito. La mozione, sostenuta anche da Pd e Patto Civico, chiedeva alla giunta regionale non solo di "concordare con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale qualsiasi iniziativa pubblica che coinvolga le strutture e gli uffici di Palazzo Pirelli", ma anche di stabilire con opportuna norma che il Pirellone deve essere "lasciato nella piena disponibilità del Consiglio regionale". Approvata, a voto segreto, con 38 voti a favore e 31 contrari.
"Il Consiglio ha restituito a Maroni lo schiaffo subito con la scritta su Palazzo Pirelli - dichiarano la vicepresidente Sara Valmaggi ed Enrico Brambilla -.
Quindicesimo piano - la newsletter di Laura Barzaghi
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NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE DELL'AMIANTO
Il Piano regionale è scaduto da 5 anni. Regione Lombardia non dà risposte. E intanto lo smantellamento langue
"Il Piano per l'amianto di Regione Lombardia è
scaduto da 5 anni e ancora non si parla di riaggiornare lo strumento",
lo fa sapere Raffaele Straniero, che in proposito ha presentato un'interrogazione all'assessore all'Ambiente Terzi.
"Nell'ultima seduta d'Aula abbiamo sollevato l'importante tema, ma non abbiamo avuto risposte, se non vaghe e confuse - prosegue Straniero -. L'assessore si è limitata a addurre come motivazione il fatto che il Pral sarebbe stato di fatto aggiornato dal Prs, il Piano regionale di sviluppo. Ora approfondiremo questo argomento in sede di Commissione Ambiente. Non di meno, poiché è una questione complicata e urgente, ci preoccupa molto che il Pral sia scaduto e che Regione Lombardia non parli di vero aggiornamento dello strumento in sé. Anche perché la situazione è grave: entro il 2016 l'amianto doveva sparire da tutto il territorio regionale, ma in realtà i passi fatti sono stati pochissimi e anche per quanto riguarda i censimenti non conosciamo i dati. All'assessore non ci è rimasto altro da dire che ci auguriamo in un intervento immediato almeno per l'aggiornamento".
"Nell'ultima seduta d'Aula abbiamo sollevato l'importante tema, ma non abbiamo avuto risposte, se non vaghe e confuse - prosegue Straniero -. L'assessore si è limitata a addurre come motivazione il fatto che il Pral sarebbe stato di fatto aggiornato dal Prs, il Piano regionale di sviluppo. Ora approfondiremo questo argomento in sede di Commissione Ambiente. Non di meno, poiché è una questione complicata e urgente, ci preoccupa molto che il Pral sia scaduto e che Regione Lombardia non parli di vero aggiornamento dello strumento in sé. Anche perché la situazione è grave: entro il 2016 l'amianto doveva sparire da tutto il territorio regionale, ma in realtà i passi fatti sono stati pochissimi e anche per quanto riguarda i censimenti non conosciamo i dati. All'assessore non ci è rimasto altro da dire che ci auguriamo in un intervento immediato almeno per l'aggiornamento".
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