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6 marzo 2016

Il nodo delle unioni civili

Editoriale di Giovanni Bianchi                                                1 marzo 2016  

La questione delle unioni civili è strettamente connessa al cambiamento dei costumi della società occidentale nel corso degli ultimi quarant’anni, che ha messo in crisi il modello tradizionale di famiglia basato sul matrimonio, religioso o civile che fosse (tutte le religioni concepiscono una forma di benedizione del matrimonio, anche se solo alcune confessioni cristiane, a partire dal cattolicesimo, lo definiscono un sacramento).
La necessità di una definizione giuridica del matrimonio era soprattutto necessitata dall’esigenza di regolare le modalità e le forme della procreazione, intesa come apporto principale che l’individuo dava alla continuazione della società tramite la generazione di nuove vite.

9 febbraio 2016

Dai senatori PD



Siamo a un passo da approvazione storica
di legge non più rinviabile

di Luigi Zanda



Siamo a un passo dall'approvazione della legge sulle unioni civili. Una legge che colma un vuoto legislativo non più giustificabile.

In questi giorni in Senato abbiamo cercato di organizzare al meglio il lavoro che ci aspetta nei prossimi giorni cercando di sminare il campo dai pericoli che potrebbero presentarsi per un provvedimento così delicato, che sarà discusso e votato dall'aula senza relatore e senza i pareri del governo, e per il quale tutti i gruppi parlamentari hanno deciso di lasciare libertà di coscienza, con la possibilità quindi di votare in maniera segreta sui punti che richiamano gli articoli della Costituzione sulla tutela dei figli.

Una serie di circostanze che, tutte insieme, possono mettere a rischio una corretta discussione e le votazioni degli emendamenti.  Per questo, per ridurre i pericoli in cui l'aula potrebbe imbattersi, mercoledì scorso ho incontrato i capigruppo di maggioranza e opposizione. Tutti ci siamo trovati d'accordo sul voler affrontare il provvedimento nel merito.

8 febbraio 2016

Il Pirellone restituisce lo schiaffo a Maroni dopo le scritte per il family day



Voto del Consiglio, mai più scritte sul palazzo senza avallo dell'assemblea
Il Consiglio regionale ha punito la giunta Maroni per aver utilizzato Palazzo Pirelli senza chiedere l'autorizzazione al Consiglio regionale. E non è stato per una distrazione, ma una scelta deliberata. La vicenda è quella del Family day e della scritta luminosa apparsa sulla facciata del Pirellone per l'intera settimana prima dell'evento del 30 gennaio scorso. Scelta molto contestata, anche sotto il profilo formale, perché la decisione della giunta Maroni non è stata sottoposta ad alcun vaglio da parte né del Consiglio né del suo ufficio di presidenza.
Martedì 2 febbraio il Consiglio ha potuto finalmente dire la sua, e non è stato come Maroni e l'assessore Cappellini si sarebbero immaginati. È bastata la prima di due mozioni presentate su questo tema, firmata dal M5S, per chiarire che il Consiglio non ha gradito. La mozione, sostenuta anche da Pd e Patto Civico, chiedeva alla giunta regionale non solo di "concordare con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale qualsiasi iniziativa pubblica che coinvolga le strutture e gli uffici di Palazzo Pirelli", ma anche di stabilire con opportuna norma che il Pirellone deve essere "lasciato nella piena disponibilità del Consiglio regionale". Approvata, a voto segreto, con 38 voti a favore e 31 contrari.
"Il Consiglio ha restituito a Maroni lo schiaffo subito con la scritta su Palazzo Pirelli - dichiarano la vicepresidente Sara Valmaggi ed Enrico Brambilla -.

28 gennaio 2016

Maroni e il "suo" Pirellone

Chiediamo formalmente chiarimenti sull’uso che Maroni ha fatto del Pirellone

La vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi, il capogruppo Pd Enrico Brambilla e la capogruppo del Patto Civico Lucia Castellano hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo per chiedere chiarimenti in merito all’iniziativa delle scritte luminose apparse a partire dal giorno 22 gennaio sul Palazzo Pirelli, sia rispetto all’uso strumentale del Palazzo, sede del Consiglio regionale, sia rispetto al danno di immagine che ne è derivato. Il riferimento è alla scritta “Family Day”, realizzata in vista della manifestazione a Roma del 30 gennaio.
cattaneo_familyLa lettera:
In data odierna, 25 gennaio 2016, dando risposta alla lettera inviata il 23 gennaio u.s. dalla Vice Presidente Sara Valmaggi in merito alle scritte luminose apparse già il 22 gennaio sulla facciata di Palazzo Pirelli, si afferma che non c’è stato coinvolgimento degli uffici del Consiglio e che i costi di organizzazione dell’iniziativa non potranno essere imputati a questa amministrazione.
Da suddetta risposta, a firma del Segretario Generale, si evince l’estraneità di tutta la struttura consiliare; se questo fosse vero ci chiediamo per quale motivo ha voluto far Sua la proposta di illuminazione del Palazzo tramite post su social network poi ripreso dalla stampa.
Riteniamo pertanto indispensabile un Suo chiarimento, perché come ben sa, la Sua figura di Presidente dovrebbe essere di garanzia e tutela di tutta l’Assemblea consiliare e Sua è la responsabilità per un uso strumentale del Palazzo e per il danno di immagine che ne è derivato.
Rileviamo inoltre che si pone in ogni caso un problema per il futuro inerente la sicurezza delle attività consiliari e delle possibili intrusioni di persone esterne alla struttura del Palazzo.
In ultimo resta irrisolta la questione sull’addebito dei costi di elettricità.
Per questi motivi siamo a chiederLe di procedere con una nota formale di biasimo nei confronti della Giunta per aver utilizzato a proprio piacimento i locali di Palazzo Pirelli.
Si coglie infine l’occasione per ribadire, come più volte richiesto in Consiglio, che è necessario individuare una soluzione definitiva affinché il Palazzo Pirelli, essendo sede del Consiglio, sia gestito dallo stesso in piena autonomia.
Cordiali saluti.
Sara Valmaggi – Vice Presidente del Consiglio regionale
Enrico Brambilla – Capogruppo consiliare del Partito Democratico
Lucia Castellano – Capogruppo consiliare Gruppo Patto Civico

24 gennaio 2016

La miglior risposta, #svegliaitalia

da LaRepubblica.it 
Unioni civili, l'Italia arcobaleno riempie le piazze
La mobilitazione a favore del ddl Cirinnà: la senatrice pd accolta da un'ovazione a Roma, in piazza del Pantheon. Arcigay: "Un milione di persone in cento città". Solo il ministro Maurizio Martina, del governo, ha partecipato alla manifestazione. Renzi: "Legge non rinviabile". Sit-in anche all'estero, in 200 a Londra davanti all'ambasciata italiana. Giovanardi, ultrà cattolico: "Un clamoroso flop

"UN MILIONE di persone nelle 100 piazze italiane a favore della legge sulle unioni civili". È la stima dell'Arcigay. "Una giornata storica per questo Paese, una mobilitazione vastissima che si è nutrita del desiderio e dell'entusiasmo di tante e tanti che hanno a cuore il valore dell'uguaglianza". Così Gabriele Piazzonì, segretario di Arcigay, commenta il risultato della manifestazione #Svegliatitalia che oggi ha riempito quasi cento piazze.

Il mondo arcobaleno scende in piazza a favore del ddl Cirinnà (e contro il family day che si terrà a Roma il 30 gennaio). In moltissime città hanno sfilato migliaia di persone insieme alle famiglie arcobaleno per 'SvegliatiItalia', la giornata organizzata da Arcigay e altre associazioni lgbt (ArciLesbica, Circolo Mario Mieli, Agedol, Famiglie Arcobaleno e Mit) a favore delle Unioni Civili. Manifestazioni a Roma, in piazza del Pantheon, a Parma, a Genova, a Milano, a Firenze. Anche la "Sicilia arcobaleno" scende in piazza. E Napoli manifesta in piazza Carità, ("È ora di essere civili").

23 gennaio 2016

#svegliaitalia #svegliatitalia è ora di essere civili




Il PD Monza e Brianza aderisce a #svegliatitalia

svegliaitaliaIl Partito Democratico di Monza e Brianza ritiene che i diritti civili e l'allargamento degli stessi sia una priorità per il Paese e un compito fondamentale dell'azione dei nostri parlamentari e del Governo.
Nella fattispecie, riteniamo che l'approvazione, senza ulteriori rimandi, del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili e sulla stepchild adoption sia un passo fondamentale per estendere i diritti e modernizzare l'Italia.
Sabato 23 gennaio alle ore 14.30 saremo quindi presenti a Milano in piazza della Scala nell'ambito della mobilitazione nazionale per l'uguaglianza "È ora di essere civili! - #SVEGLIATITALIA".
L'Italia non è mai stata così vicina all'approvazione di una legge per il riconoscimento dei diritti civili alle persone omosessuali, pertanto invitiamo tutti i nostri iscritti e simpatizzanti a partecipare attivamente alla mobilitazione.
Pietro Virtuani, Segretario PD MB
Alessandro Panigada, Responsabile Diritti Civili PD MB

13 gennaio 2015

Non è solo questione di logo


Convegno famiglia, Maroni non isoli la Lombardia

palazzo lombardiaMaroni non isoli la Lombardia e ascolti gli appelli autorevoli del segretario generale del Bie Loscertales, del ministro Martina, del sindaco Pisapia e del commissario Sala. Non esponga Expo e la Regione a una brutta figura in sede internazionale: la Lombardia non merita di passare per un’istituzione retriva ed escludente, perché i suoi cittadini non sono così. Tolga il logo di Expo dal convegno del 17 gennaio e non associ il nome della Lombardia a chi sostiene tesi contrarie alla dignità delle persone omosessuali.
Alessandro Alfieri, segretario del Pd lombardo 


da LaRepubblica.it

"I gay vanno curati": anche Maroni partecipa al convegno omofobo. Polemica al Pirellone

C'è anche il logo di Expo nel manifesto sul dibattito organizzato da Obiettivo Chaire e Alleanza Cattolica con Regione Lombardia. E il Pd s'indigna: "Deriva oscurantista che ci allarma". Sel: "Spirito medievale"

"I gay vanno curati": anche Maroni partecipa al convegno omofobo. Polemica al Pirellone


Non solo, nel manifesto dell’iniziativa compare in bella vista il logo di Expo. «Cosa c’entra con Expo questo evento? Quella della Regione è una deriva omofoba che ci preoccupa e ci chiediamo chi ha permesso l’utilizzo del logo dell’esposizione», spiega Fabio Galantucci dell’Arcigay. «È sconcertante — dice il consigliere comunale pd Ruggero Gabbai — perché oltre a negare l’evidenza dei fatti e dell’evoluzione della società, ci si ostina a sostenere e propagandare tesi oscurantiste e omofobe. L’Expo, che si appresta ad essere la vetrina d’Italia e di Milano nel mondo, non può e non deve essere associata a iniziative che promuovono una cultura superata».

7 novembre 2014

Pisapia prosegue sui matrimoni contratti all'estero!



Nozze gay, Pisapia non cede al prefetto: "Vado avanti sul mio percorso giusto e legittimo"da LaRepubblica.it

Nozze gay, Pisapia non cede al prefetto: "Vado avanti sul mio percorso giusto e legittimo"

Nessun cedimento del sindaco di Milano all'ordine di cancellare le trascrizioni dei matrimoni celebrati all'estero. Il Pd chiede una legge nazionale. Tatarella (Forza Italia): "Pisapia fa il bullo col governo"

L'associazione Rete Lenford-Avvocatura per i diritti Lgbt, che assiste 13 coppie omosessuali che hanno effettuato la trascrizione dei matrimoni all'anagrafe di Palazzo Marino, sta valutando a propria volta la presentazione di un ricorso al Tar della Lombardia, come è stato fatto a Roma.

20 ottobre 2014

Il parere di Civati sugli 80 euro alle neomamme

Vi prego: gli asili nido, non gli 80 euro (è meglio, meglissimo)

Lo diceva anche il premier attualmente in carica che avrebbe fatto gli asili, come nella sua città.
Perché spendere 80 euro per tre anni (pare che il conto ci porti a impegnare risorse tra il miliardo e mezzo e i due: desumiamo i dati dalle trasmissioni tv) quando quelle risorse ingenti potrebbero essere investite per aprire asili nido?
A parte il maschilismo certamente involontario (“per le mamme”, che così se ne stanno ancora un po’ a casa) e il messaggio sicuramente forte sotto il profilo del marketing elettorale spintissimo a cui siamo quotidianamente esposti, mi pare una mossa molto sbagliata.
Sulle bambine e i bambini non voglio certo fare polemica, ma come sanno tutti (soprattutto gli esperti), l’investimento in asili nido è quello più redditizio per la società: da tutti i punti di vista. Perché dà lavoro di qualità, perché riduce le disuguaglianze, perché estende un servizio che ora manca.
Non dico che sia la “spesa pubblica perfetta”, ma si avvicina molto all’idea.
Se quelle risorse ci sono e hanno copertura (la qual cosa non era prevista nemmeno nelle slide di pochissimi giorni fa), si usino bene. Altrimenti, pensando ai nostri figli, commetteremmo un errore proprio nei loro confronti.

31 marzo 2014

Civati e i diritti civili, i diritti per tutti

E adesso i conservatori come faranno a parlare di civil partnership?

equalmarriage

In Inghilterra i gay si possono sposare.
Per anni, in Italia ci siamo sorbiti la retorica delle Civil partnership. Sì, perché per evitare di parlare di matrimoni egualitari, i nostri conservatori, a destra e a sinistra, amano ricorrere ai giri di parole o alle espressioni perifrastiche o a vere e proprie formule magiche. Mi auguro che ora, dalle Civil partnership si passi a chiamarli come hanno fatto gli inglesi, dando questo titolo alla loro legge: Marriage (Same-Sex Couples) Act.
 
Il marriage delle Same-Sex Couples sarebbe bello fosse chiamato così anche in Italia.  L'espressione corretta è matrimonio tra le coppie dello stesso sesso, ovvero: matrimonio egualitario. Ma, si sa, da noi prevale l'ipocrisia. Per esempio, da noi, traducendo dall'inglese, si sente continuamente ripetere che il modello delle Civil partnership ci consente di superare la questione delle adozioni.

7 gennaio 2014

Il cognome della madre è un diritto

La sentenza sul cognome materno colma un deficit culturale

mamma_klimt  mamma_klimt
"Un importante segno di civiltà. La sentenza della Corte europea dei diritti Umani di Strasburgo, che ha riconosciuto il diritto dei genitori di poter scegliere, dando ai figli il solo cognome della madre, colma finalmente un deficit culturale e legislativo del nostro Paese. L'Italia, da questo momento non può più fare finta di niente, non può restare indietro".
Lo ha dichiarato la deputata Pd Roberta Agostini, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.

"Questa di oggi – ha aggiunto -, è una vittoria di tutte quelle madri che vogliono poter vedere realizzato il legittimo desiderio di dare il proprio cognome ai figli, una vittoria ottenuta nel nome di quel principio di pari opportunità che nella nostra società va attuato a tutti i livelli. Ora tocca a noi, che siamo in Parlamento, lavorare affinché questo diritto sia riconosciuto con una legge italiana".

Per la vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli, la decisione della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, che ha accolto a maggioranza la richiesta di una coppia di Milano contro il rifiuto delle autorità italiane di consentire l'attribuzione alla figlia del nome della madre, "rappresenta davvero una grande innovazione e un passo in avanti per rendere il nostro sempre più un Paese civile".

3 giugno 2013

Aicurzio: ma che "razza" di Comune!

Baraggia dice no alla Cittadinanza onoraria per i bambini figli di immigrati. Ad Aicurzio non passa la mozione presentata dalla minoranza.


Matteo Baraggia  - Sindaco Aicurzio
Lega Nord
Tempo fa per sostenere la campagna Unicef "Io come TU"  volta a promuovere il diritto alla non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera, avevamo pubblicato questo post: "Ma a Sulbiate di che razza Siamo?".

Dopo aver letto il Cittadino in edicola, oggi, sarebbe il caso di chiedersi con amara ironia: "Ma Aicurzio, che Razza di Comune è?". 

Mercoledì scorso il C.C. Aicurzio, ha preso in esame la mozione della minoranza presentata da Marco Cereda, capogruppo di minoranza del Gruppo Progresso e Solidarietà, che chiedeva di concedere la cittadinanza onoraria ai figli di immigrati. 

Approvando la mozione e concedendo simbolicamente la Cittadinanza ai bambini stranieri residenti, Aicurzio poteva essere d'esempio per tutto il Vimercatese. Un esempio ancor più efficace e lungimirante perché il comune  è amministrato da un Sindaco Leghista.

Invece, ecco cosa è successo:

Il Sindaco ha preso subito la parola per precisare che la maggioranza sulla questione

30 maggio 2013

Quando a Sulbiate?

Oltre lo spirito di una foto

di Redazione
Etichetta: buone pratiche, proposte, commenti, idee

Milano 21 maggio: al castello Sforzesco e alla presenza del ministro Kienge viene conferita la cittadinanza onoraria a 200 bambini (rappresentanti degli oltre 34 mila milanesi) nati in Italia da genitori stranieri e abitanti in Milano

Il ministro Kyenge ha detto:
 “La nostra ricchezza parte dalle tante culture a cui ci troviamo di fronte. Il meticciato è una realtà: nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle strade . E' la fotografia del Paese che ce lo dice, ed è una risorsa e non dobbiamo averne paura". 




Sesto S. Giovanni  prossima domenica 2 giugno: i bambini e le bambine nati in Italia e originari di altri paesi a Sesto sono 2382 e rappresentano ben 62 nazionalità diverse. Nei prossimi giorni riceveranno una lettera del Sindaco Monica Chittò che li informa sulla concessione della cittadinanza onoraria e li invita alla festa del 2 giugno al Carroponte.

Durante la festa, intitolata "Sesto senza frontiere", si svolgeranno "Extravaganti prove di cittadinanza per italiani 2.0". Si tratta di una rilettura democratica e meticcia, di Giochi Senza Frontiere. Alle 17 si svolgerà la cerimonia ufficiale di consegna della cittadinanza onoraria a un gruppo rappresentativo di bambine e bambini da parte del Sindaco e della Giunta comunale.


Cittadinanza onoraria ai bambini di origine straniera nati in Italia anche in altre grandi città: Torino, Bologna, Napoli in piccoli comuni (ex Mezzago).


A Sulbiate? Cosa ci impedisce di farlo?

27 marzo 2013

Cittadinanza: la proposta del PD - I NUOVI ITALIANI.

Il 21 marzo è stata depositata alla Camera dei Deputati  la proposta di legge del Partito Democratico 
“Disposizioni in tema di acquisto della cittadinanza italiana”. E' stata firmata da Khalid Chaouki e Cécile Kyenge,  insieme al segretario Pierluigi Bersani e al capogruppo Roberto Speranza. 





In sintesi la proposta promette ai figli di cittadini stranieri residenti regolarmente da almeno 5 anni o a chi arriva in Italia prima di aver compiuto 10 anni e ha concluso un ciclo scolastico (scuole elementari, medie o superiori) o di formazione professionale di diventare subito italiano. Sono più di un milione i figli degli immigrati che vivono in Italia.

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