Lo diceva anche il premier attualmente in carica che avrebbe fatto gli asili, come nella sua città.
Perché spendere 80 euro per tre anni (pare che il conto ci porti a
impegnare risorse tra il miliardo e mezzo e i due: desumiamo i dati
dalle trasmissioni tv) quando quelle risorse ingenti potrebbero essere
investite per aprire asili nido?
A parte il maschilismo certamente involontario (“per le mamme”, che
così se ne stanno ancora un po’ a casa) e il messaggio sicuramente forte
sotto il profilo del marketing elettorale spintissimo a cui siamo
quotidianamente esposti, mi pare una mossa molto sbagliata.
Sulle bambine e i bambini non voglio certo fare polemica, ma come
sanno tutti (soprattutto gli esperti), l’investimento in asili nido è
quello più redditizio per la società: da tutti i punti di vista. Perché
dà lavoro di qualità, perché riduce le disuguaglianze, perché estende un
servizio che ora manca.
Non dico che sia la “spesa pubblica perfetta”, ma si avvicina molto all’idea.
Se quelle risorse ci sono e hanno copertura (la qual cosa non era prevista nemmeno nelle
slide
di pochissimi giorni fa), si usino bene. Altrimenti, pensando ai nostri
figli, commetteremmo un errore proprio nei loro confronti.