Un video girato a Milano in viale Toscana mostra la folla dei poveri che attendono un pasto. La cruda normalità che vive ogni giorno chi si occupa di povertà. Per andare oltre la viralità del video occorre mettere in campo una nuova agenda, la cui priorità sia il futuro. Perché senza una visione radicale e profonda di cambiamento non riusciremo a rispondere alla domanda di diritti
Negli ultimi giorni, un video girato a Milano, presso la sede di Pane Quotidiano in Viale Toscana è stato ricondiviso migliaia di volte, sino a diventare virale. Una lunga fila di persone attende di poter ottenere un pasto caldo.
Molti, sorpresi dalle immagini, si sono affrettati a commentare la dolorosa sequenza come se ci trovassimo di fronte a qualcosa di inedito. Eppure, per coloro che si occupano di povertà, ciò che è stato condiviso in poche ore sui social network rappresenta la crudezza della normalità. Negli ultimi anni, il costante deperimento dell’economia del Paese ha determinano, una crescita esponenziale delle povertà. Ragioni di natura strutturale si intrecciano con la debolezza delle politiche, la ricerca frenetica del colpo ad effetto per strappare qualche istante di visibilità e non lascia alcuno scampo all’analisi e alla programmazione.
16 dicembre 2020
C’è ancora chi si stupisce per la coda a Pane Quotidiano?
3 novembre 2020
OSPEDALE IN FIERA: AAA PERSONALE CERCASI
Con una delibera, la giunta riattiva la struttura voluta da Fontana e recluta i medici e gli infermieri degli altri ospedali lombardi
La Regione Lombardia deve recuperare, per la riapertura dell’Ospedale in Fiera a Milano, 153 medici intensivisti e 459 infermieri, operatori che non ci sono e che quindi sottrarrà ai diversi territori, indebolendone la capacità di cura. Il tutto per attrezzare una struttura che non può contare su nessuna specializzazione e può quindi in realtà curare solo i malati meno gravi. La Regione fa esattamente quello che, a detta di tutti i maggiori esperti, non va fatto: sguarnisce la sanità territoriale per investire in un unico hub.
Trasferimento volontario? Solo sulla carta, a quanto pare. Perché, stando alle diverse segnalazioni pervenute al capogruppo dem Fabio Pizzul, Regione Lombardia, per la riattivazione del cosiddetto ospedale in fiera di Milano, sta operando forti pressioni su medici e infermieri affinché si trasferiscano da altri ospedali.
“È stato evidente fin dall’annuncio del progetto, all’inizio del mese di marzo, che il principale problema sarebbe stato quello del reperimento del personale necessario per il suo funzionamento. La delibera con cui si riapre, di fatto, la struttura, prevede il coinvolgimento di ben undici ospedali della regione, con precisazione riguardo la necessità di reperire personale qualificato, a fronte di una disponibilità, preferibilmente, in forma volontaria. Ci sembra che ci sia stata una grande sottovalutazione del possibile impatto di questa scelta sugli ospedali chiamati in causa. Ci risulta anche che la volontarietà del coinvolgimento sia solo sulla carta e che ci siano forti pressioni sul personale e sulle strutture che non contribuiscono certo a creare i presupposti per una buona gestione dell’emergenza”.
22 aprile 2020
Sala: “La Lega in due giorni dal terrore al libera tutti. Più test e meno slogan”
Pubblicato il 16 Aprile 2020
Sindaco Sala, la Regione dice che si riparte il 4 maggio… Parla di 4 D. Distanza, dispositivi e cioè mascherine, digitalizzazione e diagnosi…
«L’ha deciso la Regione o Salvini? Stanno passando dal terrore sul numero dei contagi di due giorni fa al liberi tutti. Un po’ più di equilibrio non guasterebbe. Guardi, io non sono contrario a rimettere in moto l’economia, perché alla fine si parla di lavoro per tanta gente. Ma devono essere fornite le garanzie adeguate per chi andrà a lavorare. Quello del 4D è uno slogan senza contenuto. Nella D di dispositivi varranno anche i foulard o le sciarpe, come da loro precedente ordinanza?».
Anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato alla cautela…
«E ci mancherebbe, abbiamo tutti continuato a dire che la salute è la prima cosa. Qualche settimana fa quando c’erano da sostenere le ragioni della chiusura ci dicevano di guardare all’Oms, faranno così anche adesso?».
Qual è la cosa più importante per rimettere la gente al lavoro?
«Che vengano fatti i test d’immunità e purtroppo su questi, che vengono praticati largamente in Veneto, in Lombardia siamo indietrissimo. Siccome a Milano non si fanno, oggi ho rotto gli indugi e mi sono accordato con l’ospedale Sacco per farli in autonomia, cominciamo con i 4mila del personale Atm, che lavorano nel delicato settore dei trasporti, e poi vediamo».
26 febbraio 2020
Lettera agli studenti - 25 febbraio 2020
AGLI STUDENTI DEL VOLTA
“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c'era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”
Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 dei Promessi sposi, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.
17 dicembre 2019
Piazza Fontana, l'insulto sui social nel giorno del ricordo: ringraziamenti a Ordine nuovo
di ANDREA PALLADINO - la Repubblica
12 dicembre 2019
Nessun pudore e nessuna pietà per le vittime. Anzi, la rivendicazione di una storia politica, quella dell’organizzazione nera "Ordine nuovo", nome che riporta direttamente al giro veneto di Freda e Ventura. Nel giorno del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana è il figlio di Clemente Graziani, Rainaldo, a riaprire le antiche ferite. Lo fa con un post, che suona come un insulto alle vittime dalla bomba di Milano: "Nell'anno 2019 di nostra vita, oggi 12 Dicembre, Io, Rainaldo Graziani, ringrazio...", segue elenco dei nomi dei camerati aderenti ad Ordine nuovo.
Per togliere ogni dubbio Graziani figlio aggiunge subito dopo: "Li ringrazio per averci insegnato l’onore e la fedeltà, (…) li ringrazio per averci donato con le loro lotte, sotto le loro bandiere ed i loro simboli un patrimonio di Idee e di umanità in ordine al quale speriamo di esserne degni". Ordine nuovo – è stato appurato nei tanti processi sulle stragi – ha avuto, attraverso il nucleo veneto di Freda e Ventura, il ruolo da protagonista nella lunga stagione della strategia della tensione. Clemente Graziani – tra i fondatori dell’organizzazione – fuggì prima in Gran Bretagna, aiutato da una complessa e ancora oggi oscura rete nera, e poi in Paraguay, dove acquistò diverse migliaia di ettari di foresta. Riuscì ad evitare l’estradizione – dovuta ad una condanna nel processo contro Ordine nuovo per ricostituzione del partito fascista – anche grazie alle coperture della dittatura militare di Streossner.
13 dicembre 2019
Carlo Cottarelli: Pachidermi e pappagalli. Tutte le bufale sull’economia a cui continuiamo a credere.
10 dicembre 2019
L'odio non ha futuro
Per i sindaci lombardi, appuntamento ore 17.00 in via Rovello presso sede di Anci Lombardia, per poi recarsi insieme in gruppo in Piazza Mercanti dove, alle 17.30, prenderà avvio la manifestazione e il corteo che si muoverà in direzione di piazza Duomo per poi attraversare la Galleria Vittorio Emanuele II e fermarsi in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino.
14 novembre 2019
IL FOSSATO ATTORNO A MILANO SI RIEMPIE CON LA VISIONE, NON CON LE RISORSE
Il fossato tra Milano e il resto d’Italia di cui ha parlato il Ministro Provenzano, riaprendo un dibattito cruciale per il centrosinistra nei prossimi anni, si deve colmare ma riconoscerne l’esistenza è un primo passo per poter superare la dicotomia dello sviluppo tra le grandi città ed i piccoli centri.
In seguito alla dichiarazione del Ministro, Viesti ha rincarato la dose, con ragionamenti che ritengo del tutto sbagliati, sostenendo infatti che lo sviluppo di Milano derivi da una distrazione di risorse e attenzioni che andrebbero riservate al resto d’Italia e citando a titolo di esempio l’alta velocità e Human Technopole (l’eredità fisica di Expo).
Anche l’autorevole TheGuardian ha affrontato il tema in un articolo dove affronta lo stesso argomento.
Andiamo con ordine rispetto ai rilievi che vengono posti: Milano “ruba” sviluppo ai territori circostanti? In alcun modo no, nel senso che le fabbriche e i capannoni che hanno garantito crescita a basso capitale investito in tante realtà settentrionali non sono attratte dalla città, ma sono superate da un modello di sviluppo che premia la rapidità di connessione economica (e quindi sociale). Rispetto agli investimenti in capitale privato non è affatto vero che Milano sottrae al territorio circostante contenuti replicabili altrove, non si sono spostati i capannoni dalla provincia alla città ma il terziario avanzato si è affermato come traino economico senza eguali.
Si tratta di un fenomeno difficilmente arrestabile, l’80% degli europei vivrà in grandi agglomerati urbani nel 2050 e questo riguarda anche l’Italia. Il motivo è che le connessioni economiche, fisiche e sociali nelle grandi città portano alla costruzione di meta distretti, spesso di natura digitale, sempre più competitivi.
1 marzo 2019
People - Prima le persone - Manifestazione Nazionale 2 marzo
Domani a Milano si svolge una manifestazione molto importante: PEOPLE, prima le persone, alla quale molti di noi parteciperanno.
Rinnovo l'appello ad essere presenti perché dove c'è una piazza, una manifestazione, una iniziativa che mette al centro il valore e la dignità della persona, che contrasta l'odio e le discriminazioni, che lotta contro le disuguaglianze, l'inclusione, le pari opportunità e la democrazia, il Partito Democratico c'è.
Pietro Virtuani, Segretario provinciale del Partito Democratico di Monza e Brianza
Prima le persone. “La politica della paura e la cultura della discriminazione viene sistematicamente perseguita per alimentare l’odio e creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B. Per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà”. Parte così l’appello di centinaia di associazioni e migliaia di cittadini di tutta Italia per la manifestazione nazionale People che si tiene a Milano sabato 2 marzo con partenza alle 14 dal crocevia tra via Palestro e Corso Venezia, e arrivo in piazza Duomo dove avrà luogo un flash mob collettivo.
8 dicembre 2017
Il vescovo Mario Delpini al suo primo discorso alla città alla vigilia di Sant'Ambrogio.
Contro la tendenza diffusa a lamentarsi sempre di tutto e di tutti, contro quella seminagione amara di scontento che diffonde scetticismo, risentimento e disprezzo, che si abitua a giudizi sommari e a condanne perentorie e getta discredito sulle istituzioni e sugli uomini e le donne che vi ricoprono ruoli di responsabilità, voglio fare l’elogio delle istituzioni. (...)
ELOGIO DELLE ISTITUZIONI CONTRO IL RANCORE
Voglio fare l’elogio dei sindaci: sono, specie nei paesi e nelle cittadine, la prossimità più accessibile della pubblica amministrazione. I sindaci sono esposti alle attese e alle pretese di tutti, sono spesso oggetto di polemiche e di denunce, sono spesso intrappolati in una burocrazia complicata, sono condizionati da una cronica mancanza di risorse: però, se sono onesti e dediti, i sindaci sono là, tra la gente, in ascolto di tutti, con il desiderio di rendersi utili, con la frustrazione di essere spesso criticati e di riconoscersi impotenti. Però sono là, in mezzo alla gente.
Voglio fare l’elogio delle forze dell’ordine...
Voglio fare l’elogio degli insegnanti e dei dirigenti scolastici e del personale della scuola perché la scuola vive la sua vocazione ad accogliere tutti, nella diversità delle provenienze, delle capacità, delle situazioni personali e familiari e propiziare un linguaggio comune....
Voglio fare l’elogio degli operatori nei presìdi sanitari e nei servizi sociosanitari domiciliari (come l’assistenza domestica, l’assistenza domiciliare integrata e le cure palliative a casa), dei vigili del fuoco, della protezione civile, delle istituzioni presenti nei diversi territori......
L’elenco dovrebbe prolungarsi nell’elogio di tante altre istituzioni presenti capillarmente nel territorio: gli assistenti sociali, i custodi sociali e sociosanitari, i giudici di pace, i soldati dell’operazione strade sicure, gli operatori che presidiano le vie e gli angoli della città, assistendo i clochards del giorno e della notte… Non posso non ricordare le tante associazioni e strutture cooperative che creano una rete di attenzione e solidarietà spesso poco notata ma essenziale nel creare coesione e nel dare spessore alla trama dei legami.....
Di tutti voglio fare l’elogio, a tutti desidero esprimere la mia gratitudine e ammirazione, contrastando quella tendenza troppo facile alla critica e quell’enfasi troppo sproporzionata su alcuni che, approfittando della loro posizione, hanno cercato il proprio vantaggio, anche con mezzi illeciti, aprendo la porta alla corruzione....
23 maggio 2016
Le differenze tra noi e loro
Tra noi e loro c’è un confine, prima ancora che etico e culturale, proprio di carattere e di approccio: in una parola, di stile.
Il mondo di oggi ci presenta ad ogni momento problemi complicati: spesso prima che pensare alle soluzioni, bisogna sapere come gestirli. Questo è il saper fare di cui c’è bisogno.
Loro son schematici e impulsivi. La competenza è il merito non è un loro problema, loro preferiscono affiliati e affidabili. Non hanno tempo per aspettare.
Per noi occorre pazienza e saper fare, doti che pensiamo di avere e in cui ci alleniamo.
Per loro la rudezza e la minaccia è la prima risposta, con cui non si risolve proprio nulla.
Oggi fare è farsi carico, ascoltare; e non urlare ed aggredire come fanno loro.
24 gennaio 2016
La miglior risposta, #svegliaitalia
Unioni civili, l'Italia arcobaleno riempie le piazze
La mobilitazione a favore del ddl Cirinnà: la senatrice pd accolta da un'ovazione a Roma, in piazza del Pantheon. Arcigay: "Un milione di persone in cento città". Solo il ministro Maurizio Martina, del governo, ha partecipato alla manifestazione. Renzi: "Legge non rinviabile". Sit-in anche all'estero, in 200 a Londra davanti all'ambasciata italiana. Giovanardi, ultrà cattolico: "Un clamoroso flop
"UN MILIONE di persone nelle 100 piazze
italiane a favore della legge sulle unioni civili". È la stima
dell'Arcigay. "Una giornata storica per questo Paese, una mobilitazione
vastissima che si è nutrita del desiderio e dell'entusiasmo di tante e
tanti che hanno a cuore il valore dell'uguaglianza". Così Gabriele
Piazzonì, segretario di Arcigay, commenta il risultato della
manifestazione #Svegliatitalia che oggi ha riempito quasi cento piazze.Il mondo arcobaleno scende in piazza a favore del ddl Cirinnà (e contro il family day che si terrà a Roma il 30 gennaio). In moltissime città hanno sfilato migliaia di persone insieme alle famiglie arcobaleno per 'SvegliatiItalia', la giornata organizzata da Arcigay e altre associazioni lgbt (ArciLesbica, Circolo Mario Mieli, Agedol, Famiglie Arcobaleno e Mit) a favore delle Unioni Civili. Manifestazioni a Roma, in piazza del Pantheon, a Parma, a Genova, a Milano, a Firenze. Anche la "Sicilia arcobaleno" scende in piazza. E Napoli manifesta in piazza Carità, ("È ora di essere civili").
7 novembre 2014
Pisapia prosegue sui matrimoni contratti all'estero!
da LaRepubblica.it
Nozze gay, Pisapia non cede al prefetto: "Vado avanti sul mio percorso giusto e legittimo"
L'associazione Rete Lenford-Avvocatura per i diritti Lgbt, che assiste 13 coppie omosessuali che hanno effettuato la trascrizione dei matrimoni all'anagrafe di Palazzo Marino, sta valutando a propria volta la presentazione di un ricorso al Tar della Lombardia, come è stato fatto a Roma.
15 settembre 2014
Situazione alla Stazione Centrale di Milano
Profughi in Stazione Centrale, inaccettabile il comportamento della maggioranza
Per questo abbiamo presentato una mozione bocciata dalla maggioranza, che chiedeva di prevedere l’apertura di un ambulatorio medico gestito dall’Asl di Milano per garantire prestazioni sanitarie di primo intervento necessarie ai profughi in transito. Ma la maggioranza ha deciso di bocciare la nostra proposta.
La nostra era una richiesta di collaborazione tra istituzioni, importante non solo per aiutare queste persone ma anche proprio, a tutela della salute pubblica. Riconosciamo il prezioso lavoro svolto sin qui dall’Areu sul gazebo di prima accoglienza, ma era necessario un impegno in più della politica per realizzare un ambulatorio che potesse garantire quella continuità anche oraria che il gazebo non può garantire.
16 gennaio 2014
Milano più verde. Quando scelte difficili portano benefici a tutti.
Milano, una rivoluzione verde:
la città ha sempre meno auto
La cifra che spiega quanto questa tendenza si sia affermata, è la differenza tra le auto che si vendevano nel 2010 rispetto al 2013: nel giro di quattro anni si è passati da 64.375 immatricolazioni alle 36.091 dello scorso anno (-43 per cento), con una riduzione netta di oltre 28mila mezzi. Un vero e proprio tracollo certificato anche a livello regionale, dove la riduzione è stata di 135mila automobili vendute. La prima causa è la crisi economica. «Si pensi ai giovani: prima erano una grossa fetta del mercato, adesso chi di loro si può permettere un’auto nuova? — spiega Marco Ponti, docente di economia dei trasporti del Politecnico — È un aspetto drammatico, su cui è bene porre l’attenzione e che non dovrebbe essere visto da nessuno come positivo». A cui si va ad aggiungere un aspetto, non irrilevante, di aumento della tassazione.
13 gennaio 2014
Milano più Verde
Rivoluzione verde in centro a Milano:
piazza Castello sarà chiusa al traffico
5 ottobre 2013
Forum UNESCO a Monza
Forum Unesco a Monza, la Lega smetta con le polemiche
Questo uno stralcio dell’ordine del giorno riferito al Forum Unesco, previsto a Monza nel 2015 cheimpegna il Governo a garantire risorse all’evento previsto a Monza nel 2015. Fra due anni infatti si terrà Expo e la Villa Reale di Monza sarà un’importante sede di rappresentanza dell’esposizione universale. Il Ministro ai Beni culturali Massimo Bray si è dichiarato più che disponibile a dare seguito all’indicazione.









