31 dicembre 2020

Auguri di Buon Natale e il bilancio di questo 2020

Scritto da Matteo Raimondi Segretario PD Monza  


Care Democratiche, cari Democratici,
l’anno che sta terminando è stato terribile sotto molteplici aspetti.
Già dal suo esordio ci ha colpiti con violenza la tragica scomparsa di un giovane amico e compagno; neanche il tempo di asciugarci le lacrime e il Covid è entrato nelle nostre vite sconvolgendole.
Alla crisi sanitaria che, spesso, ha colpito anche all’interno del nostro Partito, se ne sono aggiunte due, sociale ed economica.
Durante questi mesi, abbiamo imparato a confrontarci con un nemico subdolo, ma abbiamo anche imparato a rivoluzionare il nostro modo di agire.
Così, le riunioni si sono trasferite dai circoli ai salotti di casa, sicuri dietro un monitor; le iniziative sono passate dalle sale - più o meno gremite - alle stanze virtuali dei social.
In questo costante cambiamento, dettato anche dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria, la mia gratitudine va a tutti voi, simpatizzanti ed iscritti del Partito Democratico, per aver sempre contribuito, con il vostro impegno, alla vita del Partito.
In particolare devo ringraziare i segretari e i coordinamenti dei circoli, i consiglieri comunali e la segreteria cittadina, che hanno quotidianamente assicurato il buon funzionamento della nostra attività politica.
Abbiamo cercato tutti di non far mancare mai l’impegno che abbiamo nei confronti di ogni singolo iscritto ed elettore, arricchendo di significato l’espressione “comunità politica” e dedicandoci, nei limiti delle nostre capacità, a chi fra noi è più fragile.
In queste giornate, al ricordo commosso per chi ci ha lasciato, non dimentichiamo la speranza che il 2021 possa iniziare nel migliore dei modi, con la sconfitta del Covid e il ritorno ad una graduale normalità.
Per noi che abbiamo deciso di dedicare parte del nostro tempo alla Politica, sia questo un momento di riflessione e attenzione ancora maggiore nei confronti di Monza e dei monzesi, affinché nessuno sia lasciato indietro.

Consapevoli che il 2021 dovrà essere caratterizzato da una nuova apertura al futuro e dall’impegno per la nostra città, giunga a voi e alle vostre famiglie il più caloroso augurio di un sereno Natale e un felice anno nuovo.

30 dicembre 2020

Del governismo e dei suoi pericoli

Da Repubblica

Parlando con molti elettori, iscritti e dirigenti del partito, emerge chiaramente che tutti si stiano chiedendo se, per tenere lontano il Mostro dalle poltrone del potere, non sia stato necessario trasformarci noi stessi in un altro genere di mostro, che potrebbe però rivelarsi a lungo andare egualmente pericoloso, per il partito in primis.

È un quesito che chiunque governi dovrebbe periodicamente porsi, perché governare richiede realismo, ma il realismo è nemico della coerenza, dei principi e di una identità politica chiara, definita e rappresentativa dell’elettorato a cui ci si è rivolti e a cui ci si vuole continuare a rivolgere.

Ogni tanto insomma ci si dovrebbe guardare allo specchio, soprattutto quando il compagno di Governo rappresenta tutto ciò che si è sempre combattuto, per tirare le somme, capire da dove si arriva, dove si vorrebbe andare e se la strada che si sta tracciando è coerente con gli obbiettivi che ci si è dati.

L’ultima legge di Bilancio apre molti interrogativi sulla natura della nostra azione politica.

27 dicembre 2020

Macchine più intelligenti dell’uomo?

Il cammino verso la superintellingenza artificiale
Andrea CAROBENE (Aggiornamenti Sociali)
 

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI) negli ultimi decenni apre lo spazio per una domanda radicale: esiste la possibilità che questa tecnologia possa arrivare a sostituire l’essere Umano non solamente nel lavoro, nelle tecniche di video sorveglianza, nella ricerca scientifica, ma l’essere umano in quanto tale, ossia in quanto essere intelligente?

Il primo a porsi questa questione, da un punto di vista tecnologico, fu il matematico britannico Irving John Good nel 1965. Così scriveva: «Una macchina ultra intelligente può esser definita come una macchina che può superare di gran lunga tutte le attività di ogni uomo di qualunque intelligenza. [...] Una macchina superintelligente potrebbe progettare macchine ancora migliori; ci sarebbe quindi sicuramente un’esplosione di intelligenza, e l’intelligenza dell’uomo verrebbe lasciata molto indietro.

24 dicembre 2020

La FINESTRA di fronte... numero 52




 

SettegiorniPD in Regione Lombardia

   La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Mai più soli

Ci eravamo abituati a considerare la politica una grande operazione di comunicazione.
Il peggiore anno della nostra vita, così in molti hanno definito il 2020, ci ha riportati alla cruda realtà: la comunicazione ha dei limiti e non può certo cambiare il dramma della malattia e della morte.
In quest’anno abbiamo fatto molte esperienze dei limiti che abbiamo dovuto accettare per non soccombere di fronte al contagio. Anche il Natale sarà limitato e confinato. Questo crea inquietudine, malinconia, nei più soli anche disperazione.
Chi amministra dovrebbe farsi carico di queste fatiche e della paura della solitudine. In Lombardia crediamo si sia persa l’ennesima occasione per farlo. Il bilancio di previsione per il 2021 non ha fatto altro che confermare la miope tendenza a finanziare progetti nati già vecchi, tentando di etichettarli come anticipazioni del Recovery plan europeo. Il lungo elenco di piccole opere pubbliche, verrebbe voglia di definirle operette per dare il senso della quasi comica leggerezza di molte di esse, non può certo essere definito piano strategico o balzo verso un futuro sostenibile. Emerge, piuttosto, la sensazione di una frammentazione, una sorta di individualismo cantierabile che accresce ancora di più la sensazione di solitudine e abbandono che assale cittadini e imprese lombarde. Per questo il PD ha scelto di accompagnare le proprie proposte al bilancio con lo slogan “Lombardi mai più soli”.
È una promessa che ci sentiamo di fare a chi vive in Lombardia: ci impegneremo perché ci possa essere protezione e sostegno per tutti coloro che ne hanno bisogno.
È un augurio anche per il Natale e per il nuovo anno: che nessuno debba più sentirsi solo.


Tanti auguri di Buon Natale e arrivederci nel 2021

buonNatale

23 dicembre 2020

AGENAS BOCCIA LA RIFORMA MARONI E IPOTECA IL MODELLO LOMBARDO

In data 16 dicembre AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ha bocciato la riforma Maroni del 2015, mettendo in seria discussione il modello lombardo così come concepito da Formigoni.

ANAAO-ASSOMED Lombardia, il più rappresentativo sindacato medico e della dirigenza sanitaria, ha da anni posto l’accento sulle criticità del sistema voluto da Formigoni e “riformato” da Maroni. Nel corso di questi ultimi due anni, e da ultimo nel convegno “Servizio sanitario regionale lombardo: una riforma da riformare?” del 28 ottobre scorso, l’associazione ha più volte dichiarato che il Servizio Sanitario Regionale lombardo non riesce a garantire prestazioni adeguate sul territorio, in termini di presa in carico dei cronici, di appropriatezza delle prestazioni, di coordinamento tra ospedale e distretti, di programmazione e di controlli.

Ora AGENAS, con parole certamente più pacate ma non meno efficaci, certifica un sostanziale fallimento delle buone intenzioni della riforma di Maroni e addirittura affonda la lama su alcuni “mantra” del sistema formigoniano, quali la separazione tra erogatori e programmatori, base per la concorrenza e la libera scelta dei cittadini. 

22 dicembre 2020

Vivere in un ambiente sostenibile è un diritto universale, serve un nuovo modello ecologista

di Sarah Brizzolara - Immagina

Il 12 dicembre 2015 è stato approvato l’Accordo di Parigi, il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sulla crisi climatica, che impegna gli Stati membri della Convenzione Quadro delle nazioni Unite sui cambiamenti climatici a mantenere l’aumento della temperatura globale “ben al di sotto di 2 °C e proseguendo l’azione volta a limitare tale aumento a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali.” (articolo 2.1 dell’Accordo di Parigi).

Negli ultimi 150 anni il clima della Terra è cambiato in modo significativo a causa dei gas serra e della perdita di foreste e zone umide, conseguenze delle attività dell’uomo. 2 gradi è fissato come il confine ultimo e invalicabile per le politiche climatiche. Cifra che secondo il gruppo di scienziati dell’IPCC (Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) porterebbe comunque sulla soglia di irreversibilità l’esistenza di molti equilibri naturali e ecosistemi terrestri. Perché, secondo gli scienziati, a livello naturale il clima è cambiato di massimo un grado centigrado nell’arco di 150 anni.

Ad oggi, secondo Climate Action Tracker, solo il Marocco e il Gambia hanno presentato degli INDC (Contributi Determinati a livello nazionale) in linea con il raggiungimento degli Accordi di Parigi.

21 dicembre 2020

Per l’europarlamentare Ciocca i lombardi valgono più degli altri? Ecco il vero volto della Lega

di Stefano Vaccari - Immagina

“Nel distribuire i vaccini anti-Covid si valuti l’economia: se si ammala un cittadino lombardo, vale più di un altro”. Che schifo. Altro che “prima gli italiani”.

Quelle che leggete sono le dichiarazioni oscene dell’europarlamentare leghista Angelo Ciocca. Secondo Ciocca, è giusto privilegiare i cittadini lombardi a scapito di tutti gli altri. Perché? Perché loro “valgono di più” e quindi vengono “prima”.

Prima dei siciliani, calabresi, pugliesi, lucani e campani. Prima dei sardi e delle popolazioni del centro Italia. E addirittura prima dei piemontesi, dei liguri, dei veneti, dei valdostani, dei friulani, dei trentini, degli altoatesini e dei sudtirolesi.

Gratta gratta, la vera Lega viene sempre a galla.

E ancora una volta, quel ridicolo slogan “prima i” piazzato in ogni Regione si dimostra un enorme inganno: proprio perché ci sarà qualcuno, sempre lo stesso, a venir prima, vuol dire che ci sarà qualcuno a venir dopo. “Prima gli italiani”, ma solo quando votano.

Perché non basta travestirsi e cambiar nome. Non basta cancellare una parolina nel simbolo per cancellare anni di disprezzo per il Paese e per la sua popolazione.

È la solita Lega, è la solita vergogna.

17 dicembre 2020

Populismo vs buon senso. Cosa si nasconde dietro i meccanismi che governano alcuni social

di Donato Apollonio - Immagina

“È molto semplice. Abbiamo disattivato Twitter. Ne siamo rimasti alla larga. Sapevamo che il paese si trovava in uno spazio mentale diverso da quello dei social network”. Queste le parole di un collaboratore di Joe Biden confidate al corrispondente politico di CBS News Ed O’Keefe in merito alla strategia di comunicazione adottata durante la corsa alla Casa Bianca. Il senno del poi gli ha dato ragione. In effetti sono sempre più frequenti i pareri di vari comunicatori politici specie di sinistra che convergono verso un sostanziale abbandono dei social.

Ma per comprendere bene la questione è necessario analizzare a fondo i meccanismi che governano alcuni social. Purtroppo però non essendoci manuali in proposito, possiamo solo fare deduzioni basandoci su osservazioni empiriche e ipotizzando che l’obiettivo prevalente dei proprietari delle varie piattaforme sia il profitto, la cosiddetta monetizzazione per usare un termine in voga.

Ciò premesso, le direttrici lungo le quali si articolano le strategie sono essenzialmente due. La prima conduce verso l’arcinoto fenomeno delle bolle mediatiche. Le intelligenze artificiali sono straordinariamente brave a trovare affinità tra utenti alimentando noti bias cognitivi di cui tutti noi, volenti o nolenti, siamo vittime. Se venti anni fa qualcuno provava a sostenere al bar che la Terra è piatta, veniva preso in giro dagli altri avventori e la cosa finiva lì. Se adesso quella stessa persona dice la stessa cosa in un post sui social, il lungo sguardo di una gigantesca rete neurale, come l’occhio di Sauron, fa in modo che quel post sia visto da altri terrapiattisti sparsi su tutto il globo terrestre.

16 dicembre 2020

C’è ancora chi si stupisce per la coda a Pane Quotidiano?

di Federico Mento (Vita)      

Un video girato a Milano in viale Toscana mostra la folla dei poveri che attendono un pasto. La cruda normalità che vive ogni giorno chi si occupa di povertà. Per andare oltre la viralità del video occorre mettere in campo una nuova agenda, la cui priorità sia il futuro. Perché senza una visione radicale e profonda di cambiamento non riusciremo a rispondere alla domanda di diritti
Negli ultimi giorni, un video girato a Milano, presso la sede di Pane Quotidiano in Viale Toscana è stato ricondiviso migliaia di volte, sino a diventare virale. Una lunga fila di persone attende di poter ottenere un pasto caldo.
Molti, sorpresi dalle immagini, si sono affrettati a commentare la dolorosa sequenza come se ci trovassimo di fronte a qualcosa di inedito. Eppure, per coloro che si occupano di povertà, ciò che è stato condiviso in poche ore sui social network rappresenta la crudezza della normalità. Negli ultimi anni, il costante deperimento dell’economia del Paese ha determinano, una crescita esponenziale delle povertà. Ragioni di natura strutturale si intrecciano con la debolezza delle politiche, la ricerca frenetica del colpo ad effetto per strappare qualche istante di visibilità e non lascia alcuno scampo all’analisi e alla programmazione.