3 marzo 2011

La lega, la battaglia di Legnano, e la patata di Oreno. By Virus.


La lega ha fatto le barricate in Regione per celebrare il

Strano,
forse non sanno che in quella battaglia i comuni lombardi si unirono contro l'imperatore austriaco in favore del Papa di Roma.

Cosa c'entra tutto questo con le istanze psudo federaliste
(in realtà ancora secessioniste)
del fantomatico popolo padano?
Di questo passo, per l'uso della cultura e della storia
un tanto al chilo posso solo sperare,
a benificio del Vimercatese,
che a breve il Trota proponga in Brianza,
la sagra della Patata di Oreno,
giorno di festa provinciale.

Con quali motiviazioni?
Ovvio,
per celebrare grazie a questo famoso e prezioso tubero brianzolo,
che cresce sotto terra,
quanto siano profonde le radici
del popolo padano.


by virus

G.d.V.: articolo su inzitiva dell'Assessore Crespi.

La notizia dell'iniziativa "Scuola d'Italiano per donne straniere" dell'Assessore ai Servizi Sociali ed alla Pubblica istruzione del Comune di Sulbiate Maria Grazia Crespi iscritta al nostro Circolo PD di Sulbiate, trova spazio in un piccolo articolo dell'ultima edizione del Giornale di Vimercate.
Per approfondire ed avere maggiori informazioni leggere il nostro post correlato che trovi in fondo a questa nota.

per ingrandire fai clic sull'articolo.


Post correalto: SULBIATE, CORSI DI LINGUA ITALIANA PER DONNE STRANIERE.

2 marzo 2011

Buon Compleanno Italia!

Segnaliamo l'invito dell'On. Lino Duilio al seguente convegno:

per ingrandire fare clic sull'immagine.

PADANI IN ITALIA (Lombardia). Uniti o disuniti?

La Lega ha interrotto l'ostruzionismo in Consiglio Regionale della Lombardia consentendo il voto sulla legge per i 150 anni dell'Unità d'Italia, in cambio di una festa Lombarda peraltro già prevista nello Statuto Regionale.

La festa Lombarda si celebrerà il 29/05 giorno della battaglia di Legnano del 1176. Gli uffici della Regione quel giorno saranno chiusi. Inoltre Bossi il "Trota", ha già pronto un progetto di legge per istituire come bandiera la croce di San Giorgio, (il vessillo che guidava i Comuni lombardi contro il Barbarossa).

Un simbolo di partito a vessillo di tutta una Regione?!?

La legge approvata stanzia 1,3 milioni per le celebrazioni dei 150. Al termine del voto (assente Formigoni) tutto il Consiglio ha applaudito. I padani sono rimasti immobili. Molti indossavano la felpa "Lombardia".

Pubblichiamo filmati di interventi del Consiglio Regionale della Lombardia, seduta del 22/02/2011, che documentano l'opposizione della Lega Nord.
Si discute il pdl 33 "Celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e valorizzazione del patrimonio storico risorgimentale in Lombardia". Buona visione.

W L' ITALIA!





La nota del mattino del 02/03/'11

A cura dell' Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. IL GOVERNO DEI RICATTI. OGGI AL VOTO IL FEDERALISMO SALVAPROCESSI. DOMANI IL RIMPASTO PER SODDISFARE I RESPONSABILI. POI LE NOMINE NELLE IMPRESE PARTECIPATE DALLO STATO. LA LEGA DEI COMPROMESSI FIRMA LA RICHIESTA DI FERMARE I GIUDICI DEL CASO RUBY.
Oggi alla Camera si vota la fiducia sul decreto di attuazione del federalismo municipale, rinviato indietro dal presidente Napolitano e che la maggioranza è stata costretta a far ripassare in Parlamento. La richiesta del voto di fiducia è stata presentata ieri in contemporanea alla consegna alla presidenza della Camera della lettera con la quale i capigruppo della maggioranza, Lega compresa, hanno chiesto al Parlamento di sollevare il conflitto di attribuzione contro i magistrati milanesi che hanno inquisito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. La decisione se sollevare o no il conflitto e portare tutta la questione sul tavolo della Corte Costituzionale potrebbe prenderla l’ufficio di presidenza della Camera (dove la maggioranza non ha più i numeri), o essere portata alla decisione dell’aula (dove il calciomercato ha riportato la maggioranza in vantaggio). Per evitare che si pronunci solo l’ufficio di presidenza, già ieri è cominciato il bombardamento politico-mediatico su Gianfranco Fini. Lo stesso trattamento riservato nei giorni scorsi alla Corte Costituzionale: l’obiettivo delle bordate dei giorni scorsi contro i giudici comunisti della Consulta era una forma di pressione preventiva. La coincidenza tra le due iniziative ha fatto emergere chiaramente lo scambio tra Berlusconi e la Lega: da un lato la fiducia sul federalismo, in modo da consegnare a Umberto Bossi e Roberto Calderoli la bandiera del federalismo, anche se poi il provvedimento è un pasticcio formidabile con tasse e balzelli per cittadini, artigiani e commercianti; dall’altro l’ennesima via di fuga concessa a Berlusconi per uno dei suoi processi. Nell’intreccio di interessi che lega Berlusconi e Bossi alla sopravvivenza a tutti i costi di questo governo, anche se ormai ha dimostrato di non essere in grado di affrontare i problemi reali degli italiani, vi sono però anche altri obiettivi. Il primo è la possibilità di lottizzare a piene mani alcune tra le più importanti aziende italiane nelle quali vi è una forte partecipazione azionaria dello Stato ed i cui vertici sono in scadenza. Durare al governo per un altro po’ di tempo consentirà infatti alla Lega di piazzare al vertice di Eni, Finmeccanica, Terna, Enel, tanto per fare qualche esempio, alcuni dei propri uomini. Con buona pace del merito (e delle tasche degli italiani) di cui tanto parla la maggioranza. Anche i cosiddetti responsabili hanno deciso di essere della partita. Sono accorsi a sostegno del governo. Ora stanno tampinando Berlusconi perché vogliono posti di ministro, di viceministro, di sottosegretario. Le richieste sono talmente numerose che il presidente del Consiglio non riesce a trovare la quadratura. Per questo il governo rimane con alcuni posti in bilico o vuoti (Bondi per esempio non va nemmeno più al ministero dei Beni culturali).

2. DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL 29,4 PER CENTO, INFLAZIONE IN CRESCITA, NUBI ALL’ORIZZONTE.
Mentre governo e maggioranza sono intenti a pensare ai processi di Berlusconi, alle tv, alla spartizione dei posti, buona parte degli italiani sta nella palude, come testimoniano gli ultimi dati Istat. La disoccupazione giovanile sfiora ormai il 30 per cento. Quella femminile è al top. E l’inflazione è tornata a mordere, anche se i salari e redditi sono di fatto fermi. Beni alimentari, carburanti, servizi: la media degli aumenti dei prezzi ha toccato il 2,4 per cento su base annua. E le nubi all’orizzonte non fanno presagire nulla di buono. L’unico pezzo di Italia che respira è rappresentato dalle imprese che hanno un mercato internazionale e hanno continuato ad esportare i propri prodotti. E’ questo pezzo di paese che sta trainando la crescita. Il resto è fermo.

3. IL PD PREPARA IL PIANO NAZIONALE PER LA RIPRESA E MANTIENE LA MOBILITAZIONE DI PIAZZA: L’8 MARZO SI CONSEGNANO LE FIRME, MA NON CI SI FERMA: PER LA SCUOLA, PER LA COSTITUZIONE, PER L’ITALIA. PRESSIONE CONTINUA.
Mentre il governo e la maggioranza pensano ad altro, il Partito Democratico sta lavorando alla predispone di un piano nazionale per la ripresa con il quale sfidare il governo e preparare il progetto nazionale che la Unione europea ci chiederà obbligatoriamente tra poche settimane. Su questo progetto, alla predisposizione del quale il Partito Democratico ha già lungamente lavorato nei mesi scorsi, il Pd chiamerà al confronto imprese, sindacati, parlamentari, esperti. Un contributo e una sfida, insomma, che il Pd vuole affiancare alla mobilitazione dei propri militanti e simpatizzanti nelle piazze di tutta l’Italia. Ieri, di fronte a palazzo Chigi si è svolta una manifestazione per sostenere le ragioni della scuola pubblica, contro gli attacchi e i tagli del governo Berlusconi. Il giorno 8 marzo, in parallelo alle manifestazioni organizzate dalle donne, il Pd farà una manifestazione a Roma che si concluderà con la consegna simbolica da parte delle donne del Pd delle firme raccolte per le dimissioni di Berlusconi a Palazzo Chigi. Ma nella riunione della segreteria nazionale del Pd svoltasi ieri mattina il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto di dare seguito a questa forma di mobilitazione mantenendo sul governo la pressione dei cittadini. I militanti e i simpatizzanti del partito scenderanno in piazza anche il 12 marzo a difesa della Costituzione e per sostenere la scuola pubblica, vilipesa, bistrattata. E, come hanno chiesto anche alcune organizzazioni sui territori, il Pd continuerà a raccogliere firme per le dimissioni di Berlusconi. Proposte di governo da un lato e mobilitazione dall’altro. Per battere il governo della destra e preparare il superamento del berlusconismo.

4. L’ANTITRUST, CONFLITTO DI INTERESSE E RICHIESTE DEL MINCULPOP.
L’Antitrust ha ufficialmente stabilito che non potrà essere Silvio Berlusconi a decidere il prolungamento o meno del divieto di incrocio proprietario tra emittenti televisive e case editrici di quotidiani, divieto scaduto il 31 dicembre, prorogato al 31 marzo con il provvedimento chiamato Milleproroghe ed il cui prolungamento potrà essere deciso ora dal governo. La maggioranza, nel votare (con la fiducia ovviamente) quel provvedimento aveva dimenticato un piccolo particolare: il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, la cui famiglia è l’azionista di maggioranza assoluta di Mediaset, di Publitalia (raccolta pubblicitaria), della Mondadori e, tra l’altro, figura tra i principali azionisti di Endemol (principale produttore di contenuti tv) e della Mediobanca (maggiore azionista oltre che delle Generali, principale compagnia di assicurazione italiana, anche di Rcs, casa editrice de Il Corriere della Sera). Senza contare Il Giornale, controllato dal fratello di Silvio Berlusconi, Paolo, e dalla Mondadori. Mentre l’Antitrust ricordava questo piccolo particolare la maggioranza (che ha già imposto in Rai l’arrivo di Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi) ha presentato presso la commissione di vigilanza sulla Rai un regolamento secondo il quale i talk show dovrebbero vedere, di settimana in settimana, l’alternanza di conduttori con orientamenti politici diversi: una volta Santoro e Floris, un’altra giornalisti di fiducia della destra.

5. LA TRAGEDIA LIBICA E L’OPZIONE MILITARE. DRAGHI ROMPE GLI INDUGI
E PREPARA IL CONGELAMENTO DEI BENI.
La flotta degli Usa si sta avvicinando alla Libia e, considerata la resistenza di Gheddafi e il permanere della guerra civile, il segretario di Stato Clinton sta prendendo in considerazione anche l’opzione militare. In Italia, intanto, mentre il governo è paralizzato, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha avviato le procedure per congelare tutte le iniziative finanziarie e le partecipazioni dello Stato libico.

6. TUTTE LE NUBI DELLA TEMPESTA PERFETTA CHE SI ADDENSANO ALL’ORIZZONTE DEL MONDO CONTRASTANO CON L’ASSENZA DI CONTROMISURE DA PARTE DEI GOVERNI. A COMINCIARE DALL’ITALIA.
Vari articoli di economisti, opinionisti, di storici avvertono ormai da giorni sulle nubi che si stanno addensando all’orizzonte. Oggi ne ha scritto Mario Deaglio su La Stampa, indicando alcuni pericoli incombenti. “Il primo è politico e si chiama Destabilizzazione. In una mano tiene, ben visibile, il colonnello Gheddafi, mentre l`altra è nascosta e non sappiamo bene che cosa ci riservi: l`Egitto non è certo assestato, il Bahrein e l`Oman ribollono, in Algeria c`è un susseguirsi di scioperi, in Tunisia se ne è andato il primo ministro. E ci stiamo dimenticando la Costa d`Avorio sull`orlo della guerra civile, le elezioni contestate in Gabon e Uganda, il profumo di «rivoluzione al gelsomino» come è ,stato chiamato lo scontento sotterraneo cinese che allarma il governo di Pechino. Se poi passiamo a Paesi più vicini a noi, i risultati delle elezioni irlandesi, la sconfitta che ha quasi annullato il partito di governo non promette nulla di buono: un rifiuto dei nuovi governanti di adeguarsi al piano di austerità imposto da Bruxelles porrebbe a rischio i bilanci di molte banche, specie tedesche e inglesi, che hanno investito pesantemente in titoli legati al debito irlandese”. Il secondo pericolo è l’inflazione da prezzi agricoli, rincarati per l’enorme richiesta proveniente dai paesi di nuovo sviluppo, per eventi climatici e per la speculazione. “Secondo l`indice compilato da The Economist, in un anno il prezzo delle materie prime alimentari è cresciuto di circa 1140 per cento”. Deaglio non ne ha scritto, ma altri economisti hanno già sottolineato come l’inflazione potrebbe avere una forte spinta anche dalla enorme massa di moneta immessa in circolazione dalle banche centrali, in particolare dalla Federal Reserve Usa per salvare le aziende di credito dal crac. Un altro pericolo riguarda l’approvvigionamento energetico ed il prezzo di gas e petrolio “E` bastata l`interruzione delle forniture libiche, pari al 2 per cento della produzione mondiale, perché il prezzo del greggio salisse di oltre 10 dollari al barile” ha ricordato Deaglio. La combinazione di tutti questi mostri, ha scritto Deaglio, “può portare alla Stagflazione, forse la più brutta malattia che l`economia ci riserva, un misto temibile di stagnazione che debilita e di inflazione che impoverisce. L`ultima volta che l`Occidente se la prese, quasi quattro decenni fa, ci mise diversi anni a uscirne fuori”. Non è detto che questa malattia il mondo se la prenda un’altra volta. Ma sarebbe prudente prepararsi. Invece, ha concluso Deaglio, a Bruxelles, a Parigi, a Berlino e a Washington nessuno ci pensa. L’Italia non è stata nemmeno citata nell’articolo di Deaglio. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti. Le sole preoccupazioni del governo della destra riguardano la fuga di Berlusconi dai giudici, le bandierine del federalismo pasticciato per Bossi e Calderoli, le poltrone di governo per i responsabili e per i leghisti nelle aziende partecipate dallo Stato.

SCUOLA PUBBLICA GARANZIA DELLA LIBERTA' DI PENSIERO.

Clicca qui per leggere l'articolo dal sito del PD.


L'appello dell'Unità ha già raccolto più di 90.000 adesioni.
per leggere il testo ed aderire clicca sul logo.

Articolo del Cittadino su Pedemontana del 26/02/'11 . Dossier Sulbiate.


Il problema della Galleria di Sulbiate grazie ad un articolo di Letizia Rossi del Cittadino è ancora presente sulle pagine di uno dei principali giornali locali. Mantenere vivo l'interesse della stampa su questo tema, mentre Sulbiate è ancora in attesa della risposta di Formigoni alla richiesta di incontro, anche se non aggiunge niente di nuovo, è in ogni modo utile e positivo.

Fonte di ispirazione dell'articolo sono stati certamente la nota del Sindaco pubblicata il 22/02/'11 dal titolo: "La galleria di Sulbiate, SCELTA RAGIONEVOLE ED OBBLIGATA", e probabilmente anche i nostri del 11/02/'11, "COAP: sono 440 le lettere per Formigoni", (che documentava il successo dell'iniziativa del C.O.A.P.) e del 17/02/11 (in cui abbiamo raccontato dell'avvenuta spedizione): LA COMUNITA' DI SULBIATE UNITA CHIEDE UN INCONTRO A FORMIGONI.

Teorema sta seguendo questo problema fornendo ai lettori tutte le informazioni a sua disposizione.

Anche le valutazioni ed il contenuto della lettera del Sindaco inviata il 09/02/'11 a tutti gli enti interessati, ma pubblicata nel sito del comune solo il 22/02/11, erano stati già anticipati (grazie a fonti personali) da Teorema il 11/02/'11 con il post dal titolo: "Pedemontana - Dossier Sulbiate transito in Galleria".


Per completare l'informazione, manca a questo punto di conoscere esattamente il contenuto del Dossier tanto atteso elaborato da Pedemontana ed arrivato alla nostra Amministrazione (se le date comunicate sono corrette) già agli inizi di febbraio, prima ancora della mobilitazione del Coap per la raccolta delle firme delle lettere da inviare alla presidenza della Regione.

La conoscenza di questo documento è molto importante. Molti cittadini di Sulbiate gradirebbero leggerlo di persona: per capire, comprendere, e magari condividere le osservazioni del nostro Sindaco o, perchè no, aggiungerne anche altre!

Purtroppo questo dossier, attualmente, non è nelle nostre disponibilità. Inoltre in questi giorni non possiamo disturbare più di tanto l'Assessore Luigi Fassina iscritto al Circolo PD di Sulbiate perchè è ammalato.

In ogni modo appena sarà reso pubblico, se sarà possibile, vi terremo aggiornati.

D'altra parte la lettura del documento a questo punto avrebbe solo la funzione di consentire l'approfondimento di una risposta che conosciamo già, anche se permetterebbe ai Sulbiatesi che ne avvertissero l' interesse e la volontà, di avere maggior consapevolezza di quanto stia capitando.

Del resto ad un dossier che avrebbe dovuto contribuire a fare luce sulle vicende di una "galleria fantasma" un po' di mistero e di suspance non si possono negare!

La Redazione.


per ingrandire cliccare sull'articolo.



post correlato: Pedemontana Sulbiate non è un paese Fantasma.

In foto il Sindaco di Sulbiate vestito da Fantasma in occasione della manifestazione presidio del 12/12/2010.

1 marzo 2011

Mobilitazione scuola crescono le adesioni.


L'appello lanciato dall'Unità.

Chi ha paura della scuola pubblica?
E' paradossale e inaccettabile che un presidente del Consiglio, chiamato a incarnare e tutelare la cosa pubblica, attacchi frontalmente la scuola statale pubblica e quindi milioni di persone che in questa credono e alla quale quotidianamente dedicano, in condizioni spesso molto difficili, la loro personale fatica: DIFENDIAMOLA.

Firma anche tu.

Anche i vescovi hanno fiducia della scuola pubblica.

Oggi a Roma sit-in del PD davanti a Palazzo Chigi.


PRIMARIE TORINO: VINCE IL GIOVANE FASSINO.

Altissima affluenza. 53.000 torinesi alle urne. Partecipazione record. Qui l'articolo dal sito Nazionale.



La nota del mattino del 01/03/'11

A cura dell'Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. UNA NORMALE GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE: BERLUSCONI LANCIA UN ATTACCO PREVENTIVO A QUIRINALE E CONSULTA IN VISTA DEL BLITZ SULLA PRESCRIZIONE BREVE. E POI VIA: BATTUTE DA BAR A RAFFICA SU MILAN, INTER E GLI ARBITRI COMUNISTI.
Assente al tribunale di Milano, dove si svolgeva la prima udienza del processo Mediaset che vede Silvio Belusconi imputato di frode fiscale, e cioè di frode allo Stato di cui è il più alto rappresentante insieme al presidente della Repubblica, il capo del governo si è presentato a Milano ad un incontro nella sede della Confcommercio. Consueta ripresa indiretta tv. E botte in libertà. A qualche ora dalla morte di un nostro alpino in Afghanistan il presidente del Consiglio ha lanciato alcune bombe preventive contro il Quirinale, la Corte Costituzionale e l’opposizione comunista. La ragione: difendono la Costituzione e quindi bocciano tutte le leggi che la stravolgono, comprese quelle firmate da Berlusconi. Un attacco preventivo: nei prossimi giorni il Consiglio dei ministri varerà un disegno di legge destinato ad introdurre, per la salvezza di Berlusconi dai processi, una prescrizione brevissima a favore degli imputati incensurati, oltre alla riforma della giustizia e allo stop alle intercettazioni; un passo, quest’ultimo, che secondo tutta la magistratura rappresenterebbe il più importante favore alla criminalità organizzata da quando la mafia mise le bombe nel 1993 nel tentativo di fare un negoziato con lo Stato. Berlusconi non vuole ostacoli, insomma: ha quattro processi da evitare. Il 5 marzo Mediatrade (frode fiscale e appropriazione indebita); il 12 marzo Mills (corruzione di testimoni); il 6 aprile Ruby (concussione e prostituzione minorile); l’11 aprile Mediaset, frode fiscale.
Dal Pd e dalle altre forze politiche numerose dichiarazioni di sostegno a Napolitano e di condanna per l’ennesima esternazione-spallata contro le regole. Ma la verità è che la salvezza personale e dei propri affari sono le sole cose che interessano Berlusconi. Tutto il resto non conta. Nemmeno la fine che fanno i soldati italiani in missione. E infatti, appena ha finito le dichiarazioni da fuoco di sbarramento verso Quirinale e Consulta, Berlusconi ha ripreso a sparare battute a raffica. Battute e sorrisetti complici in diretta televisiva sul Milan che si batte contro il Sud (ieri c’era la partita contro il Napoli), scambi di battute con il ministro della Difesa La Russa su Milan e Inter. Ancora battute e risate nel convegno organizzato a Milano insieme al ministro Michela Brambilla. Per finire, durante il pranzo con i parlamentari del Pdl di Milano, a dire che gli arbitri comunisti hanno rubato due partite al Milan. Pier Luigi Bersani: “Almeno in una giornata di lutto nazionale dal presidente del Consiglio mi sarei aspettato più sobrietà e moderazione”.

2. L’ITALIA TORNA IN PIAZZA. OGGI SIT IN DEL PD SULLA SCUOLA. L’8 MARZO LE DONNE. IL 12 MANIFESTAZIONE PER LA COSTITUZIONE, LA BANDIERA I DIRITTI. LA GELMINI CITA A SPOPOSITO LA COSTITUZIONE.
Dopo il fuoco di sbarramento dei giorni scorsi, oggi il Pd ha organizzato davanti a palazzo Chigi un sit in di protesta per difendere la scuola pubblica dagli attacchi della destra. Vi parteciperanno Rosy Bindi, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini, lo stesso segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. La scelta di difendere la scuola pubblica dal nuovo
assalto della destra, dopo i tagli di otto miliardi di euro decisi dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e controfirmati dal ministro Mariastella Gelmini, era inevitabile. La scuola è un baluardo per la formazione dei giovani e per dotare le giovani generazioni di capacità critica e di discernimento. E non bisogna dimenticare che ha un assetto ben preciso stabilito dalla Costituzione, come oggi ha ricordato Salvatore Settis. “Secondo l`on. Gelmini «il pensiero di chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio della erronea contrapposizione tra scuola statale e scuola paritaria. Per noi, e secondo quanto afferma la Costituzione italiana, la scuola può essere sia statale, sia paritaria. In entrambi i casi è un`istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini». Ma la Costituzione - ha spiegato Settis - non dice affatto questo, dice il contrario (art. 33). Dice che «la Repubblica detta le norme generali sull`istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi». Che «enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Dice che «la legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali». L`art. 34 aggiunge che «l`istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita», e prescrive che la Repubblica privilegi, con borse a aiuti economici alle famiglie,«i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi». La Costituzione stabilisce dunque - ha scritto Settis - una chiarissima gerarchia. Assegna allo Stato il dovere di provvedere all`educazione dei cittadini (obbligatoria per i primi otto anni) e di garantirne l`uguaglianza con provvidenze ai «capaci e meritevoli». Fa della scuola di Stato il modello a cui le scuole private devono adeguarsi, e non ipotizza nemmeno alla lontana due modelli di educazione alternativi e concorrenti.
Ma la scuola è solo uno dei temi della mobilitazione popolare in queste settimane. L’8 marzo vi saranno le donne in piazza e il Partito Democratico farà una iniziativa pubblica per consegnare a Berlusconi le firme degli italiani che ne chiedono le dimissioni. Il 12 marzo tutti in piazza, anche se senza bandiere di partito, ma con la costituzione e la bandiera italiana in difesa delle regole, dei diritti, della scuola pubblica e contro ogni tentativo di bavaglio all’informazione, in particolare sulle intercettazioni. Alla manifestazione, organizzata da Articolo21 e alla quale hanno aderito diversi movimenti, parteciperanno dirigenti e militanti del Pd.

3. IL PD PREPARA LO SCONTRO NELLE AMMINISTRATIVE. LA LUNGA MARCIA VERSO IL SUPERAMENTO DEL BERLUSCONISMO.
Con le primarie a Torino il Pd ha fatto un nuovo passo in avanti nella preparazione dello scontro diretto con la destra per le amministrative di primavera. Tutti i sondaggi danno in ripresa il Pd e in forte consolidamento il centrosinistra. La destra ancora non ha deciso chi sono i suoi candidati a Torino, Napoli, Bologna. A prescindere dalla possibilità o meno di andare presto al voto politico per cambiare il governo del paese, vincere alle amministrative sarà decisivo per superare la lunga fase del berlusconismo. L’obiettivo primario, più che le discussioni interne o sui meccanismi di vita interna, è dunque battere la destra e imporre un sindaco di centrosinistra.

4. LA MAGGIORANZA COSTRETTA A INGOIARE LA PATRIMONIALE PERCHE’ BOSSI POSSA AVERE LA BANDIERINA FEDERALISTA. MA CON LA DESTRA LE LIBERALIZZAZIONI RESTANO UN SOGNO.
Oggi pomeriggio alla Camera è molto probabile che il governo ponga la fiducia sul decreto di attuazione relativo al federalismo municipale, già rinviato alle Camere da Napolitano e al quale si oppone il Partito democratico perché è un pasticcio e perché contiene una vera e propria stangata fiscale su artigiani e commercianti, in particolare al Nord. La fiducia servirà ad evitare sorprese. Solo in questo modo Bossi potrà sventolare una bandierina prendendo per l’ennesima volta in giro i propri concittadini, come dimostrano tutti i calcoli e le stime condotti fin qui sulle ripercussioni di quel provvedimento.
Alla Camera sarà battaglia dura, perché c’è bisogno di federalismo, ma non di questo federalismo, sbagliato, pasticciato. Dopo questo passaggio, tuttavia, la posizione della Lega, di sostegno del governo ad ogni costo, sarà sottoposta a verifica: buona parte della base non sopporta tanto volentieri di dover coprire le malefatte di Berlusconi.
Ciò di cui l’Italia avrebbe bisogno e il governo e la maggioranza hanno invece cancellato dall’orizzonte sono le vere liberalizzazioni. Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, lo ha detto ieri senza mezzi termini, ricordando gli interventi fatti e quelli annunciati da Pier Luigi Bersani. Ma quella è un’altra Italia. La si potrà vedere solo quando il centrosinistra avrà vinto la propria battaglia.

5. BERLUSCONI AMA IL CEMENTO, NON L’ENERGIA VERDE. Il governo italiano ha chiarito la sua politica energetica: via libera al cemento armato, cioè al programma per la costruzione di centrali nucleari (che comportano enormi lavori in cemento, per la felicità dei costruttori). Stop invece allo sviluppo delle energie rinnovabili: oggi al preconsiglio dei ministri verrà presentato un provvedimento in tre mosse: per il fotovoltaico viene fissato un limite al 2020 che lo congela al livello che si raggiungerà nel giro di un anno. Per l`eolico viene previsto un taglio retroattivo del 30 per cento sugli incentivi in vigore. Per gli impianti sopra i 5 megawatt vengono previste aste al ribasso che indeboliscono le tutele contro il malaffare.

6. LIBIA, SI MUOVONO GLI USA. L’EUROPA SI E’ SVEGLIATA. MA L’ITALIA RIMANE AL PALO DEL BUNGA BUNGA.
Gli Stati Uniti si avvinano con la propria flotta alla Libia e vogliono imporre l’esilio a Gheddafi. L’Europa, sia pure dopo qualche tentennamento, ha imposto l’embargo alle armi. Si pensa al congelamento dei beni di Gheddafi. E l’Italia? La posizione descritta da Berlusconi oggi in una lunga intervista a Il Messaggero è chiara: aspettiamo che gli altri decidano. Esilio? “Aspettiamo, ora è meglio non entrare in questi dettagli. Noi siamo e saremo perfettamente in linea con quanto deciderà la comunità internazionale. Ed è per questo che sono in stretto contatto con il presidente Obama e con il presidente del consiglio Europeo Herman Van Rompuy». L`Onu ha chiesto all`Italia un ruolo attivo? «Ho parlato con Ban Ki-moon e ho dato il pieno appoggio dell`Italia a qualunque iniziativa decideranno”. Come dire: una politica estera attiva, piena di iniziative italiane….