26 agosto 2011

Italo Calvino, 1980 :" C'era una volta un paese che si reggeva sull'illecito".

da "APOLOGO SULL'ONESTA' NEL PAESE DEI CORROTTI". Italo Calvino.


"C’era un paese che si reggeva sull’illecito.” Un paese in cui “tutte le forme di illecito, da quelle più sornione a quelle più feroci, si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto.

Avrebbero potuto dunque dirsi unanimemente felici, gli abitanti di quel paese, non fosse stato per una pur sempre numerosa categoria di cittadini cui non si sapeva quale ruolo attribuire: gli onesti.

Erano, costoro, onesti non per qualche speciale ragione; erano onesti per abitudine mentale, condizionamento caratteriale, tic nervoso. Insomma non potevano farci niente se erano così, se le cose che stavano loro a cuore non erano direttamente valutabili in denaro, se la loro testa funzionava sempre in base a quei vieti meccanismi che collegano il guadagno al lavoro, la stima al merito, la soddisfazione propria alla soddisfazione di altre persone.

In quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, gli onesti erano i soli a farsi sempre degli scrupoli, a chiedersi ogni momento che cosa avrebbero dovuto fare.


qui il testo integrale.


"Questo testo e’ apparso per la prima volta su ’la Repubblica’ il 15 marzo 1980, ma appare negli appunti dell’archivio Calvino con il titolo ’La coscienza a posto’. E’ stato ripubblicato in Romanzi e racconti (Meridiani Mondadori, 1994, vol. 3, pp. 290-293) come ’La coscienza a posto (Apologo sull’onesta’ nel paese dei corrotti)’.

Post correlato: Polo risponde:"Senza pietre non c'è arco". I. Calvino.

Il Governo irresponsabile preferisce dividere e non unire.

Con tutto quello che il Partito democratico va dicendo e pensando di questa manovra non c'è da stupirsi di uno sciopero o di qualsiasi altra forma di protesta o di mobilitazione. Il Partito democratico sarà presente a tutte le diverse iniziative che chiedono correzioni della manovra nel senso della equità e della crescita, obiettivi compatibili con i nostri. Lascia sgomenti il Governo che a questo punto della situzione lavora per favorire non unità ma divisione. Il PD, invece, incoraggerà chiunque opererà per una ricomposizione dell'unità. Per rafforzare il rapporto il PD manterrà aperto il confronto con le parti sociali già ben avviato. C'è bisogno di riunire e ricompattare non di dividere e spaccare l'unità che recentemente si era potuta realizzare.

Dichiarazioni di Bersani al termine dell'incontro con le parti sociali del 24 agosto 2011.






Borghezio esterna, senza rete, alla Zanzara di Radio 24.

Ecco alcune "perle" del pensiero di Borghezio, Presidente del Governo Provvisorio della Padania nonchè eurodeputato Lega Nord.
Recentemente sospeso dal partito per alcune frasi sul dramma norvegese: “Alcune delle idee di Breivik (l’autore della strage, ndr.), al netto della violenza, sono in qualche caso ottime”.




Ai microfoni della Zanzara così si sfoga:

“Dal male dell'Italia nasce il bene della Padania” - “Quando l'Italia affonda noi emergiamo; il caos è un bene provvidenziale” - Circa il fascismo: “Ha fatto cose civilissime, tipo l'introduzione della tredicesima, l'istituzione del dopolavoro. Poi ha fatto un grande piano di opere pubbliche, un motore eccezionale; al netto delle leggi razziali e della guerra, il regime ha realizzato molte iniziative fondamentali per la modernizzazione del Paese”.

Per chi avesse forza per approfondire molto e molto di più. (qui l'audio dell'intervento)

post correlato: Bossi ed il grande annuncio.La Padania sta arrivando, non domani ma dopodomani. By Virus.

25 agosto 2011

Padre Alex Zanotelli, suo appello proposta per la manovra.

Tagliamo drasticamente le enormi spese militari italiane non i servizi sociali.


MANOVRA E ARMI: "IL MALE SCURO".
di Alex Zanotelli.


per leggere l'appello clicca qui.


Giovani senza lavoro. Italia prima in Europa.

Un indagine della Confartigianato informa che nei tre anni che vanno dal 2008 al 2011 in Italia per i giovani si sono persi quasi un milione di posti di lavoro. Grande lo squilibrio tra Nord e Sud. Un dato intollerabile che non consente prospettive alle giovani generazioni e un normale futuro al nostro paese. A lato la sintesi dei dati.

L’indagine prende in considerazione anche i percorsi formativi che dovrebbero accompagnare i giovani nel mondo del lavoro. Nonostante le
difficoltà per trovare il primo impiego anche per il prossimo anno è previsto un incremento del 3% delle iscrizioni ai licei e una diminuzione del 3,4% per gli istituti professionali, mentre le imprese italiane continuano, nonostante la crisi ad avere difficoltà a completare gli organici non riuscendo a reperire il 17,2% della mano d’opera necessaria.

Sulbiate insegna con un "copia/incolla" come risparmiare "energia".

Il Patto Europeo dei Sindaci "sotenibile" per l'energia
...degli amministratori di Sulbiate.


Il Giornale di Vimercate di ieri (24-Ago-2011) in un suo trafiletto parlava di Sulbiate e della sua adesione al Patto Europeo dei Sindaci.



Il breve articolo dal titolo : Sulbiate -adesione del comune al «patto europeo dei sindaci» con sottotitolo: Amministrazione in prima linea per la sostenibilità ambientale:
è qui di seguito riportato integralmente:
SULBIATE (dmz) Uno sforzo ed un impegno, da parte dell'Amministrazione comunale, per lasciare il segno nel campo della sostenibilità ambientale. Il Comune ha aderito, con annuncio pubblicato la scorsa settimana, al «Patto dei sindaci», un documento (anche conosciuto come «20-20-20») che prevede, entro il 2020, la riduzione del 20 per cento di emissioni di Co2 nell'atmosfera, il miglioramento del 20 percento dell'efficienza energetica ed un aumento, sempre del 20 percento, dell'utilizzo di fonti rinnovabili.
L'adesione al Patto rappresenta una dichiarazione d'intenti volta ad intra¬prendere una sinergia tra le amministrazioni e redigere, per ogni territorio di competenza, un piano d'azione per misurare e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Un piano affidato alla fondazione «Cariplo» per il suo finanziamento ed alla fondazione «Idra» per quanto concerne la sua gestione operativa e che vedrà l'adeguamento alle direttive europee in materia di inquinamento, con interventi nel settore di salvaguardia dell'ambiente, che consentiranno di pianificare un futuro nel percorso verso la sostenibilità energetica.
E tra gli obiettivi del Patto, quello di sensibilizzare i cittadini ad un uso più responsabile dell'energia, attraverso idee e consigli utili pubblicati in un volantino ripreso dal Comune, secondo le linee guida della campagna «Change» della Comunità europea. «Con l'aiuto di tutti, il nostro Comune avrà maggior facilità nel raggiungere gli obiettivi prefissati anche attraverso facili azioni, senza pregiudicare la qualità della vita - recita il volantino - Con semplici gesti quotidiani si può contribuire a contrastare i cambiamenti climatici e, contemporaneamente, risparmiare sulle bollette».
Riportiamo la notizia perché ci ha messo molto buon umore e di questi tempi non è un fatto molto comune.
Non sappiamo se veramente l’amministrazione ha rilasciato la notizia per la prima volta questa settimana, certo è che il giornale di Vimercate la notizia l’aveva già riportata con enfasi nella primavera del 2010, con tanto di foto di sindaci in bella mostra a Bruxelles e palazzo della comunità europea alle spalle. Casi di amnesia possono capitare a tutti, anche ai redattori dei giornali locali



Nel cerchio rosso è inequivocabilmente distinguibile il nostro sindaco.

Ad ulteriore dimostrazione ecco una immagine tratta dal sito del patto dei sindaci ( http://www.eumayors.eu/about/signatories_en.html ) dove è ben indicata la data di adesione e anche le frecce blu scuro (segno di adempimento) e quelle azzurre (da fare).



Non possiamo sapere se il sito del patto dei sindaci è aggiornato o meno, certo che la sola cosa indicata come fatta è la firma.
A parte le belle parole però i nostri amici dell’europa sono persone serie, e richiedono il rispetto degli impegni del patto onde farne parte a pieno titolo per poi eventualmente poter accedere ai finanziamenti che rendono possibile il raggiungimento degli obbiettivi.
Gli impegni formali in estrema sintesi sono:

Definire un anno tipico per il paese (per esempio il 2009) valutare la produzione di CO2 e il consumo di energia in quell’anno di riferimento e proporre al comitato del patto un piano (SEAP) redatto secondo criteri definiti, lo scopo ultimo è ovviamente il raggiungimento dei tre obbiettivi (20-20-20) in 10 anni di tempo. Sono anche previste delle verifiche periodiche.
La prima pietra miliare da rispettare era la presentazione del SEAP entro l’anno di sottoscrizione: ma il 24 Marzo 2011 nulla era stato presentato.
Probabilmente è stata chiesta una deroga di ulteriori 6 mesi, essi scadono esattamente tra 30 giorni, a questo punto ci viene il piacevole dubbio che il SEAP sia stato presentato o per lo meno sia pronto.

Ma qui nasce il gravissimo problema: il patto dei sindaci dichiara chiaramente che il SEAP sia discusso, elaborato, condiviso con le realtà interessate del paese: associazioni, singoli cittadini, privati che operano nel settore; il patto prevede anche una festa dell’energia come momento pubblico di start-up; prevede delle discussioni.
Come potrebbe essere altrimenti per un impegno che dovrebbe coinvolgerci tutti per 10 anni
Qualcuno ha partecipato alla stesura del SEAP questo in Sulbiate? Se si battete un colpo!

Eppure il circolo PD quasi ogni mese ricordava pubblicamente questo fatto. Ha provocato una discussione “ufficiale” con l’amministrazione sull’argomento e sul metodo di operare. Si è dichiarato molto interessato a collaborare. Ha elaborato dei documenti, pubblicati in tempi non sospetti anche da Teorema http://pdsulbiate.blogspot.com/2011/03/energia-sostenibile-sulbiate.html . Ma le porte si sono sempre chiuse in faccia.

Ora con una doppia azione mediatica (sul giornale di Vimercate e sul sito del comune) sembra che tutto sia pronto. Ma noi, sempre disponibili a mettere a disposizione di Sulbiate le nostre competenze, crediamo che non sia affatto serio fare del copia e incolla sul sito del comune (clicca qui), esattamente come uno studente che non vuole studiare per la ricerca di compito, o far passare come "breaking news" sul giornale locale delle cose ormai stantie e quasi andate a male.

Insomma a trenta giorni dalla presentazione del SEAP, forse sollecitati anche dalle nostre precedenti pressioni, finalmente l’Amministrazione per uscire dall’angolo, perché costretta a svegliarsi dalla manifesta inattività e dal preoccupante ed imbarazzante torpore produce, in conformità con gli obiettivi assunti, questo interessante “copia - incolla” di buone intenzioni certamente utile per un particolare innegabile risparmio di energia: quella dei suoi Amministratori e della fatica e dell'impegno che avrebbero dovuto sostenere, per coinvolgere e far partecipare tutta la cittadinanza se avessero scelto, da subito di operare seriamente secondo quanto invece previsto senza alcuna possibilità di malintesi dal Patto Europeo.

Non è questo il tipo di sostenibilità energetica che ci eravamo impegnati, grazie alla lungimiranza del nostro sindaco, a promuovere e a condividere insieme come Comunità; non per un giorno, una settimana, un mese ma per i prossimi dieci anni.
E' qualcosa di più serio e decisamente più impegnativo.

Ci dispiace segnalare che in questa edizione, per quanto ci riguarda, questa volta Il Giornale di Vimercate ha clamorosmente sbagliato notizia.
La vera "breaking news", forse, alla luce di quanto scritto e che possiamo documentare, doveva essere la seguente:

PATTO DEI SINDACI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE - Sulbiate ci prova, ma non ha ancora capito!
Peccato che così non sia stato.

Poco male, sono incidenti che accadono anche nelle migliori redazioni.


Quello che manca... secondo Civati.

Forse non ci siamo capiti

C'è un vortice di proposte, intorno alla madre di tutte le manovre. C'è chi dice tolgo di qui, metto di là, chi se la prende con chi deve andare in pensione, chi con i piccoli Comuni, chi con le Province, chi spiega che ci vuole la patrimoniale ma solo un po' e una tantum, chi che bisogna tassare i soliti, chi che bisogna cercare gli insoliti, ma poi non ci crede più di tanto, che bisogna aumentare l'Iva, prima ancora di preoccuparsi che l'Iva sia pagata tutta.

Quello che manca è un'idea di società e un progetto di Paese. Nessuno sembra voler capire che la patrimoniale non è un'eccezione punitiva, ma può diventare la regola che cambia il paese: dall'immobile al mobile, dalle tasse sul lavoro e sull'impresa a quelle sui patrimoni, appunto. Perché in questo Paese c'è una questione salariale, da affrontare (con numerosi punti di Pil che hanno abbandonato gli stipendi verso i profitti, quando le cose andavano bene). Perché c'è l'economia a cui ridare fiato (dopo anni in cui il tema non ha appassionato nessuno, pare). Perché c'è un sistema da ripensare, a partire dalla formazione, investendo qualche risorsa, però.

Che l'evasione fiscale si può contrastare e che deve essere una priorità, perché tutto il resto sono piccoli, piccolissimi interventi. E l'unica cosa mostruosa come l'evasione, in questo Paese, è, guarda caso, il debito pubblico. Che l'evasione si può affrontare in molti modi, con la tracciabilità, da una parte, e con la deducibilità di alcune voci (soprattutto domestiche, soprattutto quotidiane), dall'altra. In uno sforzo che ci richiami alla partecipazione, da più parti invocata, e al civismo, in alcune parti anche (addirittura!) frequentato.

Che poi i costi della politica si devono ridimensionare, certo, però bisogna farlo, accidenti, perché sta diventando una barzelletta. Che bisogna organizzare diversamente la distribuzione dei poteri e delle funzioni nelle articolazioni dello Stato, anche, per dare più potere ai piccoli Comuni (ho detto piccoli, non piccolissimi) e per dare più trasparenza all'iter burocratico e decisionale (che va tracciato, sì, anche quello).

E che anche le pensioni (il tempo e la dote, per dirla con Dante), in questo senso, vanno riviste, alla luce però di un progetto, che tenga insieme tante variabili, a cominciare da quella della riforma degli ammortizzatori e della possibilità che anche per i giovanissimi ci sia una continuità contributiva che adesso si sognano (la categoria, per loro, anche in questa manovra è quella dell'incubo).

Perché ci sono numeri più politici di altri. Che hanno una valenza sociale che si nasconde tra tutti quegli zeri (e non sto parlando, con questo, dei protagonisti politici attuali).

C'è qualcuno in Italia disposto a raccontarla così, la questione? C'è qualcuno disposto a uno sforzo personale e collettivo, per i prossimi mesi, che cambi le cose sul serio? C'è qualcuno che abbia la voglia e la pazienza di spiegare la complessità delle cose, di discuterne con i cittadini e di chiedere loro di mobilitarsi non per questa o quella cose, ma per se stessi, per il proprio futuro? Di dirci «perché» si prendono le decisioni e non solo «come», in quel modo confuso e impreciso a cui siamo abituati da tempo immemore?

Questo mi pare sia il punto. E la matrice di tutte le questioni politiche così ampiamente dibattute e così scarsamente comprese. Ci proviamo?

24 agosto 2011

Bossi ed il grande annuncio. La Padania sta arrivando non domani ma dopodomani. By Virus.

Finalmente l'indiscusso fiuto politico del Ministro della Repubblica Italiana Umberto Bossi ha svelato l'intuizione risolutiva. L'annuncio è stato pronunciato da Bossi in persona durante un comizio tenuto in provincia di Alessandria.
Queste le sue parole: "Fratelli, la Padania sta arrivando". Il tono è quello dei grandi momenti. "Il sistema è in una crisi irreversibile, dobbiamo prepararci perchè la svolta è vicina". La conclusione però lascia un po' a desiderare. "Forse non sarà domani, ma per dopodomani sì".

Questo è il titolo pubblicato ieri dal giornale leghista:




Quindi oggi, mercoledì 24 agosto 2011, dovrebbe essere il tanto atteso dopodomani: il giorno della liberazione e dell'affrancamento del popolo padano. Occhio, non si scherza. State in campana perchè sono parole di un Ministro della Repubblica, non di un "chiacchierone " qualsiasi!

Allora questa mattina mi sono svegliato convinto di trovare in piazza tante bandiere verdi, uomini, donne e bambini a cantare e a danzare per festeggiare insieme il grande evento. Per l'occasione, per non sfigurare, avevo preparato una polo verde da indossare e anche dello spumante per brindare. Ma... non c'era nessuno.

Allora ho pensato:

1 - Mi sono svegliato tardi la festa era già teminata e tutti i padani, indefessi e lavoratori quali sono, responsabilmente sono già tornati alle loro occupazioni.
2 - Ho sbagliato a fare i conti. Bossi per dopodomani non intendeva oggi ma... domani. Meglio così. Questa sera quando andrò a dormire punterò la sveglia per non perdere l'appuntamento.
3 - Il dubbio: i giornalisti sono sempre i soliti burloni. Anche quelli della Padania non fanno eccezione e il povero Umberto è stato vittima di un malinteso. Qualcuno ad arte ha travisato malamente le sue parole.

Peccato perchè le feste inaspettate, quelle che ti soprendono sono sempre le migliori.

E allora che dire...
Padani, state allerta e non disperate.
Perchè come recitava la frase finale di un celebre film:

"...dopo tutto dopodomani...ops domani è un altro giorno".




Buona Padania a tutti ?


by virus

Bersani presenta la contromanovra del PD.

Conferenza stampa con Rosy Bindi, Enrico Letta, e Stefano Fassina.



Clicca qui per conoscere la posizione del PD - critiche alla manovra e sintesi delle proposte.

Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenere equità e sviluppo sostenibile:


1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.

3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.

4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri

5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione.

6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.

7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre, si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).

8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.

9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.

10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia civile.

Fraceschini intervistato da Repubblica.


Intervista a Dario Franceschini a La Repubblica del 23 agosto 2011.

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