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2 settembre 2011

Referendum: il PD è amico di chi vuole cambiare questa legge elettorale.

«Amichevoli con il movimento della società civile che vuole cancellare la legge elettorale», ma «il Mattarellum non è la nostra proposta», perché «il Pd ha la sua proposta di riforma presentata in parlamento». E' questa la sintesi del Segretario Bersani sulla questione Referendum pro mattarellum pronunciata durante la riunione di ieri in presenza di tutti i big del partito.


Clicca il logo per accedere al sito del comitato pro referendum.

D’accordo con il segretario sia la presidente Bindi, che ribadendo la sua volontà di firmare ha rilevato che sarebbe un errore aderire come partito («per onestà intellettuale non possiamo ribaltare decisioni prese insieme»), sia Walter Veltroni (no all’adesione come partito ma sì alla messa a disposizione delle strutture) – peraltro duro sul caso-Penati – ed Enrico Letta (presiedeva la riunione e non è intervenuto, per lui ha parlato Francesco Boccia), che ad Europa dice che firmerà perché non c’è contrapposizione tra la proposta dem e la consultazione referendaria e, anzi, la seconda può aiutare il percorso della prima. «Il referendum può essere uno strumento per accelerare la fine della legislatura » ha detto Massimo D’Alema, secondo il quale, però, produce un grosso «danno politico»: «Resuscita i Pecoraro Scanio e l’Unione».

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24 agosto 2011

Bersani presenta la contromanovra del PD.

Conferenza stampa con Rosy Bindi, Enrico Letta, e Stefano Fassina.



Clicca qui per conoscere la posizione del PD - critiche alla manovra e sintesi delle proposte.

Le principali proposte alternative del Pd alla manovra del governo per ottenere equità e sviluppo sostenibile:


1. Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica. Interventi per riorganizzare e ristrutturare l’assetto istituzionale centrale e territoriale e le pubbliche amministrazioni. In particolare: dimezzamento del numero dei parlamentari; interventi sistematici e coordinati su Regioni, Province, Comuni per lo snellimento degli organi di rappresentanza e di governo, per l’obbligo della gestione associata di tutte le funzioni nei comuni con meno di 5000 abitanti (e profonda revisione dell'articolo 16 del Decreto che limita la rappresentanza democratica e non produce reali risparmi di spesa), il dimezzamento delle Province o, in alternativa, la loro trasformazione in enti di secondo livello; accorpamento degli uffici periferici dello Stato, radicale riduzione delle società partecipate da Regioni, Province e Comuni ed eliminazione degli organi societari per le società “in house” (oltre 50 mila incarichi), soppressione di enti, agenzie ed organismi, intermedi e strumentali, (consorzi di bonifica, bacini imbriferi montani, enti parco regionali) con attribuzione delle funzioni a Regioni province e comuni, centrale unica per gli acquisti di beni e servizi per ogni articolazione delle pubbliche amministrazioni; riavvio della spending review, per realizzare, per ciascuna amministrazione, veri e propri piani industriali, introdurre best practices e costi standard; revisione delle norme sugli appalti, in particolare per una drastica riduzione del numero delle stazioni appaltanti.

2. Dismissioni immobili e frequenze. Un piano quinquennale di dismissione e valorizzazione di immobili demaniali in partenariato con gli enti locali per almeno 25 miliardi di euro e l’introduzione di un’asta competitiva per le frequenze televisive.

3. Liberalizzazioni. Un pacchetto di interventi per rafforzare e dare operatività immediata alle misure di liberalizzazione dei servizi professionali, della distribuzione dei farmaci, della filiera petrolifera, del RC auto, dei servizi bancari, delle reti energetiche, dei servizi pubblici locali. Interventi possibili senza rovinare l’art 41 della Costituzione.

4. Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno. Tra l’altro: la stabilizzazione dell’agevolazione fiscale del 55% per l’efficienza energetica (in scadenza al 32/12/2011); progetti per l’innovazione tecnologica italiana e la ricerca, con attenzione prioritaria alle straordinarie risorse potenziali, a partire dalle donne, del Mezzogiorno; il finanziamento pluriennale del contratto di apprendistato recentemente riformato; revisione dell’intervento sull’Istituto per il Commercio Estero; revisione per la semplificazione e l’adattamento alle diverse dimensioni aziendali del Sistri

5. Una politica vera contro l’evasione fiscale. Un pacchetto di misure efficaci contro l’evasione fiscale, per raccogliere risorse da utilizzare in via prioritaria: per la riduzione dei contributi sociali sui contratti a tempo indeterminato al fine di eliminare i vantaggi di costo dei contratti precari; alla riduzione dell’Irpef, in via prioritaria sulle mamme lavoratrici; alla graduale eliminazione del costo del lavoro a tempo indeterminato dalla base imponibile dell’Irap. Tra le altre misure il Pd propone: la tracciabilità, a fini anti-riciclaggio, dei pagamenti superiori a 1.000 euro e, a fini anti-evasione, dei pagamenti superiori a 300 euro; la comunicazione da parte delle imprese dell’elenco clienti-fornitori; la parziale o totale deducibilità delle spese per la manutenzione della casa di abitazione.

6. L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari. L’introduzione di una imposta erariale ordinaria sui grandi valori immobiliari, basata su criteri fortemente progressivi.

7. Il contributo di solidarietà dai capitali scudati. Un’imposta patrimoniale una tantum del 15% sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e condonati attraverso lo scudo fiscale del 2003 e del 2009 e, a titolo di saldo del debito fiscale, del 30% sui patrimoni “non scudati” detenuti nei paradisi fiscali, in modo da avvicinare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati e di reperire risorse da dedicare agli interventi per lo sviluppo sostenibile. Parte delle risorse così raccolte vanno utilizzate per finanziare il pagamento di una parte dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno, così da consentire immediati investimenti ai Comuni. Inoltre, si propone la rinegoziazione dei trattati bilaterali con i “paradisi fiscali” transitati dalla black alla white list dell’Ocse (in particolare Svizzera).

8. L’autonomia delle parti sociali. Il Decreto del governo viola il principio da tutti riconosciuto della non intrusività delle norme di legge nei rapporti tra le parti sociali. Di conseguenza, va soppresso l’articolo 8 o, in alternativa, va cambiato in modo da recepire i punti fondamentali dell’accordo raggiunto dalle parti sociali il 28 giugno scorso.

9. Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato. La revisione delle norme sulle“false comunicazioni sociali” affinché il “falso in bilancio” torni ad essere reato punito severamente e vengano eliminate le clausole di non punibilità; revisione della normativa sull’autoriciclaggio ed irrobustimento delle norme contro il “caporalato”.

10. Giustizia. Interventi per l’efficienza della Giustizia, a cominciare dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (razionalizzazione, gestione migliore del personale, più efficienza), dall’istituzione dell’ufficio per il processo (unità operativa in grado di svolgere tutti i compiti) e dalla semplificazione ed unificazione dei riti nella giustizia civile.

8 luglio 2011

Crisi di maggioranza: la posizione del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Sulbiate.


IL GRUPPO CONSILIARE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI SULBIATE,

APPOGGERA’ DALL’ ESTERNO IL LAVORO DEL SINDACO SUL PROGRAMMA PRESENTATO AGLI ELETTORI NELLE ELEZIONI ALLE AMMINISTRATIVE 2009 GRAZIE AL QUALE IL NOSTRO PRIMO CITTADINO E’ STATO RICONFERMATO SINDACO PER IL SUO SECONDO MANDATO.

NESSUNA POSSIBILITA’ E’ STATA OFFERTA AL PARTITO DEMOCRATICO PER UNA REALE CONDIVISIONE. OBIETTIVO, NEL RISPETTO DELLA VOLONTA' DEGLI ELETTORI, CHE ABBIAMO RIPETUTAMENTE CERCATO.

A QUESTO PUNTO, RESTA VALIDO SOLO IL RIFERIMENTO AL PROGRAMMA DECLINATO NEI NOVE PUNTI DA NOI SOTTOSCRITTI.

DI VOLTA IN VOLTA IL GRUPPO DEL PARTITO DEMOCRATICO DECIDERA’ SE LE PROPOSTE CHE RICEVERA'
SARANNO CONDIVISIBILI PERCHE' CONFORMI AL PATTO ELETTORALE.

PER IL PROSEGUO DELL’ATTUALE AMMINISTRAZIONE DI SEGUITO SEGNALIAMO UN’ URGENZA E UNA NECESSITA’.

  • URGENZA: RIMETTERE AL CENTRO DELLA DINAMICA POLITICA IL CONSIGLIO COMUNALE, TROPPO SPESSO LIMITATO A LUOGO DELL’ "ALZATA DI MANO PER LA VOTAZIONE".


  • NECESSITA’: INFORMAZIONI CHIARE, PUNTUALI, PER FAVORIRE UN LAVORO DI ANALISI E DI CONFRONTO, PER TROVARE UNA SINTESI CONDIVISA TRA I DUE GRUPPI COSTITUITI DAI CONSIGLIERI COMUNALI ELETTI NELLA MAGGIORANZA ESPRESSA DAGLI ELETTORI NEL 2009.


STA UNICAMENTE AL SINDACO IN CARICA ED ALLA SUA PERSONALE LISTA CIVICA FARE IN MODO CHE QUESTO AVVENGA.


Sulbiate, 07 luglio 2011


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6 luglio 2011

Province: la proposta del PD.


Ieri il PD alla Camera si è astenuto sulla proposta di cancellazione delle Province perché non è cancellando una parola che si risolve il problema dei costi della politica. Esiste una nostra proposta per quanto riguarda il riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni e in questa si colloca anche quella specifica relativa alle province. Un riordino che non deve e non può avvenire indipendentemente da una nuova e più snella visione dello Stato, per fornire così servizi efficienti e non duplicazioni burocratiche.

Ecco perché non è sufficiente dire che si aboliscono le province. E’ facile demagogia tracciare un segno sulla parola province, sarebbe una operazione identica a quella fatta da Berlusconi con le grandi opere, con i famosi cartelloni pieni di segni che, da inchiostro, non si sono mai trasformati in infrastrutture.

La nostra proposta è concreta e riorganizza il settore con veri tagli e grandi possibilità di risparmio, essa è già depositata in parlamento ed è visibile sul nostro sito internet all’indirizzo partitodemocratico.it/leggeprovince

Se si vuole fare serio bisogna quindi dire a chi, una volta abolite , vanno le funzioni delle province, almeno quelle essenziali, come verrà dislocato il personale che oggi vi lavora. Altrimenti, parlare di costi della politica solo per le province diventa un modo per eludere il problema, per non affrontarlo mai sul serio.

E i tempi di questa nostra riforma saranno brevissimi. Il paese va riformato e riavvicinato alle esigenze dei cittadini e in questo ci stiamo impegnando.

29 aprile 2011

Outlet Cascina Ca'. Ad oggi, l'unica posizione chiara è quella del Circolo PD.








Alla luce delle poche informazioni a nostra disposizione, per il fatto che il Sindaco non abbia ancora potuto rispondere alla nostra e-mail dell' 08 aprile, in seguito a dichiarazioni più o meno attendibili rilasciate dai giornali locali che si possono evincere dai virgolettati del Sindaco Stucchi, possiamo affermare che l'unica posizione al momento chiara, pubblica, ed ufficialmente pronunciata da un attore politico locale, su questo argomento, è stata espressa solo dal Circolo del Partito Democratico, anche se indirettamente ed in occasione della pubblicazione del documento "QUALE ENERGIA PER SULBIATE per il raggiungimento degli obiettivi europei 20-20-20" il 07 marzo 2011 che è stato preventivamente proposto all'amministrazione del nostro paese.

Questo documento non ha una stretta valenza tecnico-scientifica, piuttosto suggerisce alcune strade percorribili, sensibilizza l’amministrazione verso impegni solennemente presi, ricorda lo spirito del patto, pone delle suggestioni e delle domande che riteniamo meritino una pubblica risposta.

Di seguito evidenziamo l'ultimo punto che tratta della questione centro commerciale eclusivamente in relazione e partendo dagli impegni assunti e sottoscritti dal Sindaco Stucchi a Bruxelles per la ratifica del "Patto dei Sindaci 20-20-20". Qui la foto ricordo.

Per continuare il ragionamento ed eventualmente il confronto con l'Amministrazione attendiamo di conoscere novità, formali ed ufficiali, che purtroppo, però, tardano ad arrivare.

Stralcio del documento: "Quale energia per Sulbiate, per il raggiungimento degli obiettivi europei 20-20-20".



per ingrandire fare clic sulle immagini.





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11 aprile 2011

Parco commerciale: Circolo PD - lettera e-mail al Sindaco dell' 8 Aprile 2011.



Area PE 19 Sulbiate alla luce di un tramonto.




Diamo comunicazione della seguente missiva inviata per e mail al Sindaco Stucchi il giorno 08 aprile 2011. La posizione del Partito Democratico di Sulbiate circa la questione dell' opportunità parco commerciale da edificare in area PE19/20, adicente alla Pedemontana non è assolutamente ideologica nè rigidamente fissata da un NO ostinato e pregiudiziale. Il Partito democratico di Sulbiate intende, responsabilmente capire e compredere, prima di esprimere valutazioni politiche di merito, su un argomento destinato, per la sua rilevanza, a condizionare il volto, la vita, ed il futuro della nostra comunità. Precisiamo che l'argomento centro commerciale/parco commerciale non figurava tra i punti di programma 2009/2014 della Lista Civica SI Sulbiate Insieme. Programma da noi condiviso, grazie al quale abbiamo potuto eleggere tutte e cinque le persone da noi proposte per entrare a far parte della squadra di governo del Sindaco Stucchi, di cui due ora presenti in Giunta. Di seguito il testo della e-mail:



Oggetto: richiesta documenti per analisi e valutazione oppotunità parco commerciale (PE19/20) Sulbiate.

Gentile Sindaco,

circa la questione area PE19-20 e problematiche connesse, motivo di spiacevoli e preoccupanti tensioni tra noi, Le chiedo, in qualità di Segretario del Partito Democratico di Sulbiate un ragionevole supplemento di tempo, necessario per una approfondita analisi, al fine di poter esprimere, dopo esserci confrontati tra noi, Circolo PD, le nostre considerazioni, anche alla luce di quanto è emerso nell'incontro di ieri svoltosi a Milano tra l'Amministrazione Pubblica di Sulbiate e Cal in presenza anche dell'Assessore Fassina.

Mi impegno a fornirLe un nostro documento, in cui saranno specificate le considerazioni del Partito Democratico di Sulbiate, che auspichiamo possano essere un utile contributo alla discussione in corso. Il Partito Democratico di Sulbiate precisa che, per poter procedere nei ragionamenti, avrebbe bisogno di ricevere quanto prima,o appena sarà possibile, la seguente documentazione, utile a fornire una visone generale più puntuale e complessiva della questione :- studio di fattibilità dell'operazione nel suo complesso con dati tecnici ed economici dell’intervento; - studio di massima sul potenziale aumento di traffico sulla viabilità comunale e limitrofa, per comprendere quale peso comporterebbe la presenza di questa nuova struttura commerciale. - posizione di RFI nei confronti del passaggio a Sulbiate, perchè aspetto molto importante.

Tutti elementi imprescindibili, per poter formulare, con responsabilità ed informata consapevolezza, una ragionata valutazione di merito.
In attesa di Suo cortese riscontro colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

Maurizio Sarchielli


Segretario di Circolo
Partito Democratico di Sulbiate.



La Grigna ed il Resegone, i monti della Brianza visti dall'Area PE19 - Sulbiate.



Locandina della minoranza dell' 8/4/2011: "Centro commerciale?"

4 aprile 2011

Il piano per l'emergenza immigrazione del PD. Bersani -video-.

Foto notizia de l'Unità di domenica 03/04/2011.

La Gestione dell'emergenza immigrazione è vergognosa. La situazione caotica è dovuta ad una gestione incerta ed improvvisata del nostro governo. Priva di una chiara direzione, sta provocando confusione, rischi per la sicurezza, e pericolose tensioni. Niente può trattenere chi fugge da guerra e povertà, verso la vita e la libertà. Certamente non una tendopoli.

«L'incapacità del governo nell'affrontare l'emergenza dovuta all'ondata di profughi che vengono dal nord Africa è sotto gli occhi di tutti». Lo ha dichiarato in una nota la presidente del gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro, che ha aggiunto: «Questa incapacità è accompagnata da una contraddittorietà di indirizzi e di volontà dovuta alla visione ideologica di tanta parte dell'esecutivo nella gestione dell'emergenza».

Il governo ha puntato tutto su repingimenti e tagli alle politiche migratorie. La strada giusta è quella adottata dal centrosinistra negli anni della crisi dei Balcani. Le tendopoli sono disumane ed insicure. Il Governo che ha tagliato le risorse alle politiche sociali in nome delle sussidiarietà e del dono perchè non ha coinvolto il volontariato aprendo un tavolo permanente con le associazioni?

Il Partito democratico responsabilmente propone le sue soluzioni.

Siamo un paese che ha saputo affrontare gestire e risolvere ben altre emergenze profughi.
Nel 1999, caso Kosovo, si registrarono 50mila arrivi. Non accadde niente di simile!

L'intervista di Pier Luigi Bersani al TG3: emergenza immigrazione, le soluzioni del PD.


22 marzo 2011

Posizione PD: Europa-Italia, un progetto alternativo per la crescita.

Presentato il contributo del Pd al Programma nazionale di riforme. Due obiettivi: crescita del tasso di occupazione femminile al 60% in 10 anni (3 milioni di donne occupate in più) e l’innalzamento della specializzazione produttiva dell’Italia.




per saperne di più cliccare sulla copertina.