4 dicembre 2011

Buona domenica del 04/12/2011.

Sulbiate e le eccezioni che confermano le regole.
Attendere le scuse per insulti, offese, rivolti ai nostri Consiglieri Comunali, al circolo PD di Sulbiate e indirettamente anche al nostro modestissimo sito/blog Teorema è un po’ come attendere vanamente la possibilità che qualcuno possa, in un momento di straordinaria resipiscenza o di particolare illuminazione, fare il passo indietro da noi auspicato, ormai, troppo tempo fa.
I consiglieri PD sono stati cacciati dalla lista di maggioranza solo perché colpevoli di essere tesserati ad un partito. Non c’è altro da aggiungere. E’ un fatto che possiamo facilmente dimostrare con prove documentali. Il “processo” con sentenza definitiva si svolse a porte rigorosamente chiuse, senza prevedere la legittima e opportuna presenza degli imputati. La sentenza pronunciata unilateralmente, invitava i consiglieri PD a costituirsi Gruppo separato dal Gruppo SI.
I 5 “esiliati”, senza troppi drammi, costituirono il Gruppo PD. Pertanto sono veramente meschine, prive di senso e di intelligenza politica, le accuse mosse nei nostri confronti che dicono di un PD che si trova in Consiglio Comunale senza averne diritto.
I Consiglieri del PD, sono Consiglieri di maggioranza e sono stati scelti dai Sulbiatesi, anche ed in particolare perchè donne e uomini del Partito Democratico di Sulbiate.
Abbiamo fatto un campagna elettorale, onesta e chiara. Senza comparire con il nostro Simbolo nel logo, il circolo ha sostenuto la lista Civica SI, che insieme ad altri cittadini aveva contribuito a costituire, promuovendo le sue 5 persone. I Sulbiatesi (non furono pochi!) sapevano chi stavano mandando in Consiglio Comunale. Allora, il fatto di essere tesserati non suscitava nessun particolare problema. Ora, dopo l'espulsione, i nostri Consilgieri sono impegnati a difendere e sostenere solo il programma. Per tutto ciò che non rientra nel programma 2009, liberamente, giudicano di volta in volta.
Nel frattempo, però, prima eccezione che conferma la regola, tre Assessori, con la comprensione e benedizione del Primo Cittadino, affascinato dalla svolta (?) del Segretario Angelino Alfano, si sono, serenamente tesserati PDL. Forse è per questa ragione che i Consiglieri PD oggi sembrano essere il peggior avversario politico (per non dire nemico) del Sindaco Stucchi? Infatti, non partecipano più agli incontri di pre-consiglio, né alle commissioni e spesso accade che assumano posizioni contrarie ai desiderata della Giunta. Agli occhi del Gruppo SI sono peggiori della minoranza!
Semplici sono le motivazioni. Per capire il perché , con brevi esempi , è bene fare il punto:
Commissioni viabilità progetto Andromeda. Sono state convocate per emergenza improcrastinabile in pieno agosto 2011! Perché a settembre si sarebbe svolto un incontro decisivo con Pedemontana. Il PD ha partecipato ai primi due incontri. Ha denunciato la mancanza di dati importanti e chiesto informazioni in merito per consentire, alla stessa commissione, la possibilità di esprimere un pronunciamento serio. Se necessario ha chiesto anche un rinvio. Risultato: i dati non sono stati forniti; la richiesta del rinvio non è stata accolta; le commissioni hanno proseguito il lavoro senza il PD. Ebbene siamo a dicembre ma l’urgente incontro con Pedemontana sul fascicolo Sulbiate non si è ancora tenuto! Dov’era tutta questa urgenza?
Incontri di preconsiglio. Dopo il Consiglio Comunale del 30 settembre, al fine di evitare ulteriori antipatici incidenti (ormai è un fatto del tutto normale che il Sindaco su alcuni punti scopre durante le sedute del Consiglio Comunale di non avere più la maggioranza), con spirito responsabile, costruttivo e collaborativo, i consiglieri PD hanno chiesto di ricevere i documenti oggetto dei provvedimenti alcuni giorni prima dell’incontro di preconsiglio, al fine di essere preventivamente preparati e informati per confrontarsi in modo dialettico e democratico con gli altri consiglieri eletti in maggioranza della Civica SI. Risposta: è impossibile. Il PD ha scelto di non partecipare perché non interessato a pre-consigli farsa dove si deve decidere senza conoscere gli argomenti di cui si discute. Non è serio richiedere, ai Consiglieri Comunali, su argomenti complessi e impegnativi, decisioni superficiali, sbrigative ed affrettate.
Più volte in questi due anni, i Consiglieri Pd hanno chiesto di rinnovare e modificare il metodo di lavoro del Gruppo SI. Non hanno ottenuto nulla. Eppure è molto semplice: si è chiesto, in buona sostanza, di offrire la possibilità ai Consiglieri, tutti i Consiglieri di maggioranza, di esprimere la personale opinione dopo aver potuto riflettere. E’ incredibile ma questo modo di procedere non appartiene al Gruppo SI! Forse perché non abituati a riflettere o più semplicemente perché costa fatica?
Residenza Sanitaria Disabili – RSD. IL PD di Sulbiate sta lavorando da diverso tempo per ripristinare le condizioni e lo spirito sovra comunale che animava questa importante iniziativa di carattere sociale, realizzabile grazie alla Fondazione Due Rose di Ronco Briantino. Purtroppo la soluzione trovata dal Sindaco era radicalmente diversa perchè meno funzionale e di più corto respiro, rispetto alla proposta originaria del 2008.
In tutto il Vimercatese non esiste nessuna Residenza per Disabili.
Per questo abbiamo accolto con favore la proposta di Progetto Territorio di convocare una commissione allargata a tutti i Consiglieri Comunali e ai responsabili della Fondazione due Rose. Inoltre, per lo spirito originario di questo importante progetto, è assurdo e poco intelligente non ascoltare e escludere a priori il Comune di Aicurzio. Abbiamo operato e con successo per un suo coinvolgimento.
Le ultime notizie dicono che la Commissione si svolgerà lunedì p.v. e che anche l’Amministrazione di Aicurzio sarà presente. E questa, se non è una eccezione che conferma la regola è certamente una buona notizia: il Comune di Sulbiate, quando vuole è capace di lavorare in modo trasparente, coinvolgente, democratico, insomma finalmente bene.
Per gli sviluppi sarete certamente informati.
Buona Domenica.
I POST PIU' CLICCATI DELLA SETTIMANA




3 dicembre 2011

Stati generali della cultura. Intervento di Walter Veltroni.

Walter Veltroni conclude la prima giornata degli stati generali della cultura.


Il Rappporto 2011 Censis.

Il «Rapporto sulla situazione sociale del Paese» è nato dall'esigenza di rendere disponibile uno strumento di analisi e di interpretazione dei fenomeni, dei processi, delle tensioni e dei bisogni sociali emergenti. Tale impegno è stato assunto annualmente a partire dal 1967





Fonte l'Unità.

45° Rapporto annuale sulla situazione sociale del paese.
Breve sintesi.

In tempi di crisi, gli italiani riscoprono il valore della responsabilità collettiva: il 57,3% è disponibile a fare sacrifici per l'interesse generale del Paese. Anche se il 46% di questi lo farebbe solo in casi eccezionali. Risulta da un'indagine del Censis contenuta nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2011. Secondo il rapporto, il 65,4% indica la famiglia come elemento che accomuna gli italiani, mentre l'81% condanna duramente l'evasione fiscale. A fronte poi di un 46% di cittadini che si dichiara «italiano», c'è un 31,3% di «localisti» che si riconoscono nei Comuni, nelle regioni o nelle aree territoriali di appartenenza, un 15,4% di «cittadini del mondo» che si identificano nell'Europa o nel globale e un 7,3% di «solipsisti» che si riconoscono solo in se stessi. Ancora oggi i pilastri del nostro stare insieme fanno perno sul senso della famiglia, indicata dal 65,4% come elemento che accomuna gli italiani. Seguono il gusto per la qualità della vita (25%), la tradizione religiosa (21,5%), l'amore per il bello (20%). Cosa dovrebbe essere messo subito al centro dell'attenzione collettiva per costruire un'Italia più forte? Per più del 50% la riduzione delle diseguaglianze economiche. Moralità e onestà (55,5%) e rispetto per gli altri (53,5%) sono i valori guida indicati dalla maggioranza degli italiani. Emerge poi la stanchezza per le tante furbizie e violazioni delle regole. L'81% condanna duramente l'evasione fiscale: il 43% la reputa moralmente inaccettabile perchè le tasse vanno pagate tutte e per intero, per il 38% chi non le paga arreca un danno ai cittadini onesti. Infine, il Censis sottolinea come il modello di sviluppo italiano abbia sempre trovato nella famiglia un punto di grande forza e la famiglia si sia sempre fatta carico dei bisogni sociali, andando a integrare se non a sostituire le prestazioni di welfare. Ma questo modello, avverte, comincia a mostrare segni di debolezza: se è vero che in proporzione al Pil la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane rimane una delle più rilevanti in Europa, in valore assoluto si è assistito a una erosione significativa di questo patrimonio tra il 2006 e il 2009, il cui ammontare è passato da 3.042 miliardi di euro a 2.722 miliardi. Inoltre, dal punto di vista della capacità di assistenza informale delle famiglie, il numero dei potenziali caregiver (persone che si prendono cura dei familiari) andrà riducendosi in modo netto: se nel 2010 c'erano 18,5 persone autosufficienti in età compresa tra 50 e 79 anni (fascia d'età nella quale rientra la gran parte dei caregiver) per ogni ultraottantenne non autosufficiente, entro il 2040 questa proporzione è destinata a dimezzarsi, scendendo a 9,2 caregiver per ogni anziano potenzialmente bisognoso di assistenza. La crisi economica in Italia ha colpito in particolar modo i giovani. Lo sottolinea il Censis riferendo: «La crisi si è abbattuta come una scure su questo universo: tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati è diminuito di 980.000 unità e tra i soli italiani le perdite sono state pari a oltre 1.160.000 occupati». «Investita in pieno dalla crisi, ma non esente da responsabilità proprie, la generazione degli under 30 - si legge nel Rapporto Censis - sembra incapace di trovare dentro di sè la forza di reagire. La percentuale di giovani che decidono di restare al di fuori sia del mondo del lavoro che di quello della formazione è in Italia notevolmente più alta rispetto alla media europea: se da noi l'11,2% dei giovani di età compresa tra 15 e 24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra 25 e 29 anni, non è interessato a lavorare o studiare, la media dei 27 Paesi dell'Ue è pari rispettivamente al 3,4% e all'8,5%. Di contro, risulta da noi decisamente più bassa la percentuale di quanti lavorano, pari al 20,5% tra i 15-24enni (la media Ue è del 34,1%) e al 58,8% tra i 25-29enni (la media Ue è del 72,2%)». Nonostante l'occupazione resti al palo, «non si registra l'emergere di atteggiamenti più intraprendenti». Per esempio gli italiani sono in assoluto i meno propensi, tra i giovani europei, a lavorare in un altro Paese europeo: si dichiara desideroso o disposto a farlo solo il 40,9% degli intervistati. Inoltre i giovani, che dovrebbero rappresentare il segmento più avvantaggiato da una maggiore liberalizzazione dei licenziamenti, «già oggi - rileva ancora il Censis - sono quelli su cui più grava il costo della mobilità in uscita». Nel 2010, su 100 licenziamenti che hanno determinato una condizione di inoccupazione, 38 hanno riguardato giovani con meno di 35 anni e 30 persone con età compresa tra 35 e 44 anni. Solo in 32 casi si è trattato di persone con 45 anni di età o più. Una società «fragile, isolata ed eterodiretta», con una dialettica politica «prigioniera del primato dei poteri finanziari»: così ci vede il Censis, nel suo 45/mo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. I nostri antichi punti di forza non riescono più a funzionare, dice l'istituto, che avverte: è «illusorio» pensare che i poteri finanziari disegnino sviluppo, perchè lo sviluppo «si fa con energie, mobilitazioni, convergenze collettive». È quella dunque, secondo il Censis, la direzione da seguire. «Mentre l'occupazione ufficiale stenta a dare segnali di ripresa, quella sommersa sembra al contrario dare prova di tenuta e trarre semmai un nuovo stimolo di crescita dal difficile momento». Lo evidenzia il Censis. A partire dal 2008, a fronte di un calo generalizzato dell'occupazione regolare (-4,1%), quella informale aumenta dello 0,6%, portando il livello di irregolarità del lavoro nel 2010 alla soglia del 12,3% e lasciandosi alle spalle i positivi risultati di un decennio. «I cittadini e le imprese si trovano a fare i conti con un sistema dei servizi che mostra evidenti segnali di criticità»: lo sottolinea il Censis nel 45/o Rapporto sulla situazione del Paese spiegando che «la politica di riduzione della spesa pubblica che ha contrassegnato gli ultimi 3 anni, e che segnerà anche il biennio 2012-13, realizzata in molti casi attraverso tagli lineari, sta lasciando il segno». In particolare il trasporto pubblico locale, già «inadeguato» è stato «drasticamente ridimensionato». La crisi economica degli ultimi anni ha ridotto il reddito disponibile delle famiglie e ha provocato conseguentemente una «caduta della propensione al risparmio» anche «a causa dell'irrigidimento» di alcuni consumi. In questo contesto la riduzione della quota di risparmi sembra però non avere colpito gli investimenti fissi, come le abitazioni. È quanto emerge dal 45/o Rapporto annuale sulla situazione sociale del Paese del Censis. In 10 anni risulta inoltre raddoppiato il valore delle abitazioni. «In un quadro economico stagnante, le esportazioni sono una delle poche variabili in crescita: +15% nel 2010 e +16% nel primo semestre del 2011»: lo riferisce il Censis nel Rapporto annuale sulla situazione del Paese sottolineando che «molti comparti del made in Italy possono fungere da puntello attraverso cui evitare un ulteriore scivolamento dell'economia nazionale». Per il Censis il commercio estero «può e deve rappresentare il volano della ripresa». La tv resta il mezzo più diffuso del panorama mediatico italiano (lo usa il 97,4% della popolazione), ma al suo interno è avvenuto un «ampio rimescolamento» dovuto all'arrivo del segnale digitale terrestre. Lo evidenzia il 45/o Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del paese. E se l'ascolto della radio resta stabile, a confermarsi è il «periodo di grave crisi» della carta stampata. I quotidiani a pagamento perdono il 7% dei lettori nel periodo 2009/2011, cresce poco la free press, resistono i settimanali, tengono i libri, mentre non decollano gli ebook. Ed è l'utenza del web ad aumentare: nel 2011 ha superato la fatidica soglia del 50% della popolazione arrivando al 53,1%: l'87,4% tra i giovani, il 15,1% tra gli anziani. Con una particolarità: l'affermazione progressiva di percorsi «individuali dei contenuti e l'acquisizione delle informazioni da parte dei singoli».

Nuove ombre su Regione Lombardia.

Il 30 novembre è stato arrestato dai carabinieri di Brescia il vice presidente del Consiglio Regione Lombardia Franco Nicoli Cristiani, fondatore della sede di Forza Italia bresciana.
Presso la sua abitazione sono stati trovati 100 mila euro in contanti, presunta tangente ricevuta da un imprenditore del settore smaltimento rifiuti pericolosi da usare come sottofondo stradale.

E' l'ennesima ombra sulla gestione ventennale del governo Lombardo presieduto da Formigoni.

Ieri i il governatore ha rilasciato a repubblica la seguente intervista. Clicca qui.

Il Gruppo del PD in Regione Lombardia ha chiesto al Presidente di presentarsi in Consiglio e riferire sui fatti. Clicca qui.

2 dicembre 2011

"Chiediamo una cosa fondamentale l'equità. Chi ha di più deve dare di più".

Parla il segretario del Partito Democratico: "Conosciamo bene i problemi e le emergenze del Paese, sono due anni che diciamo che il Paese sarebbe finito nei guai. E' il momento dello sforzo collettivo e della responsabilità, noi chiediamo una cosa: l'equità, chi ha di più deve dare di più"



La tenuta del governo non è a rischio, ma il Pd si aspetta che l'esecutivo non sia sordo alle sue idee. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in un video su Youdem, afferma che «noi siamo pronti a sostenere questo governo anche se non farà il 100% di quello che faremmo noi e credo che questo debba essere condiviso da tutti».

Dunque Bersani afferma di non aver «apprezzato certe affermazioni certi condizionamenti che sono venuti dalla destra». «Non si tratta di porre condizioni - sottolinea il leader Pd - ma di dire le proprie idee. Noi le abbiamo, le abbiamo presentate e le presenteremo e ci aspettiamo che a queste idee non si rimanga sordi e disattenti».

«Una delle cose che chiediamo» al governo di Mario Monti «è di non tenere al riparo in questa vicenda chi ha di più. Questo è il nostro punto di partenza». Il leader democratico aggiunge: «Chiediamo anche di cercare di fare in modo che le misure, che non saranno indolori, siano il meno possibile recessive e quindi abbiano occhio alle esigenze di consumi e di redditi delle situazioni più difficili, dei ceti popolari più ampi».

Metteteci la faccia. By Virus.

Domenica la redazione ci ha fatto un spiegone bellissimo, lo ho capito anch’io, sulle conseguenze e sulle contraddizioni politiche riguardo ai tre assessori i quali avrebbero chiesto le tessere del PDL. Il consiglio comunale di Mercoledì lo ha confermato (link).



Noi persone normali che masticano poco di politica politicata, ma preferiscono la politica appassionata, proprio non capiamo queste scelte, che riguardando assessori sono anche e soprattutto scelte pubbliche: siete assessori in seguito al voto dei Sulbiatesi.

Virus da comune cittadino con QI probabilmente un po’ sotto la media, non si chiede le motivazioni ideali o di convenienza di questo salto della quaglia, che la scelta è politica e secondo l’etica della correttezza, gli elettori devono sapere chi li rappresenta.

Perché, cari rappresentanti nostri, lo avete fatto?

Metteteci la faccia e spiegatelo. Spiegate perché avete ritenuto di ribaltare l’assetto politico non solo del consiglio comunale ma soprattutto dell’amministrazione.

Quale mandato di Sulbiate pensate di interpretare? Intendete passare all’opposizione o intendete tirare dentro l’opposizione in maggioranza?

Un suggerimento: metteteci la faccia e spiegatelo, altrimenti l’ipotesi di un ordine di un capo (link), vista anche la contemporaneità della decisione sta proprio in piedi.


by Virus


Gli interventi di Virus sono umoristici, satirici ed ironici. Chiediamo gentilmente di commentarli con ironia, non con rancore e livore. Ricordiamo che l'incapacità di saper accettare la satira si manifesta regolarmente in tutte le società non democratiche.

La Redazione di Teorema.

Precedente interverto di Virus: A proposito di transatlantici e di suolo.

La nota del mattino del 2 dicembre 2011.

1. L’EURO IN PERICOLO SMUOVE DRAGHI. MA SUL RUOLO DELLA BCE RESTA LA SPADA DI DAMOCLE DELL’OPPOSIZIONE TEDESCA.
Il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, interviene per la prima volta nel Parlamento europeo e apre alla possibilità di un maggiore impegno nell’acquisto dei titoli pubblici dei paesi in difficoltà. Non è la trasformazione della Bce in versione Federal Reserve Usa o Banca d’Inghilterra. Ma è un passo in avanti. Solo che per poter procedere Draghi avrà bisogno di verificare che tutti i paesi interessati abbiano adottato politiche rigorosissime. La ragione? Semplice: i tedeschi si impuntano.
Da Il Corriere della Sera. Articolo di Federico Fubini. “Nessuno di loro, probabilmente, riuscirà mai a dimenticare quella domenica notte di inizio agosto. Invece di guardare le stelle cadenti, i banchieri centrali europei passarono la serata in una spiacevole teleconferenza, ciascuno dalla sua casa di villeggiatura. Alla fine decisero di iniziare a comprare titoli di Stato italiani e da allora ne hanno messi in bilancio per circa cento miliardi di euro. Per gli appassionati di numerologia, uomini e donne di finanza che attribuiscono poteri magici di rassicurazione alle cifre, l`Eurotower è intervenuta a favore dell`Italia per più di sei miliardi a settimana. Ha comprato molti più Btp sul mercato di quanti il Tesoro sia riuscito a emettere in questo periodo. Ma la Bce deve prendere atto di una lezione innegabile: dopo quei cento miliardi già spesi, i tassi d`interesse che il governo italiano paga sopra la Germania sono saliti fino a un picco di circa 250 punti base (2,5%) di più. E la prova che quanto fatto fin qui non ha funzionato, al massimo è stato uno snervante esercizio di contenimento dei danni. Non è certo colpa dell`Eurotower, eppure la strategia di questi mesi o meglio l`assenza di una qualunque strategia coerente in Europa - ha guidato l`intero sistema sull`orlo di un precipizio. Tutti hanno perso fin qui. Ha perso ovviamente l`Italia che non ha saputo ricreare la fiducia attorno a sé. Ma ha perso anche la Bce, che si è dilaniata fra falchi (tedeschi e qualche raro alleato) e colombe (tutti gli altri) fino alle dimissioni del suo capoeconomista Jiirgen Stark.
Questa è l`eredità implicita che Draghi deve raccogliere. Il successore di Jean-Claude Trichet è tirato da tutte le parti. Dal governatore della Bank of England Marvyn King, a quello della Banca d`Israele Stanley Fischer, al capo economista del Fini Olivier Blanchard, al presidente della Federal Reserve Ben Bernanke: non c`è uno solo dei suoi vecchi compagni di gioventù al MIT di Boston che non pensi che Draghi dovrebbe aprire subito i rubinetti del denaro. Che dovrebbe guidare la sua banca come quelle di Londra e Washington: liquidità potenzialmente illimitata a favore dei Paesi in difficoltà, mentre questi cercano pian piano di risollevarsi. Ma il principale azionista della Bce non è un vecchio compagno di studi di Draghi, anche perché è di vent`anni più giovane. Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, non ha mai votato per gli acquisti di titoli di Stato italiani o spagnoli. Si è sempre opposto e probabilmente continuerà a farlo. In questa partita, la Bundesbank è la sola istituzione a poter pensare che vincerà in ogni caso: se l`euro sopravvivesse, potrebbe rivendicare per sé il merito di aver forzato i reprobi alla disciplina; ma se l`euro si dovesse frantumare, la Bundesbank recupererebbe con gli interessi il potere imperiale che un tempo esercitava sulla moneta. Tutto questo contribuisce a
fare di Weidmann un negoziatore inflessibile, e obbliga Draghi a trovare un equilibrio accorto. Ieri il presidente della Bce ne ha mostrato gli ingredienti. È come se avesse messo sul tavolo dei governi il premio che possono ottenere se faranno in modo di meritarselo. Draghi si è augurato un nuovo «contratto fiscale», un insieme di regole che garantiscano credibilità di bilancio e nelle politiche economiche. In cambio «altri elementi potrebbero seguire - ha aggiunto - ma è la sequenza che conta». Insomma la Bce potrebbe raddoppiare da metà dicembre gli acquisti per Italia e Spagna, a circa venti miliardi alla settimana: un aiuto non risolutivo, ma prezioso. Con buona pace dei vecchi compagni del MIT, arriverà solo se la Bce avrà chiare garanzie - anche dall`Italia - sul rigore di bilancio adesso e in futuro. In caso contrario sarebbe visto dalla Bundesbank, e non solo, come un premio all`indisciplina: una scelta capace di minare le fondamenta politiche dell`euro”.

2. NEL VERTICE DEL 9 DICEMBRE L’EUROPA SI GIOCA TUTTO: O SOPRAVVIVE O CROLLA INSIEME ALL’EURO. LUNEDI’ INCONTRO SARKOZY-MERKEL.
Nel vertice del 9 dicembre i capi di Stato e di governo dei paesi europei si giocheranno il futuro dell’Europa e dell’euro: o saranno in grado di prendere decisioni adeguate o è più che probabile che i mercati riescano a spingere ancora di più verso la crisi l’area della moneta unica. In vista di questo appuntamento Sarkozy e Merkel si vedranno lunedì. E Sarkozy ha rilanciato la necessità di rifondare l’Europa.
Da Il Corriere della Sera. “Nicolas Sarkozy vuole «un nuovo Trattato per una nuova Europa» perché quella di oggi «rischia di essere spazzata via». Lunedì il presidente francese accoglierà a Parigi la cancelliera Angela Merkel: i due leader dell`asse franco-tedesco presenteranno le loro proposte per salvare l`euro e il continente, pochi giorni prima del cruciale vertice di Berlino dell`8 e 9 dicembre. «La paura è tornata», esordisce Nicolas Sarkozy davanti ai cinquemila dello Zénith Oméga, il palazzetto che già ospitò i concerti di Johnny Halliday e Depeche Mode e che ieri è stato teatro del grande discorso presidenziale sulla Francia e l`Europa. Cinquantadue minuti, otto enormi tricolori e una piccola bandiera europea sul palco per convincere che «senza arroganza, ma neanche esitazioni» la Francia farà il necessario per portare se stessa e l`Europa fuori dalla crisi”.

3. LUNEDI’ ANCHE L’ITALIA SI GIOCA IL FUTURO. IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARERA’ LA MANOVRA. BERSANI: ATTENZIONE ALL’EQUITA’. MONTI ASCOLTI LE NOSTRE PROPOSTE.
Da L’Unità. Articolo di Maria Zegarelli. “Se l`incontro avverrà durante il fine settimana, prima della presentazione ufficiale lunedì mattina della cura di ferro che il presidente del Consiglio Mario Monti sta mettendo a punto per l`Italia. O forse saranno soltanto colloqui telefonici con i ministri, ma nel frattempo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ribadisce la linea dei democratici. Non si discute l`appoggio al governo e «non si tratta di porre condizioni», come invece ha fatto «la destra»: si mandano segnali all`esecutivo perché è evidente «che non tutte le misure ci andranno bene al 100%», come è evidente che qualche boccone amaro bisognerà pur mandarlo giù, ma «il complesso degli interventi deve andare nella direzione di equità e crescita». Parlando dai microfoni di Youdem, ieri Bersani si è augurato che a Palazzo Chigi «non si rimanga sordi e disattenti» alle proposte del Nazareno, dalla lotta all`evasione, alle liberalizzazioni, alla patrimoniale. Insomma, pronti a discutere
di pensioni, - flessibilità in uscita da 63 a 68 - di contributivo pro-rata (la proposta rilanciata ieri dal ministro Elsa Fornero), ma a un patto: «chi ha di più deve dare di più. Questo è il punto». Nel giorno in cui Sergio Marchionne ri-annuncia che Fiat lascia l`Italia e la Banca di Inghilterra si prepara al default dell`euro, Bersani dice che sì, «la questione è veramente seria, è necessario fare uno sforzo collettivo davanti al quale ognuno deve prendersi le sue responsabilità» e tuttavia le fasce sociali più deboli non possono essere chiamate ad ulteriori sacrifici che stavolta potrebbero non reggere. «Bisogna fare in modo che le misure, che non saranno indolori, siano il meno possibile recessive e quindi abbiano occhio a un`esigenza di consumi, redditi, situazioni più difficili, dei ceti popolari più ampi». Nessun giudizio preventivo, per il resto, « perché fin qui si è discusso solo su supposizioni».

4. LA CRISI DELLA FIAT E LE DISTRAZIONI DI MASSA ORDITE DA MARCHIONNE, CHE HA UN SOLO SCOPO: EVITARE CHE IL GOVERNO INTERVENGA AL TAVOLO DELLA TRATTATIVA.
Marchionne parla, le agenzie estremizzano una sua battuta, nasce l’ennesima tempesta. Ma questa volta bisogna stare attenti: l’obiettivo dell’amministratore delegato del gruppo Fiat non è solo quello di lasciar intendere che è pronto a mollare se il sindacato non soccombe. Questa volta Marchionne parla, come si suol dire, a nuora perché suocera intenda: non desidera che il governo intervenga nella trattativa tra le parti. Abituato a Sacconi, ha dovuto accettare l’accordo su Termini Imerese e adesso non vorrebbe altri interventi.

5. LE FREQUENZE TV. VALGONO MILIARDI DI EURO. INVECE DI REGALARLE, IL GOVERNO LE VENDA.
Il cosiddetto beauty contest, cioè – tradotto – la concessione a titolo gratuito delle frequenze che si sono liberate ai principali operatori televisivi, a cominciare da Rai e Mediaset, sta diventando anche un nuovo caso politico.
Da La Repubblica (memento: anche De Benedetti potrebbe essere interessato all’acquisizione di frequenze televisive). Articolo di Giovanni Valentini. “Vi sembrano pochi, in questi tempi di vacche magre o magrissime, 16 miliardi di euro? Sono più di quelli - soltanto 11, si fa per dire - dell`ultima manovra d`emergenza chiesta dall`Unione europea al nostro Paese. Eppure, lo Stato italiano non appare tanto interessato a sfruttare un cespite di sua proprietà, stimato appunto intorno ai 16 miliardi, come se fosse incedibile al pari del Colosseo o della Torre di Pisa. E invece, questo è orientativamente il valore delle frequenzeche il governo Monti potrebbe ancora ricavare dalla banda televisiva superstite (Uhf), in aggiunta ai 3,5 già incamerati, se revocasse o correggesse la decisione di "regalarle" agli operatori tv - in primis Rai e Mediaset- ratificata dal fu governo Berlusconi, contro cui s`è schierata ora Sky ritirandosi polemicamente dalla gara”.

1 dicembre 2011

Considerazioni sul Consiglio Comunale del 29/11/2011.

Dove stiamo andando?

Tralasciamo i punti di approvazione dei Regolamenti sui quali vi è stato poco da dire e ci soffermiamo invece su:

  1. Convenzione con la Parrocchia per la Scuola dell’Infanzia ed il Piano Diritto allo Studio (punti 2 e 3)
  2. Linee guida per la Struttura per Disabili – RSD ( punto 7)
  3. Assestamento di Bilancio (punto 11)

1. Entrambi i punti arrivano con ritardo sul tavolo del Consiglio Comunale per motivi diversi: come spesso accade in questi casi non c’è tempo per dibattito, suggerimenti, proposte perché le carte sono pronte e solo da approvare.

Noi crediamo che il Consiglio Comunale sia l’ambito in cui si confrontano le idee, le scelte, prima di dire se si è d’accordo o contrari.

Abbiamo cercato a più riprese di far capire che questa nostra idea non è campata per aria perché è alla base di un sano confronto democratico sulle questioni che interessano il paese: occorre ovviamente non arrivare con l’acqua alla gola, ma il continuare a procedere in questo modo, alla fine vuol dire svilire il ruolo del Consiglio stesso.

2. Dopo quasi 3 anni di stasi, improvvisamente la Giunta propone al Consiglio un piano “precotto” unica soluzione possibile alla questione RSD.

Ricordiamo che detta iniziativa è ritenuta anche da noi molto importante per il vimercatese in quanto prevede circa 40 posti letto per disabili, in un Centro assistito e dotato di strutture idonee alle terapie.

L’idea iniziale prevedeva la costruzione su terreno di fronte alla scuola su via Madre Laura in parte sul nostro territorio e in parte su quello di Aicurzio. Ottima soluzione di respiro sovra-comunale per un’opera importante (nel nostro territorio non ve ne sono). Già sette comuni avevano dichiarato la disponibilità a collaborare.

La Giunta propone ora, valutata la non disponibilità della Fondazione delle due Rose a trovare l’intesa con Aicurzio, di realizzare l’opera su terreno a fianco di Via Filanda angolo tangenziale.

E’ un’altra cosa, con altro respiro, con area più piccola e attraversata da via Filanda !

Il Sindaco ha ripercorso la strada che ha portato la Giunta a compiere questa scelta, percorso logico ma a nostro modo di vedere che porta ad una soluzione non condivisibile.

Riteniamo importante arrivare in tempi brevi ad una scelta valida: è per questo che abbiamo rilanciato la necessità di sondare la disponibilità e l’interesse di Aicurzio, non trovando però nel Sindaco e nei Presidenti della Fondazione altrettanta disponibilità.

Alla fine dell’incontro dei Capigruppo, a Consiglio Comunale sospeso, è stata accettata la proposta di PT di costituire una Commissione Capigruppo allargata ai Consiglieri.

Noi insisteremo sulla validità della scelta iniziale, confidando che la disponibilità di Aicurzio renda possibile la ripresa di un cammino comune e collaborativo.

Il “prendere o lasciare” affermato dal Sindaco, per noi non è accettabile, come non è accettabile che il Primo Cittadino etichetti la posizione del nostro Gruppo come quella del “rompi coglioni” (testuali parole).

Vedremo…

3. Assestamento di bilancio

Avevamo richiesto, dopo i fatti dell’ultimo Consiglio, che il Gruppo PD ricevesse con qualche giorno di anticipo i documenti da discutere in pre-consiglio.La risposta è stata che non è possibile, che non si capisce il motivo di un trattamento di favore al Gruppo PD. A noi pare che conoscere i documenti sia la base per discutere con consapevolezza e che è scorretto porre la questione “avete o non avete fiducia in me” .

Conosciuto martedì sera il documento di assestamento abbiamo velocemente elaborato l’idea che già avevamo prospettato durante i nostri incontri: costituire un Fondo di solidarietà per sostenere quelle famiglie che si trovano in situazione temporanea di difficoltà causa perdita del lavoro o cassa integrazione, mobilità.

Abbiamo preparato una bozza di costituzione del Fondo utilizzando una parte dell’assestamento di bilancio, sottraendo risorse a opere che riteniamo di non primaria importanza quali il rifacimento della parete esterna del bar della palestra e sistemazione dei giardinetti per i bambini (via Roma, area Palestra, area Asilo, e uno nuovo in zona via Pascoli).

Certo per realizzare questo cambiamento occorreva che la Giunta si dimostrasse disponibile e pronta a ricevere il suggerimento, in modo da superare le difficoltà burocratiche.

Ma questa disponibilità non c’è stata: possiamo solo confidare che inseriscano la nuova voce nel bilancio 2012 , anche se perderemo 6-7 mesi !!

Noi ci abbiamo provato.

Ci siamo quindi astenuti sul punto 11 dell’Odg.

Sicuramente il modo di procedere del Gruppo SI non lo condividiamo: abbiamo cercato di proporre soluzioni alternative… ma sembra che anziché gradire i suggerimenti, questi siano valutati come intralcio al procedere spedito del Sindaco e della sua Giunta.

Per andar dove ???

Questo ci lascia, ormai da qualche mese, molto perplessi: il metodo usato oggi per la RSD, per l’assestamento di bilancio e ieri per l’Outlet /Pedemontana, per la ex-Filanda, è sempre lo stesso.

Il Consiglio Comunale è chiamato solo ad alzare la mano: la maggioranza a favore e la minoranza contro.

A proposito di questo, dopo le notizie circolate anche sui giornali dei giorni scorsi in merito alla richiesta della tessera del PDL da parte di uomini della Lista Civica SI, ci aspettavamo per coerenza una posizione dei 3 diversa dal resto della Lista Civica ed in linea con il PDL. Così non è stato.

Auspichiamo che la richiesta delle tessere non sia stata una mera mossa strumentale, che farebbe cadere ancor più giù lo stile della Lista Civica SI che pare abbiamo scelto la strategia "scilipoti": ma è nell’interesse di Sulbiate ???

Acqua pubblica: la legge regionale va cambiata.

La Regione Lombardia, nonostante il 12 e 1l 13 di Giugno più di 27 milioni di italiani (di cui 3 milioni e 700 mila cittadini lombardi) abbiano riconosciuto e difeso l'acqua quale bene comune e diritto umano universale, non ha cambiato atteggiamento.



Se la legge regionale non sarà modificata l'acqua della Lombardia può finire nelle mani di pochi privati, interessati esclusivamente a fare profitto
.

La Corte Costituzionale ha già bocciato la legge della Lombardia: le reti idriche sono demanio pubblico, come i fiumi, i monti e i laghi. Ha di fatto riaffermato il principio riconosciuto valido dagli italiani nel referendum di giugno.

La Regione è stata bocciata e la legge deve essere riscritta, in conformità con quanto è emerso dall'esito referendario. Per garantire qualità del servizio e per far ripartire gli investimenti, è bene che l' "errore" sia recuperato al più presto.

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La nota del mattino del 1 dicembre 2011.

1. IN DIECI GIORNI SI GIOCA IL FUTURO DELL’ITALIA, DELL’EURO E DELL’EUROPA.
Oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy pronuncerà un discorso che si preannuncia pesante sulla sorte dell’Europa e sulle iniziative da prendere per salvare l’euro. Domani parlerà al parlamento tedesco Angela Merkl, cancelliere tedesco. Lunedì 5 il Consiglio dei ministri italiano, sotto gli occhi di tutto il mondo, deciderà il pacchetto di misure per garantire il pareggio di bilancio nel 2013 e rilanciare l’economia. Mercoledì 7 il parlamento greco dovrà approvare il bilancio 2012. Giovedì 8 e venerdì 9 a Francoforte si svolge l’assemblea annuale della Banca centrale europea e, a Bruxelles, la riunione dei 27 capi di Stato e di governo dell’Europa, ultimo appuntamento per lanciare il rafforzamento del fondo salva-Stati o altre iniziative volte a salvare l’Euro. Saranno giorni di fuoco e solo l’intervento delle banche centrali più importanti del mondo, deciso ieri per garantire che le banche avessero la liquidità necessaria ad operare ha permesso che almeno per un giorno le borse ieri abbiano ripreso fiato.
Da La Stampa. Articolo di Marco Zatterin. “Da Guareschi a John Reed. Dopo aver riesumato Don Camillo e Peppone per invocare la pax tecnica italiana, 0lli Rehn si ispira allo scrittore americano per dare un titolo alle prossime ore dell`Europa. «I dieci giorni che-scuoteranno l`euro», li chiama il commissario Ue all`economia, gli stessi che il premier Mario Monti definisce «effettivamente fondamentali». Una prova dura per un`Unione snervata dalla crisi che fatica a costruire intese. Il finlandese è preoccupato. La scelta, ribadisce, è «fra una integrazione più profonda e la graduale disintegrazione di un patto messo in piedi in oltre mezzo secolo». Il traguardo è fissato per il pomeriggio (si spera) di venerdì 9 dicembre, quando arriveranno le conclusioni del vertice dei capi di Stato e di governo dell`Unione. Sarà il capolinea del tracollo o il nuovo inizio, come sembrano metterla tutti, non ultimo il ministro delle Finanze polacco e guida di turno dell`Ue, Jacef Rostowsky, per il quale oltre il fallimento dell`intervento sull`Eurozona c`è solo la catastrofe. Tutti sono al lavoro. L`8 sera i leader affronteranno il pacchetto Barroso/Van Rompuy e «l`Unione fiscale» in cantiere fra la cancelleria tedesca e Sarkozy vuole gli eurobond La Merkel più rigore e punizioni automatiche. Il premier Monti: l`Italia è d`accordo, anche se non sarà semplice l`Eliseo. Testi che, per il momento, sono ancora da modellare. Oggi a Tolone Sarkozy metterà il primo piede avanti con un discorso pesante sul futuro dell`Europa economica. Parigi è favorevole alle misure di lungo termine, al coordinamento rafforzato con le sanzioni automatiche, o quasi, che Berlino vuole mettere nei Trattati riformati. Come altri, Italia e Polonia compresa, ritiene però che queste siano decisioni da lungo periodo che poco intaccano la crisi che si esplicita in queste ore. Vorrebbe gli Eurobond. E un fondo salva-Stati flessibile abbastanza da poter intervenire alla bersagliera per puntellare i Paesi a rischio di tracollo. L`approccio tedesco è un inno alla blindatura. Angela Merkel desidera un`Unione Fiscale scolpita nei Trattati, con sanzioni decise e controlli serrati e puntuali. L`idea di un aumento di solidarietà che vada oltre quanto già previsto per il temporaneo Efsf non le garba. Lo spread fra i suoi proclami politici e la capacità di azione cresce. Domani la cancelliera si esprimerà al Bundestag. Confrontando le sue parole con quelle di Sarkozy, forse si potrà avere un`idea più chiara di quel che resterà nel momento in cui tre dei dieci giorni saranno belli che andati. La doppia riunione Eurogruppo/Ecofin di Bruxelles è stata una prova di disaccordo. Argomento di turno, il ruolo dell`Efsf rafforzato e quello che il Fmi dovrebbe avere, certo in compagnia del fondo salva-Stati, per sostenere le capitali eventuali vittime di tsunami. Il tedesco Schaeuble si è segnalato per l`apertura nei confronti di un`iniezione di dote al Fmi, con prestiti bilaterali o nuovo capitale. I belgi: per Francoforte deve decidere solo Francoforte. La Spagna trova normale che il Fondo sia più coinvolto. Gli olandesi hanno detto che «nulla può prendere il posto di riforme e rigore di bilancio». Molti vorrebbero che la Bce facesse da traghetto a colpi di acquisto di titoli usati. La novità è che dopo anni si sente l`Italia parlare di
integrazione europea. Monti assicura di essere pronto a esaminare modifiche dei Trattati, «anche se non è semplice». Gli piacciono le sanzioni automatiche, «perché possono essere cieche, ma eque, visto che impediscono al Consiglio di avere un occhio di riguardo per i grandi». Ammette poi di «non poter dire che ci sia chiarezza» sull`Efsf, sebbene veda «passi avanti». L`enigma, ha deciso l`Ecofin, si risolverà con la definizione della possibilità di moltiplicarne i fondi (3-5 volte) e valutarne la capacità di garanzia o acquisto conto terzi (20-30 per cento). Qui arriva una frase del neoviceministro Grilli. «I dettagli tecnici ci saranno fra poco, poi decideremo». Cosa? Più fonti rivelano che Roma ragioni sul chiedere un aiutino all`Europa. L`ex dg del Tesoro non lo ha detto. O, almeno, non voleva dirlo”.
Da Il Messaggero. Articolo di Rossella Lama. “Mossa congiunta delle sei maggiori banche centrali del mondo per allontanare il rischio di una chiusura dei rubinetti del credito all`economia. Federal Reserve, Bce, e le banche centrali di Canada, Gran Bretagna, Giappone e Svizzera hanno annunciato di aver tagliato di mezzo punto percentuale, da 100 a 50 punti base, il tasso di interesse sulle operazioni di swap in dollari. Diminuirà così il costo al quale le banche centrali si scambieranno dollari, di cui in Europa in questo momento c`è una` grande penuria. E il sistema creditizio europeo potrà rifornirsi più a buon mercato di biglietti verdi presso la Bce, e rispondere alle richieste di valuta della clientela senza rischi di credit crunch. Questo annuncio significa l`avvio di un coordinamento internazionale per affrontare la crisi dell`euro. Un aiuto fornito dal resto del mondo al Vecchio continente perché abbia il tempo di superare, nell`interesse di tutti, la crisi che sta attraversando. Così le Borse hanno letto la decisione di ieri, e prima ancora di vedere l`efficacia della misura si sono messe a correre. Milano ha fatto un balzo del 4,38%, Francoforte ha sfiorato il +5%, Parigi è cresciuta del 4,22% e Londra del 3,16. Wall Street non è stata da meno….”.

2. POCHI GIORNI AL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI LUNEDI’. TUTTI LANCIANO GLI ULTIMI ALTOLA’. ALLA FINE BISOGNERA’ DECIDERE SULLA BASE DEL BILANCIAMENTO TRA RIGORE, EQUITA’, SPINTA ALLA CRESCITA.
Continuano a filtrare indiscrezioni sulla manovra pesantissima che il governo deve approvare lunedì prossimo. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha detto ieri che il mondo aspetta dall’Italia interventi efficaci e urgenti.
La consistenza dei provvedimenti in preparazione, di cui nulla si conosce nei particolari, sta naturalmente suscitando preoccupazioni e prese di posizione nei partiti, tra i sindacati. Ma bisognerà attendere le misure vere per parlare e riflettere con cognizione di causa.
In questo contesto vanno collocate e comprese le dichiarazioni della Cgil (non toccare quota 40) , le preoccupazioni sulle indiscrezioni che riguardano le pensioni del Pd, gli avvertimenti di Berlusconi sulla patrimoniale, il fuoco di sbarramento della destra contro il ritorno dell’Ici sui beni immobili di maggior valore.
In questi giorni non è escluso che vi siano contatti informali tra Monti e i leader dei partiti. L’importante alla fine sarà la qualità dei provvedimenti, l’equilibrio tra rigore ed equità (devono pagare anche coloro che non hanno pagato fin qui) e sostegno alla crescita economica, senza la quale l’Italia rischia di restare bloccata dalla recessione e dalle ripercussioni del rallentamento dell’economia. Ieri l’Istat ha già certificato un aumento forte della disoccupazione.

3. FINITO IL GOVERNO BERLUSCONI, SKY ABBANDONA L’ASTA GRATUITA PER ACQUISIRE CANALI DIGITALI. IL BEAUTY CONTEST DEVE SALTARE.
Fino a quando era in piedi il governo Berlusconi con tutti gli affari personali legati al presidente del Consiglio, affari dei quali potevano beneficiare anche altri gruppi interessati, il cosiddetto beauty contest andava benissimo: tutti partecipavano tranquillamente all’asta gratuita per acquisire nuove frequenze digitali (Mediaset, Rai, Telecom, Sky). Finito il governo Berlusconi e con la prospettiva di essere chiamati a sborsare moneta per quelle stesse frequenze (come propone il Pd e forse si appresta a decidere anche il governo Monti), Sky ha deciso di mollare.
Da La Repubblica. Articolo di Ettore Livini. “I tempi sono «troppo lunghi». Le regole «discutibili» e destinate a favorire operatori già presenti sul mercato (leggi Rai e Mediaset). E così Sky Italia si sfila dalla gara per l` assegnazione delle frequenze del digitale terrestre.
«La decisione è incondizionata e con effetto immediato», ha specificato Santa Giulia, auspicando che «questa sofferta decisione possa favorire una riflessione tra tutti gli operatori e il nuovo governo per ridefinire il sistema tv italiano». Un messaggio raccolto a stretto giro di posta da chi vorrebbe trasformare l`asta gratuita per le frequenze tv varata dal governo Berlusconi in vendita a pagamento, ipotesi certo non sgradita al nuovo esecutivo a caccia di liquidità. «Il ritiro di Sky è la prova che si trattava di un`operazione discussa. Sono 10 gli editori che si sono candidati ad avere le frequenze Il ministero ha escluso Tivuitalia e D Box. Ora Sky esce dalla partita”.

4. ZINGARETTI GETTA LA SFIDA: SI CANDIDERA’ COME SINDACO DI ROMA.
Nicola Zingaretti: «Se sono le primarie a scegliere il sindaco, allora io ci sarò e farò la mia parte». E così ieri, fin dal mattino, le agenzie di stampa non fanno altro che battere i commenti. Di soddisfazione di alcuni esponenti di Pd, Sel e Idv. Molto critici per buona parte del centrodestra. A metà pomeriggio torna a parlare Zingaretti: «Le primarie per il candidato sindaco del centrosinistra inizieranno nell`autunno 2012: in quell`occasione verranno ufficializzate le candidature, ma io credo sia giusto essere chiari e trasparenti da subito nel rapporto con l`elettorato e con i cittadini. L`ho già dichiarato e lo ribadisco con grande serenità: a quell`appuntamento intendo impegnarmi in prima persona».

5. EGITTO VINCONO I FRATELLI MUSULMANI. TENSIONI IRAN GRAN BRETAGNA DOPO L’ASSALTO ALLA AMBASCIATA BRITANNICA.
I Fratelli Musulmani hanno vinto le prime elezioni del dopo Mubarak in Egitto. Lo afferma la stessa confraternita, in un comunicato: «Il nostro partito della Libertà e della giustizia (Plj) è in testa seguito da al Nour (i saldai); terzo il Blocco egiziano». Vero: nei nove governatorati dove si è votato lunedì i Fratelli, secondo i primi dati, sono al 50%, i salafiti sfiorano il 20%. Oggi i risultati. Londra intanto ha deciso di chiudere l`ambasciata di Teheran, dopo l’attacco ai suoi diplomatici dei giorni scorsi. Richiamati da Teheran anche i diplomatici di Germania e Francia. L`Italia sta valutando un’analoga misura.