10 febbraio 2011

IL DOVERE DI RICORDARE LA PROPRIA STORIA


GIORNO DEL RICORDO.

In memoria della vittime delle Foibe.

"Ciascun paese ha il dovere di ricordare la propria storia, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo, ma l'essenziale è non restare ostaggi degli eventi laceranti del passato"..."posta fine a ogni residua congiura del silenzio, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza, possiamo finalmente guardare avanti... il sacrificio delle generazioni che ci precedono non è stato vano se oggi possiamo costruire un avvenire migliore per i nostri popoli e per l'Europa".

Presidente Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione della Giornata del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe.

Nota del mattino del 10/02/'11.

1. BERLUSCONI NON E’ RIUSCITO A IMPEDIRE CHE LA PROCURA DI MILANO CHIEDESSE IL PROCESSO IMMEDIATO. LA PROCURA DI NAPOLI INDAGA SU RAPPORTI TRA ALCUNE DONNE CONOSCIUTE DAL CAVALIERE E LA CAMORRA. LA SCOSSA ALL’ECONOMIA COME ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA HA FATTO FLOP. IL TENTATIVO DI DEPOTENZIARE LA MANIFESTAZIONE DELLE DONNE E’ FALLITO. I SONDAGGI VANNO MALE. E A BERLUSCONI, CHIUSO NEL BUNKER DI PALAZZO GRAZIOLI, E’ RIMASTA SOLO LA MINACCIA.
Entro lunedì il Giudice per le indagini preliminari stabilirà se le prove accumulate dalla Procura della Repubblica di Milano per i reati di concussione e prostituzione minorile nei confronti di Silvio Berlusconi giustificano o no il procedimento per direttissima.
Il presidente del Consiglio ha tentato in ogni modo di evitare questo passaggio. Ma non c’è riuscito. E mentre ancora bruciava lo smacco di non aver potuto evitare il confronto con i magistrati, le indagini della Procura della Repubblica di Napoli hanno aperto un nuovo fronte, accendendo i riflettori sui rapporti con la camorra di alcune giovani donne che sono entrate in contatto con il presidente del Consiglio.
La reazione di Berlusconi è stata rabbiosa. Ieri ha riunito i maggiorenti del Popolo delle libertà nella sua residenza privata a Roma. E dalla riunione ha lasciato trapelare come una minaccia che presenterà subito, oltre alla ripresa della discussione sul processo breve, e cioè le norme che potrebbero cancellare oltre a migliaia di processi anche i procedimenti che lo attendono per la corruzione in atti giudiziari (Mills) e per i diritti tv (Mediatrade), un decreto destinato a impedire gran parte delle intercettazioni. Da Palazzo Grazioli è perfino trapelata l’intenzione di andare già oggi da Napolitano a presentare queste norme sulle intercettazioni, intenzione gelata sul nascere da un comunicato del Quirinale sull’assenza di appuntamenti con il presidente del Consiglio.

2. NEMMENO LA PROPAGANDA RIESCE A MONTARE LA SCOSSA CHE DOVEVA DISTRARRE L’ATTENZIONE DEGLI ITALIANI. LO STRATEGA FERRARA FA UNA BRUTTA FIGURA. TREMONTI SI DILEGUA. E PERFINO LA CONFINDUSTRIA STORCE IL NASO.
Ieri mattina riunione in pompa magna del Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno la famosa scossa all’economia, inventata da Giuliano Ferrara per dimostrare che Silvio Berlusconi pensa al paese, non alle sue notti brave. Alla conferenza stampa si presentano in sette. La ricetta che illustrano sembra il lievito del panettone. Man mano che gli esperti vanno a verificare di che si tratta scoprono, nell’ordine: la riforma
dell’articolo 41 (e non solo) della Costituzione dovrà seguire l’iter previsto per le riforme costituzionali (da un anno a un anno e mezzo di lavori parlamentari); la revisione degli incentivi, come molti altri provvedimenti, è stata solo esaminata e comunque se ne prevede l’entrata in vigore nel 2012; il ministro Paolo Romani presenta il primo (dice lui) investimento sulla banda larga, parlando di migliaia di posti di lavoro, di infrastrutture e quant’altro: in realtà, si tratta di 100 milioni di euro da investire nel superamento del cosiddetto digital divide, rimediati all’ultimo momento (il governo Prodi ne aveva appostati 800, ma sono stati usati per altri scopi). La banda larga non c’entra nulla. Per farla tutti gli esperti sanno che bisognerà investire da 10 a 15 miliardi di euro. Tremonti, appena fatta una breve prolusione sull’articolo 41 si dilegua, consapevole del flop. Solo i Tg di proprietà e quelli della Rai occupati dai fedeli del premier continuano a parlare di scossa. La Confindustria, da tempo sostenitrice del governo di Berlusconi, non riesce a mentire sulla pochezza della prova. E così la furba strategia di Giuliano Ferrara finisce in un flop.

3. IL PD FA VEDERE COME SI FA: PRESENTA 34 PROPOSTE DI LIBERALIZZAZIONE CHE SI POSSONO DECIDERE SUBITO.
Un’ora dopo la fine del Consiglio dei ministri e della conseguente conferenza stampa, il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, presenta alla stampa 34 proposte di liberalizzazioni che si possono fare subito senza attendere la revisione dell’articolo 41 della Costituzione, ricorda le liberalizzazione già fatte (da Bersani) e in vigore, dalla portabilità dei mutui al venir meno delle commissioni trattenute dalle compagnie telefoniche sulle ricariche delle carte prepagate (solo questo ha fatto risparmiare agli italiani 1,9 miliardi di euro l’anno), ma anche le liberalizzazioni introdotte dal centrosinistra e che il governo della destra ha cancellato.
Quanto al valore della scossa decisa dal Consiglio dei ministri, Bersani è stato chiaro: “altro che scossa, è un solletico. Se riuscisse davvero a far muovere dell’1,5 per cento il Prodotto interno lordo come ha detto Berlusconi, mi metto il saio e vado in pellegrinaggio”. Sul sito del partito democratico si possono vedere le 34 proposte di liberalizzazione e tutti sono invitati a fare proposte di modifica o di altre iniziative da prendere in base alla propria esperienza personale.

4. FEDERALISMO. BOSSI VEDE NAPOLITANO E TRACCIA UNA ROTTA MENO CONFLITTUALE DI QUELLA IPOTIZZATA DA BERLUSCONI.
Umberto Bossi non ha seguito Berlusconi sulla strada della guerra totale. Ieri è salito al Quirinale insieme al ministro Roberto Calderoli e con Napolitano hanno parlato di come affrontare il dibattito parlamentare sui decreti di attuazione della legge delega sul federalismo. Alla luce degli incontri è possibile che la decisione di fare una prova di forza, presentando una mozione alla Camere e ponendo la questione di fiducia, sia rimessa in discussione all’interno della maggioranza.

5. DOMANI FINI RIDEFINISCE LA MISSIONE DI FLI.
Assemblea congressuale domani a Milano per Fli. Dopo gli avvenimenti di questi ultimi mesi e l’avvio dell’alleanza con l’Udc di Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini dovrà indicare quali prospettive intende perseguire il movimento e con quali obiettivi politici.

6. LA BATTAGLIA CAMPALE DELLA DESTRA PER DEPOTENZIARE LA FORMIDABILE CARICA DELLA MANIFESTAZIONE DELLE DONNE.
La manifestazione delle donne del 13 febbraio, organizzata da associazioni, singole rappresentanti del mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo e anche della politica, fa una paura da matti al centrodestra. Al punto da far scendere in campo molte rappresentati dei partiti di centrodestra a mischiare le carte del dibattito pubblico in vista della manifestazione, nel tentativo di dividere il fronte e depotenziare la carica della manifestazione. Nonostante gli sforzi, il tentativo non è riuscito. La manifestazione si farà e sarà straordinaria. In tutta Italia.

7. OGNI GIORNO SI SCOPRE QUALCHE PASTICCIO COMBINATO DAL GOVERNO.
La Corte costituzionale ha bocciato la legge secondo la quale gli insegnanti che cambiavano provincia perdevano i punti accumulati in graduatoria, norma ovviamente voluta dalla Lega Nord. Ora, però, in base a quel provvedimento sono già stati inseriti in ruolo molti insegnanti. E bisognerà rimediare. Un pasticcio dietro l’altro.
Con un emendamento del Pd al cosiddetto milleproroghe, testo all’esame del Senato e che comprende di tutto, è stato tolto lo stop immediato al ricorso alla magistratura da parte dei lavoratori precari nei confronti dei propri datori per violazioni delle norme, stop inserito nel cosiddetto collegato sul lavoro dal governo. Il limite è stato spostato alla fine del 2011.

8. I SONDAGGI SOTTERRANO IL CAVALIERE E PREMIANO IL CENTROSINISTRA. MA PIU’ DEL 40 PER CENTO DICHIARA DI NON VOLER VOTARE.
La Repubblica: “Berlusconi contro Bersani? Vince Bersani. Berlusconi contro Casini? Vince Casini. Berlusconi contro Vendola? Vince Vendola. La premessa è che «si tratta di simulazioni». Ma i sondaggi effettuati da Ipsos e illustrati due giorni fa da Nando Pagnoncelli a Ballarò, raccontano una situazione in evoluzione”…” Bersani-Berlusconi finirebbe 43% a 33%; Casini-Berlusconi 45% a 32%; e nello scontro a tre Vendola-Berlusconi-Casini prevarrebbe il primo col 32%, poi 31% al secondo e 21% al terzo. Circa un quarto degli intervistati, però, nel caso di scelta secca preferisce non decidere. Nella simulazione sulle coalizioni, poi, il centrodestra perderebbe (fermo al 38,7%) sia se in campo ci fossero Centrosinistra (41%) e Centro (17,8%) sia in caso di una coalizione di tutti contro Berlusconi (51,3% contro 44,2%)”.

9. MARIO DRAGHI HA UN CONCORRENTE IN MENO PER IL POSTO DI PRESIDENTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA, MA L’ITALIA DEL BUNGA BUNGA E’ PIOMBO AI SUOI PIEDI.
Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, non dovrà vedersela con il tedesco Axel Weber per la corsa alla presidenza della Bce. Weber ha deciso di accettare un incarico alla Deutsche Bank. Ma la corsa di Draghi rischia di essere impiombata dal bunga bunga: per quanto Draghi sia stimato come tecnico e come persona, un’Italia poco credibile all’estero Può non avere la forza per conquistare una posizione di così forte rilievo internazionale.

10. MENTRE L’ITALIA PENSA ALLE SCOSSE FINTE, NEL MONDO CI SONO LE SCOSSE VERE, COME LA FUSIONE DELLE BORSE (CHE RIGUARDA ANCHE MILANO) E L’INFLAZIONE CHE FA PAURA.
Accordo raggiunto tra Lse, il gruppo che gestisce il mercato finanziario di Londra e di Milano, e la canadese Tmx, società cui fa capo il listino di Toronto. Matrimonio ancora da celebrare ma quasi fatto anche tra Wall Street, ossia il Nyse già alleato con il circuito Euronext (borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona), e la Borsa di Francoforte, la Deutsche Boerse. Sembrano avvenimenti lontani, distanti, ma non è così. Qualsiasi azienda italiana, piccola o grande, che volesse quotarsi dovrà fare i conti con questi giganti planetari.
In Cina è grande la preoccupazione delle autorità per l’aumento dei prezzi provocato dall’andamento molto positivo dell’economia. Anche questo sembra un avvenimento lontano, ma non lo è: tutti i paesi più industrializzati hanno acceso i riflettori sull’andamento dei prezzi, perché dalla Cina potrebbe partire un contagio destinato a coinvolgere tutti.

Sulbiate News: CENA A TEMA PRESSO IL CASTELLO LAMPUGNANI.

Foto: chiesina di S. Ambrogio Sulbiate.

gli Amici del
Gruppo Culturale
Sant'Ambrogio

in collaborazione con Proloco Sulbiate
organizzano

Sabato 26 Febbraio 2011
CENA a tema

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri!
da "La fattoria degli animali" di George Orwell

presso il CASTELLO LAMPUGNANI
di SULBIATE
a partire dalle ore 19.45

in apertura
Aperitivo del Castello

seguono
Antipasto della Fattoria
Polenta e Cassoeula
(piatto tipico invernale della tradizione popolare
e della cucina milanese e lombarda)
Strudel alla Napoleon
Caffè e correzione
Bevande incluse
(per 4 persone 1 litro vino + 1 litro acqua o bevanda analcolica)

Quota individuale € 25

Cena a numero chiuso, obbligatoria la prenotazione
(termine indicativo 20 febbraio)
Si prega contattare Carlo telefonicamente (dalle 8 alle 20)
039.6021977 - 331.2914933
oppure per iscritto: santini.carlo@tiscali.it

Eventuali disdette non pervenute entro venerdì
25 febbraio saranno addebitate a 5 € cadauna


IL RICAVATO SARA' INTERAMENTE DEVOLUTO al
RESTAURO della CHIESA di Sant'AMBROGIO di SULBIATE


Fonte newsletters SULBIATENEWS

Il documento formale di condivisione e sostegno del Gruppo Provinciale PD di MB al documento del C.O.A.P - I ringraziamenti del Sindaco.

cliccare sulla lettera per ingrandire.


IL testo della e-mail ricevuta dal Sindaco Maurizio Stucchi che ringrazia a nome dell'Amministrazione:

Sulbiate, martedì 08 febbraio 2011
Ringrazio a nome dell'Amministrazione il PD sulbiatese e il capogruppo Guerriero per il sostegno e l'attenzione.
Avrò cura di comunicare al Consiglio Comunale la presente e di inserirla agli atti pubblici del Consiglio del nostro Ente in occasione della mia relazione al Consiglio sulle ultime azioni dell'Osservatorio. La segreteria anticiperà a tutti gli Amministratori sulbiatesi la presente corrispondenza inoltrandola alla e-mail personale dei consiglieri comunali. Cordiali saluti.
il Sindaco


post correlato: I ringraziamenti del C.O.A.P. per il successo dell'iniziativa...
post correlato: Presidente Allevi...FINALMENTE. Anche Sulbiate esiste.

Il Circolo PD risponde ai Comitati di Quartiere, Brentana e Sulbiate Inf.

La risposta del Circolo PD di Sulbiate alla richiesta del Sig. Carlo Santini Presidente del Comitato di Quartiere di Sulbiate Inferiore.


Spettabili sig. Carlo Santini e per conoscenza sig. Marco Stucchi,

Presidenti rispettivamente dei Comitati di Quantiere di Sulbiate inferiore e di Brentana

Vi informiamo con questo scritto che non possiamo accogliere la Vs. richiesta di esporre i risultati del questionario sul senso unico di via Madre Laura nella bacheca pubblica del Partito Democratico, perchè sarebbe un gesto del tutto inutile a risolvere la polemica in corso e a questo punto, dopo le pesanti accuse mosse dal PDL e dalla minoranza del Consiglio Comunale nei nostri confronti, richiederebbe la necessità di una premessa e di una riflessione difficile da sintetizzare in una locandina.

Quello che pensiamo e dovevamo dire lo abbiamo già pubblicato e spiegato il 04/02 in Teorema, nel post:"LA FATICA DI PARTECIPARE. I risultati del questionario dei due comitati di quartiere" immediatamente dopo aver ricevuto i dati per e-mail, e prima ancora che fosse avanzata la vostra formale richiesta di esposizione pubblica.
L'articolo oltre ad alcune nostre considerazioni iniziali (che auspichiamo vogliate leggere e condividere) contiene tutti i dati principali del vostro lavoro, consultabili già da allora da tutti i lettori di Teorema.

Se lo scopo è diffondere ed informare pensiamo in questo modo di aver già assolto il nostro compito, senza arrogarci il diritto di esprimere categorici giudizi contro nessuno o peggio ancora usarvi per bassi scopi di polemica politica locale come invece sta avvenendo, purtroppo, da parte dei nostri avversari politici.

Immaginando che la cosa possa farvi piacere, Vi informiamo che la pagina che contiene anche i risultati del questionario in questa ultima settimana è tra i nostri lettori tra le più visitate.

Nella speranza di aver fatto cosa gradita, certi che Vi impegnerete ancora di più perchè i Comitati di Quartiere anche a Sulbiate possano diventare un importante ed utile strumento di aggregazione e partecipazione democratica, e rigraziandoVi ancora per il lavoro che state svolgendo cogliamo l'occasione per porgerVi i nostri più cordiali saluti.


Il Circolo PD di Sulbiate.

I Cittadini che volessero consultare dal proprio computer i risultati del questionario dei due Comitati possono farlo visitando "Teorema il blog del PD di Sulbiate al seguente link":
http://pdsulbiate.blogspot.com/2011/02/la-fatica-di-partecipare-i-risultati_04.html

-post correlato
-post correlato: IL PD CONDANNA I C.D.Q.?


-Intervento del Sindaco e Giunta pubblicato oggi 10/02/'11 nel sito del comune nella rubrica la parola agli amministratori:

9 febbraio 2011

IL PD CONDANNA I C.D.Q.?


di Maurizio Sarchielli - L'articolo pubblicato nell'ultimo numero in edicola del G.d.V. (Giornale di Vimercate) dal titolo "Questionario viabilità, scontro con Brentana e Sulbiate Inferiore" mi sembra descriva bene la posizione del sig. Luca Sanità (capogruppo PT e responsabile PDL di Sulbiate), dà ampio spazio ad un virgolettato del Sindaco Stucchi Maurizio, mentre del PD di Sulbate dice:"Anche il PD ha condannato fermamente la scelta dei due comitati, la cui conseguenza sarebbe quella di distruggere uno strumento di partecipazione democratica." Punto.

Comprendo l' esigenza di sintesi, del giornalista, dovuta a contenere le battute entro un certo limite per un dato pezzo e la necessità di consegnare ai lettori in poche righe (anche per esigenze di spazio) la "fotografia" della situazione.

Non è mia intenzione mancare di rispetto, e contestare la qualità dell'articolo. Mi permetto di dire, però, (almeno per i nostri 25 lettori) che il pensiero del PD, circa questa polemica, non si esaurisce in quelle poche righe. E' più complesso ed articolato e penso sia stato già sufficientemente espresso su questo blog qui, e qui.

Non escludo che il giornalista si sia fatto un opinione leggendo quanto pubblicato in Teorema. Anche perchè con il sottoscritto non ha parlato. Se così fosse le due righe dell'articolo che ci riguardano, mi dispiace segnalare che non sono corrette e l'informazione non è completa.


Il post del 04/02/'11 "LA FATICA DI PARTECIPARE. I Risultati del questionario dei due Comitati di Quartiere", fortunatamente tra i più visitati in questa settimana, che pubblica i risultati del questionario già in quella data, preceduti da una nostra riflessione, per quanto forse un po' troppo prolisso per le esigenze giornalistiche, mi sembra esprima chiaramente le nostre critiche, preoccupazioni e speranze.


Spettabile G.d.V. in quanto da noi pubblicamente dichiarato, non leggo nessuna ferma condanna rivolta ai due comitati di quartiere ma peplessità per come si è sviluppata la vicenda ed un auspicio a guadare avanti per non perdere di vista l'obiettivo (partecipazione critica e costruttiva dei cittadini) raggiungibile solo con il concorso di tutti gli attori chiamati in causa -Amministrazione - Comitati - Cittadini, nessuno escluso,

Insomma non è una questione che si risolve con una geniale battuta ad effetto, o con uno slogan particolarmente accattivante utile solo per alimentare sterili polemiche e funzionale per ispirare "interessanti" articoli per una certa stampa.

Se potesse precisare "sinteticamente" nel prossimo numero l'ultimo post che le ho indicato le sarei infinitamente grato. Per qualsiasi chiarimento ulteriore resto a sua disposizione.





Maurizio Sarchielli Segretario Circolo PD Sulbiate

Non cè pace per il Lambro. Provincia parte civile.


Non c'è pace per il Lambro. Sono stati diversi gli sversamenti inquinanti che durante l'ultimo anno hanno compromesso la qualità delle sue acque. Il caso più ecclatante poco più di un anno fa: lo sversamento, ad opera di ignoti ,dai collettori delle tre cisterne della ex Lombarda Petroli di Villasanta che causò la fuori uscita di 6000 lt di pretrolio e suoi derivati di cui buona parte finiti nel fiume.

Ieri la commissione Parlamentare d' inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti era a Monza. Il presidente Allevi è tornato sulle conseguenze del disastro e ha ribadito che la Provincia si costiuirà parte civile in ogni sede processuale. I danni di quella marea nera non sono stati ancora del tutto quantificati. Qui la nota pubblicata nel sito della Provincia.

Distrazioni che non dovrebbero accadere.

"Lo studio è la distrazione di una mente osservatrice". Benjamin Disdraeli.

In Consiglio Regionale, il PD ha chiesto un minuto di Silenzio per la morte a Roma dei quattro bambini Rom. La richiesta è accolta dal Presidente Leghista Davide Boni.
Il Consigliere Cesare Bosetti della Lega Nord resta seduto!

Dichiarerà poi: "«Ero concentrato a leggere un articolo di giornale, non mi sono accorto della richiesta di osservare un minuto di silenzio. Si fanno tante polemiche per nulla, non mi pare il caso di sollevarne una ora, a maggior ragione di fronte alla morte di quattro bambini. Se davvero non avessi voluto osservare il minuto di silenzio sarei semplicemente uscito dall'aula».

Talmente preso e concentrato tanto da distrarsi e non accorgersi di nulla. Certamente.


Segnalazione letta dal blog di Civati Consigliere Regionale PD.

Nota del mattino del 09/02/'11

A cura dell'Ufficio Circoli nazionale del PD.

1. LA SCOSSA ALL’ECONOMIA ERA TALMENTE FINTA CHE HA FATTO FLOP PRIMA ANCORA DI ESSERE DECISA DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI.
Il tentativo di coprire i guai giudiziari del premier e di far vedere che il governo è attivo sul piano del fare (strategia inventata da Giuliano Ferrara) ha fatto rumore sul piano mediatico grazie ai telegiornali di proprietà e a quelli compiacenti della Rai. Ma nemmeno i quotidiani più buoni con il governo oggi sono riusciti a nascondere che la famosa scossa all’economia è già un flop. Perfino Il Foglio di Giuliano Ferrara lo ha scritto nero su bianco oggi, scaricando la colpa sul ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. La scossa si è dunque ridotta così: un progetto di riforma dell’articolo 41 della Costituzione (almeno un anno di iter parlamentare); il punto sul progetto di revisione degli incentivi alle imprese nel sud, destinato se va tutto bene ad entrare in vigore nel 2012; un po’ di polverone sulle liberalizzazioni con un unico punto concreto sui benzinai; l’elencazione delle opere pubbliche previste e per larga parte ancora lì; il piano casa approvato più di una volta e mai decollato. Tito Boeri, su La Repubblica, ha ricordato oggi il vero segno lasciato dal governo sul tema delle liberalizzazioni: la cancellazione delle liberalizzazioni varate da Bersani.

2. IL PD PRESENTA LE SUE “VERE” 41 LIBERALIZZAZIONI.
Le caratteristiche degli annunci sulla scossa all’economia hanno spinto il Pd a fare un’opera di verità su un tema che ha visto il segretario Pier Luigi Bersani impegnato personalmente da anni, fin dal primo governo Prodi, in una battaglia dura contro le lobby e le corporazioni. Oggi, in una conferenza stampa, Bersani presenterà le 41 liberalizzazioni necessarie al paese per aprire le finestre della concorrenza e della crescita. Liberalizzazioni vere.

3. IL GIORNO DELLE PROCURE.
La Procura della Repubblica di Milano presenterà oggi le carte per chiedere il processo immediato a Silvio Berlusconi per i reati di concussione (la telefonata alla questura per Ruby) e prostituzione minorile. Gli avvocati del presidente del Consiglio sostengono che con questo atto i magistrati milanesi abbiano violato le regole, considerato il voto espresso dalla Camera sullo spostamento della vicenda al tribunale dei ministri. Deciderà il giudice per le indagini preliminari. Ma altrettanto preoccupante per Berlusconi sarà anche la ripresa, l’11 marzo, del processo Mills, dove è accusato di corruzione in atti giudiziari: il coimputato Mills è stato condannato; la posizione di Berlusconi era stata congelata grazie allo scudo del legittimo impedimento. La Corte Costituzionale ha depotenziato lo scudo, perché in parte illegittimo. Dunque il processo riprenderà, sempre a Milano.

4. LA VIA MAROCCHINA AL FEDERALISMO NON CONVINCE LA LEGA. BOSSI INCONTRA NAPOLITANO.
Lo scambio tra Bossi e Berlusconi (la Lega manda giù lo scandalo della ragazza marocchina minorenne e però ottiene il federalismo subito) comincia a suscitare
perplessità nella Lega. Il problema lo ha sollevato ieri il ministro Calderoli, sempre attento alle tattiche parlamentari: pur avendo in aula la maggioranza alla Camera, in molte commissioni parlamentari dove devono passare i decreti di attuazione del federalismo la maggioranza è in parità con le opposizioni e in qualche anche in minoranza. Dunque non è chiaro come si potranno approvare in tempi brevi i provvedimento del federalismo. Oggi comunque Umberto Bossi ha annunciato che vedrà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

5. NAPOLI: I RIFIUTI SI RIFIUTANO DI SCOMPARRIRE. ROMA: MARONI NON COPRE PIU’ LE MAGAGNE DI ALEMANNO. BONDI E’ SCOMPARSO DAL MINISTERO. E IL GOVERNO PENSA SOLO AL PROCESSO BREVE.
L’immobilismo in cui la destra ha bloccato il paese è oggi rappresentato da tre notizie emblematiche. A Napoli è tornata l’emergenza rifiuti. A Roma, dopo l’ennesima tragedia dei bambini Rom morti nel fuoco, Alemanno ha denunciato la scarsità dei fondi e la mancanza di sostegno, cercando di scaricare sul governo le proprie responsabilità (dopo aver fatto da candidato sindaco una straordinaria campagna propagandistica sul tema della sicurezza e dei rom). Ma il ministro leghista Roberto Maroni gli ha tolto qualsiasi copertura. Il Corriere della Sera: “È uno scontro frontale, di quelli che lasciano ferite. Roberto Maroni, ministro dell`Interno, risponde a brutto muso alla lettera del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del prefetto Giuseppe Pecoraro, nella quale Comune e prefettura - all`indomani della tragedia dell’Appia dove sono morti 4 bambini rom - chiedono al ministro «altri trenta milioni per il piano nomadi», poteri speciali perché il commissario (lo stesso Pecoraro) possa «agire in deroga a vincoli archeologici e urbanistici» e «500 tende dalla Protezione civile per allestire una struttura di transito». Il Viminale ci mette poche ore a replicare. Dal ministero si parla di «sorpresa per le richieste di Alemanno», si ricorda «che il Lazio ha già preso 20 dei 60 milioni stanziati dal governo per l`emergenza nomadi in tutta Italia (Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte hanno avuto di meno, ndr) e altri 13 milioni sono arrivati da Comune e Regione» e si fa presente che «la richiesta appare immotivata, perché il piano nomadi è stato approvato e finanziato da tempo e fino a ieri non è stata segnalata alcuna nuova esigenza». Infine, terza notizia: da Natale Sandro Bondi non ha più messo piede al ministero: i beni culturali e la cultura, il vero asse vincente della società italiana nel mondo, sono da mesi senza una guida di governo.

6. STATI VEGETALI: LA CROCIATA ANTI ENGLARO.
Nell’anniversario della morte di Eluana Englaro la destra ha organizzato la giornata degli stati vegetali. E’ con tutta evidenza non solo la manifestazione di una posizione molto radicale sul tema della fine vita, ma anche una provocazione politica per sollevare un problema da campagna elettorale con il quale accompagnare l’ormai vicino dibattito parlamentare sul tema del biotestamento.

7. FIAT. PRODI PUNTA IL DITO SUL GOVERNO. IN GERMANIA AUMENTI DI SALARI NELL’AUTO. SUBITO ESULTA IL PARTITO DI MIRAFIORI (MA LI I LAVORATORI STANNO NEL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA).
Risalto da prima pagina su ,molti quotidiani oggi, in particolare su Il Corriere della Sera (primo azionista Mediobanca, secondo azionista Fiat) sugli aumenti salariali del 4,2 per cento ottenuti dai dipendenti della casa automobilistica tedesca Vw. Peccato che negli articoli non si ricordi che in Germania operai e impiegati hanno propri rappresentanti
nel consiglio di sorveglianza, organo di indirizzo che sta sopra al consiglio di amministrazione, mentre in Italia si pone ancora il problema della rappresentanza sindacale. Nelle pagine interne, poi, si scopre che la cancelliera Angela Merkel ha avviato una riflessione sull’orario di lavoro, da rendere sì più flessibile ma per adattarlo alle esigenze delle famiglie.
Sul tema della Fiat, del processo industriale e di quanto sarebbe importante che il governo avesse una politica industriale è intervenuto oggi Romano Prodi con un lungo articolo su Il Messaggero: “La Fiat è la più grande impresa manifatturiera italiana. Anzi è l`unica grande impresa manifatturiera rimasta in Italia. Non solo il suo passato si intreccia con la nostra storia ma il suo futuro è condizione del nostro futuro. Non dobbiamo perciò stupirci se da anni, in ondate successive ma sempre più avvicinate ed intense, si parla del presente e del futuro della Fiat. Dato che la confusione è tanta sarà bene chiarire i punti di partenza del problema. 1) Era vero e ben noto che la Fiat, quando la prese in mano Marchionne sei anni fa non aveva la dimensione e le economie di scala per resistere alla nuova concorrenza internazionale. Dopo diversi tentativi, il matrimonio con la Chrysler è rimasta l`unica ipotesi realistica ed essa è stata portata magistralmente in porto da Marchionne. 2) II matrimonio è stato reso possibile dalle risorse messe a disposizione della politica di soccorso al settore automobilistico del presidente Obama e il legame con la Fiat è stato approvato dai suoi esperti perché le due imprese erano attive in mercati diversi e le piattaforme e i modelli Fiat ben si integravano con quelli del partner americano. 3) Le sinergie e le cooperazioni fra le due imprese sembrano funzionare ma i risultati economici sono ancoramoltodiversi:la Fiat-Chrysler guadagna molto in Brasile e qualcosa in Polonia, progrediscemaancora arranca negli Stati Uniti e perde moltissimo in Italia sia in termini economici che in quote di mercato. E’ doveroso a questo punto ricordare che l`industria automobilistica riveste ancora un’importanza fondamentale per l`occupazione (diretta e nell`indotto), per la bilancia commerciale e, oggi più di ieri, per il progresso tecnologico di una nazione. Tra í grandi Paesi europei solo l`Italia ha un deficit enorme e crescente, nella bilancia commerciale del settore, sia a causa della scarsa produzione nazionale sia per l`assoluta mancanza degli investimenti stranieri, che persino la Gran Bretagna è stata in grado di attrarre. Ed è altrettanto necessario sottolineare come i grandi Paesi produttori, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Spagna alla Germania, abbiano messo in atto una politica industriale a favore del settore, condizionando l’aiuto pubblico a precisi comportamenti da parte delle imprese e dei sindacati. Tutto questo è mancato in Italia e abbiamo assistito a mesi e mesi di scontri senza che vi fosse un responsabile in grado di arbitrare il conflitto,s tabilire (come ha fatto la Francia per gli investimenti della Renault) gli obiettivi e gli interessi nazionali e condizionare a questi i comportamenti dei sindacati e delle imprese, soprattutto riguardo alla flessibilità degli orari di lavoro e le conseguenze positive sulle remunerazioni, come è avvenuto in Germania. Di fronte a questo stato di incertezza l`ipotesi, anche se poi smentita, di un trasferimento del cervello della Fiat a Detroit ha suscitato una "bagarre". Mi sembra perciò che sia ora di riprendere il filo del discorso con alcuni necessari chiarimenti ed un punto fermo. Riguardo ai chiarimenti, mentre appare evidente la necessità di adeguare la produttività e i costi dei nostri stabilimenti a quelli dei concorrenti, non riescoafarelo stesso ragionamento riguardo alle strutture tecniche e dirigenziali. Nonostante le lunghe traversie la Fiat ha infatti dimostrato, anche nel recente passato, di possedere capacità tecniche di alto livello, capacità che si sono concretizzate in molte innovazioni del settore, a partire da quelle di assoluto primato mondiale nei piccoli motori diesel e a benzina.
La rete dei fornitori italiani è inoltre mediamente efficiente e competitiva e, in molti casi, fornitrice di componenti raffinati alle case tedesche e francesi. Resta inoltre assodato che la risorsa che si trova a minore costo in Italia sono proprio gli ingegneri, sulla qualità media dei quali nessuno nutre dubbi, tanto che ora sono richiesti e corteggiati dalle aziende tedesche a stipendi che si avvicinano al doppio dei nostri. Ci si deve chiedere perché non dovrebbero nascere in Italia le strutture indispensabili per le future innovazioni, a partire dalla tanto attesa auto elettrica, che il governo francese ha imposto, dopo un adeguato negoziato, che fosse localizzata in Francia. L`ultimo interrogativo riguarda il flusso dei nuovi modelli, senza i quali non è possibile né riacquistare le quote di mercato perdute né saturare gli impianti rimasti. Sono convinto che, se il governo, con la presenza e i mezzi necessari, aprirà finalmente un`ampia trattativa, Marchionne sarà in grado di dare una risposta soddisfacente e adeguata alle promesse da lui portate avanti ad alle attese che si sono in lui concentrate.
Rimane tuttavia il punto fermo: l`Italia non può permettersi di perdere, oltre a una buona parte dei muscoli, anche il cervello ed il cuore della Fiat. E nemmeno accontentarsi che essi vengano frammentati fra il Brasile, Detroit, la Cina e Torino. Capisco infatti che ì comportamenti di un impresa multinazionale debbano tenere conto dei diversi mercati in cui essa vende e produce ma debbo anche constatare che tutte le case europee che sono diventate multinazionali, dalla Volkswagen alla Renault-Nissan, dalla Mercedes alla Peugeot non solo hanno conservato ma hanno rafforzato le strutture di ricerca e di innovazione presso la casa madre. Il futuro dell`Italia passa anche attraverso questa scelta: ne tengano conto il governo, la Fiat e i sindacati”.

8. LA RIVOLUZIONE ARRIVA DALLE DONNE. E CONTINUA LA RACCOLTA DELLE FIRME DEL PD CONTRO BERLUSCONI.
Le manifestazioni in preparazione per il 13 febbraio sono un passaggio importantissimo per il risveglio e la riscossa dell’Italia. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo parlamentare Pd del Senato (L’Unità): “Berlusconi può cadere anche grazie alla dignità delle donne. Alla loro presa di coscienza. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, a Repubblica Tv parla ovviamente di politica. Dunque delle 117 piazze che domenica saranno unite da un coro: "Se non ora, quando?". La mobilitazione cresce di giorno in giorno. «E` un grande fatto politico. Per le dimensioni, perla sua natura spontanea, perché non ci sono patronati di partiti. In passato il movimento delle donne ha pagato le divisioni, oggi invece ciascuna firma l’appello dell`altra, prevale la necessità di fare massa critica». Cosa vuol dire per l`Italia? «La dignità delle donne corrisponde per una volta a quella del Paese. La loro identità, faticosamente costruita, le donne vogliono difenderla. Sono in fondo la parte più vivace della società, lo dimostra qualsiasi statistica su scuola e professioni. E` per questo che un tale movimento può portare il presidente del Consiglio alle dimissioni».
La raccolta delle firme per le dimissioni del presidente del Consiglio sta procedendo a passi da gigante in tutta Italia da parte dei militanti e dei simpatizzanti del Pd. L’obiettivo è di raccogliere 10 milioni di firme da scaricare di fronte a Palazzo Chigi

Lettera del papà di Eluana Englaro.

di Beppino Englaro

Questo è il testo integrale della lettera che Beppino Englaro ha inviato al quotidiano della Cei l’Avvenire in risposta a una precedente missiva di Fulvio De Nigris. Oggetto: la data del 9 febbraio istituita dal Consiglio dei ministri come giornata nazionale degli Stati vegetativi. Il direttore della Casa dei Risvegli, in particolare, scriveva a Englaro che «può essere l’occasione importante per pacificare gli animi, trovare un ragionevole punto di comprensione» e lo invitava a salire sul palco con loro la sera del 9 febbraio a Bologna. Ecco la replica del padre di Eluana:

Caro dott. De Nigris,
la ringrazio per la sua lettera che considero una manifestazione sincera di rispetto per la vicenda di mia figlia Eluana. Sono sempre più convinto che la perdita di un figlio lasci noi genitori in uno stato di prostrazione e di sofferenza che non ha eguali. Mi sembra doveroso però precisare ancora una volta che in tutti questi anni la mia battaglia non è mai stata contro qualcuno, ma per qualcuno, «in difesa» di qualcuno. Né mai – neppure lontanamente – ho pensato che le scelte della nostra famiglia potessero sovrapporsi alle scelte di altre famiglie e forse – a essere sinceri – mi è toccato in sorte un compito davvero arduo: quello di far valere i desideri e i diritti di una persona, mia figlia, percepita davvero come una minoranza in questo paese. La «minoranza» delle persone che la pensano in modo diverso.

Per questo sarò sempre al fianco di tutte quelle minoranze, i malati, le persone con grave disagio, che non hanno mezzi e strumenti per far valere le loro scelte e i loro diritti. Non ci sono eserciti da armare. Le sentenze della Corte di Cassazione hanno semplicemente ribadito ciò che noi tutti sapevamo e che era già scritto nella nostra Costituzione: non si può imporre il proprio punto di vista ad altri. Per questo, ritengo la decisione di fissare la data della “Giornata nazionale sugli stati vegetativi” proprio al 9 febbraio inopportuna ma soprattutto indelicata.

Nel ringraziarla per la sua lettera, mi auguro che questo paese abbia davvero lo slancio per far valere le ragioni di tutti. Credo di aver già detto e fatto molto. Per me – come lei comprenderà – il 9 febbraio sarà la giornata del silenzio