3 marzo 2011

Il Governo si scopre diviso anche sul biotestamento.


Il PDL si spacca sul testamento biologico. Nel PDL si tenta di minimizzare ma a dare il quadro della sutazione è la lettera di ieri di Bondi in cui invita i colleghi ad una "riflessione coraggiosa". Sono messi in discussione i due punti cruciali della legge: idratazione e alimentazione forzata e rapporto medico paziente. Il testo non convince più molti del PDL.

Un direttivo di ieri è durato più di due ore. Secondo Roccella:"Discussione ampia e costruttiva". Il Sottosegretario Mantovano"sfumature diverse".


Il PD invece si ricompatta e Bersani: "Fermiamoci...sospendiamo la discussione e riflettiamo è un tema delicato per la vita degli italiani per risolverlo con norme troppo intrusive".

Passa a maggioranza nel direttivo la proposta di Franceschini di non presentare lunedì prossimo pregiudiziali di costituzionalità, ma di chiedere la sospensiva e dunque di rinviare il testo in commissione. Posizione condivisa anche dagli ex-popolari.

Dice Castegnetti:"La richiesta di sospensiva non è un modo di tirare la palla in tribuna, siamo pronti al confronto ma il clima politico si questi giorni non aiuterà a fare una buona legge

ROSY BINDI A VIMERCATE PER IL SINDACO PAOLO BRAMBILLA.

Il Presidente del Partito Democratico ROSY BINDI sarà presente Domenica 6 Marzo alle ore 09:30 presso l'Auditorium della Biblioteca per aprire la campagna elettorare del candidato Sindaco del centrosinistra a Vimercate per il mandato 2011- 2016
PAOLO BRAMBILLA.
Tutti i democratici del Vimercatese sono invitati a partecipare.


La locandina dell'evento:


Nota del mattino del 03/03/2011

A cura dell'Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. FEDERALISMO & GIUSTIZIA. LA LEGA SI SPENDE PER L’IMPUNITA’ DI BERLUSCONI. IN CAMBIO OTTIENE UNA BANDIERINA DA SVENTOLARE MA CHE PORTERA’ TASSE E PASTICCI PER I CITTADINI.
La Camera dei Deputati ha votato la fiducia al governo sul quarto decreto di attuazione del federalismo consentendo così oggi al Consiglio dei ministri di vararlo in modo definitivo.
L’applicazione di quel testo, come ha chiarito ieri il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani nel suo intervento in aula, non porterà al federalismo, ma servirà soltanto a consentire ai comuni di recuperare attraverso un aumento delle tasse che pagheranno i cittadini una parte delle risorse drasticamente tagliate dal governo. I cittadini pagheranno per le addizionali, commercianti e artigiani dovranno sopportare un aumento dell’esborso per gli immobili in cui esercitano la propria attività. Tutto questo mentre il governo ha alleviato la tassazione sulle rendite da capitale.
E’ il frutto dello scambio tra Bossi e Berlusconi. Bossi ha ottenuto la possibilità di sventolare una bandiera (anche se vuota, pasticciata e carica di ripercussioni per i cittadini). In cambio la Lega ha firmato la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione per fermare i giudici di Milano e si appresta a dire sì anche alla riforma costituzionale della giustizia disegnata dal ministro Angelino Alfano e illustrata ieri (significativamente proprio mentre in aula si discuteva di federalismo) alla consulta giustizia del Pdl.
Pdl e Lega hanno chiesto al presidente Fini di passare la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione direttamente al voto dell’aula, perché in aula hanno la maggioranza, mentre nell’ufficio di presidenza (che in teoria potrebbe anche decidere di fermare la richiesta) sono in minoranza. La richiesta è chiara: rivolgersi alla Corte Costituzionale perché il processo per concussione nei confronti di Berlusconi passi dalle mani dei giudici milanesi al tribunale dei ministri, perché quando Berlusconi ha chiamato la questura di Milano per intercedere nei confronti della giovane Ruby credeva davvero che fosse la nipote di Mubarak e quindi agiva in qualità di presidente del Consiglio.
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha passato la richiesta del Pdl e della Lega alla giunta per il regolamento.
La posizione del Pd su questo tema è chiara: tutto deve essere fatto nel massimo rispetto delle regole.
La posizione del Pdl e della Lega è altrettanto chiara: il Parlamento deve fare presto perché altrimenti parte il processo a Milano (prima udienza 6 aprile). E intanto verrà presentato il progetto di riforma costituzionale. La Lega è tornata alla carica con la proposta di eleggere su base territoriale i magistrati.

2. OGGI BERSANI E BINDI PRESENTANO ALLA CAMERA IL CONTO DEI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO CHE PESANO SULLE SPALLE DELLE DONNE.
Oggi pomeriggio il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il presidente dell’assemblea nazionale, Rosy Bindi, e la portavoce della conferenza nazionale delle donne Pd, Roberta Agostini, in una conferenza stampa alla Camera illustreranno tutti i provvedimenti che il governo ha preso e che hanno avuto ripercussioni negative sulla
vita delle donne e le proposte del Partito Democratico per migliorare la situazione femminile in Italia. Nel corso dell’incontro Bersani e Bindi ricorderanno che l’8 marzo il Pd farà una manifestazione a Roma e una delegazione del partito consegnerà simbolicamente a palazzo Chigi le firme con le quali il Pd chiede le dimissioni del presidente del Consiglio.
3. PER CHI SUONA LA CAMPANELLA. CRESCE LA MOBILITAZIONE CONTRO L’UMILIAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA.
Nonostante marce indietro e precisazioni del governo, gli italiani ormai hanno capito bene che senza una forte spinta il governo della destra potrebbe dare alla scuola pubblica un altro colpo mortale (dopo i tagli decisi dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e avallati dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini). Da qui la crescita della mobilitazione attorno all’obiettivo di difendere e se possibile salvare la scuola pubblica. Il 12 marzo, insieme con la difesa della Costituzione, sarà questa una delle parole d’ordine delle manifestazioni di piazza che si terranno in tutta l’Italia.

4. PERCHE’ L’ITALIA CRESCE POCO? SI STUDIA LA RICETTA TEDESCA DELLA RICERCA, DELLA SOLIDARIETA’ E DELLA COMPARTECIPAZIONE. MA L’INDUSTRIA ITALIANA E’ TENTATA DI NUOVO DALLA SCORCIATOIA DELL’ARTICOLO 18. E IL GOVERNO DICE SI’, PER RIFARE L’ALLEANZA.
Seminario di studio ieri sul modello tedesco, per capire come ha fatto la Germania a ritornare ad una forte crescita. Il seminario organizzato e coordinato dall’economista Tito Boeri ha messo in luce gli sforzi sul piano degli investimenti in ricerca, in formazione, i meccanismi tedeschi degli ammortizzatori sociali (più forti che in Italia), la partecipazione dei lavoratori alle decisioni anche attraverso il meccanismo dei consigli di sorveglianza, la scelta degli imprenditori e dei dipendenti tedeschi di ridurre l’orario e temporaneamente anche i salari, ma mantenendo aperte le fabbriche e garantita l’occupazione (mentre in Italia è stata scelta la strada della cassa integrazione a zero ore).
Nel corso del seminario la presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ha sollevato il problema della flessibilità delle norme sul lavoro in uscita. Senza dirlo ha di fatto rimesso sul tavolo il tema dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E il governo, che in questi anni ha brillato per l’assenza di qualsiasi politica industriale (altra differenza con il mondo della Germania) e che nelle ultime settimane aveva sofferto le accuse degli imprenditori per la propria incapacità ad affrontare i problemi della crescita, per bocca del ministro Maurizio Sacconi ha subito dato la propria benedizione. La Cgil con la segretaria Susanna Camusso ha avvertito subito che non se ne parla neanche.

5. A NAPOLI L’ALLEANZA SERVE PER VINCERE. CONTRO LA DESTRA.
A Napoli l’Idv ha candidato Luigi De Magistris per le prossime elezioni, senza aspettare di trovare un’intesa nel centrosinistra. Oggi su Il Riformista parla Andrea Orlando, commissario Pd a Napoli. «Mi auguro che l`Idv rientri nella coalizione di centro-sinistra. Noi non abbiamo mai detto un no pregiudiziale a De Magistris ma non possiamo accettare il metodo del prendere o lasciare: è inaccettabile. Abbiamo fatto fare un passo indietro ai contendenti alle primarie, abbiamo chiesto a Cantone di candidarsi, ora c`è Morcone».
Insomma, la corsa è contro la destra, non dentro il centrosinistra. E per vincere contro la destra ci serve la pazienza e la tenacia per trovare un’alleanza che metta insieme tutto il centrosinistra e raccolga consensi anche oltre.

6. GUERRA E PACE. GHEDDAFI PARLA E SPARA. L’EMERGENZA UMANITARIA METTE IL MONDO DI FRONTE A UN’ENORME RESPONSABILITA’. LA FLOTTA USA E’ NEL MEDITERRANEO. E L’ITALIA E’ LA PRIMA FRONTIERA DELL’EUROPA.
Guerra civile in Libia. Le milizie fedeli a Gheddafi sparano sugli insorti, grazie anche alla supremazia aerea. Il colonnello spara invece discorsi alla televisione e attacca l’Occidente e anche l’Italia, compresa quella parte d’Italia (la destra di Berlusconi e di Bossi) gli ha baciato la mano.
Gli Usa e l’Europa si stanno interrogando sul da fare. Nel Mediterraneo sono arrivate le navi della flotta Usa. L’intervento militare per ora non trova consensi (anzi in tutte le cancellerie se ne mettono in luce i pericoli, soprattutto di un impantanamento di lungo periodo). Ma se la strage dei civili continua il problema di un intervento esterno potrebbe diventare una drammatica decisione all’ordine del giorno.
Ma intanto sta crescendo a velocità supersonica la dimensione del dramma umanitario che i paesi del Nord Africa e a cascata l’Occidente ora si trovano ad affrontare. In Tunisia continuano ad arrivare decine di migliaia di egiziani scappati dal proprio paese. Bisogna sfamarli, ma soprattutto è necessario organizzare un enorme ponte aereo per riportarli in patria. Anche i libici stanno attraversando i confini.
In Italia, con il mare forza 5, sono ripresi gli sbarchi. Le dimensioni di questa emergenza possono travalicare le normali misure predisposte per gestire l’afflusso dell’immigrazione. Ma, come ha indicato ieri il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, sarebbe sbagliato limitarsi a chiedere “piagnucolando” un aiuto dall’Europa. L’Italia dovrebbe farsi promotrice di una politica dell’Europa per affrontare questa emergenza. Il problema degli italiani oggi (oltre alle politiche sbagliate adottate per gestire il problema dell’immigrazione) è la capacità o meno del governo della destra di essere all’altezza di questa sfida e i problemi che deriveranno in un frangente così delicato della nostra storia dalla perdita di prestigio internazionale causata dalle politiche antieuropee della destra e dalle gesta personali del presidente Berlusconi.

7. CIRIO. I PM CHIEDONO UNA CONDANNA A 8 ANNI DI RECLUSIONE PER CESARE GERONZI.
I pubblici ministeri della Procura romana, Gustavo De Marinis, Paola Filippi, Rodolfo Sabelli, hanno chiesto di condannare l’ex presidente della Banca di Roma, Cesare Geronzi, a otto anni di reclusione per il Crac Cirio.
Mentre l’inchiesta andava avanti, scalata dopo scalata ai vertici del sistema bancario, assicurativo e finanziario nazionale, Geronzi ha conquistato prima la presidenza della Mediobanca, il cuore del cosiddetto salotto buono della finanza italiana, e poi la presidenza delle Assicurazioni Generali, che insieme all’Eni è la società con maggiore presenza e partecipazioni all’estero, una grande multinazionale.
E’ inevitabile che questo passaggio provochi ulteriori sommovimenti, soprattutto alla luce dello scontro di potere che è già emerso al vertice delle Generali, con azionisti come Della Valle (Tod’s) e Del Vecchio (Luxottica) in posizione critica nei confronti di Geronzi

La lega, la battaglia di Legnano, e la patata di Oreno. By Virus.


La lega ha fatto le barricate in Regione per celebrare il

Strano,
forse non sanno che in quella battaglia i comuni lombardi si unirono contro l'imperatore austriaco in favore del Papa di Roma.

Cosa c'entra tutto questo con le istanze psudo federaliste
(in realtà ancora secessioniste)
del fantomatico popolo padano?
Di questo passo, per l'uso della cultura e della storia
un tanto al chilo posso solo sperare,
a benificio del Vimercatese,
che a breve il Trota proponga in Brianza,
la sagra della Patata di Oreno,
giorno di festa provinciale.

Con quali motiviazioni?
Ovvio,
per celebrare grazie a questo famoso e prezioso tubero brianzolo,
che cresce sotto terra,
quanto siano profonde le radici
del popolo padano.


by virus

G.d.V.: articolo su inzitiva dell'Assessore Crespi.

La notizia dell'iniziativa "Scuola d'Italiano per donne straniere" dell'Assessore ai Servizi Sociali ed alla Pubblica istruzione del Comune di Sulbiate Maria Grazia Crespi iscritta al nostro Circolo PD di Sulbiate, trova spazio in un piccolo articolo dell'ultima edizione del Giornale di Vimercate.
Per approfondire ed avere maggiori informazioni leggere il nostro post correlato che trovi in fondo a questa nota.

per ingrandire fai clic sull'articolo.


Post correalto: SULBIATE, CORSI DI LINGUA ITALIANA PER DONNE STRANIERE.

2 marzo 2011

Buon Compleanno Italia!

Segnaliamo l'invito dell'On. Lino Duilio al seguente convegno:

per ingrandire fare clic sull'immagine.

PADANI IN ITALIA (Lombardia). Uniti o disuniti?

La Lega ha interrotto l'ostruzionismo in Consiglio Regionale della Lombardia consentendo il voto sulla legge per i 150 anni dell'Unità d'Italia, in cambio di una festa Lombarda peraltro già prevista nello Statuto Regionale.

La festa Lombarda si celebrerà il 29/05 giorno della battaglia di Legnano del 1176. Gli uffici della Regione quel giorno saranno chiusi. Inoltre Bossi il "Trota", ha già pronto un progetto di legge per istituire come bandiera la croce di San Giorgio, (il vessillo che guidava i Comuni lombardi contro il Barbarossa).

Un simbolo di partito a vessillo di tutta una Regione?!?

La legge approvata stanzia 1,3 milioni per le celebrazioni dei 150. Al termine del voto (assente Formigoni) tutto il Consiglio ha applaudito. I padani sono rimasti immobili. Molti indossavano la felpa "Lombardia".

Pubblichiamo filmati di interventi del Consiglio Regionale della Lombardia, seduta del 22/02/2011, che documentano l'opposizione della Lega Nord.
Si discute il pdl 33 "Celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia e valorizzazione del patrimonio storico risorgimentale in Lombardia". Buona visione.

W L' ITALIA!





La nota del mattino del 02/03/'11

A cura dell' Ufficio Nazionale Circoli PD.

1. IL GOVERNO DEI RICATTI. OGGI AL VOTO IL FEDERALISMO SALVAPROCESSI. DOMANI IL RIMPASTO PER SODDISFARE I RESPONSABILI. POI LE NOMINE NELLE IMPRESE PARTECIPATE DALLO STATO. LA LEGA DEI COMPROMESSI FIRMA LA RICHIESTA DI FERMARE I GIUDICI DEL CASO RUBY.
Oggi alla Camera si vota la fiducia sul decreto di attuazione del federalismo municipale, rinviato indietro dal presidente Napolitano e che la maggioranza è stata costretta a far ripassare in Parlamento. La richiesta del voto di fiducia è stata presentata ieri in contemporanea alla consegna alla presidenza della Camera della lettera con la quale i capigruppo della maggioranza, Lega compresa, hanno chiesto al Parlamento di sollevare il conflitto di attribuzione contro i magistrati milanesi che hanno inquisito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. La decisione se sollevare o no il conflitto e portare tutta la questione sul tavolo della Corte Costituzionale potrebbe prenderla l’ufficio di presidenza della Camera (dove la maggioranza non ha più i numeri), o essere portata alla decisione dell’aula (dove il calciomercato ha riportato la maggioranza in vantaggio). Per evitare che si pronunci solo l’ufficio di presidenza, già ieri è cominciato il bombardamento politico-mediatico su Gianfranco Fini. Lo stesso trattamento riservato nei giorni scorsi alla Corte Costituzionale: l’obiettivo delle bordate dei giorni scorsi contro i giudici comunisti della Consulta era una forma di pressione preventiva. La coincidenza tra le due iniziative ha fatto emergere chiaramente lo scambio tra Berlusconi e la Lega: da un lato la fiducia sul federalismo, in modo da consegnare a Umberto Bossi e Roberto Calderoli la bandiera del federalismo, anche se poi il provvedimento è un pasticcio formidabile con tasse e balzelli per cittadini, artigiani e commercianti; dall’altro l’ennesima via di fuga concessa a Berlusconi per uno dei suoi processi. Nell’intreccio di interessi che lega Berlusconi e Bossi alla sopravvivenza a tutti i costi di questo governo, anche se ormai ha dimostrato di non essere in grado di affrontare i problemi reali degli italiani, vi sono però anche altri obiettivi. Il primo è la possibilità di lottizzare a piene mani alcune tra le più importanti aziende italiane nelle quali vi è una forte partecipazione azionaria dello Stato ed i cui vertici sono in scadenza. Durare al governo per un altro po’ di tempo consentirà infatti alla Lega di piazzare al vertice di Eni, Finmeccanica, Terna, Enel, tanto per fare qualche esempio, alcuni dei propri uomini. Con buona pace del merito (e delle tasche degli italiani) di cui tanto parla la maggioranza. Anche i cosiddetti responsabili hanno deciso di essere della partita. Sono accorsi a sostegno del governo. Ora stanno tampinando Berlusconi perché vogliono posti di ministro, di viceministro, di sottosegretario. Le richieste sono talmente numerose che il presidente del Consiglio non riesce a trovare la quadratura. Per questo il governo rimane con alcuni posti in bilico o vuoti (Bondi per esempio non va nemmeno più al ministero dei Beni culturali).

2. DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL 29,4 PER CENTO, INFLAZIONE IN CRESCITA, NUBI ALL’ORIZZONTE.
Mentre governo e maggioranza sono intenti a pensare ai processi di Berlusconi, alle tv, alla spartizione dei posti, buona parte degli italiani sta nella palude, come testimoniano gli ultimi dati Istat. La disoccupazione giovanile sfiora ormai il 30 per cento. Quella femminile è al top. E l’inflazione è tornata a mordere, anche se i salari e redditi sono di fatto fermi. Beni alimentari, carburanti, servizi: la media degli aumenti dei prezzi ha toccato il 2,4 per cento su base annua. E le nubi all’orizzonte non fanno presagire nulla di buono. L’unico pezzo di Italia che respira è rappresentato dalle imprese che hanno un mercato internazionale e hanno continuato ad esportare i propri prodotti. E’ questo pezzo di paese che sta trainando la crescita. Il resto è fermo.

3. IL PD PREPARA IL PIANO NAZIONALE PER LA RIPRESA E MANTIENE LA MOBILITAZIONE DI PIAZZA: L’8 MARZO SI CONSEGNANO LE FIRME, MA NON CI SI FERMA: PER LA SCUOLA, PER LA COSTITUZIONE, PER L’ITALIA. PRESSIONE CONTINUA.
Mentre il governo e la maggioranza pensano ad altro, il Partito Democratico sta lavorando alla predispone di un piano nazionale per la ripresa con il quale sfidare il governo e preparare il progetto nazionale che la Unione europea ci chiederà obbligatoriamente tra poche settimane. Su questo progetto, alla predisposizione del quale il Partito Democratico ha già lungamente lavorato nei mesi scorsi, il Pd chiamerà al confronto imprese, sindacati, parlamentari, esperti. Un contributo e una sfida, insomma, che il Pd vuole affiancare alla mobilitazione dei propri militanti e simpatizzanti nelle piazze di tutta l’Italia. Ieri, di fronte a palazzo Chigi si è svolta una manifestazione per sostenere le ragioni della scuola pubblica, contro gli attacchi e i tagli del governo Berlusconi. Il giorno 8 marzo, in parallelo alle manifestazioni organizzate dalle donne, il Pd farà una manifestazione a Roma che si concluderà con la consegna simbolica da parte delle donne del Pd delle firme raccolte per le dimissioni di Berlusconi a Palazzo Chigi. Ma nella riunione della segreteria nazionale del Pd svoltasi ieri mattina il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto di dare seguito a questa forma di mobilitazione mantenendo sul governo la pressione dei cittadini. I militanti e i simpatizzanti del partito scenderanno in piazza anche il 12 marzo a difesa della Costituzione e per sostenere la scuola pubblica, vilipesa, bistrattata. E, come hanno chiesto anche alcune organizzazioni sui territori, il Pd continuerà a raccogliere firme per le dimissioni di Berlusconi. Proposte di governo da un lato e mobilitazione dall’altro. Per battere il governo della destra e preparare il superamento del berlusconismo.

4. L’ANTITRUST, CONFLITTO DI INTERESSE E RICHIESTE DEL MINCULPOP.
L’Antitrust ha ufficialmente stabilito che non potrà essere Silvio Berlusconi a decidere il prolungamento o meno del divieto di incrocio proprietario tra emittenti televisive e case editrici di quotidiani, divieto scaduto il 31 dicembre, prorogato al 31 marzo con il provvedimento chiamato Milleproroghe ed il cui prolungamento potrà essere deciso ora dal governo. La maggioranza, nel votare (con la fiducia ovviamente) quel provvedimento aveva dimenticato un piccolo particolare: il conflitto di interessi del presidente del Consiglio, la cui famiglia è l’azionista di maggioranza assoluta di Mediaset, di Publitalia (raccolta pubblicitaria), della Mondadori e, tra l’altro, figura tra i principali azionisti di Endemol (principale produttore di contenuti tv) e della Mediobanca (maggiore azionista oltre che delle Generali, principale compagnia di assicurazione italiana, anche di Rcs, casa editrice de Il Corriere della Sera). Senza contare Il Giornale, controllato dal fratello di Silvio Berlusconi, Paolo, e dalla Mondadori. Mentre l’Antitrust ricordava questo piccolo particolare la maggioranza (che ha già imposto in Rai l’arrivo di Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi) ha presentato presso la commissione di vigilanza sulla Rai un regolamento secondo il quale i talk show dovrebbero vedere, di settimana in settimana, l’alternanza di conduttori con orientamenti politici diversi: una volta Santoro e Floris, un’altra giornalisti di fiducia della destra.

5. LA TRAGEDIA LIBICA E L’OPZIONE MILITARE. DRAGHI ROMPE GLI INDUGI
E PREPARA IL CONGELAMENTO DEI BENI.
La flotta degli Usa si sta avvicinando alla Libia e, considerata la resistenza di Gheddafi e il permanere della guerra civile, il segretario di Stato Clinton sta prendendo in considerazione anche l’opzione militare. In Italia, intanto, mentre il governo è paralizzato, il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha avviato le procedure per congelare tutte le iniziative finanziarie e le partecipazioni dello Stato libico.

6. TUTTE LE NUBI DELLA TEMPESTA PERFETTA CHE SI ADDENSANO ALL’ORIZZONTE DEL MONDO CONTRASTANO CON L’ASSENZA DI CONTROMISURE DA PARTE DEI GOVERNI. A COMINCIARE DALL’ITALIA.
Vari articoli di economisti, opinionisti, di storici avvertono ormai da giorni sulle nubi che si stanno addensando all’orizzonte. Oggi ne ha scritto Mario Deaglio su La Stampa, indicando alcuni pericoli incombenti. “Il primo è politico e si chiama Destabilizzazione. In una mano tiene, ben visibile, il colonnello Gheddafi, mentre l`altra è nascosta e non sappiamo bene che cosa ci riservi: l`Egitto non è certo assestato, il Bahrein e l`Oman ribollono, in Algeria c`è un susseguirsi di scioperi, in Tunisia se ne è andato il primo ministro. E ci stiamo dimenticando la Costa d`Avorio sull`orlo della guerra civile, le elezioni contestate in Gabon e Uganda, il profumo di «rivoluzione al gelsomino» come è ,stato chiamato lo scontento sotterraneo cinese che allarma il governo di Pechino. Se poi passiamo a Paesi più vicini a noi, i risultati delle elezioni irlandesi, la sconfitta che ha quasi annullato il partito di governo non promette nulla di buono: un rifiuto dei nuovi governanti di adeguarsi al piano di austerità imposto da Bruxelles porrebbe a rischio i bilanci di molte banche, specie tedesche e inglesi, che hanno investito pesantemente in titoli legati al debito irlandese”. Il secondo pericolo è l’inflazione da prezzi agricoli, rincarati per l’enorme richiesta proveniente dai paesi di nuovo sviluppo, per eventi climatici e per la speculazione. “Secondo l`indice compilato da The Economist, in un anno il prezzo delle materie prime alimentari è cresciuto di circa 1140 per cento”. Deaglio non ne ha scritto, ma altri economisti hanno già sottolineato come l’inflazione potrebbe avere una forte spinta anche dalla enorme massa di moneta immessa in circolazione dalle banche centrali, in particolare dalla Federal Reserve Usa per salvare le aziende di credito dal crac. Un altro pericolo riguarda l’approvvigionamento energetico ed il prezzo di gas e petrolio “E` bastata l`interruzione delle forniture libiche, pari al 2 per cento della produzione mondiale, perché il prezzo del greggio salisse di oltre 10 dollari al barile” ha ricordato Deaglio. La combinazione di tutti questi mostri, ha scritto Deaglio, “può portare alla Stagflazione, forse la più brutta malattia che l`economia ci riserva, un misto temibile di stagnazione che debilita e di inflazione che impoverisce. L`ultima volta che l`Occidente se la prese, quasi quattro decenni fa, ci mise diversi anni a uscirne fuori”. Non è detto che questa malattia il mondo se la prenda un’altra volta. Ma sarebbe prudente prepararsi. Invece, ha concluso Deaglio, a Bruxelles, a Parigi, a Berlino e a Washington nessuno ci pensa. L’Italia non è stata nemmeno citata nell’articolo di Deaglio. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti. Le sole preoccupazioni del governo della destra riguardano la fuga di Berlusconi dai giudici, le bandierine del federalismo pasticciato per Bossi e Calderoli, le poltrone di governo per i responsabili e per i leghisti nelle aziende partecipate dallo Stato.

SCUOLA PUBBLICA GARANZIA DELLA LIBERTA' DI PENSIERO.

Clicca qui per leggere l'articolo dal sito del PD.


L'appello dell'Unità ha già raccolto più di 90.000 adesioni.
per leggere il testo ed aderire clicca sul logo.

Articolo del Cittadino su Pedemontana del 26/02/'11 . Dossier Sulbiate.


Il problema della Galleria di Sulbiate grazie ad un articolo di Letizia Rossi del Cittadino è ancora presente sulle pagine di uno dei principali giornali locali. Mantenere vivo l'interesse della stampa su questo tema, mentre Sulbiate è ancora in attesa della risposta di Formigoni alla richiesta di incontro, anche se non aggiunge niente di nuovo, è in ogni modo utile e positivo.

Fonte di ispirazione dell'articolo sono stati certamente la nota del Sindaco pubblicata il 22/02/'11 dal titolo: "La galleria di Sulbiate, SCELTA RAGIONEVOLE ED OBBLIGATA", e probabilmente anche i nostri del 11/02/'11, "COAP: sono 440 le lettere per Formigoni", (che documentava il successo dell'iniziativa del C.O.A.P.) e del 17/02/11 (in cui abbiamo raccontato dell'avvenuta spedizione): LA COMUNITA' DI SULBIATE UNITA CHIEDE UN INCONTRO A FORMIGONI.

Teorema sta seguendo questo problema fornendo ai lettori tutte le informazioni a sua disposizione.

Anche le valutazioni ed il contenuto della lettera del Sindaco inviata il 09/02/'11 a tutti gli enti interessati, ma pubblicata nel sito del comune solo il 22/02/11, erano stati già anticipati (grazie a fonti personali) da Teorema il 11/02/'11 con il post dal titolo: "Pedemontana - Dossier Sulbiate transito in Galleria".


Per completare l'informazione, manca a questo punto di conoscere esattamente il contenuto del Dossier tanto atteso elaborato da Pedemontana ed arrivato alla nostra Amministrazione (se le date comunicate sono corrette) già agli inizi di febbraio, prima ancora della mobilitazione del Coap per la raccolta delle firme delle lettere da inviare alla presidenza della Regione.

La conoscenza di questo documento è molto importante. Molti cittadini di Sulbiate gradirebbero leggerlo di persona: per capire, comprendere, e magari condividere le osservazioni del nostro Sindaco o, perchè no, aggiungerne anche altre!

Purtroppo questo dossier, attualmente, non è nelle nostre disponibilità. Inoltre in questi giorni non possiamo disturbare più di tanto l'Assessore Luigi Fassina iscritto al Circolo PD di Sulbiate perchè è ammalato.

In ogni modo appena sarà reso pubblico, se sarà possibile, vi terremo aggiornati.

D'altra parte la lettura del documento a questo punto avrebbe solo la funzione di consentire l'approfondimento di una risposta che conosciamo già, anche se permetterebbe ai Sulbiatesi che ne avvertissero l' interesse e la volontà, di avere maggior consapevolezza di quanto stia capitando.

Del resto ad un dossier che avrebbe dovuto contribuire a fare luce sulle vicende di una "galleria fantasma" un po' di mistero e di suspance non si possono negare!

La Redazione.


per ingrandire cliccare sull'articolo.



post correlato: Pedemontana Sulbiate non è un paese Fantasma.

In foto il Sindaco di Sulbiate vestito da Fantasma in occasione della manifestazione presidio del 12/12/2010.