15 gennaio 2015
14 gennaio 2015
Grazie Presidente.
da LaRepubblica.it
Dimissioni, l'augurio di Napolitano: "Paese sia unito e sereno". Appello su riforme
Capo dello Stato pronto a
passo indietro: "Felice di tornare a casa". In parlamento intreccio
rischioso tra voti segreti su successore e discussione ancora aperta su
legge elettorale più bicameralismo. Marchionne: "Al Colle Draghi lo
vedrei benissimo"

ROMA - "Certo che sono contento di tornare a casa". Così il presidente Giorgio Napolitano
ha risposto a una bambina che gli ha rivolto una domanda in piazza del
Quirinale, durante una manifestazione della polizia."Qui si sta bene, è
tutto molto bello - ha aggiunto il capo dello Stato - ma è un po' una
prigione. A casa starò bene e passeggerò".
Poi, intercettato da RaiNews24, dice ancora: "L'augurio al Paese è che sia unito e sereno. Anche perché viviamo in un mondo molto difficile. Abbiamo visto nei giorni scorsi cosa è successo in un Paese vicino e amico come la Francia. Siamo molto incoraggiati dalla straordinaria manifestazione di Parigi però, insomma, sempre essendo attenti a stare in guardia e a non fare allarmismo, dobbiamo essere molto consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessità di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici, la sua fondamentale unità".
Poi, intercettato da RaiNews24, dice ancora: "L'augurio al Paese è che sia unito e sereno. Anche perché viviamo in un mondo molto difficile. Abbiamo visto nei giorni scorsi cosa è successo in un Paese vicino e amico come la Francia. Siamo molto incoraggiati dalla straordinaria manifestazione di Parigi però, insomma, sempre essendo attenti a stare in guardia e a non fare allarmismo, dobbiamo essere molto consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, della necessità di un Paese che sappia ritrovare, di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici, la sua fondamentale unità".
13 gennaio 2015
Non è solo questione di logo
Convegno famiglia, Maroni non isoli la Lombardia
Alessandro Alfieri, segretario del Pd lombardo
da LaRepubblica.it
"I gay vanno curati": anche Maroni partecipa al convegno omofobo. Polemica al Pirellone
C'è anche il logo di Expo
nel manifesto sul dibattito organizzato da Obiettivo Chaire e Alleanza
Cattolica con Regione Lombardia. E il Pd s'indigna: "Deriva oscurantista
che ci allarma". Sel: "Spirito medievale"
di MATTEO PUCCIARELLINon solo, nel manifesto dell’iniziativa compare in bella vista il logo di Expo. «Cosa c’entra con Expo questo evento? Quella della Regione è una deriva omofoba che ci preoccupa e ci chiediamo chi ha permesso l’utilizzo del logo dell’esposizione», spiega Fabio Galantucci dell’Arcigay. «È sconcertante — dice il consigliere comunale pd Ruggero Gabbai — perché oltre a negare l’evidenza dei fatti e dell’evoluzione della società, ci si ostina a sostenere e propagandare tesi oscurantiste e omofobe. L’Expo, che si appresta ad essere la vetrina d’Italia e di Milano nel mondo, non può e non deve essere associata a iniziative che promuovono una cultura superata».
La grande bellezza (nascosta)
Franceschini: «Riportiamo a casa le opere dimenticate dai grandi musei»
La proposta del ministro per rilanciare il
territorio e le città d`arte: “Troppi capolavori nei depositi, vadano
nei luoghi d`origine”
Intervista a Dario Franceschini di Paolo Conti – Corriere della Sera
«Intendiamo favorire il dialogo tra le diverse realtà museali pubbliche e private. L`obiettivo è offrire ai visitatori italiani e stranieri un`offerta integrata su tutto il territorio nazionale e non solo nelle città attraversate da immensi flussi turistici».
Lei ha anche la delega per il turismo. Non è soddisfatto che vengano tanti stranieri a visitarci?
8 gennaio 2015
#JeSuisCharlieHebdo
Charlie Hebdo, un attacco barbaro e violento
"Orrore e sgomento per la strage di Parigi,vicinanza totale a Hollande in questo momento terribile. La violenza perderà sempre contro la libertà". La solidarietà del Partito Democratico ai giornalisti, alle famiglie e al popolo francese dopo il vile attentato contro il giornale Charlie Hebdo
“Un attentato terribile che scuote le coscienze e gli animi dell'Europa. Esprimiamo solidarietà ai giornalisti, alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo francese. Quanto avvenuto oggi non c'entra nulla con la religione: è un atto terroristico barbaro e violento. Colpire la libertà di stampa e di espressione significa minare le basi della democrazia e della tolleranza. Sono convinto che su questo terreno l'Europa e il mondo civile combatteranno una battaglia comune a difesa della pace e contro il terrore”. Così Enzo Amendola, responsabile Esteri del partito Democratico.
7 gennaio 2015
La lettera di Matteo Renzi ai circoli PD
inizia un 2015 carico di sfide.
Non
posso garantirvi che per il nostro partito riusciremo a fare meglio del
2014. Tecnicamente è quasi impossibile: abbiamo vinto praticamente
ovunque e sfondato il muro del 40%. Siamo al governo di moltissime
regioni, di moltissimi comuni. Il nostro Governo è fortemente trainato
dalla spinta del PD. In Europa rappresentiamo il partito più votato e
anche quello che più di tutti spinge per un cambiamento radicale delle
politiche economiche di Bruxelles.
Insomma, ci lasciamo alle spalle un anno straordinario.
Nel
2015 cercheremo di continuare a vincere. Ora che abbiamo iniziato,
vorrei che ci prendessimo gusto. Ma dobbiamo anche fare formazione
politica, tanta e di qualità: ci stiamo lavorando in segreteria e
vedrete presto un fiorire di iniziative in questo senso.
Perché
questo è il senso del nostro 2015. Forse non riusciremo a fare meglio
del 2014, ma dovremo dare il meglio di noi. E, in Europa, spiegare che
cambiare verso non serve solo all'Italia. Ma è l'unico modo per salvare
la crescita nel nostro continente.
Cerco di essere sintetico.
31 dicembre 2014
30 dicembre 2014
Renzi in conferenza stampa
L'Italia è un Paese vivo e ricomincerà a correre
"Nel 2014 il percorso di cambiamento che è partito e sta producendo dei risultati concreti è sotto gli occhi di tutti, nessuno lo può negare" La conferenza stampa di fine anno del premier Matteo Renzi dalla Nuova Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati
27 dicembre 2014
Epifani sul dopo Napolitano
Capo dello Stato, Epifani: "Avremo gli occhi del paese e dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare"
"Il criterio principale è puntare a un presidente delle Repubblica di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza". Intervista a Guglielmo Epifani di Giovanna Casadio, la Repubblica
«Avremo gli occhi del paese e anche dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare. Né abbandonarsi a fronde interne». Guglielmo Epifani, l`ex segretario dem, uno dei leader della minoranza del partito, avvisa il premier. È convinto inoltre che al Colle «sarebbe ragionevole andasse una personalità del Pd».
Epifani, saranno gli stessi dem a mettere i bastoni tra le ruote a Renzi nella partita per il Quirinale?
«Quando
partirà il vero e proprio lavoro istruttorio, e non potrà che avvenire
dopo le dimissioni del capo dello Stato anche per rispetto verso una
grande figura come quella di Napolitano, il Pd deve munirsi di due
atteggiamenti convergenti. Il primo: evitare quello che successe un anno
e mezzo fa, quando furono bruciati dei candidati e non si riuscì a
trovare una soluzione se non chiedendo a Napolitano un sacrificio.
L'altro: la consapevolezza che se il Pd riesce a restare unito ha un peso determinante.
I Democratici non possono sentirsi il tutto, però siamo più di una parte».
Ma tutto questo mette al riparo dalle fronde interne, dai sabotaggi?
«Dobbiamo
essere all'altezza della situazione. Il criterio principale è puntare a
un presidente di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza. Il Pd
non può imporre, ma neppure subire veti. Sentire alcuni partiti dire
"no a una persona di sinistra" era ed è inaccettabile».
Sarà sempre un'Assemblea del Pd a indicare chi corre per il Quirinale?
«Deve decidere il partito insieme ai gruppi parlamentari».
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