13 dicembre 2011

La nota del mattino del 13 dicembre 2011


1. IL PIANO EUROPEO A 26 NON REGGE DI FRONTE ALLA PRESSIONE DEI MERCATI E AI DUBBI DI MOODY’S. BORSE IN CALO. SPREAD AL RIALZO. IN GRAN BRETAGNA CRITICHE A CAMERON.
Gli accordi raggiunti venerdì 9 dicembre a Bruxelles tra 26 paesi europei e che si tradurranno in accordi interstatali sul rigore di bilancio, nell’attivazione in primavera del potenziamento del fondo salva Stati e in un finanziamento al Fondo monetario europeo che così potrà intervenire a sostegno dei più deboli non ha retto di fronte all’attacco della speculazione alla ripresa dell’attività sui mercati finanziari. La macchinosità del piano, il tempo necessario per metterlo in pratica e i dubbi espressi apertamente dall’agenzia di rating Moody’s hanno indebolito l’Europa invece di rafforzarla.
Borse e mercati dei cambi hanno registrato questa ondata di pessimismo. Perdite e scivolamenti nel rapporto tra dollaro ed euro sono stati i risultati.
Lo spread tra il rendimento dei Btp a dieci anni italiani e gli interessi sui corrispondenti titoli tedeschi di conseguenza è tornato a crescere, perché l’Italia, nonostante la forte manovra del governo Monti, ha un debito elevatissimo che la mette in difficoltà al primo soffio di vento.
Il premier britannico David Cameron è stato criticato in patria per non aver aderito all’accordo europeo. Cameron aveva chiesto una moratoria rispetto a nuove regole per la finanza in cambio del proprio sì, nel tentativo di difendere gli interessi della piazza finanziaria di Londra, che rappresenta la principale attività economica del paese.
Dopo la defezione di Cameron, la comunità europea ha deciso che sulle regole per la finanza e le banche andrà avanti senza troppi tentennamenti.
Il futuro dell’Europa resta uno dei problemi principali che abbiamo di fronte e che rischiano di mettere a rischio la qualità della vita dei cittadini in tutto il Vecchio Continente. Nessuno può pensare di salvarsi da solo. Nessuno può pensare di evitare il problema. La posizione della cancelliera Angela Merkel (rispecchia il clima di opinione in Germania), che sta imponendo a tutti una ferrea dieta rigorista e più in generale l’atteggiamento dei governi di destra e di centrodestra nei diversi paesi europei hanno una grande responsabilità.

2. GIORNO DECISIVO PER GLI EMENDAMENTI. OGGI ARRIVANO LE MODIFICHE PER PENSIONI E ICI. IL PD DECISIVO PER OTTENERE I MIGLIORAMENTI ALLA MANOVRA CHE IL DISASTRO BERLUSCONIANO HA IMPOSTO AL PAESE.
Vale la pena di ricordarlo: se l’Italia ha dovuto fare una manovra drammatica per dimensioni e ripercussioni lo dobbiamo all’incapacità e alla volontà politica del governo di Bossi e di Berlusconi, che prima hanno tolto di mezzo le norme di equità, trasparenza ed efficienza approvate dal precedente governo Prodi, poi hanno fatto di tutto per nascondere la crisi e infine hanno tentennato, senza sapere che cosa fare, portando l’Italia sull’orlo del baratro mentre i mercati ci facevano a pezzi.
La manovra del governo Monti manca però ancora di equità. Almeno vanno rivisti alcuni punti, a cominciare dall’aggancio delle pensioni al costo della vita e dalla fascia di esenzione dall’Ici sulla prima casa.
Il Pd con le proprie proposte ha ottenuto in sede di stesura che nella manovra fossero inseriti alcuni interventi, come il prelievo sugli scudati (che il Pd ha chiesto da tempo anche con gli emendamenti alle manovre del governo Berlusconi) e come la tracciabilità. In questi giorni, poi, è diventato il pilastro sul quale poggia la battaglia per introdurre nella manovra un maggior tasso di equità, per quanto possibile.
Dopo un lungo dibattito, oggi arrivano in commissione Bilancio gli emendamenti per alzare la soglia entro la quale le pensioni saranno indicizzate e la soglia di esenzione dall’Ici sulla prima casa. Domani la manovra passa all’aula di Montecitorio. Entro la settimana voto definitivo alla Camera. Poi toccherà al Senato.

3. OGGI INCONTRO BERSANI-CAMUSSO-BONANNI-ANGELETTI.

Ieri manifestazione unitaria dei sindacati contro la manovra e per chiedere maggiore equità di fronte alla Camera. Molti i parlamentari e i dirigenti del Pd che hanno partecipato al sit in, mentre nella commissione Bilancio si discutevano le modifiche al testo del governo.
Oggi il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, incontra nella sede del Pd, a Roma, i segretari generali dei sindacati confederali.

4. VENERDI’ E SABATO ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PD A ROMA. IL FUTURO DELL’EUROPA E DELL’ITALIA AL CENTRO DEL DIBATTITO. PRESENTE HOLLANDE, APRONO LE DUE GIORNATE BINDI E LETTA. CONCLUDE BERSANI.
Venerdì 16 dicembre e sabato 17 si svolgerà a Roma l’assemblea nazionale del Partito democratico, composta dai mille delegati eletti nelle primarie del 2009. Lo slogan dell’appuntamento del Pd è: “L’Italia prima di tutto. Uscire dall’emergenza, preparare la ricostruzione”. I lavori si svolgeranno presso la Fiera di Roma e saranno divisi in due sessioni.
La prima sessione si svolgerà venerdì e riguarderà il tema: “Il Pd e il futuro dell’Europa”. I lavori cominceranno alle ore 15 con l’intervento della presidente dell’Assemblea nazionale, Rosy Bindi. La relazione su il Pd e il futuro dell’Europa sarà svolta da Lapo Pistelli, responsabile esteri del partito. Nel corso del dibattito interverrà il candidato progressista alle elezioni presidenziali francesi, Francois Hollande.
La seconda sessione si aprirà sabato mattina alle 9,30 e sarà dedicata al tema: “Il Pd e il futuro dell’Italia”. La relazione introduttiva sarà svolta dal vicesegretario del Pd, Enrico Letta.
Il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, concluderà i lavori sabato alle ore 14,00.

5. BOSSI E BERLUSCONI IN ROTTA DI COLLISIONE. LA DESTRA SI SCOMPONE.
Il leader della Lega Nord, in crisi di visibilità e di potere, lancia una sfida aperta e un attacco all’alleato Silvio Berlusconi, tentando di rioccupare la scena e di rifarsi una verginità di fronte al proprio elettorato dopo il fallimento del governo di centrodestra. “Non siamo più alleati” ha detto Bossi, perché Berlusconi sta con “i comunisti”. Dopo aver provocato un disastro epocale che ha reso necessario un intervento drammatico, Bossi tenta insomma di buttare tutte le colpe su Berlusconi e di lucrare politicamente sul malessere provocato dalla durezza della manovra varata dal governo Monti.
6. RAI: OGGI CDA SU MINZOLINI, BATTAGLIA ALL'ULTIMO VOTO PER CAMBIARE DIRETTORE.
Battaglia all'ultimo voto per la sostituzione di Augusto Minzolini alla guida del Tg1. Si deciderá oggi nel cda Rai. La proposta del Direttore generale Lorenza Lei di un interim del direttore della Tgr Alberto Maccari fino al 31 gennaio 2012 ha spaccato il consiglio. Resta la minaccia di dimissioni del presidente Paolo Garimberti che vuole una rimozione immediata del direttore, alla quale si è aggiunta quella del consigliere di area Pd Nino Rizzo Nervo, che chiede invece di dividere il voto su Minzolini da quello sulla nuova guida.

7. ULTIMATUM FIAT: TRATTATIVA FINITA. MA ANCHE UILM NON CEDE, “NON ACCETTIAMO DIKTAT”. OGGI GIORNATA DECISIVA.
Ultimatum della Fiat ai sindacati sul nuovo contratto: non ci sono più spazi per trattare, l'incontro convocato per questa mattina servirà solo per firmare. La Fiat dice anche che l'accordo dovrà essere definito sulla base della stesura del testo definitivo del contratto collettivo specifico del 29 dicembre 2010, quello cioè che ricalca il modello Pomigliano. La Fiom da tempo contesta questa impostazione. Ieri anche la Uilm ha puntato i piedi. "Non accettiamo diktat. Ci presenteremo e valuteremo sulla base dei documenti, alcuni concordati e altri da verificare, se ci sono le condizioni per firmare. Se non ci saranno non firmeremo", ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

12 dicembre 2011

Manovra, Enrico Letta intervistato da l'Unità.

Non nasconde i malumori interni al PD, le diverse sfumature rispetto allo sciopero generale, l’enorme fatica che i democrat dovranno fare per spiegare al loro elettorato che era inevitabile attraversare la tempesta.
Ma Enrico Letta aggiunge: «Noi stiamo dimostrando che l’azione riformista del PD è in grado di far cambiare le cose e questo dovrà essere il metodo di lavoro anche per i prossimi mesi».

Indicizzazione delle pensioni fino a 1400 euro, ammorbidimento dello “scalone”, agevolazione per l’Ici prima casa.
Quanto riuscirete ad ottenere?

«Il tavolino a tre gambe – risanamento, crescita e equità – con questa manovra è uscito fuori azzoppato. Per questo sono sicuro che le uniche modifiche riguarderanno proprio l’equità».

Come cresce un Paese se ceto medio e fasce più deboli rischiano addirittura di rimanere amputate per l’accettata che, per ammissione della stessa ministra Fornero, è stata inferta?

«È esattamente questo il punto. Le persone più deboli economicamente, i pensionati e gli italiani che vivono contando anche l’ultimo centesimo, devono sentire che c’è un governo che dà loro fiducia, che tiene conto dell’enorme fatica che fanno».

Susanna Camusso traccia la «linea rossa» sull’indicizzazione delle pensioni almeno a 1500-1600. Sarà possibile raggiungerla?

«Di sicuro la cifra stata stabilita in manovra è troppo bassa e deve salire il più possibile. Non si vive bene con 1200-1300 euro al mese e sono milioni gli italiani in questa situazione. Non a caso il primo provvedimento che prese Romano Prodi quando andò al governo fu quella di aumentare le pensioni minime».

Quei soldi dovrebbero arrivare da una maggiore tassazione dei capitali scudati. l tecnici delle commissioni parlamentari hanno dubbi sulla effettiva possibilità di rintracciarli.

«Quella decisione non salta, ha già passato il vaglio del Capo dello Stato, i dubbi posti si verificheranno nella fase dell’attuazione. Quei capitali vanno tassati e si deve passare dall’1,5% previsto oggi almeno al 5% e i titolari di quei capitali devono anche dire grazie perché rispetto al resto d’Europa gli andrebbe piuttosto bene».

Il PD torna a dire che bisogna avviare l’asta sulle frequenze. Berlusconi, per ovvi motivi, non è d’accordo.

«E noi invece siamo convinti che si debba fare. Non si possono chiedere ai pensionati sacrifici mentre si regalano le frequenze a Rai e Mediaset. Siamo convinti anche che si debba fare l’accordo con la Svizzera sui capitali italiani depositati nella Repubblica elvetica».

Ma il ministro Giarda dice che il governo non ci pensa perché su quei trattati ci sono dubbi della Commissione Europea.

«Noi insistiamo e diciamo al governo che se lo hanno fatto i tedeschi, che oggi danno lezioni in Europa, non si capisce perché non dovremmo farlo noi».

Mario Draghi invoca, dopo la manovra, misure per la crescita. Non pensa che sia questo il vero problema?

«Draghi ha ragione ma d’altronde Monti l’ha detto quando è venuto alla Camera: presto arriveranno provvedimenti in materia di infrastrutture, green economy, sburocratizzazione e, dall’anno prossimo, di riforma fiscale. Tuttavia, credo sia importante spiegare che già in questa manovra ci sono misure importanti per la crescita e che forse sono state sottovalutate. Parlo dell’Irap, che è finalizzato a giovani e donne, e la cosiddetta Ace, la norma che ricorda molto le norme di Vincenzo Visco, sulla capitalizzazione delle imprese».

Il ministro Passera ha detto che presto partiranno i cantieri per le infrastrutture. Si fa fatica a crederlo.

«Noi invitiamo il governo a presentare quanto prima questi interventi. Sulle infrastrutture la nostra filosofia è molto semplice: si mettano da parte le opere faraoniche, come il ponte sullo Stretto, e si usino quei fondi per le opere immediatamente cantierabili, sono circa cento e sono quelle più necessarie. Ma anche sulla green economy serve un’accelerazione perché quello è il futuro e il PD ha al riguardo proposte molto forti».

Letta, durante la riunione del gruppo alla Camera nel PD sono emersi moltissimi malumori. Lei è sicuro che il suo partito riuscirà a superare la fase della transizione senza lacerazioni?

«È chiaro che questa manovra è dura, che alcune misure non vanno bene, ma un grande partito riformista come il nostro deve lavorare per dare il proprio contributo, anche in questa fase. Ho la forte speranza che questa sia l’ultima manovra, dopo della quale avremo i conti pubblici più in ordine d’Europa. Se superiamo questo momento, che è un pezzo dell’eredità Berlusconi, possiamo iniziare a pensare alle misure sulla crescita».

Alla fine si voterà il “mini-maxiemendamento” del governo con la fiducia?

«Credo di sì. Penso che si interverrà su indicizzazioni e scalone delle pensioni e Ici prima casa: tre punti su cui le forze politiche troveranno una quadra. Questa trattativa con il governo è molto importante anche per il futuro: è la dimostrazione che i tre partiti maggiori che appoggiano il governo non hanno soltanto una funzione “passiva”, cioè votare le misure”, ma un ruolo influente. Il PD, anche in queste ore sta dimostrando che la via riformista ottiene risultati. Sia una lezione per chi minaccia l’Aventino».

In queste ore si sta dimostrando anche sempre più difficile il rapporto con l’Idv.

«Questo è un problema di Antonio Di Pietro, deve decidere se vuole lottare con noi in parlamento o fare come la Lega».

Forse sospetta manovre in vista delle prossime elezioni.

«La verità è che non si rassegna al fatto che Berlusconi non è più a Palazzo Chigi e sta dando l’idea che era in politica solo perché c’era Berlusconi dall’altra parte. Noi ci siamo a prescindere da chi c’è, siamo qui per il Paese».

Letta, ma invece in casa PD tra lei e Fassina le distanze sono grandi. Anche sullo sciopero unitario dei sindacati.

«Non è una questione personale. Io sono felicissimo per la scelta unitaria dei sindacati sullo sciopero, ma penso che bisogna distinguere i ruoli. Noi oggi abbiamo la responsabilità di cambiare la manovra in Parlamento e la reciproca autonomia fa bene sia al partito sia ai sindacati, che si tratti della Cgil, della Cisl o della Uil».

Andiamo in Europa. Sarkozy dice che non ci sarà una seconda possibilità dopo questo vertice.

«Questo sarà un vertice fondamentale, ma credo che il PD debba dare un proprio contributo: alzare la bandiera degli Stati uniti d’Europa dei quali deve far parte solo chi ci crede perché dalla crisi non si esce se accanto alla moneta non si mette il governo politico ed economico dell’Europa. E oggi, con Monti, soprattutto dopo questa manovra che rafforza il Paese, cambia la prospettiva europea, perché è l’unico primo ministro dichiaratamente federalista europeo, partigiano degli Stati uniti d’Europa».

Conferenza di Durban in extremis un accordo.

I delegati riuniti a Durban per la 17esima Conferenza mondiale sul clima organizzata dall’Onu (COP17) hanno raggiunto nella notte un’intesa «storica», secondo il presidente della conferenza e ministro degli esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane. È stato un compromesso in extremis, visto che i lavori si sarebbero dovuti concludere teoricamente venerdì. Ma i rappresentanti dei vari paesi hanno negoziato per altre 36 ore, fino alle 4.30 (ora italiana) di domenica.

L’accordo prevede innanzitutto il rinnovo del protocollo di Kyoto, che scade il 1 gennaio 2013. A Durban, invece, si è stabilito che debba durare fino ad un massimo di altri cinque anni, anche se Russia, Canada e Giappone non hanno accettato questa decisione. Ma soprattutto, la Conferenza ha deciso che tutti i paesi dovranno arrivare, entro il 2015, a un accordo più severo contro le emissioni di carbonio. Il piano era stato inizialmente definito come una vera e propria roadmap, con date e impegni stabiliti con precisione, per la quale hanno insistito l’Unione Europea, le piccole isole dell’AOSIS (Alliance of Small Island States, per la maggior parte nel Pacifico e nella zona caraibica) e il blocco dei paesi meno sviluppati, i cosiddetti LDC (Least Developed Countries).

Ma proprio i termini e le scadenze stabilite dalla roadmap hanno rallentato molto i lavori. La Cina e soprattutto l’India, infatti, erano contrarie perché consideravano l’accordo troppo vincolante a livello legale. Per questo, attraverso la mediazione del Brasile, si è raggiunta l’intesa su una dicitura più complessa di quella iniziale, ossia “soluzione concertata avente forza di legge”, ma che non cambia di molto la sostanza. Una volta stabilito da tutti i paesi, il nuovo piano dovrà essere messo in pratica dal 2020.

La Conferenza ha raggiunto inoltre un accordo sul cosiddetto “Fondo verde” per il clima, che dovrebbe aiutare le nazioni povere a combattere il surriscaldamento globale. Ancora non è chiaro come verranno finanziati i 100 miliardi di dollari previsti dal Fondo, ma tutti i paesi hanno approvato la sua istituzione.

I delegati non tornano dunque a mani vuote da Durban, anche se gli accordi restano ancora abbastanza vaghi. Secondo Michael Jacobs, dell’istituto di ricerca Grantham di Londra per i cambiamenti climatici, «siamo ancora sulla strada verso il surriscaldamento di 4 gradi della Terra» ma è stato comunque un buon risultato «costringere tutti i paesi a migliorare le loro politiche ambientali entro il 2015».

Inoltre, la Conferenza ha mostrato le spaccature già viste in passato, con i paesi emergenti (Sudafrica, Brasile, India e Cina) che rimproverano ai paesi industrializzati duecento anni di inquinamento, per i quali non vogliono essere loro a pagare le conseguenze. Tuttavia, dopo Durban lo scenario è cambiato, almeno in linea di principio. Infatti, mentre secondo il Protocollo di Kyoto i paesi in via sviluppo non sono legalmente obbligati a ridurre le emissioni, ora dovranno rispettare le regole come quelli sviluppati, anche se solo dal 2020.

fonte IL POST.

11 dicembre 2011

Buona domenica del 11/12/2011 - I post più cliccati della settimana.

LETTERA APERTA DI VIRUS AL SIG. LUCA SANITA'.
By Virus.




Caro Luca Sanità,

Virus ha il dubbio che difficilmente tu sia pienamente soddisfatto del nuovo ribaltone (clicca qui). Concedimi la confidenza: penso che ti sia rimasto molto amaro in bocca.

Luca Sanità ex capogruppo della minoranza di Sulbiate - Progetto Territorio -.


Provo a spiegare in seguito uno dei perché.


Infatti, pur nelle fondamentali e inconciliabili differenze ideologiche e politiche, non ti si deve non dare atto di comportamento civile nei rapporti tra le parti e quindi anche con il PD.
Civiltà nei rapporti sconosciuta ai componenti della autodefinitasi “vera lista SI”, ciò da te sperimentato per pratica conclamata di alcuni o per silenzio-assenso di altri.

La civiltà (l’educazione, il rispetto, la considerazione.. ) è fondamentale per la democrazia perché ne è una delle condizioni, quindi il comportamento civile non è un orpello della polit
ica ma è una condizione indispensabile nei rapporti democratici.

Ce lo hanno insegnato anche i padri della nostra Costituzione figlia della Resistenza.
Proprio di democrazia appunto sto parlando!


Virus non dimentica quanto hai recriminato, nelle tua esperienza di capogruppo, della mancanza di rispetto e considerazione: di civiltà appunto!


Ora le cose sono cambiate. Secondo Virus, che non sbaglia quasi mai, qualcuno ti ha detto: “ALT! - DIETRO FRONT! – AVANTI MARC!”. Prendere o lasciare! Mangiare la minestra o saltare la finestra!


Penso che sia una delusione cocente per un giovane che probabilmente pensava di costruire una “carriera politica” ma forse, ai suoi ideali, ci credeva anche.

Ora dovresti salutare alcuni amici e essere di supporto ai nemici, zitto e impettito.
Ma no forse qualche cosina te la faranno fare, cose come la pro-loco (è un esempio a caso).


Noi del PD ne abbiamo tanti di difetti, tu li conosci benissimo non avendo perso occasione per averceli fatti notare sei, addirittura andato oltre contribuendo a inventatene un bel numero.

Però non abbiamo padroni, sbagliamo o molto più spesso facciamo giusto da soli!

Ora, pensa un po' cosa ti propone Virus: un qualche mercoledì di depressione, vienici a trovare al circolo e costaterai di persona il clima. Ma attenzione : per la tessera c’è molto tempo, non illuderti!

Un’ultima osservazione sul concetto di civiltà: per capirlo occorre cultura, nonostante ora collaborerai con l’assessore preposto, non penso proprio che il concetto sarà metabolizzato e/o metabolizzabile dai tuoi nuovi compagni di strada.
Le difficoltà rimarranno, e anche camminare per strada e incontrare le persone non sarà la stessa cosa di ieri.



Buona Domenica
By Virus



Gli interventi di Virus sono umoristici, satirici ed ironici. Chiediamo gentilmente di commentarli con ironia, non con rancore e livore. Ricordiamo che l'incapacità di saper accettare la satira si manifesta regolarmente in tutte le società non democratiche.


I POST PIU' CLICCATI DELLA SETTIMANA.

Lettera aperta di un Sulbiatese a Virus.

L'uovo di Colombo, ovvero la Sulbiate che vorrei.


I Voti di Ichino sulla manovra del Governo Monti.

PD Sulbiate. Comunicato - Il PDL di Sulbiate straccia gli accordi con Progetto Territorio.

Residenza sanitaria disabili: ritorna la collaborazione con Aicurzio.


Metteteci la faccia. By Virus



precedente buona domenica

10 dicembre 2011

PD Sulbiate. Comunicato.

Il PDL di Sulbiate straccia gli accordi con Progetto Territorio.


Il coordinamento del PDL di Sulbiate questa mattina ha informato dalle pagine del suo sito di essersi costituito gruppo consiliare autonomo uscendo dal gruppo di minoranza Progetto Territorio.

IL comunicato non dice nulla circa la questione dei tre Assessori della Giunta Sindaco Stucchi che recentemente si sono tesserati al PDL. IL coordinamento PDL di Sulbiate era in attesa di conferme e di risposte da Roma.

Come il Sindaco Stucchi sei mesi fa stracciò unilateralmente gli accordi elettorali sottoscritti con il nostro Partito, così ora il PDL locale rompe il patto elettorale siglato con Lega Nord e Comune Aperto.

La coincidenza di stile e di modalità di agire, che disprezzano con facilità e opportunismo, alleanze politiche e stravolgo la volontà degli elettori delle amministrative 2009, non può che lasciarci molto preoccupati.

Attendiamo di conoscere i prossimi sviluppi per meglio comprendere il senso e la gravità di quanto sta accadendo alla vita politica e democratica della nostra Comunità.

Monti:modifiche pensioni? "Vedremo proposte".

Il premier italiano Mario Monti a Bruxelles avrebbe preferito un accordo a 27 paesi, ma difende l'esito del vertice: non è stato affatto un fallimento e ci sono forme di Ue anche non a 27. Dalla capitale belga interviene però anche sulla manovra che il suo governo sta varando e che, afferma, in Europa tutti l'hanno apprezzata: non ha ancora esaminato la questione dell'Ici sugli immobili della Chiesa – dichiara – mentre si riserva di vedere con i ministri le proposte per modificare i provvedimenti sulle pensioni. E aggiunge di sapere che ci sono partiti “a disagio”, ma “simpaticamente”, e “a noi importa fare un buon servizio, non è un problema nostro presentarci alle elezioni”.

Monti, "Manovra italiana ha aiutato l'Ue": VIDEO

Il premier: "Preferivo un accordo a 27": VIDEO

Visco (Bankitalia) e parlamentari su manovra
: VIDEO



ICI CHIESA? NON ANCORA ESAMINATA QUESTIONE

Sulla questione dell'Ici per gli immobili della Chiesa, Monti aggiunge: «Sono anche a conoscenza di una procedura Ue sugli aiuti di Stato». Il principio dell'automatismo non si applicherà per il rientro dal debito, ma Mario Monti non sa valutare quanto la Commissione Ue peserà «il risparmio privato italiano» rispetto al «debito pubblico».

MONTI, SU MODIFICHE PENSIONI VEDRO' PROPOSTE

«Non voglio anticipare. Mi riservo di vedere con i miei colleghi l'insieme di misure richieste». Il premier si limita a rispondere così a chi gli chiede se ci sono spazi per una possibile revisione della perequazione degli adeguamenti delle pensioni più basse. «Aspetto di vedere le proposte delle forze della maggioranza e poi faremo le nostre valutazioni che non intendo in alcun modo anticipare».

PARTITI A DISAGIO? SÌ, MA 'SIMPATICAMENTE'

«Mi aspetto forti opposizioni, che del resto ci sono. In parlamento, che è sovrano, sappiamo che ci sono forze politiche che si dicono tutte a disagio, ciascuna delle quali dice che nessuno avrebbe fatto una manovra così», osserva. «Ma i partiti lo dicono – aggiunge - come una forma di simpatica confessione nel senso che si chiedono se era proprio necessario farlo, ben sapendo che nessuno di loro poteva correre il rischio. I partiti mai avrebbero potuto permettersi» di varare «misure così impopolari. A noi, del resto, importava fare un buon servizio e non è un problema nostro presentarci alle elezioni».

BRUXELLES NON È VERTICE DEI FALLIMENTI

«Può darsi che tutto questo non basti, ma non mi sembra un vertice dei fallimenti», commenta durante la conferenza stampa a Bruxelles, rispondendo alla domanda se le decisioni prese durante il vertice siano sufficienti a salvare l'euro. Contrariamente alle previsioni, non ci saranno altri Consigli europei prima di Natale, fa sapere. Piuttosto, sul vertice appena concluso avrebbe preferito un accordo a 27, ma - sottolinea - ci sono forme di Unione Europea non a 27, «come ad esempio Schengen», che «hanno funzionato». «L'Italia avrebbe preferito un accordo a 27. Mi sono dedicato parecchio per una mediazione fra Gran Bretagna ed eurozona, ma questo non è stato possibile».

A GENNAIO A ROMA CON MERKEL E SARKOZY, POI OBAMA

Monti annuncia: a metà gennaio incontrerà a Roma Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, nello stesso mese si troverà a quattr'occhi anche con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

fonte l'Unità.

tamtàmdemocratico dicembre 2011.

E' consultabile online il nuovo numero del mensile di cultura politica del PD tamtàmdemocratico.


Il focus tematico di dicembre è dedicato ai cattolici e al loro contributo alla ricostruzione italiana.

Vi figurano, tra gli altri, gli interventi di alcuni dei più rappresentativi esponenti del variegato universo associativo cattolico che ha partecipato al recente convegno di Todi.

Sulle loro sollecitazioni e proposte intervengono studiosi e politici con diversi contributi di approfondimento.

Questo numero della rivista intende essere un segno dell'attenzione e della partecipazione con cui il PD guarda a un mondo di esperienze e di valori essenziali per la sua cultura politica e il suo radicamento nella società.

9 dicembre 2011

Ici per la chiesa? Delrio presidente Anci:"Eliminare ogni ambiguità".


"Se si vuole polemizzare è un conto, se si vuole discutere per risolvere i problemi un altro". Il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio liquida con poche parole gli scenari da battaglia tra «clericali convinti e laici furiosi», che «non rendono un buon servizio a nessuno», e da presidente dell’Anci lancia la sua proposta per «eliminare ogni ambiguità» sugli obblighi di pagamento - ma pure sulle esenzioni - in tema di Ici, o meglio di Imu, per la Chiesa.

Insomma, niente tabù ma neanche atteggiamenti punitivi. Lo ha detto anche Vendola...

«Non credo che la Chiesa chieda o pretenda privilegi, ma solo di poter esercitare le sue attività. Fatto salvo il rispetto per la libertà di culto, il tema dell’Ici per gli immobili di proprietà ecclesiastica deve essere inquadrato secondo un principio semplice: laddove è chiaro il carattere commerciale delle attività svolte in un immobile, per quei locali l’Ici va pagata. Se di fianco a un santuario c’è un bar, non credo che questo sia funzionale al culto. In questi casi il tema si pone meno».

Dov’è allora, il nodo?

«Già oggi per le attività commerciali la Chiesa ha l’obbligo di pagare. La vicenda è molto più complessa di come viene disegnata. Non si tratta della volontà o meno di far versare l’Ici alla Chiesa. Il punto sono quei casi che il decreto Bersani, varato sotto il governo Prodi, ha definito di carattere ‘parzialmente’ commerciale e che godono dell’esenzione. Se il proprietario ritiene ‘parzialmente’ commerciale l’uso che fa di un immobile, non ha l’obbligo di presentare la dichiarazione ai fini dell’Ici».

Ad esempio? Quali attività ricadono in questo spazio grigio?

«Può essere il caso di uno spazio di accoglienza alberghiera gestito da un ordine religioso, magari legato a un luogo di culto: si può dire che è parzialmente commerciale o no?».

Se fa concorrenza alle strutture ricettive private, non è commerciale?

«Gli enti religiosi pensano di no. E non dichiarano ai fini Ici, ritenendolo ‘parzialmente’ commerciale. Il codice civile, però, non prevede l’esistenza di un’attività mista, commerciale e non commerciale. Quindi, in caso di contenzioso, tutto viene rinviato al giudice».

Come intervenire, allora?

«Innanzitutto occorre fare un censimento degli immobili ecclesiastici. C’è chi dice che valgano più di un miliardo, in termini di gettito Ici. Bisogna averne un quadro preciso. E poi, con tutto il rispetto per il mio segretario, si potrebbe superare l’interpretazione di Bersani su quel ‘parzialmente’ commerciale».

Quindi?

«Una volta che si disporrà di un’anagrafe degli immobili, quelli destinati al culto ovviamente continueranno ad essere esentati e quelli commerciali - come è già stabilito - a dover pagare. Per i locali su cui esista un dubbio, credo sia giusto che sia il Comune di appartenenza a giudicare se vada versata l’imposta o meno, sulla base delle attività che si svolgono lì dentro».

Un gruppo di 20 deputati del Pd proprio ieri ha chiesto con una mozione che la Chiesa paghi e che venga determinato al più presto il gettito che dovrebbe derivare dal patrimonio immobiliare ecclesiastico...

«Certo, è fondamentale una ricognizione precisa. Ma come dicevo, la questione è complessa e il punto è che vanno eliminate ambiguità interpretative dalla legge. E dove va chiarito che tipo di uso si fa di un immobile, intervengano i Comuni».

E questo garantirà davvero che la Chiesa paghi l’Imu anche per quegli immobili che finora usufruivano delle esenzioni grazie a quel “parzialmente commerciale”?

«Credo proprio di sì. E se l’applicazione dell’Ici sarà affidata ai Comuni, come è sempre stato, sarà difficile che venga tassata una mensa della Caritas o i locali dove si fa il catechismo. Una volta eliminati i potenziali contenziosi, si rende giustizia alla Chiesa e ai cittadini».

Corriere della Sera: il Ministro Riccardi:"La Chiesa paghi l'IMU, si valuti caso per caso e si intervenga".

Berlusconi torna a parlare:"I cittadini italiani sono benestanti".

Marsiglia vertice del Partito Popolare Europeo,
dichiarazione di Silvio Berlusconi:

"Siamo uno Stato indebitato e di cittadini benestanti,
questa è la vera situazione dell'Italia"


Foto: cittadini "benestanti" italiani
in coda ad una mensa della Caritas.



Il Leader del PDL ha vissuto e vive ancora in un'altro paese!

11 dicembre il movimento delle donne ancora in piazza del Popolo.

SE NON LE DONNE CHI.
Mai più senza di noi, mai più contro di noi.


L' 11 dicembre torneranno in piazza le donne di "SE NON ORA QUANDO?"

Comencini, promotrice dell'iniziativa: "Il welfare non esiste in Italia il welfare sono le donne che debbono organizzarsi in modo funambolico per unire lavoro e vita privata. Il welfare, che è anche un grande motore economico, deve essere reale, questo è un tema fondamentale. In Italia ci sono ragazze molto in gamba che non trovano lavoro e se lo trovano non devono fare figli: questa è una spirale mostruosa che va interrotta. Il welfare non ce lo ha dato nessuno, nemmeno i governi precedenti: ma se le donne non si prendono delle responsabilità pubbliche certe cose non si otterranno".