16 gennaio 2014

Milano più verde. Quando scelte difficili portano benefici a tutti.

Milano, una rivoluzione verde:
la città ha sempre meno auto

da repubblica.it
Nel resto d'Italia le immatricolazioni aumentano, ma nel capoluogo il calo è netto: effetto della crisi e delle misure che incentivano la condivisione e spingono verso i mezzi pubblici
Milano, lentamente, si svuota di automobili. Sono sempre meno le immatricolazioni di nuove vetture in città ed è sempre più netta l’affermazione sul mercato delle auto ecologiche. Mentre si accentua la frenata delle più inquinanti, a cominciare dai diesel. Un quadro che rafforza la riduzione della densità di circolazione rispetto a livello nazionale: se a Milano ci sono 1,76 abitanti per autovettura, in Lombardia sono 1,67 e in tutta Italia 1,61.

La cifra che spiega quanto questa tendenza si sia affermata, è la differenza tra le auto che si vendevano nel 2010 rispetto al 2013: nel giro di quattro anni si è passati da 64.375 immatricolazioni alle 36.091 dello scorso anno (-43 per cento), con una riduzione netta di oltre 28mila mezzi. Un vero e proprio tracollo certificato anche a livello regionale, dove la riduzione è stata di 135mila automobili vendute. La prima causa è la crisi economica. «Si pensi ai giovani: prima erano una grossa fetta del mercato, adesso chi di loro si può permettere un’auto nuova? — spiega Marco Ponti, docente di economia dei trasporti del Politecnico — È un aspetto drammatico, su cui è bene porre l’attenzione e che non dovrebbe essere visto da nessuno come positivo». A cui si va ad aggiungere un aspetto, non irrilevante, di aumento della tassazione.

15 gennaio 2014

PATTO DEI SINDACI a Sulbiate (5/5)
LE AZIONI DEL PAES per il SETTORE TRASPORTI


Il settore dei trasporti pubblici ha un valore rilevante nella filosofia del Patto dei Sindaci.

Un trasporto pubblico efficiente è la condizione affinchè si possa adiminuire l'uso dell'auto e muoversi in maniera più sostenibile, migliorando la salubrità dell'aria, e liberandoci da traffico e rumori.

In seguito la tabella delle azioni e dei giudizi.


C'è poco da commentare: probabilmente prima di interessarsi delle postazioni per la ricarica delle auto elettriche, sarebbe meglio preoccuparsi di collegare il paese in maniera efficiente e funzionale alla stazione dei treni di Carnate.
Si dice che ciò non dipenda dall'amministrazione, ma sicuramente si può fare più pressione, in ogni caso ciò è scritto al punto 2.

PATTO DEI SINDACI a Sulbiate (4/5)
LE AZIONI DEL PAES per i SETTORI RESIDENZIALE E TERZIARIO


Saranno sopprattutto i cittadini europei che decreteranno o meno il successo al raggiungimento degli obbiettivi del 20-20-20, i loro rappresentanti locali, nazionali o continentali hanno il compito di indicare la via e predisporre i mezzi per percorrerla.

Le azioni seguenti,secondo il PAES del nostro paese sono quelle che la nostra amministrazione ritiene debbano essere adottate dai Sulbiatesi per i loro edifici e per il loro stile di vita.



Azioni analoghe sono previste a carico degli edifici adibiti ad attività terziarie .

Alcune azioni sono discutibili, non tanto per la loro importanza, ma piuttosto perchè sembrano essere già buone pratiche assodate come l'uso di lampadine a basso consumo e di riduttori di flusso idrico, comunque, se l'mministrazione vuole regalarli, organizzi una bella festa dell'energia (menzionata nel Patto) e li distribuisca gratis come ha scritto.

Invece, altre a noi riservate, sono di impegno più rilevante, come l'istallazione di impianti fotovoltaici. Come pretendere che i cittadini decidano di investire quando non sono supportati da nulla? Per esempio nessuna informazione, nessuno sportello specifico, nessun esempio sugli edifici publici e nessuna convenzione in atto con istallatori o fornitori.

Dato per scontata che l'azione di realizzare in Sulbiate una o più Smart Grid sia una cosa seria e non una boutade. Pensiamo che questo argomento così avanzato richieda una importante azione di informazione e coinvolgimneto.
Chiediamo che vendano resi noti a tutti i dettagli tecnici di come sarà strutturata nelle intenzioni la nuova rete elettrica, come e chi ne farà parte, la sua logica di funzionamento.
Se non si inizia ora difficilmente si realizzerà una smart grid in Sulbiate entro il 2020.

PATTO DEI SINDACI a Sulbiate (3/5)
LE AZIONI DEL PAES per il SETTORE PUBBLICO


Per azioni nel settore pubblico, il PAES intende tutte quelle azioni che vanno ad incidere sul consumo energetico o sulla efficienza delle strutture di proprietà comunale

E' evidente che un intervento, anche radicale sugli edifici di proprietà comunale, non può incidere che per una percentuale molto molto inferiore del 20% sui consumi o sui risparmi energetici di Sulbiate, Il 20% è il target finale del Patto.
Però intervenire in questo campo è un concreto messaggio a tutta la popolazione che l'amministrazione comunale è fermamente intenzionata a perseguire gli obbiettivi del patto dei sindaci. Al contrario, non fare nulla, farlo male, farlo in ritardo, è un messaggio molto negativo nei confronti degli attori che dovranno sostenere gli oneri degli obbiettivi, cioè tutti noi.

In seguito la tabella delle azioni e dei giudizi:




Sono 4 cose in croce le azioni previste nel PAES a carico del comune, ma quanto tempo servirà ancora prima che qualche cosa in più si concretizzi?

Molti cittadini hanno già realizzato impianti analoghi in tempi brevi e senza scomodare nessuno. E pensare che sono pure impianti che rendono economicamnete. Sono investimenti e non spese, e allora?

Una cosa però va chiarita una volta per tutte senza ambiguità: NEL PAES NON E' MENZIONATA LA RISTRUTTURAZIONE DELLA FILANDA, CHE CON IL PATTO DEI SINDACI NON CENTRA NULLA! a meno che non si istalli un impianto fotovoltaico o termico solare sul tetto, ma questo sappiamo che non è previsto.

PATTO DEI SINDACI a Sulbiate (2/5)
LE AZIONI DEL PAES per il INFORMAZIONE E FORMAZIONE


La questione dell'informazione e della formazione, nell'economia del Patto dei sindaci ha un ruolo fondamentale.

Sono i cittadini europei, che presa consapevolezza dell'importanza della questione della sostenibilità, diventano i protagonisti del cambiamento culturale, da esso potranno emergere nuovi stili di vita e azioni per il raggiungimento degli obbiettivi del Patto firmato dai loro sindaci.

Per questa ragione chi ha redatto il PAES ha ritagliato grande spazio ed enfasi alle azioni volte alla formazione e all'informazione dei cittadini, valutiamole nella tabella seguente:















Se le azioni concrete richiedono di essere sviluppate nell'arco del decennio 2010-2020, le azioni che riguardano il coinvolgimento e la formazione delle persone, devono invece iniziare precocemente per essere efficaci. Esse sono la condizione indispensabile affinchè i cittadini modifichino il loro agire verso un maggiore grado di sostenibilità.

PATTO DEI SINDACI a Sulbiate (1/5)
Noi Sindaci ci impegnamo!


  1. ad andare oltre gli obiettivi fissati per l’UE al 2020, riducendo le emissioni di CO2 nelle rispettive città di oltre il 20% attraverso l’attuazione di un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile.
  2. …
  3. …
  4. …
  5. ad adattare le strutture della città, inclusa l’allocazione di adeguate risorse umane, al fine di perseguire le azioni necessarie;
  6. a mobilitare la società civile nelle nostre aree geografiche al fine di sviluppare, insieme a loro, il Piano di Azione …
  7. a presentare, su base biennale, un Rapporto sull’attuazione ai fini di una valutazione, includendo le attività di monitoraggio e verifica;
  8. …
(Leggi tutto -pag 2- cliccando qui)

Le date relative all'impegno del sindaco di Sulbiate sono state:
  • Adesione 24-Marzo-2010 (3 anni e 9 mesi)
  • Approvazione del Piano d’Azione 29-Nov-2011 (2 anni e 1 mese)

Da allora pochi fatti e qualche chiacchiera.

Sicuramente 
ci sarà stata qualche ragione se allo scadere dei 2 anni non è stato presentato alcun rapporto biennale sullo stato di attuazione del PAES (vedi l'impegno del punto 7), ma forse i cittadini dovevano essere informati per tempo; prima che l'informazione emergesse in seguito ad una interrogazione in consiglio.

In mancanza di meglio, proviamo noi a fare un bilancio informale. Ben consapevoli dei limiti dei nostri mezzi e delle scarse informazioni in nostro possesso. Ma se Maometto non va alla montagna allora la montagna ....

La nostra valutazione verrà presentata prossimamente con tabelle in altri 4 post su questo blog.


Il metodo.
Abbiamo considerato le pagine 37-38 e 39 del PAES dove sono riassunte le azioni programmate da Sulbiate e consegnate a Bruxelles. Oltre alla loro descrizione le tabelle riportano un indice misuratore dello stato di attuazione.
Le tabelle saranno 5, secondo la divisione in settori del PAES: informazione, pubblico, residenziale, terziario e trasporti.
Il nostro giudizio è stato espresso come percentuale di attuazione dell'azione considerata. 

Estratto dal PAES

Nota
Massima è stata l'attenzione all'obbiettività, ma errare è umano!
In caso di imprecisioni, tutti i contributi saranno ben accettati, l'importante è che le osservazioni siano frutto di commenti e non di bla, bla, bla.

Renzi e la scuola

La scuola è il valore supremo per chi fa politica

Renzi alla scuola bechi  Renzi alla scuola bechi - Ponte a greve (8)
"La scuola non è un passatempo, la scuola è il valore supremo per chi fa politica e si impegna nella cosa pubblica". Così Matteo Renzi, segretario del PD, parlando con i giornalisti questa mattina al termine della sua visita all'Istituto comprensivo Masaccio, dove ha incontrato i ragazzi delle classi della terza media.
Ai cronisti che gli chiedevano se qualche studente gli avesse fatto una domanda sul suo incontro di ieri con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Renzi ha risposto: "No. I ragazzi parlano delle cose concrete della città e della loro scuola. Abbiamo discusso di tante questioni, da Brunelleschi alle buche nelle strade, dai giornali fino a come si è trasformato Palazzo Vecchio nei secoli".

14 gennaio 2014

Torino dice sì alla legalizzazione delle droghe leggere....le altre città quando?


 Da Repubblica.it

Torino, sì alla cannabis libera
E' la prima tra le grandi città

Il consiglio comunale approva l'appello al parlamento: "Bisogna passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere". Fino all'ultimo la legalizzazione era in forse, sotto l'incognita del voto moderato e cattolico del Pd


Torino apre le porte alla cannabis, prima tra le grandi città d'Italia. Non che da oggi si possa consumare, produrre per il proprio uso e condividere tra amici la marijuana sul terrazzo di casa, come se si fosse a Montevideo o ad Amsterdam. Ma questo è il senso "politico" della richiesta, partita dalla Sala Rossa dopo il voto di ieri della Sala Rossa e indirizzata al Parlamento: "Passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere". Il testo è quello partorito con un ordine del giorno proposto da Marco Grimaldi di Sel e dai consiglieri Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo del Pd.
Fino all'ultimo la legalizzazione in salsa torinese era in forse, sotto l'incognita del voto moderato e cattolico del Pd, mentre sembrava più possibile l'approvazione di una seconda mozione pro-cannabis che si limitava ad allargarne l'uso terapeutico. Alla fine il via libera è arrivato.

La Regione Lombardia e il metodo Stamina

Stamina, Mantovani venga subito a riferire in commissione sanità o chiederemo la commissione d’inchiesta

staminaIl vice presidente Mantovani venga immediatamente in commissione sanità a spiegare che ruolo ha avuto la Regione nella vicenda Stamina. L’assessore non ha mai risposto alla nostra interrogazione e finora ha avuto un atteggiamento omissivo. Se non avremo risposte esaurienti investiremo il Consiglio della necessità di istituire una commissione d’inchiesta.
Occorre dissipare ogni ombra che ricade sulla Regione a partire dalla spiegazione delle motivazioni che hanno portato alla convenzione tra gli Spedali Civili di Brescia e la Fondazione Stamina. Occorre comprendere su che basi scientifiche si sia agito e quali siano stati i criteri di individuazione dei pazienti ammessi all’applicazione del metodo Stamina, rispondendo anche all’accusa secondo cui vi sarebbero state pressioni per ammettere al trattamento congiunti di personalità di vertice della Regione.

Il voto in Egitto

dal sito ansa.it

Egitto vota per Costituzione, 4 morti. Ordine di sparare a forze speciali

Dispiegate forze speciali, hanno l'ordine di sparare "contro chi disturba gli elettori"


Altissima tensione in Egitto, dove da stamani sono aperti i seggi per il referendum Costituzionale. Oltre 53 milioni gli elettori aventi diritto al voto. Il testo oggetto del referendum è stato emendato da una commissione di 50 rappresentanti, dopo il 'congelamento' della Costituzione approvata nel 2012, ispirata dai Fratelli musulmani - ora banditi come organizzazione terroristica - a seguito della destituzione del presidente Mohamed Morsi nel luglio scorso.
Egitto vota per Costituzione, 4 morti. Ordine di sparare a forze specialiAlmeno quattro persone sono rimaste uccise negli scontri tra i dimostranti pro-Morsi.
Il ministero dell'Interno ha dislocato le forze di intervento rapido in tutti i governatorati egiziani per garantire la sicurezza del voto. I militari, recita un comunicato del ministero dell'Interno reso noto dalla tv di Stato, hanno l'ordine di "sparare" contro chiunque tenti di "aggredire gli elettori". Sul Cairo - riferiscono testimoni - vola un elicottero militare  con gli altoparlanti che intonano musica nazionalista.
"Votare è un dovere nazionale" ricorda il premier del governo ad interim, Hazem el-Beblawi, citato dall'agenzia ufficiale Mena, esprimendo ottimismo sull'esito del referendum costituzionale. Intanto testimoni riferiscono di una "affluenza senza precedenti" nell'Alto Egitto (sud), soprattutto da parte della comunità copta, nonostante le minacce rimbalzate su Facebook, attraverso il quale militanti fondamentalisti hanno evocato "rappresaglie".