26 settembre 2015
23 settembre 2015
In regione ancora un blitz leghista sugli stranieri!
Nuovo blitz leghista sugli stranieri, ma finisce con un boomerang per la Lega
Il testo è stato concordato in maggioranza e cambia radicalmente quello presentato ieri dalla Lega: se il Carroccio chiedeva di escludere dai corsi di formazione professionale chi non fosse stato in grado di sostenere un test di italiano, la nuova formulazione recita che “nel caso di verifica di un insufficiente livello di conoscenza della lingua, le istituzioni formative assicurano interventi per facilitare l’apprendimento della lingua italiana…”.
Con questo voto anziché una barriera all’ingresso abbiamo messo un aiuto concreto per chi ha desiderio di lavorare e di integrarsi. Il nuovo emendamento implica infatti che la Regione dovrà mettere in più per i corsi di italiano base per gli stranieri che intendono frequentare corsi di formazione professionale, e questo per noi va benissimo: è giusto e va nel senso dell’integrazione.
7 agosto 2015
SBAGLIATO NON MANTENERE IL SAN GERARDO, GIUNTA RIMANDATA A SETTEMBRE
Il nuovo assetto di Monza Brianza dopo il voto della
riforma sanitaria per il PD è poco funzionale, si attendono i
monitoraggi promessi in autunno
La tanto contrastata riforma della governance della sanità lombarda votata mercoledì sera dal Consiglio regionale prevede la revisione dell'assetto della rete ospedaliera e il superamento delle Aziende Ospedaliere attraverso l'istituzione di aziende sociosanitarie territoriali.
Per nulla soddisfatto Enrico Brambilla che spiega: "Il ridisegno della rete ospedaliera approvato dalla maggioranza divide il territorio in maniera poco funzionale e ciò dipende dal non aver voluto mantenere autonoma l'azienda ospedaliera del San Gerardo, come da noi proposto. In tal caso si sarebbe potuta costituire un'unica ASST della Brianza con i due poli ospedalieri di Vimercate e Desio. Già a settembre, grazie a un nostro ordine del giorno approvato all'unanimità, si tornerà a ragionare sull'assetto territoriale. Per la Brianza saranno necessari gli esami di riparazione".
Già in autunno, infatti, sarà valutata la conservazione di alcune AO. Almeno secondo quanto stabilito da una norma transitoria contenuta nella legge di riforma e rafforzata dall'ordine del giorno che il PD ha fatto approvare. Il Niguarda di Milano, gli Spedali Civili di Brescia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Circolo e Fondazione Macchi di Varese e il San Gerardo di Monza dovranno essere monitorati dalla Giunta al fine di un approfondimento necessario per prevedere la costituzione di specifiche aziende ospedaliere per quelle strutture che ne hanno i requisiti.
Questi 5 ospedali lombardi infatti, come da decreto Balduzzi, si caratterizzano per essere "hub" per via della presenza di almeno 5 alte specialità (EAS) per gli interventi a più elevata intensità e complessità, dedicate all'emergenza urgenza e equipe specializzate.
La tanto contrastata riforma della governance della sanità lombarda votata mercoledì sera dal Consiglio regionale prevede la revisione dell'assetto della rete ospedaliera e il superamento delle Aziende Ospedaliere attraverso l'istituzione di aziende sociosanitarie territoriali.
Per nulla soddisfatto Enrico Brambilla che spiega: "Il ridisegno della rete ospedaliera approvato dalla maggioranza divide il territorio in maniera poco funzionale e ciò dipende dal non aver voluto mantenere autonoma l'azienda ospedaliera del San Gerardo, come da noi proposto. In tal caso si sarebbe potuta costituire un'unica ASST della Brianza con i due poli ospedalieri di Vimercate e Desio. Già a settembre, grazie a un nostro ordine del giorno approvato all'unanimità, si tornerà a ragionare sull'assetto territoriale. Per la Brianza saranno necessari gli esami di riparazione".
Già in autunno, infatti, sarà valutata la conservazione di alcune AO. Almeno secondo quanto stabilito da una norma transitoria contenuta nella legge di riforma e rafforzata dall'ordine del giorno che il PD ha fatto approvare. Il Niguarda di Milano, gli Spedali Civili di Brescia, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Circolo e Fondazione Macchi di Varese e il San Gerardo di Monza dovranno essere monitorati dalla Giunta al fine di un approfondimento necessario per prevedere la costituzione di specifiche aziende ospedaliere per quelle strutture che ne hanno i requisiti.
Questi 5 ospedali lombardi infatti, come da decreto Balduzzi, si caratterizzano per essere "hub" per via della presenza di almeno 5 alte specialità (EAS) per gli interventi a più elevata intensità e complessità, dedicate all'emergenza urgenza e equipe specializzate.
6 agosto 2015
La grande incompiuta di Maroni
Maroni porta dunque a casa l'agognata e travagliata riforma sanitaria e,
sornione, ringrazia le opposizioni, perché, dice, se ci fosse stato lui
al loro posto, si sarebbe andati sicuramente a settembre.
Ma che cosa porta di nuovo questa riforma?
Maroni sostiene che offra un modello per i prossimi 20 anni di sanità e welfare in Lombardia. Il tutto passerebbe da un fortissimo legame degli ospedali con il territorio a partire dal quale si potrà dare risposte innovative e sviluppare l'eccellenza del sistema sanitario lombardo.
Noi siamo propensi a credere che sia in agguato il rischio di un grande equivoco: va bene rinsaldare il legame degli ospedali con i territori, ma attenzione a non farli soffocare nell'erogazione di prestazioni che avranno sempre più a che fare con la cronicità e le lungo degenze e non saranno in grado di stare al passo con le grandi partite della sanità europea e internazionale. La sanità territoriale va fatta rinascere, dopo la vera e propria decimazione che i servizi di prossimità ai cittadini hanno progressivamente subito nella stagione formigoniana e post-formigoniana, ma non va persa di vista la necessità che ricerca e sviluppo non siano esclusivamente appiattite sulle necessità del territorio.
Da questo punto di vista, come ha sottolineato nel suo intervento conclusivo in aula il nostro capogruppo Enrico Brambilla, questa riforma è una grande incompiuta, perché si limita a disegnare un più che ipotetico nuovo sistema di governance e non offre reali prospettive di sviluppo e innovazione di un sistema sanitario che rischia di rimanere ostaggio dei precari equilibri di forza della maggioranza maroniana.
Ma che cosa porta di nuovo questa riforma?
Maroni sostiene che offra un modello per i prossimi 20 anni di sanità e welfare in Lombardia. Il tutto passerebbe da un fortissimo legame degli ospedali con il territorio a partire dal quale si potrà dare risposte innovative e sviluppare l'eccellenza del sistema sanitario lombardo.
Noi siamo propensi a credere che sia in agguato il rischio di un grande equivoco: va bene rinsaldare il legame degli ospedali con i territori, ma attenzione a non farli soffocare nell'erogazione di prestazioni che avranno sempre più a che fare con la cronicità e le lungo degenze e non saranno in grado di stare al passo con le grandi partite della sanità europea e internazionale. La sanità territoriale va fatta rinascere, dopo la vera e propria decimazione che i servizi di prossimità ai cittadini hanno progressivamente subito nella stagione formigoniana e post-formigoniana, ma non va persa di vista la necessità che ricerca e sviluppo non siano esclusivamente appiattite sulle necessità del territorio.
Da questo punto di vista, come ha sottolineato nel suo intervento conclusivo in aula il nostro capogruppo Enrico Brambilla, questa riforma è una grande incompiuta, perché si limita a disegnare un più che ipotetico nuovo sistema di governance e non offre reali prospettive di sviluppo e innovazione di un sistema sanitario che rischia di rimanere ostaggio dei precari equilibri di forza della maggioranza maroniana.
26 luglio 2015
18 luglio 2015
16 luglio 2015
La newletter di Roberto Rampi!!!
RIPARTIRE DALLA SCUOLA
Si
è discusso molto di questo testo di legge. Spesso però parte da
informazioni approssimative, superficiali, sbagliate o di parte. Per chi volesse saperne di più qui trova una scheda di sintesi, il mio intervento alla Camera e un intervento di Luigi Berlinguer, con il quale ho lavorato molto in questi mesi e che considero forse il miglio punto di riferimento in materia.
IL CASO MICRON E IL LAVORO IN BRIANZA
Spesso
sentiamo parlare di lavoro come priorità. Meno spesso alle parole
seguono i fatti. In questi mesi ho seguito passo passo la vicenda
Micron. Oltre 400 persone a rischio di perdere il lavoro in un'azienda
in attivo e che produce innovazione tecnologica. Un paradosso. Per
questo abbiamo lavorato ostinatamente perché non finisse così e ci siamo
riusciti, nessuno rimarrà a casa. È stato un lavoro di squadra. Quello
che mi hanno detto e scritto quelle lavoratrici e quei lavoratori in
questi mesi, e dopo aver saputo che ce l'abbiamo fatta, rimarrà nel
tempo come una motivazione fortissima per quello che sto cercando di
portare avanti in questa esperienza di deputato.
Ora avanti con l'impegno su altre vicende del territorio, da Alcatel, a Candy, da Carrier a Star a molti altri, purtroppo le occasioni non mancano.
13 luglio 2015
Consiglio Comunale 16 luglio 2015
Ai sensi dell’art. 17 del Regolamento del Consiglio Comunale si comunica che il Consiglio Comunale è convocato in prima seduta presso la sede municipale in sessione ordinaria, in seduta pubblica, per il giorno di giovedì 16 luglio 2015 alle ore 21.00, ed eventualmente in seconda convocazione per il giorno venerdì 17 luglio ore 9.30 per la trattazione degli argomenti come da ordine del giorno allegato.
7 luglio 2015
1 luglio 2015
Consiglio comunale per venerdì 3 luglio 2015
29 giugno 2015
Consiglio Comunale
Ai sensi dell’art. 17 del Regolamento del Consiglio Comunale si comunica che il Consiglio Comunale è convocato in prima seduta presso la sede municipale in sessione straordinaria, in seduta pubblica, per il giorno di venerdì 3 luglio 2015 alle ore 21.00, ed eventualmente in seconda convocazione per il giorno sabato 4 luglio ore 9.30 per la trattazione degli argomenti come da ordine del giorno allegato.
ORDINE DEL GIORNO
3 - APPROVAZIONE PIANO DELLE ALIENAZIONI PER L’ANNO 2015 - ART. 58 LEGGE N. 133/2008.
4 - APPROVAZIONE ALIQUOTE E DETRAZIONI IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (IMU) ANNO 2015
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