«Per vincere, i terroristi fondamentalisti possono tranquillamente contare sulla miope collaborazione dei loro nemici». Sospensione di regole base della democrazia, risentimento verso gli stranieri, il circolo tra propaganda politica e xenofobia, stati-nazione incapaci di affrontare un fenomeno epocale come le grandi migrazioni. La “refugee crisis”, prima e dopo gli attentati di Parigi, è la cartina tornasole di una più globale crisi dell’Occidente, spiega in quest’intervista a Open Migration del 27 dicembre 2015 il grande sociologo della società liquida Zygmunt Bauman. Un’emergenza che durerà a lungo e alla quale l’Europa non ha ancora trovato gli argomenti adeguati per rispondere, presa in mezzo tra la necessità di aumentare i controlli – da ultimo la stretta sulle identificazioni forzate alle frontiere – e la necessità di tenere aperto uno spazio comune europeo.
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25 marzo 2016
22 marzo 2016
Contributo dell' On. ROBERTO RAMPI su Facebook
Bruxelles sovrasta ogni pensiero. Le vite
spezzate.
Gli occhi di chi ha visto il terrore.
La facilità di distruggere e la
fatica di costruire.
La prima
reazione è il silenzio.
Continuare il proprio lavoro. Rispondere con la vita.
E
con l'impegno in ciò a cui si crede.
La seconda
però è mettere qualche seme di ragionevolezza,
di speranza rispetto a chi ha
tutte le risposte, i giudizi
sprezzanti, e una lunga lista di nemici da mettere
all'indice per coltivare facili consensi cavalcando la paura, lo smarrimento,
la rabbia. Senza nessuna autocritica.
la rabbia. Senza nessuna autocritica.
Continuano a
raccontarci un nemico esterno e a
generalizzare. Fanno analisi superficiali.
Abbiamo
bisogno di più Europa. Di superare gli Stati nazionali. Un'Europa più forte, e
che sia più amica e più amata. Abbiamo bisogno di investimenti e di dare
speranza, e lavoro, a intere generazioni che non ne hanno. Di più interventi
sociali per togliere acqua agli estremisti che coltivano la rabbia dei
diseredati e dei disperati. Che alimentano l'odio. Scuola, cultura, le uniche
armi contro l'odio e la disperazione.
Serve il
contrario delle soluzioni facili dei troppi venditori di fumo. Molti dei quali
tra l'altro, lo si dimentica spesso, hanno avuto negli anni passati le leve del
potere e fanno finta di venire da Marte. Serve un lavoro lungo. E rimboccarsi
le maniche. Mettersi in discussione.
E serve
tanto rispetto per chi, anche per colpa della nostra inadeguatezza, ha perso la
vita.
21 marzo 2016
Per amor di verità
Per amore della verità...
Sul Giornale di Vimercate è apparso un articolo che necessita di alcune precisazioni
(per leggere sul blog di SDS CLICCA QUI!!!)
Sul Giornale di Vimercate è apparso un articolo che necessita di alcune precisazioni
(per leggere sul blog di SDS CLICCA QUI!!!)
XXI giornata della memorai e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1 novembre 2009
Alda Merini
Amai teneramente dei dolcissimi amantisenza che essi sapessero mai nulla.
E su questi intessei tele di ragno
e fui preda della mia stessa materia.
In me l’anima c’era della meretrice
della santa della sanguinaria e dell’ipocrita.
Molti diedero al mio modo di vivere un nome
e fui soltanto una isterica.
18 marzo 2016
La NEWSLETTER dal QUINDICESIMO PIANO
Marzo 2016
Fibrillazione e rassegnazione sono due atteggiamenti
contrastanti che percorrono ciclicamente le diverse anime del centrodestra
regionale.
Da una parte, la necessità di mostrare un'immagine di
coesione, di efficienza, di capacità di far fronte con immediatezza alle
avversità: il caso dell'istituzione dell'Agenzia anti corruzione, sotto questo
aspetto, è emblematico.
Dall'altra, la depressione che deriva dai ripetuti scandali,
dalla constatazione di non saper offrire da mesi alcun provvedimento
significativo, dalla fatica di contrastare un sempre presente rischio di
divisioni nella compagine di governo.
15 marzo 2016
Basta sprechi alimentari, la legge approda alla Camera
La pdl antispreco sostenuta dalle associazioni passa all’esame
dell’Aula, entro mercoledì il voto. Tra le novità, procedure più semplici per
donare le eccedenze alimentari, incentivi alle attività commerciali e sconti
sulla tassa dei rifiuti. Si recuperano anche i farmaci
Cittadini più consapevoli.
Bisogna lavorare quindi su tutta la filiera (da chi produce a chi raccoglie gli
eccessi e li dona), ma ogni cittadino in prima persona deve fare la sua parte.
I dati ci dicono infatti che se i 57% degli sprechi sono causati dagli attori
economici (dai produttori primari fino alla distribuzione e alla ristorazione),
il 43% dello
spreco avviene a casa del consumatore.
14 marzo 2016
La sindrome di Calimero
Non vorremmo dover prendere atto di una nuova sindrome che aleggia dalle
parti di Palazzo Lombardia. Ricordate la storia del pulcino che si
sentiva trascurato e maltrattato da tutti solo perché piccolo e nero e
invocava perennemente l'accanirsi ingiusto contro di lui?
Ebbene, il presidente Maroni potrebbe precipitare proprio nella sindrome Calimero, visto che, dopo le garbate ma ferme osservazioni del servizio legislativo del Consiglio regionale, sono arrivate anche le sollecitazioni dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) in ordine al progetto di legge che dovrebbe istituire l'Autorità Regionale Anti Corruzione (ARAC). La missiva ufficiale dell'autorità presieduta da Raffaele Cantone appare come una vera e propria bocciatura in perfetto stile "istituzionale": "nell'apprezzare la volontà espressa dalla Giunta regionale" di dar vita a iniziative volte a combattere la corruzione, l'ANAC richiama però l'attenzione sulla "coerenza tra alcune previsioni del progetto di legge e la competenza statale in materia di prevenzione della corruzione". In pratica si afferma che c'è il rischio di creare un doppione e, per di più, senza avere le competenze per una decisione di questo tipo.
Ebbene, il presidente Maroni potrebbe precipitare proprio nella sindrome Calimero, visto che, dopo le garbate ma ferme osservazioni del servizio legislativo del Consiglio regionale, sono arrivate anche le sollecitazioni dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) in ordine al progetto di legge che dovrebbe istituire l'Autorità Regionale Anti Corruzione (ARAC). La missiva ufficiale dell'autorità presieduta da Raffaele Cantone appare come una vera e propria bocciatura in perfetto stile "istituzionale": "nell'apprezzare la volontà espressa dalla Giunta regionale" di dar vita a iniziative volte a combattere la corruzione, l'ANAC richiama però l'attenzione sulla "coerenza tra alcune previsioni del progetto di legge e la competenza statale in materia di prevenzione della corruzione". In pratica si afferma che c'è il rischio di creare un doppione e, per di più, senza avere le competenze per una decisione di questo tipo.
13 marzo 2016
RIMOZIONE AMIANTO: ANCORA IN ALTO MARE
L’amianto è
pericoloso, provoca danni alla salute, i dati e la scienza lo hanno ormai
dimostrato. Eppure in Lombardia siamo ancora lontani dall’obiettivo che ci si
era posti nel 2005 con l'approvazione del PRAL (Piano regionale amianto
Lombardia) : rimuovere tutti i manufatti entro il gennaio 2016.
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA
Olio scivoloso
La questione dell'olio tunisino di cui l'Europa ha ampliato la possibilità di importazione è emblematica della contraddizione che sta lacerando la ricca società occidentale. Si respingono i migranti, proponendo di aiutarli piuttosto a crescere a casa loro ma poi, quando questo avviene, si scopre che le loro produzioni possono sottrarre quote di mercato alle nostre. Certo, in questa vicenda sono poi in gioco i differenti interessi tra i paesi europei, (ciascuno dei quali difende i propri settori tipici) nonchè la tutela della qualità delle produzioni e dei cibi in particolare. L'Italia ha molto più da perdere rispetto ad altri, tuttavia il modo migliore per aiutare quel che resta della primavera araba e la resistenza all'avanzata dell’Isis è l'apertura commerciale, non certo l'invio di soldati. Salvini e Grillo, sempre più simili, speculeranno per qualche voto in più: bene hanno fatto invece gli europarlamentari del PD a far prevalere un ragionamento politico coraggioso.
La questione dell'olio tunisino di cui l'Europa ha ampliato la possibilità di importazione è emblematica della contraddizione che sta lacerando la ricca società occidentale. Si respingono i migranti, proponendo di aiutarli piuttosto a crescere a casa loro ma poi, quando questo avviene, si scopre che le loro produzioni possono sottrarre quote di mercato alle nostre. Certo, in questa vicenda sono poi in gioco i differenti interessi tra i paesi europei, (ciascuno dei quali difende i propri settori tipici) nonchè la tutela della qualità delle produzioni e dei cibi in particolare. L'Italia ha molto più da perdere rispetto ad altri, tuttavia il modo migliore per aiutare quel che resta della primavera araba e la resistenza all'avanzata dell’Isis è l'apertura commerciale, non certo l'invio di soldati. Salvini e Grillo, sempre più simili, speculeranno per qualche voto in più: bene hanno fatto invece gli europarlamentari del PD a far prevalere un ragionamento politico coraggioso.
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