8 maggio 2020

CASSA IN DEROGA: BUSSOLATI (PD), “SALVINI LODA LA LOMBARDIA MA È STATA LA PEGGIORE, PURTROPPO PER I SUOI LAVORATORI”


“Siamo all’assurdo: Salvini loda la Regione Lombardia perché rispetto alle altre regioni ha più domande di cassa integrazione in deroga! Non importa che la Lombardia sia stata lentissima a comunicarle all’INPS e che questo sia un danno per i suoi lavoratori che non vedono arrivare i soldi: per Salvini va tutto benissimo, anzi, siamo di fronte a un modello da imitare. Purtroppo, la Lombardia ha iniziato per ultima a comunicare le richieste di cassa in deroga delle aziende all’INPS e, colpita dalle polemiche e dalle nostre denunce, si è svegliata negli ultimi tre giorni, quando ha inviato un flusso di dati pari al doppio di quanto mandato in tutto il mese di aprile. Ma questo non colma il ritardo accumulato, perché la Lombardia è arrivata così ad aver processato poco più della metà delle pratiche mentre altre Regioni, e non le più piccole, hanno già ultimato la procedura per tutte le loro aziende. Una gestione paludata ed errori nei sistemi informatici con eccessi di burocrazia, ecco il modello lombardo indicato a modello da Salvini.”

Lo dichiara il consigliere regionale del PD Pietro Bussolati in merito alle dichiarazioni di Matteo Salvini sul trasferimento delle domande di cassa integrazione in deroga all’INPS da parte delle Regioni, dopo le polemiche per i ritardi della Regione Lombardia.

7 maggio 2020

LEGGE REGIONALE “INTERVENTI PER LA RIPRESA ECONOMICA”

Lunedì 4 maggio 2020 il Consiglio Regionale ha approvato un pacchetto di misure per il rilancio economico della Lombardia. In particolare sono state stanziati 400 milioni di Euro destinati agli Enti locali assegnando risorse per opere cantierabili entro Ottobre 2020.
Il PD ha votato a favore perché sono soldi destinati ai Comuni anche se ha chiesto che siano investiti per opere durevoli orientate a sviluppare progetti sostenibili e strategici. Si tratta di risorse assegnate in conto capitale, mentre i soldi che saranno assegnati dal Governo verranno assegnati molto utilmente in parte corrente per dare respiro ai bilanci comunali.

Gigi Ponti
Responsabile Enti Locali PD Lombardia

• LA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO REGIONALE È AVVENUTA LUNEDÌ 4 MAGGIO.

Art. 1 - Misure di sostegno agli investimenti pubblici

• IL PUNTO DI PARTENZA
  • Sfruttare le possibilità di indebitamento della Regione per immettere nel circuito degli investimenti pubblici 3 miliardi di euro.
  • Le risorse saranno reperite tramite mutuo o nuova edizione del bond regionale.
  • 400 milioni saranno destinati agli Enti Locali (Province e Comuni); 2,6 miliardi invece rimarranno nella disponibilità della Regione.
  • Essendo un’operazione a debito, le spese finanziabili sono solo quelle d’investimento degli Enti pubblici e dei soggetti privati concessionari di beni pubblici.
  • L’ammortamento del debito a carico della Regione, di durata massima trentennale, decorre a partire dal 2022 (annualità per la quale si prevede un onere per restituzione di interessi e quota capitale pari a 130 milioni di euro).

6 maggio 2020

REGIONE: M5S E PD, “BOCCIATO FINANZIAMENTO PER PROLUNGAMENTO METROPOLITANA FINO A VIMERCATE”

Milano, 5 maggio 2020
“Sembra incredibile ma il Consiglio Regionale ha bocciato ieri il finanziamento della progettazione del prolungamento della Metropolitana fino a Vimercate del valore di un milione di euro. Insomma, la Giunta ha trovato 3 miliardi per il post COVID ma non ha trovato un milione per uno studio di fattibilità per la Metropolitana Cologno Nord Vimercate. Uno studio urgente, in quanto se immediatamente commissionato e presentato entro il 31 dicembre 2020 avrebbe permesso il finanziamento dell’opera. Sia il PD che il M5S hanno infatti votato a favore dell’emendamento proprio perché rappresentava una promessa elettorale verso i loro elettori e come tale li impegnativa anche a livello governativo. Mentre la maggioranza di centrodestra che governa la Regione, dopo aver mentito ai brianzoli con l’abolizione del pedaggio sulla tangenziale di Agrate Brianza e Monza, prosegue con la solita arroganza anche a privare il vimercatese dell’unico trasporto pubblico da offrire a quel territorio. In realtà c’è una precisa strategia politica dietro la contrarietà del centro destra al prolungamento della Metropolitana da Cologno Nord a Vimercate. In primo luogo perché si tratta di una zona in cui il centro destra non è praticamente presente politicamente e quindi non si vuole dare soddisfazione politica a chi governa quei territori, e in secondo luogo con i proventi dei pedaggi che Fontana aveva promesso di abolire si finanzia la Pedemontana. Quindi, oltre a non avere la Metropolitana, chi abita a Vimercate e Agrate, grazie a Fontana e alla sua maggioranza consiliare, deve pure pagare il pedaggio per andare a Milano. Siamo certi che gli elettori non dimenticheranno.”

2 maggio 2020

Direzione regionale PD lombardo del 27/04/2020 in via telematica

Relazione introduttiva del Segretario regionale Vinicio Peluffo

Dopo lunghe settimane in cui abbiamo affrontato una situazione mai vista, è bello poter nuovamente
partecipare a una riunione della Direzione regionale, seppure nella forma virtuale che gli strumenti
tecnici ci consentono ma che speriamo di poter presto superare tornando all incontro personale.
Ringrazio tutti i presenti, il Presidente Bragaglio, i componenti della Segreteria regionale, i Segretari provinciali, i Parlamentari nazionali, quelli europei e i Consiglieri regionali con cui non sono mai venuti meno in queste settimane il lavoro e il confronto.

1. Il lavoro cui il PD lombardo è chiamato
Ci troviamo di fronte a un emergenza sanitaria i cui numeri purtroppo sono ancora significativi come ben sappiamo. All'inizio della crisi abbiamo proposto alla Regione Lombardia una cabina di regia così come è stata realizzata in altre Regioni valga tra tutti l ottimo esempio dato dall'Emilia Romagna e che avrebbe potuto diventare un luogo istituzionale in cui portare le nostre proposte e segnalare criticità e malfunzionamenti. Come sappiamo la Regione ci ha risposto con un secco no. Abbiamo fatto sentire con forza le nostre proposte, sempre costruite nel merito, tanto sulla situazione delle RSA e sulla sciagurata Delibera regionale dell'8 marzo, quanto sul fallimento della medicina territoriale, sull'inadeguatezza delle dotazioni di dispositivi protezione individuale, sull'insufficienza dei tamponi e sulla mancata sperimentazione dei test sierologici. Sono tutte questioni che trovate nel documento elaborato da Antonio Girelli, Emilia De Biasi ed Elena Carnevali, che ringrazio vivamente per il loro contributo.
Abbiamo risposto, e continuiamo a farlo, alle polemiche innescate quotidianamente dalla Giunta regionale: è stato ed è indispensabile farlo colpo su colpo tanto pi ù che anche negli ultimi giorni c'è stato un evidente salto di qualità nell'aggressione comunicativa da parte degli "spindoctor" di cui si è (o è stato...) contornato Attilio Fontana.

Festa del 1° maggio

Carissime e carissimi,

in quest'anno così difficile e particolare la Festa del 1° maggio arriva carica di significati.
Innanzitutto ci ricorda come il lavoro sia un elemento base della dignità della nostra vita civile ed inoltre ci sprona a riflettere con maggior consapevolezza sul binomio salute-lavoro.

La prossima data del 4 maggio sarà un crinale che segnerà la ripartenza per molti lavoratori, che si sommeranno a quanti non hanno mai smesso di lavorare. Penso, in particolare, a quanti hanno lavorato negli ospedali e nella sanità, nelle Forze dell’Ordine, nei supermercati, nei servizi essenziali, negli enti locali e nelle istituzioni, nel volontariato: in tutte quelle attività che ci hanno consentito, comunque, di poter portarci avanti e di poter vivere una vita dagli standard adeguati anche in questa difficile fase.

1 maggio 2020

SettegiorniPD in Regione Lombardia

     La Newsletter del Partito Democratico del Consiglio regionale della Lombardia

L'Editoriale Presidente, è ora di cambiare

Stiamo per affrontare la fase più delicata dell’emergenza: la riapertura di molte attività. Non sarà un passaggio facile, soprattutto per una regione come la nostra che ha subito le conseguenze più pesanti dell’epidemia.
La disinvoltura con cui il presidente Fontana è passato da mesto annunciatore del bollettino quotidiano dei contagiati a fautore della necessità di rompere ogni indugio e riaprire tutto il prima possibile, per poi chiedere al governo di rispondere a problemi che dovrebbe contribuire a risolvere più che a sollevare, è davvero stupefacente. Ma è solo la conferma di una gestione dell’emergenza che ha avuto come unica costante il tentativo di addossare ad altri responsabilità che Fontana avrebbe dovuto prendersi con i suoi assessori.
Non possiamo dimenticare quello che è accaduto in Lombardia: una rincorsa dell’epidemia che ha dimostrato l’inadeguatezza politica di chi doveva gestire la crisi. L’emergenza sanitaria è stata superata solo grazie alla generosità degli operatori e alla responsabilità dei cittadini. L’epidemia ha decretato il fallimento del progetto di sanità regionale immaginato da Formigoni, rinnovato da Maroni e confermato da Fontana: la produzione ospedaliera ha cancellato la prevenzione e la medicina di prossimità territoriale, lasciando campo libero al virus che ha preso tutta la velocità possibile sul territorio prima di schiantarsi sugli ospedali. Questi hanno retto, ma a quale prezzo?
Ora serve un deciso cambio di passo. La fase 2 non può iniziare senza un forte investimento sulla sanità territoriale. Avevamo chiesto un commissario per la sua gestione, ora chiediamo un deciso cambiamento nella guida dell’assessorato al welfare. Non possiamo continuare come se nulla fosse. Decida Fontana se questo cambiamento debba passare anche dalle dimissioni dell’assessore Gallera (che crediamo inevitabili), ma decida in fretta. La Lombardia ha già sofferto abbastanza.

Primo Maggio La festa del Lavoro

primomaggio

1 MAGGIO 2020




30 aprile 2020

"Siamo tornati alla preistoria, dobbiamo cambiare il nostro modo di vivere"

di LUIGI PASTORE - La Repubblica
27 aprile 2020

Roberto Cingolani, fisico, membro della task force del governo Conte guidata da Vittorio Colao: "Riparametrarsi è in fondo una opportunità, se non ci fosse stato questo scossone avremmo continuato questa corsa un po' insensata dentro un certo modello economico, invece siamo chiamati a cambiare. E se sprecheremo questa opportunità, sarà un grande errore storico"
"Questo tsunami che si è abbattuto su di noi, ci mette di fronte a una sfida epocale. Qui non si tratta solo di uscire da una situazione di emergenza gravissima, ma anche di rivedere la nostra visione del mondo per il futuro e dobbiamo iniziare a farlo a partire dalle scuole, perché è lì che si costruiscono le prossime generazioni, è lì che ci sono i nostri figli, che tra poco dovranno vivere da adulti in questo mondo".

Dottor Cingolani, quanto sarà importante in questa fase e poi anche dopo l'innovazione tecnologica il più possibile non diseguale?
"Noi siamo vissuti sino a due mesi fa con una certa scala di valori per noi fondamentali, poi è arrivato uno tsunami che ci riporta drammaticamente come a uno stato di preistoria. Il Covid è una cosa estremamente seria, che tuttavia ci ha indicato che dobbiamo cambiare qualcosa nel nostro modo di vivere. Ora che siamo ancora dentro l'epidemia dobbiamo minimizzare i rischi e controllare il danno, bisogna cercare dei compromessi, stando attenti alla evoluzione della malattia".

29 aprile 2020

130 ore alla fase due: le famiglie senza risposte

di Redazione Vita.it

Lettera del presidente del Forum delle Famiglie a Giuseppe Conte: «La prima risposta che chiediamo all’esecutivo è quella di soluzioni concrete e immediate affinché il 4 maggio le famiglie sappiano come conciliare serenamente il lavoro e l’attività di cura dei propri figli. La seconda? L'assegno per ogni figlio nel dl aprile»

Mancano 130 ore all’avvio della fase due. Il 4 maggio i genitori torneranno al lavoro ma ancora non sanno a chi potranno lasciare i figli. «Chiediamo di inserire l’assegno straordinario per ogni figlio nel dl di aprile. Nei 55 miliardi di euro che saranno messi a disposizione non può non esserci questo assegno»: così il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, in una lettera aperta inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo l’incontro di ieri sul tema delle misure di sostegno economico e sociale alle famiglie.

Il suo “osservatorio privilegiato” permette di avere bel il ‘termometro’ delle famiglie italiane: «riceviamo ogni giorno feedback allarmanti. Il timore è che, se non arrivano risposte chiare entro le 130 ore che restano all’avvio della fase due, la delusione sarà tanta. Le famiglie non chiedono elemosina, ma di essere messe nelle condizioni di vivere dignitosamente. La prima e più urgente risposta che chiediamo all’esecutivo è quella di soluzioni concrete e immediate affinché il 4 maggio le famiglie sappiano come conciliare serenamente il lavoro e l’attività di cura dei propri cari a casa».

«Confido pertanto - conclude la lettera - nella possibilità di non perdere l’opportunità aperta dal nostro incontro di ieri, al quale auspichiamo seguano nuovi appuntamenti, per trasformare una crisi storica e drammatica per le famiglie in opportunità di rilancio e di costruzione del Paese che verrà».

26 aprile 2020

Sono i Bond europei il nostro obiettivo vitale, il MES è complementare



Care, cari, 

si è chiusa una settimana cruciale in Parlamento UE e se ne apre un’altra con un appuntamento fondamentale, cioè la riunione del Consiglio europeo del 23 aprile, da cui ci attendiamo una decisione forte per affrontare e superare la crisi del COVID-19.

Una decisione forte richiede: la rapidità, l’adeguatezza del monte delle risorse, ma soprattutto, LO SFORZO COMUNE DI TUTTA L’EUROPA. Solo in un’ottica di solidarietà e di cooperazione, ma anche di convenienza reciproca il nostro continente supererà la crisi più grande da quando è nato.

Tre sono stati i passaggi:

  • L’Eurogruppo, formato dai Ministri del Tesoro che ha chiuso con un documento con decisioni già prese e con proposte da sviluppare;
  • il Parlamento UE che ha approvato una risoluzione con alcuni punti chiave;
  • il Consiglio europeo, cioè il consesso dei capi di Stato e di Governo, cui spettano le decisioni formali.

Sul tavolo ci sono tante proposte per l’immediato e per il futuro e ci sono paesi come l’Italia, la Francia, la Spagna e tanti altri che spingono per un forte piano europeo, altri come l’Olanda, l’Austria e la Finlandia che frenano o si oppongono e la Germania è molto titubante, che “dobbiamo assolutamente portare dalla nostra parte” (si veda aggiornamento in calce).

Arrivati a questo punto l’obiettivo fondamentale, direi vitale, per l’Italia è avere un “FONDO PER LA RICOSTRUZIONE” alimentato da obbligazioni (Recovery Bond o Eurobond che siano) garantite dall’Europa, o attraverso il Bilancio Europeo o attraverso i singoli Stati. La garanzia europea rende tali obbligazioni solide e perciò “attrattive” capaci di mobilitare molte risorse.