21 marzo 2015
16 marzo 2015
Il governo boccia la Lombardia sulle moschee
MOSCHEE, IL GOVERNO BOCCIA LA LOMBARDIA
Come precisa la nota emanata da Palazzo Chigi, la legge non rispettea l'articolo 19 che sancisce il diritto di professare liberamente la propria fede. Ma anche l'articolo 117 dal momento che la materia di rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose è di competenza esclusiva dello Stato. Ed infine anche l'articolo 118 ''che affida alla sola legge statale il potere di disciplinare forme di coordinamento fra Stato e Regioni nella materia della sicurezza pubblica'' che quindi contrasta l'articolo della legge lombarda che richiede nei nuovi luoghi di culto l'istallazione di telecamere collegate con la Questura.
Impugnata la legge regionale che limita la costruzione dei nuovi luoghi di culto. PD: "Più che prevedibile"
Lo avevamo detto e scritto più volte: la legge
regionale voluta dalla maggioranza per limitare l'edificazione di nuove
moschee è anticostituzionale. Non è stata una sorpresa quindi apprendere
che il Governo giovedì pomeriggio ha impugnato il provvedimento
smontando pezzo per pezzo gli articoli da noi fortemente contestati. Un
atto dovuto per rispetto della Costituzione italiana che con questa
norma verrebbe violata nei due principi fondamentali: quello
dell'uguaglianza dei cittadini (articolo 3) e delle confessioni
religiose (articolo 8). Ma non solo. Come precisa la nota emanata da Palazzo Chigi, la legge non rispettea l'articolo 19 che sancisce il diritto di professare liberamente la propria fede. Ma anche l'articolo 117 dal momento che la materia di rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose è di competenza esclusiva dello Stato. Ed infine anche l'articolo 118 ''che affida alla sola legge statale il potere di disciplinare forme di coordinamento fra Stato e Regioni nella materia della sicurezza pubblica'' che quindi contrasta l'articolo della legge lombarda che richiede nei nuovi luoghi di culto l'istallazione di telecamere collegate con la Questura.
12 marzo 2015
Le scelte per un ambiente pulito anche in Brianza
Per quale motivo noi cittadini dobbiamo
essere virtuosi nella gestione giornaliera dei nostri rifiuti se poi gli
inceneritori in Lombardia continuano a funzionare a pieno regime?
Perchè differenziare e riciclare se in ogni
caso continueremo a respirare aria con i fumi di Trezzo o Desio senza
alcuna ricaduta positiva sulla nostra salute?
Gli inceneritori NON DEVE SPEGERSI, nessuno sembra mettere in discussione questo assioma, infatti
- di rifiuti da bruciare (nostri o forestieri) ne è purtroppo pieno il mondo.
- bruciare rifiuti è un bell'affare.
- gli investimneti devono essere ammortizzati.
Nelle nostre case siamo attenti e meticolosi
nel separare per rispetto e per civiltà ma nelle nostre case entreranno
comunque i fumi degli inceneritori vicini (Trezzo). Anche se
riuscissimo a raggiungere l’obbiettivo dello “zero waste”.
Oltre il danno (la fatica del differenziare)
la beffa (stesso inquinamento). Io vorrei differenziare per non
bruciare e vivere in un ambiente più pulito! Non mi interessa che
qualcuno possa appuntarsi una medaglia!
Per il principio di conservazione della
massa: tante sono le tonnellate di rifiuti che entrano nell’inceneritore
tante sono le tonnellate che escono in forma di cenere e soprattutto di
fumi. Ma le nuove sostanze sono pericolose perché ottenute in
condizioni (temperatura) non “da ambiente umano” ma piuttosto vulcanico.
9 marzo 2015
Appunti per l'Europa
Mercoledì 11 marzo alle 21 ci incontriamo per l'evento "Appunti per L'Europa", organizzato da Monza e Brianza Possibile e SEL Vimercate, alla cooperativa AL BASELL in via S. Caterina a Oreno-Vimercate.
Durante la serata tracceremo, grazie agli interventi dei relatori, proposte e idee sull'Europa lasciando ampio spazio alla discussione dei partecipanti.
Paolo Sinigaglia (associazione Monza e Brianza Possibile)
STOP alla riorganizzazione delle poste in Lombardia!
STOP ALLA CHIUSURA DEGLI UFFICI POSTALI
Chiesta la convocazione di un tavolo e la revisione del piano
E' passata in consiglio regionale, con voto
unanime, la risoluzione che chiede di sospendere il piano di
riorganizzazione delle poste in Lombardia. Il Consiglio regionale dice
dunque no alla chiusura annunciata da Poste Italiane di tanti sportelli,
soprattutto in paesi con poche migliaia di abitanti. Il testo della
risoluzione, che era stato approvato congiuntamente dalla Commissione
Bilancio e Attività produttive, la settimana scorsa, chiede, in sintesi,
alla Giunta Maroni, di intervenire, nei confronti del Governo, al fine
di scongiurare la chiusura di 61 uffici e la razionalizzazione di altre
121 sedi regionali. Inoltre chiede, al fine di concertare meglio la
riorganizzazione assieme ai territori, di mettere tutti gli
interlocutori attorno ad un tavolo. "La Lombardia ha un territorio diversificato ed eterogeneo.
8 marzo 2015
Tutti abbiamo gli stessi diritti
L'insostenibile pesantezza della disuguaglianza
Eurostat: in Ue le donne guadagnano in media il 16% in meno degli uominini. In Italia il gap si attesta a 7,3%, piazzando il Paese al quarto posto tra i migliori e al 22esimo tra i peggiori per differenza di retribuzione uomo-donna tra i paesi dell'Unione europea
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"Le donne restano discriminate a livello salariale in tutta Europa, prendono meno e hanno posti peggiori e più precari. Infatti, per quel che riguarda il salario, come media nel 2013 nell'Unione europea il differenziale retributivo di genere si attestava al 16,4%, andando da un gruppo con una differenza inferiore al 5% come accade in Slovenia (-3,2% salario femminile rispetto a quello maschile) a più del 20% come accade in Estonia (-29,9%), Austria (-23%), Repubblica Ceca (-22,1%) e - sorpresa - Germania, dove la differenza tra il salario maschile e quello femminile vede quest'ultimo in media inferiore del 21,6%.
2 marzo 2015
1 marzo 2015
Gazzarra nel consiglio regionale lombardo
GAZZARRA IN CONSIGLIO IN SENO AL CENTRODESTRA
Il presidente dell'assemblea espelle il suo vice dopo un alterco
Doveva essere una seduta di Consiglio di
routine, con provvedimenti privi di elementi di tensione. Poi la
giornata di martedì scorso ha preso una piega inaspettata quando i
consiglieri della Lega, due assessori e il vicepresidente del Consiglio
Fabrizio Cecchetti compresi, sono entrati in aula facendo sfoggio delle
magliette preparate per la gita romana di sabato 28. "Renzi a casa", la
fantasiosa scritta, esposta a beneficio di fotografi e telecamere, e le
padane terga rivolte verso l'aula e la sua presidenza. Il tutto a seduta
in corso. Inevitabile il vibrante richiamo del presidente Raffaele
Cattaneo, di NCD. meno prevedibile che il suo vice scattasse fin sotto
lo scranno con il dito alzato. Una protesta scomposta, una manata sul
microfono e un "ma va a cagare" che molti giurano di aver sentito.
Presidente contro vicepresidente, e il primo, Cattaneo, che espelle il
secondo e lo esclude dal resto della seduta. Una gazzarra inedita, che
segue una sceneggiata furbetta quanto inutile. Ma se gli animi si
incendiano così facilmente è perché lo scontro in seno al centrodestra
in vista delle regionali, soprattutto quelle venete, si è spinto a
livelli critici, nonostante Maroni continui a rassicurare sulla tenuta
della coalizione.
28 febbraio 2015
CONSULTAZIONE DEL PD APERTA A TUTTI, DOMENICA 1 MARZO 2015
CONSULTAZIONE APERTA A TUTTI
UNIONE DEI COMUNI
REGIONI A STATUTO SPECIALE
CITTA' METROPOLITANA/MACRO PROVINCIA
GESTIONE ASSOCIATA
AUTONOMIE LOCALI
IL SEGGIO SARA' APERTO A BERNAREGGIO
DALLE 9,00 ALLE 13,30
ALLA CASA DEL POPOLO IN VIA CAGLIO VIGANO' 10
APERITIVO ALLE ORE 11,00 circa
vi aspettiamo,
circolo PD Sulbiate
23 febbraio 2015
Grazie ai grillini per i milioni che spenderemo!
I GRILLINI SI SCHIERANO CON MARONI: VIA LIBERA AL REFERENDUM PER L'AUTONOMIA
Si voterà entro diciotto mesi ma si poteva fare molto prima senza spendere trenta milioni
"Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro
dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali
necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e
condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e
per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della
Costituzione?". In autunno o più probabilmente nella prossima primavera i
lombardi saranno chiamati alle urne ad esprimersi su questo quesito. I
tempi sono ancora incerti perché il primo referendum consultivo della
storia della Regione Lombardia dovrebbe tenersi con il voto elettronico,
ovvero con il touch-screen nel seggio. Ed è il via libera a questa
sperimentazione, insieme alla modifica del quesito (non più la richiesta
di Statuto speciale, ma il trasferimento concordato con il governo di
maggiori competenze su specifiche materie) ad aver fatto scattare il
voto favorevole dei cinquestelle, decisivo per il raggiungimento della
maggioranza qualificata necessaria a indire il referendum.
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