A cura dell'Ufficio Circoli Nazionale del PD.
1. OBIETTIVO, DURARE UN ANNO. BERLUSCONI PUNTA A RALLENTARE I PROCESSI. MA TEME CHE LA LEGA STACCHI LA SPINA E CHE SI VADA A VOTARE. OGGI I SONDAGGI DANNO VINCENTE BERSANI.
Rallentare, ostacolare, rinviare: la strategia del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la decisione presa ieri dal Gip di Milano di aprire subito il processo al premier per concussione e prostituzione minorile, è di non mollare, di restare imperterrito al suo posto e di utilizzare tutti gli strumenti possibili per far impantanare il percorso dei magistrati.
Il Partito Democratico, con l’intervento del presidente del gruppo parlamentare della Camera, Dario Franceschini, ne ha chiesto ufficialmente le dimissioni.
D’altra parte nei prossimi due mesi Berlusconi non dovrà affrontare solo questo processo, ma anche la ripresa (il legittimo impedimento è di fatto stato dimezzato dalla Corte Costituzionale) di altri tre processi: è imputato per i diritti tv Mediaset (frode fiscale, si riprende il 28 febbraio), Mediatrade (frode fiscale e appropriazione indebita, riparte il 5 marzo) e Mills (corruzione di testimone, dal 12 marzo).
La prossima mossa di Berlusconi sarà di sollevare il conflitto di attribuzione (richiedendo che il processo Ruby venga svolto dal tribunale dei ministri) presso la Corte Costituzionale. Berlusconi potrebbe farlo attraverso un semplice voto del consiglio dei ministri oppure passare dal voto della Camera. E con il solito modo di pensare alla giustizia, nel Pdl fanno un calcolo di schieramento: tra due mesi andrà via dalla Corte l`attuale presidente, Ugo De Siervo, considerato vicino al centrosinistra. Alla Corte resteranno in 14 giudici. Il prossimo presidente (il cui voto vale doppio in caso di parità) potrebbe essere il giudice Alfonso Quaranta, proveniente dai ranghi della Corte di Cassazione, considerato di area moderata.
L’obiettivo è di non dimettersi e di evitare di finire al voto subito, con sondaggi e focus pessimi per il centrodestra (ieri a Ballarò tutte le proiezioni sul voto su tre o due poli hanno dato per vincente il centrosinistra alla Camera con Bersani premier, l’unica defaillance il centrosinistra l’avrebbe nel caso di voto anticipato con Vendola premier). Berlusconi intende resistere almeno un altro anno, come ha detto ieri ai suoi.
Per questa stessa ragione il presidente del Consiglio ha dato anche carta bianca ai suoi sostenitori per acquistare alla Camera altri parlamentari che possano sostenere la traballante e risicata maggioranza che lo sostiene. E teme le decisioni della Lega, sempre più silenziosa, sempre più incalzante: pubblicamente sta al fianco di Berlusconi, ma ormai non fa più mistero di riflettere sull’opportunità di tenere attaccata la spina a questo governo. Da qui l’inquietudine del presidente del Consiglio per l’intervista de La Padania a Bersani sul federalismo e la richiesta di rassicurazione da parte di Bossi (ieri sera a palazzo Grazioli).
2. L’OFFENSIVA SULLA LEGA LANCIATA DA BERSANI FA BRECCIA. INTANTO ANCHE VENDOLA E FLI PARLANO DI EMERGENZA DEMOCRATICA E SI CONVERTONO ALL’IDEA DI UN GOVERNO DI TRANSIZIONE.
L’intervista rilasciata dal segretario del Pd, Pier Luigi Bersani a La Padania, e la conseguente offensiva sul tema del federalismo, ha fatto breccia. “Ora la Lega non ha più alibi” hanno sottolineato molti parlamentari democratici eletti al Nord, a cominciare da Misiani, Marantelli, Pizzetti, Fiano, Carra. E se nei blog e su internet molte voci di
base non hanno accolto bene questa mossa, tra gli amministratori eletti nelle file della Lega al Nord, i quali sanno bene che cosa ci sia nel federalismo pasticciato che sta passando all’esame del Parlamento, il ragionamento del segretario del Pd è stato accolto in modo positivo. Soprattutto se si tiene conto delle difficoltà della stessa Lega a continuare a giustificare i comportamenti di Berlusconi di fronte alla propria base sociale.
Intanto, anche altre forze politiche hanno preso iniziative significative. Con un’intervista a La Repubblica, il leader di Sel, Niki Vendola, di fatto, ha annunciato di essersi convertito all’idea che di fronte ad una emergenza democratica c’è bisogno di un governo di transizione (esattamente ciò che Bersani propone da molti mesi), una coalizione vasta, per affrontare alcuni temi istituzionali (la legge elettorale per esempio) e dare un po’ di sostegno all’economia e all’occupazione. Con un candidato premier: Rosy Bindi. La stessa convinzione sulla necessità di un governo di transizione oggi è stata espressa da un rappresentante di Fli, Granada.
3. FAMIGLIA CRISTIANA E AVVENIRE SI SCHIERANO. MA IL VERO TEST DEI RAPPORTI TRA BERLUSCONI E LE GERARCHIE CATTOLICHE SARA’ L’INCONTRO CON BERTONE E BAGNASCO A ROMA.
Il mondo cattolico sta mostrando in questi giorni diversi segni di inquietudine. Ieri sia Avvenire che Famiglia cristiana hanno preso posizione. In particolare, Famiglia cristiana ha predisposto un sondaggio sulla necessità o meno delle dimissioni di Berlusconi, con risultati eclatanti.
Berlusconi che per un lungo tempo ha goduto del favore e della benevolenza delle massime gerarchie della Chiesa tenterà nei prossimi giorni di recuperare terreno. Venerdì 18, nell’ambasciata italiana presso la Santa Sede, a Roma, durante il ricevimento per l’anniversario dei patti lateranensi, potrebbe incontrare il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Tarcisio Bertone, e il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. La diplomazia sta lavorando per capire se una presenza del capo del governo italiano sarebbe gradita quest’anno, e in quale modo. In base alle risposte, il presidente del Consiglio deciderà se partecipare o meno all’evento e quali iniziative eventualmente prendere.
4. TREMONTI CI RIPROVA A CONVINCERE L’EUROPA CHE CONTA ANCHE IL DEBITO PRIVATO (IN ITALIA PIU’ BASSO CHE ALTROVE). E SE NON CI RIESCE SONO GUAI.
In Europa è arrivato il momento delle decisioni. Germania e Francia voglio imporre regole ferree sul debito pubblico. Tremonti è convinto di poter convincere tutti che bisognerà prendere in considerazione per le eventuali misure di penalizzazione da far pagare a chi sfora anche di altri parametri, a cominciare dal debito privato, che in Italia ha un andamento virtuoso. In caso contrario, una manovra correttiva pesante attende l’Italia, con buona pace di tutte le rassicurazioni date fin qui dal governo di centrodestra che ha portato il debito pubblico dal 104 per cento del Pil del 2008 al 119 di oggi.
Le statistiche sulla crescita dimostrano quello che da mesi, anzi anni, indica il Pd: il paese cresce meno degli altri e c’è bisogno di un sostegno alla ripresa. Adesso, alla vigilia di una possibile crisi e di un possibile ricorso al voto anticipato ci è arrivato anche Tremonti: “bisogna sostenere la ripresa” ha detto, parlando a Bruxelles e sostenendo che si deve partire dal Sud.
5. MARCHIONNE PARLA MA NON CHIARISCE TUTTO. ANCORA NEBBIA SUL FUTURO VERO DELLA FIAT. E IL GOVERNO LATITA.
Sergio Marchionne, in giacca e cravatta, è andato ieri a spiegare al Parlamento italiano la strategia della Fiat e i progetti per l’Italia. Diversi i commenti. Significativo quello di Savino Pezzotta, ex segretario generale della Cisl: «Su sede, mercato europeo e Chrysler e stato evasivo».
6. IMMIGRAZIONE. L’UNIONE EUROPEA CORRE IN SOCCORSO DELL’ITALIA MA MEZZI E PROGETTI, NAZIONALI ED EUROPEI, NON SONO ALL’ALTEZZA DELLA SFIDA DEL MEDITERRANEO.
L’Unione Europea ha accolto il grido di aiuto lanciato dal governo italiano ed ha predisposto alcune iniziative di sostegno e di intervento. Peccato che né le iniziative messe in campo dal governo italiano, né quelle previste dall’Unione sembrano all’altezza della sfida posta dal risveglio delle popolazioni che vivono sulla sponda sud del Mediterraneo. “L’Italia avrebbe potuto e dovuto essere il paese capace di guidare l’Europa nella comprensione dei fenomeni e nella predisposizione delle risposte da dare all’evoluzione del Mediterraneo. Invece il nostro ministro del Esteri ha passato il proprio tempo a trovare non meglio identificate carte sulle case di Montecarlo” ha detto ieri sera a 8 e mezzo, trasmissione de La7, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani.
16 febbraio 2011
Acqua e compost grandi amici. Sulbiate aderisce al progetto promosso da Fondazione Idra.

Prende sempre più corpo il progetto finanziato da Fondazione Cariplo e promosso da Fondazione Idra. Dopo i laboratori destinati ai giovani delle scuole (sono stati 500 i ragazzi coinvolti) ora è la volta dei cittadini adulti. In particolare segnaliamo per i sulbiatesi quello che si terrà nella vicina Cornate d'Adda.
Dice Enrico Brambilla consigliere Regionale PD, presidente fondazione IDRA “L’utilizzo del compost risulta, ad oggi, una pratica ancora poco utilizzata e talvolta guardata con diffidenza. Questa nuova fase ha l’obiettivo di informarea i cittadini che, attraverso semplici azioni quotidiane invece di altre, è possibile trasformare gli scarti organici in ottimo fertilizzante. Pochi gesti, che però è necessario conoscere, per correggere cattive e inconsapevoli abitudini in buone pratiche domestiche di grande valore ecologico”.
Le lezioni sono gratuite e hano un limite massimo di 40 partecipanti.
In breve gli eventi che si terranno nel nostro territorio: "IL CLICO DEL RICICLO" mostra presente a Vimercate presso il MUST dal 31/03 al 10/04 in via Vittorio Emanuele II, 53 - Un CORSO DI ECONOMIA DOMESTICA a Carugate e Ronco Briantino che inizieranno verso la fine di marzo - Un corso di COMPOSTAGGIO DOMESTICO a Pessano con Bornago e a Cornate d'Adda. Per approfondire visitare il nuovo sito creato ad hoc: www.acquaecompost.it
Dice Enrico Brambilla consigliere Regionale PD, presidente fondazione IDRA “L’utilizzo del compost risulta, ad oggi, una pratica ancora poco utilizzata e talvolta guardata con diffidenza. Questa nuova fase ha l’obiettivo di informarea i cittadini che, attraverso semplici azioni quotidiane invece di altre, è possibile trasformare gli scarti organici in ottimo fertilizzante. Pochi gesti, che però è necessario conoscere, per correggere cattive e inconsapevoli abitudini in buone pratiche domestiche di grande valore ecologico”.
Le lezioni sono gratuite e hano un limite massimo di 40 partecipanti.
In breve gli eventi che si terranno nel nostro territorio: "IL CLICO DEL RICICLO" mostra presente a Vimercate presso il MUST dal 31/03 al 10/04 in via Vittorio Emanuele II, 53 - Un CORSO DI ECONOMIA DOMESTICA a Carugate e Ronco Briantino che inizieranno verso la fine di marzo - Un corso di COMPOSTAGGIO DOMESTICO a Pessano con Bornago e a Cornate d'Adda. Per approfondire visitare il nuovo sito creato ad hoc: www.acquaecompost.it
QUI IL CALENDARIO DEI CORSI.
Per iscrizioni: Per iscrizioni:
Fondazione Idra, tel. 039 6859664
Per iscrizioni: Per iscrizioni:
Fondazione Idra, tel. 039 6859664
I corsi di compostaggio domestico, tenuti da esperti del settore e curati dal Consorzio Sociale Cascina Sofia, sono rivolti a tutti i cittadini dei 19 Comuni aderenti al progetto: Cornate d'Adda, Mezzago, Sulbiate, Aicurzio, Bernareggio, Bellusco, Vimercate, Usmate Velate, Carnate, Ronco Briantino, Agrate Brianza, Cavenago Brianza, Pessano con Bornago, Caponago, Ornago, Busnago, Camparada, Carugate, Burago di Molgora.
15 febbraio 2011
COAP: sono 440 le lettere per Formigoni.
Comunicato COAP Sulbiate, 15/02/'11. Al termine della raccolta delle lettere firmate dai cittadini di Sulbiate a sostegno del documento del Comitato Osservatorio Ambientale Pedemontana già inviato alla Presidenza della Regione Lombardia, comunichiamo il dato definitivo:
le adesioni totali sono state
440.
Nei prossimi giorni con una lettera di accompagnamento saranno spedite al Presidente Roberto Formigoni al quale sarà richiesto la possibilità di un incontro con tutta la Comunità, per confrontarsi e discutere dei nostri problemi provocati dal progetto definitivo di Pedemontana S.P.A.440.
Qui la lettera di Guerriero GRUPPO PD MB a sostegno del documento del Coap.
Arrivederci Emanuela.
La lettera agli amici.
Di Emanuela Baio.
Cara amica, caro amico,
Dopo una lunga e sofferta riflessione ho scelto di lasciare il Pd, di cui sono stata fondatrice e profonda sostenitrice, e di aderire al gruppo Misto nella componente di Alleanza per l'Italia. Le motivazioni sono di natura politica.
Siamo di fronte a nuovi scenari e finalmente viviamo "l'inizio della fine del berlusconismo".Il Pdl sta perdendo consensi e il Pd è incapace di prospettare alleanze politiche in grado di rispondere ai bisogni reali del Paese. Cercare di recuperare, per l'ennesima volta, consensi a sinistra lascia inascoltate le voci di tutte le forze moderate e riformiste che potrebbero invece rappresentare, in futuro, una nuova maggioranza, in grado di ridare speranza a tutti i cittadini, in particolare ai giovani. Infatti, un partito, per fare una sintesi deve riconoscersi in alcuni valori che devono essere elaborati, condivisi e quindi tradotti in scelte politiche chiare.
Vi offro due esempi che evidenziano le contraddizioni del Pd e l'incapacità di comprenderlo: la difficoltà ad elaborare una politica del lavoro chiara e capace di interpretare le radicali trasformazioni che lo scenario economico internazionale oggi propone, il caso Fiat è la dimostrazione dell’incapacità del Partito di leggere il nuovo mondo del lavoro e di dare risposte adeguate a tutta la società e in particolare dei giovani.; le politiche per la famiglia - tema a me molto caro - ennesimo terreno su cui si gioca la battaglia delle insanabili visioni, da un lato chi promuove una concezione radicalmente individualista e chi, come me, crede nella comunità familiare.
Fra il mio impegno politico e i miei valori non c’è soluzione di continuità: fra vita, politica e fede non c’è iato. Chi guarda a questo tipo di percorso senza pregiudizio, vi individua una coerenza che oggi chiede più che mai di essere ribadita. Proseguo, infatti, la mia esperienza politica in un movimento di cui condivido valori e aspirazioni, in assoluta fedeltà e coerenza ai principi per cui mi sono sempre impegnata senza riserve. Da moderata scelgo i moderati.
Come diceva Pirandello: "nulla è più complicato della sincerità". Ai politici è chiesta una sola cosa: scegliere. Io ho scelto.
Con immutato affetto
Emanuela Baio
Per Berlusconi è giudizio immediato per reato di concussione e di prostituzione minorile.

Il Gip di Milano Cristina di Censo ha disposto il rito immediato per SILVIO BERLUSONI nell'ambito del caso Ruby. Udienza davanti alla quarta sessione penale il 06/04/2011. Il collegio giudicante sarà composto da tre donne. Per il Giudice sussiste sia la prova evidente, sia la competenza della procura di Milano. Parti lese: Karima (Ruby) e il Ministerto dell'Interno.
LA NOTIZA purtroppo FA IL GIRO DEL MONDO
«Processo per accuse sessuali» scrive la BBC dove si afferma che il primo ministor italiano dovrà rispondere delle accuse di aver pagato per fare sesso con una minorenne e abuso di potere.
«Processo per Berlusconi» titola anche il GUARDIAN che rilancia subito la notizia con una 'breaking news' anticipando ulteriori particolari.
Il NEW YORK TIMES in home page sul sito scrive: «Berlusconi incriminato per prostituzione...». Il conservatore THE TIMES apre l'home page con la foto del premier italiano e titola: «Berlusconi a processo per accuse sessuali...» Il francese LE MONDE titola: «la giustizia italiana decide un processo immediato contro Silvo Berlusconi.
EL MUNDO titola: «Berlusconi sarà giudicato per abuso di potere e prostituzione di minorenni» e apertura sul caso Ruby anche per EL PAIS che spiega come il premier dovrà comparire davanti al Tribunale di Milano, dove sono pendenti già diversi processi nei suoi confronti.
La tedesca BILD scrive: «Scandalo sessuale, Berlusconi a processo» e commenta: «lo scandalo del bunga bunga ha le sue conseguenze». La FRANKFURTE ALLGEMAINE ZEITUNG titola asciuttamente: «A causa di uno scandalo sessuale con una giovane marocchina il presidente del consiglio italiano a giudizio».
La WELT apre il suo sito parlando di «rito immediato» per il primo ministro italiano e pubblica una foto di un nervoso Berlusconi che si aggiusta il nodo alla cravatta.
In Giappone l'ASAHI SHINBUN scrive: «Nel caso dello scandalo di prostituzione minorile col primo ministro italiano Berlusconi, oggi, il giudice delle indagini preliminari di Milano ha incriminato il premier con l'accusa di prostituzione minorile e abuso di potere».
...un premier processato per prostituzione minorile
Risparmia all'Italia questa brutta figura!
LAMPEDUSA 2009: SE QUESTO E' UN UOMO.
Reportage delle visita di Dario Franceschini a Lempedusa del 2009.
Nota del mattino del 15/02/'11
1. IN ATTESA DEI MAGISTRATI DI MILANO PARTE ROMA. LA SCOSSA DELLE DONNE CAMBIA L’ORIZZONTE. MA BERLUSCONI NON MOLLA: USA L’EMERGENZA IMMIGRATI PER RIPRENDERE IL GHE PENSI MI A RETI UNIFICATE E IN PARLAMENTO GIOCA IL CALCIOMERCATO.
Tra oggi e domani il Giudice per le indagini preliminari di Milano deciderà se mandare subito Silvio Berlusconi a processo per i reati di concussione di prostituzione minorile. Alla procura della Repubblica di Roma sono arrivati i documenti spediti dai pm di Milano e riguardanti le feste del presidente del Consiglio a Tor Crescenza.
La qualità e la vastità delle manifestazioni organizzate dalle donne domenica 13 febbraio hanno intanto scosso il centrodestra e aperto un nuovo orizzonte di iniziativa politica. Valeria Fedeli,
sindacalista della Cgil e una delle organizzatrici, al Corriere della Sera: “Da oggi noi del comitato, tutte insieme, dobbiamo assumerci la responsabilità di come andare avanti. La piazza - che onestamente ci ha travolte, in senso positivo - ci ha chiesto questo.
La nostra intuizione è stata giusta: serviva una realtà capace di unire le tante associazioni di donne, così diverse l`una dall`altra, che lavorano in questo Paese per difendere e affermare
professionalità e competenze femminili. Le abbiamo risvegliate e messe in connessione. Ed è
successo quello che tutti hanno visto… Ci sentiamo addosso la responsabilità di leggere correttamente ciò che è avvenuto, di corrispondere alla qualità e alla complessità della domanda che si è alzata dalla piazza. Che non è banalmente "via Berlusconi", ma piuttosto "cambiamo il sistema": nella scuola, nell`impresa, nelle istituzioni”. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, a L’Unità: “Da oggi chiunque voglia dare una prospettiva alla straordinaria energia che ha attraversato le piazze di domenica dovrà far questo: mettere le donne al centro della politica. Più donne nella politica e più politica per le donne. Il punto fondamentale, come sempre, è l`ascolto. La comprensione: quel che è accaduto domenica è un segnale precisissimo e potente, bisogna coglierlo. La reazione patetica del presidente del Consiglio e il silenzio di chi lo circonda mi fa pensare che a destra l`abbiano capito bene. Alle opposizioni di centrosinistra la piazza - questa piazza che non è di nessuno - chiede concretezza, risposte chiare, cambiamento. Una bella sfida”.
Il presidente del Consiglio ha accusato il colpo, ma non molla. Oggi coglierà l’occasione dell’emergenza immigrati per riprendere dalla Sicilia, a reti unificate, lo spot del ghe pensi mi, nel tentativo di oscurare l’effetto-donna e l’annuncio dei magistrati di Milano. In Parlamento i dirigenti del Pdl lavoreranno per il reclutamento a qualsiasi costo di nuovi deputati, sfruttando
anche le crepe che si stanno aprendo tra i sostenitori di Fini. E’ una corsa affannosa, difficile, anche se non priva di qualche di risultato (il Pdl ha lasciato trapelare, anche per convincere gli
indecisi, che vi saranno nuovi arrivi. Ne parla Il Corriere della Sera). L’obiettivo è di garantire alla Lega la possibilità di discutere di federalismo nelle diverse commissioni senza correre il rischio di andare in minoranza. Fuori dal Parlamento, si parla invece dell’acquisto delle
frequenze della radio della Lega da parte della Mondadori (azionista principale, la famiglia
Berlusconi).
2. IL PD AL CENTRO DEL CAMPO: SUL FEDERALISMO APRE IL DIALOGO CON
LA LEGA, LANCIA L’OFFENSIVA SULL’INFORMAZIONE E CON LA
CONFERENZA NAZIONALE DELLE DONNE DEMOCRATICHE DI VENERDI’
PRENDE L’INIZIATIVA DOPO IL 13 FEBBRAIO.
Dopo aver concluso il lavoro per la messa a punto del programma, il Partito Democratico ha
lanciato ieri nuove offensive. Il segretario del partito, Pier Luigi Bersani, ha rilasciato una lunga
intervista a La Padania, aprendo direttamente con la Lega il confronto sul tema del federalismo;
con un convegno a Milano il Pd ha lanciato un’offensiva sull’informazione. E con la conclusione a Roma, venerdì e sabato, di tutte le assemblee delle donne democratiche svoltesi in Italia in questi mesi, sarà il Pd a dare nella propria conferenza nazionale delle donne le prime risposte della politica organizzata alla manifestazione del 13 febbraio.
Ecco la parte dell’articolo de La Padania sul federalismo. “Nella sede lombarda del Partito
Democratico per un`intervista a Pier Luigi Bersani suggerita dallo stesso entourage del segretario Pd: già questa è una notizia... Destinata a far discutere parecchio, poi, con questi chiari di luna e visto il messaggio forte e chiaro recapitato dal leader originario di Bettola
(tremila anime nel Piacentino, Lega al 35%) a Umberto Bossi: «Impegno me e il mio partito
a portare avanti il processo federalista, dialogando con la Lega. Quali che siano gli sviluppi
politici. Guardiamo oltre Berlusconi ma salviamo la prospettiva autonomista».
«Intendo prendere anche personalmente un impegno: penso che sia oggi la Lega a tenere
attaccata la spina di Berlusconi, ma presto o tardi si arriverà al dunque e il processo federalista va preservato, è una riforma storica, epocale per la democrazia italiana. Credo da sempre che, pur da posizione diverse e anche alternative, ci siano due vere forze autonomiste in questo Paese: il Pd e la Lega. Noi rivendichiamo e vogliamo coltivare, rinnovandola, questa nostra antica tradizione. Abbiamo in testa "l`Italia delle autonomie", l`idea cioè che con la responsabilità diretta dei territori si possa arrivare sia a un livello comune di cittadinanza e di servizi, sia alla possibilità che chi ha una marcia in più possa correre. In questa contingenza noi vediamo dunque con grandissima preoccupazione il fatto che la Lega, vedendo accorciarsi i tempi della legislatura, possa accontentarsi di un Federalismo di bandiera; dall`altro temiamo che Berlusconi, culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al Federalismo, ne approfitti per pretendere in cambio il processo breve, così come ha ottenuto il voto sulle "leggi sulla cricca", e dunque "passare `a nuttata". Da questo matrimonio un bambino come il Federalismo rischia di
rimanere soffocato». ..«Voglio chiarire, con sincerità. Noi abbiamo prima di tutto innestato il
meccanismo federalista con la modifica dell`art 119 della Costituzione, abbiamo avuto un atteggiamento positivo sulla legge 42 (la legge delega sul Federalismo fiscale, il Pd si astenne, ndr, ma abbiamo votato contro la fiscalità comunale per una questione assolutamente di merito. Non ci piace l`assetto che disegna: concede qualcosa ai Comuni, che recuperano un po` di soldi con nuove tasse, e non applica la logica di autonomia impositiva “voto, vedo e pago", restringe la tassazione a quelli che non votano nel Comune stesso, e mette una patrimoniale sulle pmi... No, ecco, non ci va bene»… «Penso una decina di decreti. Dobbiamo darci la possibilità di avere un quadro, c`è un lavoro profondo da fare, sto parlando di inquadramento del tema di una generale
riforma fiscale che noi proponiamo, sto parlando di definizione dei costi standard e degli standard di servizio, sto parlando di perequazione che non riguarda solo Nord-Sud ma diverse tipologie di Comuni anche al Nord. Noi diciamo che il contesto politico attuale è un enorme ostacolo». «Io dico semplicemente: qualsiasi soluzione è meglio di quanto sta accadendo ora, anche in previsione di ciò che si prospetta nei prossimi mesi… Parlo di politica, di Paese: siamo in stallo. Tutto ruota attorno alle vicende di una persona, il resto è paralizzato. Se Berlusconi fosse uno statista dovrebbe generosamente trame le conclusioni, a prescindere che si ritenga o meno responsabile. Invito quindi tutte le forze politiche a considerare questi problemi fornendo una disponibilità larga. Berlusconi fa un passo indietro? Se il Governo rimanesse nell`ambito del centrodestra, noi staremmo all`opposizione pronti però a essere propositivi. Il premier non se ne vuole andare, si è
inchiavardato? Allora si vada a votare, pur con una legge elettorale che non ci piace. Non so in quale scenario ciò avverrebbe; noi e la Lega saremmo magari sempre alternativi, ma garantisco personalmente, per me e per il mio partito, con tutta la credibilità della quale dispongo, che il processo federalista deve andare avanti e giungere a compimento.
Discuteremo, certo, ma noi ci crediamo, siamo gli unici a crederci, con voi. Lo vogliamo,
a nostro modo ma lo vogliamo».
Nel corso di un seminario organizzato a Milano dal Pd, Pier luigi Bersani ha lanciato ieri anche
un affondo sul tema dell’informazione. L’Unità: «A fronte dell`emergenza che si propone, è indispensabile che tutte le opposizioni si coordinino ed organizzino una funzione di
osservazione, di denuncia ed eventualmente di mobilitazione sulla questione dell`informazione radio e televisiva, in particolare del sistema dei tg». Se Berlusconi non accenna a dimettersi, l`opposizione è decisa a voltare pagina. Anche sull`informazione.
L`affondo del segretario Pd Pierluigi Bersani arriva il giorno dei dati di un Tgl superato in ascolti dal Tg5, e alla vigilia di una nuova riunione della Commissione di vigilanza Rai, che torna a discutere dell`atto di indirizzo del pluralismo del centrodestra per i talk show politici. Una «direttiva del bavaglio», la definisce Bersani, un`«assurdità totale» che «mostra un impazzimento del centrodestra su cui mi aspetto una reazione dell`azienda, perché la Rai non può essere azzoppata da iniziative di questo genere». La situazione è paradossale: «C`è un`azienda che lavora contro se stessa, contro l`audience, la raccolta pubblicitaria e le sue stesse
prospettive industriali. Mi aspetto quindi che reagisca». «Deve essere ribadita - aggiunge - l`assoluta esigenza di terzietà dell`informazione».
3. LA TESTA NELLA SABBIA. L’ITALIA LITIGA CON L’EUROPA SUL DRAMMA
IMMIGRATI. MA FINO A IERI NON HA VOLUTO VEDERE.
Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, oggi sarà in Sicilia insieme al presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi. Ieri e nei giorni precedenti, oltre a lanciare l’allarme per la possibile ondata
di immigrazione dal Nord Africa (“80 mila arrivi possibili”), ha lanciato durissime accuse
all’Unione europea, rea di non aver ascoltato il grido dell’Italia. L’Unione europea ha replicato
altrettanto duramente (lo ha fatto la commissaria svedese Cecilia Malmstrom) di aver offerto
l’aiuto dell’Ue e che l’Italia lo ha rifiutato.
Lo spettacolo desolante di uno scontro su questi temi ha fatto emergere tre fatti clamorosi. Il
primo: il governo italiano ha nascosto per anni la testa sotto la sabbia, utilizzando l’immigrazione come tema di campagna elettorale e di propaganda, invece di affrontarlo e di gestirlo come problema ineludibile. Lo hanno ricordato ieri diversi rappresentanti del Pd, a cominciare da Livia Turco e Emanuele Fiano. Il secondo: l’Unione europea ha speso sull’argomento tante parole, ma pochi fatti. Terzo: l’emergenza umanitaria oggi rischia di essere usata un’altra volta per la propaganda da parte di Silvio Berlusconi, che si accinge a ripresentarsi come il paladino risolvitore di ogni cosa, lasciando poi ad altri e al futuro la soluzione difficile dei problemi reali.
4. BANKITALIA CERTIFICA L’AUMENTO DEL DEBITO PUBBLICO E DRAGHI
SPIEGA CHE LA GERMANIA E’ IL MODELLO DA SEGUIRE.
La Banca d’Italia ha certificato ieri che il debito pubblico italiano è cresciuto l’ultimo anno di circa 90 miliardi di euro, pari al 4,3 per cento del Pil. Una notizia pesante per Giulio Tremonti, responsabile dell’Economia, che da ieri è a Bruxelles a parlare proprio di conti pubblici. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, proprio da Bruxelles ha spiegato ieri che il modello tedesco è quello più giusto e funzionale. E il modello tedesco non riguarda solo i conti pubblici. Come ha spiegato Claudio Magris in un lungo articolo pubblicato domenica su Il Corriere della Sera, il modello tedesco riguarda anche l’economia reale, il tipo di capitalismo, che è completamente diverso dal liberismo senza regole che piace tanto alla destra italiana.
Tra oggi e domani il Giudice per le indagini preliminari di Milano deciderà se mandare subito Silvio Berlusconi a processo per i reati di concussione di prostituzione minorile. Alla procura della Repubblica di Roma sono arrivati i documenti spediti dai pm di Milano e riguardanti le feste del presidente del Consiglio a Tor Crescenza.
La qualità e la vastità delle manifestazioni organizzate dalle donne domenica 13 febbraio hanno intanto scosso il centrodestra e aperto un nuovo orizzonte di iniziativa politica. Valeria Fedeli,
sindacalista della Cgil e una delle organizzatrici, al Corriere della Sera: “Da oggi noi del comitato, tutte insieme, dobbiamo assumerci la responsabilità di come andare avanti. La piazza - che onestamente ci ha travolte, in senso positivo - ci ha chiesto questo.
La nostra intuizione è stata giusta: serviva una realtà capace di unire le tante associazioni di donne, così diverse l`una dall`altra, che lavorano in questo Paese per difendere e affermare
professionalità e competenze femminili. Le abbiamo risvegliate e messe in connessione. Ed è
successo quello che tutti hanno visto… Ci sentiamo addosso la responsabilità di leggere correttamente ciò che è avvenuto, di corrispondere alla qualità e alla complessità della domanda che si è alzata dalla piazza. Che non è banalmente "via Berlusconi", ma piuttosto "cambiamo il sistema": nella scuola, nell`impresa, nelle istituzioni”. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, a L’Unità: “Da oggi chiunque voglia dare una prospettiva alla straordinaria energia che ha attraversato le piazze di domenica dovrà far questo: mettere le donne al centro della politica. Più donne nella politica e più politica per le donne. Il punto fondamentale, come sempre, è l`ascolto. La comprensione: quel che è accaduto domenica è un segnale precisissimo e potente, bisogna coglierlo. La reazione patetica del presidente del Consiglio e il silenzio di chi lo circonda mi fa pensare che a destra l`abbiano capito bene. Alle opposizioni di centrosinistra la piazza - questa piazza che non è di nessuno - chiede concretezza, risposte chiare, cambiamento. Una bella sfida”.
Il presidente del Consiglio ha accusato il colpo, ma non molla. Oggi coglierà l’occasione dell’emergenza immigrati per riprendere dalla Sicilia, a reti unificate, lo spot del ghe pensi mi, nel tentativo di oscurare l’effetto-donna e l’annuncio dei magistrati di Milano. In Parlamento i dirigenti del Pdl lavoreranno per il reclutamento a qualsiasi costo di nuovi deputati, sfruttando
anche le crepe che si stanno aprendo tra i sostenitori di Fini. E’ una corsa affannosa, difficile, anche se non priva di qualche di risultato (il Pdl ha lasciato trapelare, anche per convincere gli
indecisi, che vi saranno nuovi arrivi. Ne parla Il Corriere della Sera). L’obiettivo è di garantire alla Lega la possibilità di discutere di federalismo nelle diverse commissioni senza correre il rischio di andare in minoranza. Fuori dal Parlamento, si parla invece dell’acquisto delle
frequenze della radio della Lega da parte della Mondadori (azionista principale, la famiglia
Berlusconi).
2. IL PD AL CENTRO DEL CAMPO: SUL FEDERALISMO APRE IL DIALOGO CON
LA LEGA, LANCIA L’OFFENSIVA SULL’INFORMAZIONE E CON LA
CONFERENZA NAZIONALE DELLE DONNE DEMOCRATICHE DI VENERDI’
PRENDE L’INIZIATIVA DOPO IL 13 FEBBRAIO.
Dopo aver concluso il lavoro per la messa a punto del programma, il Partito Democratico ha
lanciato ieri nuove offensive. Il segretario del partito, Pier Luigi Bersani, ha rilasciato una lunga
intervista a La Padania, aprendo direttamente con la Lega il confronto sul tema del federalismo;
con un convegno a Milano il Pd ha lanciato un’offensiva sull’informazione. E con la conclusione a Roma, venerdì e sabato, di tutte le assemblee delle donne democratiche svoltesi in Italia in questi mesi, sarà il Pd a dare nella propria conferenza nazionale delle donne le prime risposte della politica organizzata alla manifestazione del 13 febbraio.
Ecco la parte dell’articolo de La Padania sul federalismo. “Nella sede lombarda del Partito
Democratico per un`intervista a Pier Luigi Bersani suggerita dallo stesso entourage del segretario Pd: già questa è una notizia... Destinata a far discutere parecchio, poi, con questi chiari di luna e visto il messaggio forte e chiaro recapitato dal leader originario di Bettola
(tremila anime nel Piacentino, Lega al 35%) a Umberto Bossi: «Impegno me e il mio partito
a portare avanti il processo federalista, dialogando con la Lega. Quali che siano gli sviluppi
politici. Guardiamo oltre Berlusconi ma salviamo la prospettiva autonomista».
«Intendo prendere anche personalmente un impegno: penso che sia oggi la Lega a tenere
attaccata la spina di Berlusconi, ma presto o tardi si arriverà al dunque e il processo federalista va preservato, è una riforma storica, epocale per la democrazia italiana. Credo da sempre che, pur da posizione diverse e anche alternative, ci siano due vere forze autonomiste in questo Paese: il Pd e la Lega. Noi rivendichiamo e vogliamo coltivare, rinnovandola, questa nostra antica tradizione. Abbiamo in testa "l`Italia delle autonomie", l`idea cioè che con la responsabilità diretta dei territori si possa arrivare sia a un livello comune di cittadinanza e di servizi, sia alla possibilità che chi ha una marcia in più possa correre. In questa contingenza noi vediamo dunque con grandissima preoccupazione il fatto che la Lega, vedendo accorciarsi i tempi della legislatura, possa accontentarsi di un Federalismo di bandiera; dall`altro temiamo che Berlusconi, culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al Federalismo, ne approfitti per pretendere in cambio il processo breve, così come ha ottenuto il voto sulle "leggi sulla cricca", e dunque "passare `a nuttata". Da questo matrimonio un bambino come il Federalismo rischia di
rimanere soffocato». ..«Voglio chiarire, con sincerità. Noi abbiamo prima di tutto innestato il
meccanismo federalista con la modifica dell`art 119 della Costituzione, abbiamo avuto un atteggiamento positivo sulla legge 42 (la legge delega sul Federalismo fiscale, il Pd si astenne, ndr, ma abbiamo votato contro la fiscalità comunale per una questione assolutamente di merito. Non ci piace l`assetto che disegna: concede qualcosa ai Comuni, che recuperano un po` di soldi con nuove tasse, e non applica la logica di autonomia impositiva “voto, vedo e pago", restringe la tassazione a quelli che non votano nel Comune stesso, e mette una patrimoniale sulle pmi... No, ecco, non ci va bene»… «Penso una decina di decreti. Dobbiamo darci la possibilità di avere un quadro, c`è un lavoro profondo da fare, sto parlando di inquadramento del tema di una generale
riforma fiscale che noi proponiamo, sto parlando di definizione dei costi standard e degli standard di servizio, sto parlando di perequazione che non riguarda solo Nord-Sud ma diverse tipologie di Comuni anche al Nord. Noi diciamo che il contesto politico attuale è un enorme ostacolo». «Io dico semplicemente: qualsiasi soluzione è meglio di quanto sta accadendo ora, anche in previsione di ciò che si prospetta nei prossimi mesi… Parlo di politica, di Paese: siamo in stallo. Tutto ruota attorno alle vicende di una persona, il resto è paralizzato. Se Berlusconi fosse uno statista dovrebbe generosamente trame le conclusioni, a prescindere che si ritenga o meno responsabile. Invito quindi tutte le forze politiche a considerare questi problemi fornendo una disponibilità larga. Berlusconi fa un passo indietro? Se il Governo rimanesse nell`ambito del centrodestra, noi staremmo all`opposizione pronti però a essere propositivi. Il premier non se ne vuole andare, si è
inchiavardato? Allora si vada a votare, pur con una legge elettorale che non ci piace. Non so in quale scenario ciò avverrebbe; noi e la Lega saremmo magari sempre alternativi, ma garantisco personalmente, per me e per il mio partito, con tutta la credibilità della quale dispongo, che il processo federalista deve andare avanti e giungere a compimento.
Discuteremo, certo, ma noi ci crediamo, siamo gli unici a crederci, con voi. Lo vogliamo,
a nostro modo ma lo vogliamo».
Nel corso di un seminario organizzato a Milano dal Pd, Pier luigi Bersani ha lanciato ieri anche
un affondo sul tema dell’informazione. L’Unità: «A fronte dell`emergenza che si propone, è indispensabile che tutte le opposizioni si coordinino ed organizzino una funzione di
osservazione, di denuncia ed eventualmente di mobilitazione sulla questione dell`informazione radio e televisiva, in particolare del sistema dei tg». Se Berlusconi non accenna a dimettersi, l`opposizione è decisa a voltare pagina. Anche sull`informazione.
L`affondo del segretario Pd Pierluigi Bersani arriva il giorno dei dati di un Tgl superato in ascolti dal Tg5, e alla vigilia di una nuova riunione della Commissione di vigilanza Rai, che torna a discutere dell`atto di indirizzo del pluralismo del centrodestra per i talk show politici. Una «direttiva del bavaglio», la definisce Bersani, un`«assurdità totale» che «mostra un impazzimento del centrodestra su cui mi aspetto una reazione dell`azienda, perché la Rai non può essere azzoppata da iniziative di questo genere». La situazione è paradossale: «C`è un`azienda che lavora contro se stessa, contro l`audience, la raccolta pubblicitaria e le sue stesse
prospettive industriali. Mi aspetto quindi che reagisca». «Deve essere ribadita - aggiunge - l`assoluta esigenza di terzietà dell`informazione».
3. LA TESTA NELLA SABBIA. L’ITALIA LITIGA CON L’EUROPA SUL DRAMMA
IMMIGRATI. MA FINO A IERI NON HA VOLUTO VEDERE.
Il ministro dell’interno, Roberto Maroni, oggi sarà in Sicilia insieme al presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi. Ieri e nei giorni precedenti, oltre a lanciare l’allarme per la possibile ondata
di immigrazione dal Nord Africa (“80 mila arrivi possibili”), ha lanciato durissime accuse
all’Unione europea, rea di non aver ascoltato il grido dell’Italia. L’Unione europea ha replicato
altrettanto duramente (lo ha fatto la commissaria svedese Cecilia Malmstrom) di aver offerto
l’aiuto dell’Ue e che l’Italia lo ha rifiutato.
Lo spettacolo desolante di uno scontro su questi temi ha fatto emergere tre fatti clamorosi. Il
primo: il governo italiano ha nascosto per anni la testa sotto la sabbia, utilizzando l’immigrazione come tema di campagna elettorale e di propaganda, invece di affrontarlo e di gestirlo come problema ineludibile. Lo hanno ricordato ieri diversi rappresentanti del Pd, a cominciare da Livia Turco e Emanuele Fiano. Il secondo: l’Unione europea ha speso sull’argomento tante parole, ma pochi fatti. Terzo: l’emergenza umanitaria oggi rischia di essere usata un’altra volta per la propaganda da parte di Silvio Berlusconi, che si accinge a ripresentarsi come il paladino risolvitore di ogni cosa, lasciando poi ad altri e al futuro la soluzione difficile dei problemi reali.
4. BANKITALIA CERTIFICA L’AUMENTO DEL DEBITO PUBBLICO E DRAGHI
SPIEGA CHE LA GERMANIA E’ IL MODELLO DA SEGUIRE.
La Banca d’Italia ha certificato ieri che il debito pubblico italiano è cresciuto l’ultimo anno di circa 90 miliardi di euro, pari al 4,3 per cento del Pil. Una notizia pesante per Giulio Tremonti, responsabile dell’Economia, che da ieri è a Bruxelles a parlare proprio di conti pubblici. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, proprio da Bruxelles ha spiegato ieri che il modello tedesco è quello più giusto e funzionale. E il modello tedesco non riguarda solo i conti pubblici. Come ha spiegato Claudio Magris in un lungo articolo pubblicato domenica su Il Corriere della Sera, il modello tedesco riguarda anche l’economia reale, il tipo di capitalismo, che è completamente diverso dal liberismo senza regole che piace tanto alla destra italiana.
LA SENTARICE BAIO DOSSI LASCIA IL PD.

La Senatrice Baio annuncia l'addio ai democratici. In una lettera indirizzata a Bersani e Finocchiaro motiva la decisione.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso il "no" del partito alla nomina a Segretario del Senato generale di Elisabetta Serafin.
Baio:" In un momento in cui la dignità delle donne è offesa, non si è capaci di cogliere l'occasione che si presentava per dimostrare un scelta politica". Secondo Baio "molti cattolici sono a disagio e disorientati dal PD, in particolare sui temi del lavoro, e della famiglia".
Emanuela Baio andrà nel gruppo misto per poi aderire all'API di Rutelli.
Fonte Corriere della Sera del 15/02/'10
L'ultima intervista a Repubblica del 10/02 "Politica troppo lenta. Un amarezza in più per noi credenti".
L'ultima intervista a Repubblica del 10/02 "Politica troppo lenta. Un amarezza in più per noi credenti".
Post Correlato: Arrivederci Emanuela (la lettera agli amici di Emanuela Baio ricevuta successivamente a questo post).
OFFICINA DELLA POLITICA E DELL'AMMINISTRAZIONE SOSTENIBILE. III Sessione VENERDI' 18/02 A BURAGO.
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