16 luglio 2013

La rabbia di Maroni per i suoi primi 100 giorni

Perché Maroni se l'è presa così tanto per le parole di Ambrosoli e ha abbandonato stizzito l'aula durante il discorso del leader dell'opposizione di centrosinistra?
Può sembrare una domanda oziosa, ma l'atteggiamento del presidente della Lombardia rivela tutta la fatica dei primi 100 giorni della nuova legislatura. Partito con l'idea che bastasse una tinteggiatina di verde leghista su Palazzo Lombardia per far ripartire una regione che aveva solo bisogno di cambiare aria ai piani alti, Maroni in tre mesi si è reso conto che la faccenda rischia di essere ben più complicata.

14 luglio 2013

Calderoli deve dimettersi

Anche noi della redazione di teorema crediamo che, certe frasi, a maggior ragione se dette da cariche politiche, non siano più accettabili. Non è più sufficiente chiedere scusa. Non basta più dire "era una battuta". Occorre che certe persone non siedano più a certi livelli, occorre un profondo cambiamento della società che, se si dichiara civile, non può accettare certi atteggiamenti. 

Piena solidarietà al ministro Kyenge e a tutte le persone che si sono sentite offese.

Pubblichiamo di seguito un articolo tratto dal sito nazionale del Partito Democratico.

Le frasi razziste pronunciate dal vice presidente del Senato Roberto Calderoli contro la ministra Cecile Kyenge sono di una gravità inaudita. Chiediamo senza mezzi termini scuse formali e dimissioni immediate dell'esponente leghista

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"Quanto detto da Calderoli lascia senza parole e non dovrebbe nemmeno essere pensato. Detto dal vice presidente del Senato, apre un problema che andra' opportunamente affrontato. Con tutti i democratici e con tutti gli i italiani, sono accanto a Cecile Kyenge Kashetu". Lo scrive su twitter il segretario del Pd Guglielmo Epifani.

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LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 28 del 13 luglio 2013

Maroni o Formigoni?
Molti mi chiedono quali siano le differenze e chi sia meglio dei due. Apparentemente si tratta di Presidenti molto diversi. Arrogante e scostante  il "Celeste", più alla mano e cordiale Bobo. Al di lá di questi tratti caratteriali, però, la sostanza non cambia molto. Entrambi assenti dal dibattito in consiglio regionale, più concentrati nella cucina degli affari. Entrambi con ansia da prestazione, sempre pronti ad annunciare fatti ancora molto in là da venire e a dare numeri privi di reale riscontro. Ha detto bene Ambrosoli: quello di Maroni è un formigonismo senza Formigoni.
La settimana in Regione
Martedì è stato approvato il Programma Regionale di Sviluppo. Un elenco di 349 risultati attesi entro la legislatura, senza definizione di priorità, tempi, risorse. Primo obiettivo: Realizzare la macroregione del nord. Cosa sia, quali confini abbia, a cosa serva, non si sa.
Però si è discusso se vada scritta con la maiuscola (proposta dalla lista Maroni) o con la minuscola (soluzione finale). Maroni ha lasciato subito l'aula, indispettito per le nostre critiche. Il Pd ha presentato, con alcuni Odg disponibili sul nostro sito, quello che anche il capogruppo del Pdl ha riconosciuto essere un programma alternativo. In particolare abbiamo fatto approvare la trasformazione dei voucher sociali, da destinare non più al singolo ma alla rete dei servizi. Il Pdl, che pure ha votato a favore, ora torna indietro e cerca di sconfessare quell'esito. Ne vedremo delle belle.

12 luglio 2013

Approvazione del PTCP mercoledì 10 luglio

Ieri sera è terminata la lunga maratona del Consiglio provinciale sul Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), con l’approvazione del documento con 18 voti favorevoli, uno contrario (IDV) e la nostra astensione.

Il PTCP è il piano che dovrà sovrintendere in futuro allo sviluppo della Brianza e al quale dovranno adeguarsi gli strumenti urbanistici dei 55 Comuni. Uno strumento importantissimo, perché deve trovare una mediazione fra sviluppo e ambiente, infrastrutture, verde e cemento, indirizzando di conseguenza la stessa economia del territorio. Non è stata un'operazione da poco, poiché per il nostro gruppo si trattava di intervenire per cercare di correggere e indirizzare un Piano nato su iniziativa del centrodestra nella Provincia più urbanizzata d'Italia.

Abbiamo voluto fortemente costruire la nostra posizione attraverso la partecipazione, partendo dal seminario di Limbiate del 2010 e impegnandoci in circa 50 riunioni, attraverso il confronto con circoli del PD, le associazioni ambientaliste, le altre forze politiche. In mezzo ci sono stati anche la produzione di un video (“I 40 passi”) e i contributi di professionisti come l'avvocato Claudio Colombo, il professor Arturo Lanzani, l'architetto Alfredo Viganò.

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 27 del 6 luglio 2013

Napolitano e Letta domani a Monza. Sindaci brianzoli senza invito.
Domani pomeriggio il Presidente della Repubblica e quello del Consiglio saranno a Monza per un incontro dedicato all'Expo 2015. In Villa Reale, che nell'occasione sarà presentata quale sede di rappresentanza della prossima manifestazione, sono previsti 400 invitati. Tra questi ci sono i consiglieri regionali ma non i sindaci della Brianza (salvo quello di Monza). L'organizzazione fa capo a Regione Lombardia: il sospetto è che, essendo i comuni della nostra provincia in stragrande maggioranza amministrati dal centro-sinistra, Maroni non li gradisca.
Gianni Caimi torna sindaco di MedaA proposito di sindaci brianzoli, da mercoledì scorso ne abbiamo uno in più del PD. Il Consiglio di Stato ha infatti definitivamente assegnato la vittoria a Meda a Gianni Caimi, ribaltando il giudizio del TAR che aveva dato ragione al ricorso della Lega. Ora Meda con Gianni, Simona e tutti gli altri amici e compagni può tornare a respirare aria buona.

11 luglio 2013

Care democratiche, cari democratici,

molte bugie e falsità si stanno diffondendo su ciò che è stato deciso ed è accaduto ieri. E' bene dunque chiarirlo. Dopo l'annuncio della Cassazione che ha fissato il giudizio sul processo Mediaset al 30 luglio, ieri Il Pdl ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori parlamentari. Il Pd si è opposto, perchè questa richiesta era inaccettabile. Cosi come si è opposto alle richieste di sospensioni di due giorni o un giorno dei lavori. A questo punto il Pdl ha richiesto di poter riunire i gruppi parlamentari della Camera e del Senato, nel tardo pomeriggio, dopo il question time del presidente Enrico Letta alla Camera. Analoghe richieste, fatte anche dal Pd e dagli altri gruppi parlamentari, sono sempre state accolte. Se ne è discusso nelle presidenze dei gruppi parlamentari del Pd al Senato e alla Camera. E in entrambi i casi, considerati anche i precedenti e la consuetudine, si è acconsentito.

Far passare questa decisione come un piegarsi del Pd alla volontà del Pdl di protestare contro le decisioni della Cassazione è contro la verità. E' una speculazione politica e una provocazione che si lancia in un momento particolarmente difficile della vita del Paese. Lo dimostra anche il fatto incontrovertibile di un Parlamento regolarmente al lavoro.

Il Pd ha una posizione chiara: non si possono mischiare le vicende giudiziarie personali con la vita del governo. Le sentenze, come ha chiarito il segretario Epifani, si rispettano e si applicano. Su queste posizioni non vi possono essere dubbi, cosi come non ve ne devono essere sulla fermezza del partito: noi abbiamo deciso di sostenere il governo di servizio, l'unico possibile dopo che Grillo e il Movimento 5 Stelle hanno deciso di non utilizzare il consenso popolare ottenuto per un governo diverso. Con lealtà sosteniamo il governo di servizio per realizzare il programma indicato dal presidente Letta: affrontare l'emergenza economica e fare le riforme. Ma non abbiamo paura e siamo pronti ad ogni evenienza. Non consentiremo al Pdl di giocare con la vita del paese.

Luigi Zanda e Roberto Speranza

Leggi l'intervista di Guglielmo Epifani su L'Unità 

Non abbiamo fatto di più!

Lo scorso anno all'uscita dei dati della XIX edizione delle classifiche dei comuni ricicloni su Teorema fu scritto un post dal titolo "Si può fare di più". clicca qui

In questi giorni Legambiente ha pubblicato i dati del nuovo anno, ebbene non siamo migliorati e questo purtroppo è un trend iniziato nel 2011.

Il dossier completo può essere scaricato dal sito: clicca qui
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8 luglio 2013

C'è davvero poco da festeggiare

I primi 100 giorni di Maroni? C'è poco da festeggiare, caro presidente, altro che candeline da spegnere davanti alle telecamere. Secondo la comunicazione istituzionale (o forse è meglio dire politica...) della Giunta, i primi tre mesi della nuova gestione avrebbero già fatto ripartire la Lombardia. La nostra opinione è molto diversa e stiamo ancora aspettando che questa decima legislatura esca dagli adempimenti obbligatori e dai rinvii per offrire ai lombardi una vera prospettiva di sviluppo.
Ma lasciamo perdere le virtuali celebrazioni dei 100 giorni e concentriamoci sull'appuntamento che attende il Consiglio martedì prossimo. In aula arriverà il PRS, sigla che sta per Piano Regionale di Sviluppo: si tratta del documento fondamentale su cui basare tutte le politiche della legislatura. Dal PRS dipendono i bilanci e le azioni delle diverse direzioni regionali, tanto che l'operato dei direttori generali della struttura verrà misurato sul raggiungimento o meno di quelli che nel documento vengono definiti "obiettivi attesi".