30 dicembre 2013

Lombardia, un altro anno volge al termine...

Un compito per il nuovo anno, ritrovare la Lombardia

natale1Si chiude un altro anno. Tempo di bilanci, ma anche di strategie per pianificare i prossimi mesi per la Lombardia, mesi decisivi per la possibile uscita dalla crisi e per la marcia di avvicinamento a quell’Expo 2015 che viene dipinto come il primo vero passo di rinascita della nostra regione e dell’Italia intera.
Parliamo allora di bilanci.
Il 2013 verrà probabilmente ricordato come l’anno della grande occasione mancata per cambiare la Lombardia. Il ventennio formigoniano non si è chiuso, ma prosegue sotto mentite spoglie. L’asserita voglia di cambiamento trascolora in un gioco delle parti all’ombra della crisi economica e di un’istituzione regionale che fatica a ritrovare credibilità dopo i colpi delle indagini per corruzione, prima, e uso scorretto dei fondi pubblici, poi. E c’è il rischio, come spesso accade, che tutto sia considerato da buttare in un impeto di semplificazione che tanto assomiglia a voglia di ricentralizzare. Un 2013 molto faticoso, dunque, per l’istituzione regionale sulle cui spoglie tenta di vivacchiare una maggioranza scomposta più che composita e un presidente che pare affidarsi più alle relazioni esterne che alla fiducia nella propria azione politica e nella sua maggioranza.
Ed ecco, allora, il secondo bilancio, quello di previsione per il 2014. Se dovessimo immaginare il nuovo anno a partire da quanto approvato in aula, potremmo descrivere i prossimi mesi come l’ennesimo capitolo della storia di una Lombardia che si proclama eccellente, fatica a tenere il passo del mondo che cambia e rischia di vedere consumata la ricchezza accumulata negli anni e, ormai, non più rigenerata. Il timone della barca è affidato all’assessore al bilancio Garavaglia, brillante dispensatore di certezze riguardo la necessità che tutti si adeguino alla Lombardia (unica eccellenza in un’Europa di pazzi destinata all’autodistruzione).

28 dicembre 2013

Matteo Renzi, conosciamolo meglio - trasparenza

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Segretario Nazionale del Pd

Sindaco di Firenze

Nato a Firenze nel 1975, laureato in giurisprudenza, viene eletto, nel 2004, Presidente della Provincia di Firenze. Nel 2008 rifiuta la proposta del centrosinistra di candidarsi per un secondo mandato e annuncia la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico per il Sindaco di Firenze. Vince le ele<ioni comunali nel 2009 diventando Sindaco di Firenze. Domenica 8 dicembre 2013 è eletto segretario del Partito Democratico con il 68,1% dei consensi, pari a 1.363.123 voti.
profilo

biografia

Matteo Renzi nasce a Firenze nel gennaio 1975 e cresce a Rignano sull’Arno.Fin da giovanissimo vive l’esperienza scout, di cui si porterà dietro la voglia di giocare e di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato” (Baden Powell).

Questo impegno segna fortemente anche gli anni del liceo, il “Dante” di Firenze, dove Matteo diventa rappresentante di istituto. Da studente universitario della Facoltà di Giurisprudenza contribuisce alla nascita dei “Comitati per Prodi”: è il suo primo impegno in politica.

27 dicembre 2013

Superare la Bossi-Fini

Cuperlo scrive a Letta: "Superare la Bossi-Fini e chiudere i Cie"

cie lampedusa  cie lampedusa
“Caro Enrico, mi rivolgo a te dopo avere visitato nella mattinata di ieri il CIE di Ponte Galeria a Roma dove quindici immigrati, tunisini e marocchini, sono da tre giorni in sciopero della fame e si sono cuciti le labbra in segno di protesta per la durata e le condizioni della loro detenzione”.
Lo ha scritto il presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, Gianni Cuperlo, in una letetra indirizzata al presidente del Consiglio, Enrico Letta.

“Come sai in queste stesse ore il nostro giovane collega Khalid Chaouki – si legge nella lettera - si è auto-recluso nel CIE di Lampedusa e non intende recedere dalla sua protesta fintanto che il governo non assumerà la decisione operativa di trasferire le donne e gli uomini trattenuti da mesi nel Centro presso le strutture dei CARA attrezzati all’ospitalità dei richiedenti asilo”.

26 dicembre 2013

Il maltempo non lascia tregua

Maltempo: frana su due condomini, 50 sfollati a Genova

Morto 24enne sotto valanga. Belluno, soccorsi 20 in auto. Cortina al buio. Mareggiate al Sud

Una frana di grandi dimensioni è caduta su due condomini a Genova Pontedecimo. Diciannove famiglie, per un totale di 50 persone, sono state fatte sfollare e hanno trovato ospitalità nelle strutture messe a disposizione dai comuni di Genova e Serra Riccò. Al momento non si hanno notizie di persone rimaste ferite.
Maltempo: frana su due condomini, 50 sfollati a GenovaE' morto lo sciatore di 24 anni investito da una valanga sulle montagne di Bardonecchia. Si tratta di un ragazzo francese di Annecy. Salvato dal soccorso Alpino, è stato rianimato per oltre un'ora dal 118 e poi trasportato in elicottero al Cto di Torino. E' morto all'arrivo in ospedale: le sue condizioni erano disperate.
L'ondata di maltempo che da ieri ha investito il nord Italia si sta progressivamente spostando al centro-sud ma la neve caduta tra ieri e oggi e in alcuni casi ancora in corso ha bloccato strade e ferrovie nelle regioni settentrionali e provocato valanghe che oggi hanno causato un ferito grave nel torinese, e un altro ferito in Alto Adige.
Vento forte e pioggia hanno flagellato la notte scorsa e stamani le regioni centrali e la capitale, mentre a Napoli i collegamenti con le isole sono fermi e anche le Eolie, in Sicilia, sono isolate. A Venezia l'alta marea ha toccato i 115 centimetri. La neve ha provocato stamani l'interruzione dei collegamenti ferroviari con la Svizzera, che sono poi stati ripristinati in tarda mattinata. Chiusi i passi in Alto Adige, in trentino occidentale il traffico è andato in tilt per la neve che ha provocato anche la caduta di alberi sulle strade.

24 dicembre 2013

Auguri di Buon Natale e Buone Feste a tutti

Circolo PD Sulbiate

Il Circolo del Partito Democratico di Sulbiate 
e la Redazione di Teorema
augurano a tutti
BUON NATALE
e
BUONE FESTE


Il piano di Renzi

Apriamo le porte al lavoro

Renzi: "Abbiamo l'ultima occasione per cambiare l'Italia"

 
piano lavoro  porte al lavoro
“Il messaggio che ci hanno consegnato le primarie del Pd è che abbiamo l’ultima occasione per cambiare l’Italia. Se non lo facessimo saremmo dei codardi e dei vigliacchi e io non voglio vergognarmi davanti ai miei figli, per questo lo faremo”.
Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha concluso l’intervista da Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Un colloquio durante il quale il leader democratico ha toccato tutti i temi all’ordine del giorno, a partire dal piano per il lavoro, che il Partito democratico presenterà a gennaio, a proposito del quale Renzi ha ribadito l’invito ad uscire dal dibattito sull’articolo 18. “La discussione solo articolo 18 sì o no ci riporta alla casella di partenza. Non è importante un articolo, ma semplificare per dare garanzie a tutti e per favorire gli investimenti, ad esempio con sgravi fiscali per chi assume”.

23 dicembre 2013

Lombardia e futuro


Quale speranza per questa Regione?

Il Presidente Maroni si è materializzato in aula nel tardo pomeriggio,
proprio per presenziare, ad uso telecamere, all’approvazione del suo
primo bilancio di mandato, il bilancio preventivo 2014.
Non c’era molto di che vantarsi, per la verità , considerato che questo
documento di previsione non rappresenta né una discontinuità con il
passato e, tanto meno, propone idee innovative per il futuro della
Lombardia.
La maggioranza si è asserragliata nel fortino e non ha voluto accogliere
alcun suggerimento migliorativo delle opposizioni, non prendendo neppure
in considerazione, ad esempio, i 32 emendamenti e i 20 ordini del giorno
presentati dal Partito Democratico.
No al sostegno all’associazionismo e al volontariato, al sistema
bibliotecario, alle vittime della criminalità , alle fragilità sociali,
agli oratori, ai Parchi, ai musei locali, alle borse di studio per
studenti indigenti…

22 dicembre 2013

Un giovane deputato PD nel CIE di Lampedusa

Deputato Pd nel centro di Lampedusa
“Qui finché le cose non cambieranno”

Khalid Chaouki si rinchiude nella struttura per migranti: «Uscirò solo quando
i profughi e il ragazzo che ha girato il filmato choc saranno trasferiti dall’isola»
 
Il deputato del Pd Khalid Chaouki

 
«Non mi muoverò da qui fino a quando il ragazzo siriano che ha girato il video e i naufraghi illegittimamente trattenuti da oltre due mesi non saranno trasferiti da Lampedusa». Con quest’obiettivo il deputato del Pd Khalid Chaouki, di origini marocchine, alle 11 di stamattina è entrato al Centro di prima accoglienza dell’isola in qualità di parlamentare per poi annunciare la volontà di “autoimprigionarsi”.

“CONDIZIONI ESTREME”
L’iniziativa del parlamentare fa seguito alle polemiche legate al video choc trasmesso dal Tg2, con i profughi denudati per essere sottoposto a un trattamento anti scabbia. «Il centro d’accoglienza di Lampedusa è un luogo indegno», spiega Chaouki. «Ci sono ancora 7 sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre e 6 migranti in sciopero della sete e della fame da due giorni».

Si riparte dai punti più critici


terra dei fuochi  terra dei fuochi

Terra dei Fuochi, il viaggio del nuovo Pd comincia dai luoghi più critici

"Con la giornata di oggi nella Terra dei fuochi, il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, accompagnato dal ministro Andrea Orlando e dai noi componenti della segreteria Chiara Braga, Pina Picierno, Francesco Nicodemo, ha voluto conoscere in prima persona, con la libertà garantita dalla forma privata, la situazione dei luoghi più critici delle Province di Caserta e Napoli.
Matteo Renzi ha per questo visitato Taverna del Re e la Resit, l’area drammaticamente famosa per le tonnellate di rifiuti tossici interrati e per i terreni agricoli compromessi".

Lo hanno reso noto Pina Picierno, responsabile Mezzogiorno e Legalità, Chiara Braga, responsabile Ambiente e Francesco Nicodemo, responsabile Comunicazione del Pd.

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 47 del 21 dicembre 2013

La settimana in Regione: approvata una legge PD per il lavoro Non era mai successo che una legge proposta dal PD venisse approvata in Regione Lombardia. Mercoledì scorso il nostro progetto sui contratti di solidarietà, cui sono abbinate analoghe proposte di M5S e FI, è stato approvato all'unanimità. Si incentiva il ricorso alla solidarietà piuttosto che alla cassa integrazione, per mantenere i lavoratori attivi e salvaguardarne competenze e dignità personale. Il finanziamento deriva da tagli ai posti di dirigenza nella dotazione organica della giunta. È un provvedimento frutto anche dell'ascolto fatto in questi mesi di centinaia di lavoratori di aziende in crisi. Potrebbe però anche essere utilizzato in chiave espansiva, per favorire nuovi ingressi in azienda. Sono particolarmente soddisfatto essendone stato relatore in aula ed avendo dovuto condurre una trattativa non semplice con l'assessorato e con le altre forze politiche. Il testo della legge è sul mio sito.
Approvato anche il bilancio 2014In settimana è stato anche approvato il bilancio di previsione, il primo della giunta Maroni. Nel mio intervento in aula ho evidenziato una doppia incongruenza. La prima, tra le promesse in campagna elettorale e la realtà dei fatti. Non c'è traccia infatti del 75% di tasse trattenute in Lombardia nè dei risparmi della MacroRegione. La Lombardia continua a dipendere da finanza derivata e Maroni litiga con il Veneto Tosi per chi debba pagare i treni interregionali sulla tratta Milano-Venezia. Ma la distanza più allarmante è quella tra la gravità della situazione sociale, che impone cambiamenti radicali, e l'ordinarietà di un bilancio privo di novità. Coi nostri emendamenti, tutti bocciati, abbiamo avanzato proposte concrete su quattro filoni: Lavoro, casa, sanità, ambiente.