8 luglio 2014

Milano capitale dell’invenduto, ma perché interessa ancora aprire cantieri?

L’ennesima conferma arriva dai numeri del rapporto Nomisma: a Milano e provincia è immenso il patrimonio invenduto e abbandonato. Eppure si continua a costruire edifici nuovi. Perché succede questo? Cosa si sta facendo per invertire l’assurda tendenza?

A Milano è invenduta la metà di case e negozi, ma si costruisce ancora. Questo emerge dal rapporto di Nomisma : il rapporto dice chiaramente che il 51% delle abitazioni che sono in vendita non trovano compratori per più di un anno. E il 36% degli appartamenti che cercano un affittuario rimane vuote per oltre sei mesi. Aumentano quindi i tempi di vendita e di locazione: una tendenza che si conferma ormai da qualche tempo e che caratterizza tutta la Provincia.

A Milano sono stati censiti ben 160 immobili privati sfitti, anche di grandi dimensioni – si evidenzia nel servizio del TG3 Lombardia di venerdì 27 giugno – tantissimi metri quadri recuperabili, anche senza considerare la famosa torre Galfa perché già interessata da un progetto di riqualificazione.
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7 luglio 2014

Un governatore che rischia di andare in bianco

Il bianco è colore carico di significati che possono spaziare in lungo e in largo nel panorama lessicale e nelle possibili metafore politiche e sociali.
E' così che l'atteso libro bianco della sanità lombarda può diventare una sorta di passe-partout per provare ad accontentare tutti (nella maggioranza) e tentare di convincere i lombardi che qualcosa di nuovo lo si voglia fare davvero.
Già, la riforma della sanità. Promessa per fine 2013, assicurata per la primavera 2014, ora slitta all'autunno e, a giudicare dalla genericità di quanto proposto nel libro bianco, è ancora tutta da scrivere o quasi.
E Maroni? Un giorno annuncia l'assessorato unico socio-sanitario, il giorno dopo nega di averlo promesso, il successivo non lo esclude. Dipende da chi della maggioranza ha incontrato o da chi ha fatto la voce più grossa sui giornali. E, per tentare di mettere d'accordo quelli che d'accordo non sono, gioca la carta delle parti sociali e della società civile: se va bene a loro, il libro bianco, come potranno tirarsi indietro i partiti?
Il bianco ci può suggerire anche una pagina ancora tutta da scrivere e la situazione attuale non ci pare poi tanto lontana da questa ipotesi.

1 luglio 2014



MERCOLEDI     2   LUGLIO     2014
ORE   21,00

RIUNIONE   CIRCOLO

c/o Sede di Via Mattavelli


Portavoce Circolo PD
Gianpiera Beretta

29 giugno 2014

Agricoltura sociale in Lombardia

Agricoltura sociale: si partirà dalla proposta del PD




Agricoltura sociale CARRA (PD): “regione lombardia promuoverà la legge partendo dalla proposta del pd”

Regione Lombardia promuoverà l’adozione di una legge regionale sull’agricoltura sociale, partendo dalla proposta già depositata dal Gruppo del Pd. Lo ha deciso il Consiglio regionale, approvando un ordine del giorno, nelle more della discussione della legge sulla semplificazione.
“Sono stati tutti d’accordo nel dare avvio, con questo documento, alla discussione di una normativa organica”, fa sapere Marco Carra, consigliere regionale del Pd, capogruppo in VIII Commissione Agricoltura e primo firmatario sia dell’ordine del giorno che del progetto di legge.
La proposta del Pd individua il ruolo centrale degli imprenditori agricoli che, in forma singola o associata integrano in modo sostanziale, continuativo e qualificante l’attività agricola con le attività sociali.

28 giugno 2014

in Europa un'Italia forte!

Portiamo in Europa un'Italia forte

Renzi: "La stabilità senza crescita diventa immobilismo". La Camera approva la relazione del premier sul semestre di presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea con 296 sì e 169 no.

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"Noi portiamo in Europa un'Italia forte. E non per il risultato elettorale di qualcuno e non di altri, ma perché consapevole delle qualità dei propri imprenditori e lavoratori, delle qualità di una vasta gamma di italiani e italiane cui non é mancata l'autorevolezza ma è mancata l'autostima per sentirsi protagonisti del processo di unificazione ". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, illustrando alla Camera le linee programmatiche per il semestre italiano di presidenza europea.

"Certo, c'è anche il risultato elettorale: il Pd ha preso più voti di tutti, e dunque non accettiamo da nessuno lezioni di democrazia. Se milioni di elettori hanno votato perché l'Europa cambiasse abbiamo una responsabilità, non una medaglia da appuntarci al petto. In questi anni l'impressione che abbiamo dato, come classe politica, è quella di un'Italia che considera l'Europa come un luogo altro. Ma noi andiamo in Europa quando usciamo di casa, quando ci guardiamo allo specchio. Non è qualcosa di altro da noi. L'Europa non è un insieme di richieste alle quali ci accostiamo con spirito terrorizzato. Non può diventare la terra di mezzo delle burocrazie, la terra di mezzo dei cavilli e delle norme regolamentari, l'Europa è quella che costruiamo noi”.

27 giugno 2014

Serracchiani sulla legge elettorale

Serracchiani: "L'Italicum è la strada, la loro è rischiosa"

Intervista a Debora Serracchiani di Giovanna Casadio - La Repubblica

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«Finalmente i 5Stelle sono scesi dal tetto, questo è il risultato vero. Da parlamentari eletti, i grillini si presentano al dialogo politico». Debora Serracchiani, vice segretario del Pd, ha appena lasciato la sala del Cavaliere dove si è tenuto il faccia a faccia con i 5Stelle. Racconta la sorpresa della delegazione pentastellata quando hanno visto entrare Renzì. 

Serracchiani, come mai Renzi alla fine ha deciso di venire all`incontro? 

«Al tavolo c`era il Pd e quindi il segretario, perché noi siamo andati a questa trattativa con lo stesso impegno di tutte le altre, quella con Berlusconi e quelle con le forze di maggioranza. I 5Stelle hanno scoperto che, nonostante la stravittoria dem alle europee, sulle regole del gioco davvero teniamo al dialogo». 

Quale è la prospettiva: l`Italicum si può cambiare? 

26 giugno 2014

Legge elettorale

Renzi al M5s: "Felici di poterci confrontare. Le regole si scrivono insieme"

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"Servono idee chiare sul tema" della legge elettorale, dice Matteo Renzi ai rappresentanti del Movimento 5 stelle, durante il confronto svoltosi alla Camera. "Il M5s è disponibile o meno a studiare un correttivo che consenta a chi vince di governare? Noi riteniamo che il democratellum non garantisca questo. Ci sta bene ragionare sul merito, ma non saremo mai d'accordo se non abbiamo la possibilità che chi arriva prima, al primo o secondo turno, vinca".

Ed ancora: "Chiediamo per rispetto ai cittadini mai più inciuci né grandi intese. Se ci si deve mettere insieme bisogna dirlo prima". Altra domanda posta da Renzi ai Cinque stelle: "Siamo dell'idea di rimpicciolire i collegi, ci state?". Inoltre: "Siete d'accordo sulla nostra proposta di affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale?". Ed infine: "Siete disponibili a ragionare di riforme costituzionali?".
Questi i cinque punti che il Presidente del Consiglio ha sottoposto alla delegazione del M5s nel corso dell'incontro alla Camera.

 

18 giugno 2014

Grillo attacca anche l'Unità

Con l'attacco all'Unità Grillo insulta la libertà e la democrazia

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“Gli insulti di Grillo all'Unità sono insulti alla libertà e alla democrazia. In qualsiasi Paese quando un giornale rischia di chiudere è una cattiva notizia perché viene meno comunque un luogo di confronto e di conoscenza. Solo la mediocrità intellettuale dell'ex comico ne può gioire”.
Lo ha affermato Paola De Micheli, vice capogruppo del Pd alla Camera, a proposito del post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, in cui viene definita ‘un’ottima notizia’ la scomparsa dei giornali in particolare il rischio chiusura per il quotidiano L’Unità.

“Ci dispiace per i grillini in buona fede – ha aggiunto -: che sia il primo omaggio al populismo di destra di Farage, il nuovo alleato europeo? Al giornale fondato da Gramsci, l'augurio di trovare presto una via di uscita che gli consenta di vivere ancora a lungo”.

Attacchi alle sedi del PD

Attentati sedi PD, Guerini: "Non abbassare la guardia"

"Le parole del ministro Alfano sui 72 attacchi contro sedi del Partito Democratico in tutta Italia, confermano l’importanza di non abbassare la guardia perché esiste nei confronti del PD una strategia di intimidazione a cui non ci piegheremo.
Bene che su questi episodi sia alta l’attenzione, a maggior ragione dopo l’escalation degli ultimi tempi con i casi violenti di Firenze e Trento.

Tutto il Partito Democratico è al fianco di militanti, lavoratori e dirigenti locali che hanno continuato l’attività nonostante atti di violenza o vandalismo contro le sedi. Questa è la risposta migliore a facinorosi e antidemocratici che con gesti vili credono di poter intimorire il PD bloccando il processo di cambiamento del Paese che sta portando avanti su tutto il territorio nazionale". Lo dice il vicesegretario del PD, Lorenzo Guerini.

Durante il question time di oggi con il ministro degli Interni, Angelino Alfano, intervenuto sui numerosi episodi accaduti negli ultimi mesi ai danni di sedi e circoli del Pd, sono intervenuti Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Partito democratico, e Nico Stumpo, della presidenza del Gruppo Pd alla Camera: "Non ci faremo intimidire dagli oltre novanta episodi di violenza di diversa entità rivolti contro le sedi del nostro Partito. Apprezziamo la solidarietà del ministro dell'Interno, sappiamo di avere dalla nostra parte il governo, le forze dell'ordine e la ragione.

13 giugno 2014

Alessandra Moretti su Orsoni e il caso Mose

Mose, Moretti: "Il passo indietro di Orsoni importante segnale chiarezza. E Galan?"

"L'opportunità politica raccomanderebbe ben altre scelte rispetto a quelle che sta prendendo Galan. E' alla città di Venezia che dobbiamo pensare in questo momento".

"Il passo indietro di Orsoni è un importante segnale di chiarezza e di opportunità politica: bene ha fatto il sindaco a rassegnare le sue dimissioni, è alla città di Venezia che dobbiamo pensare in questo momento". Lo afferma in una nota Alessandra Moretti.

"L'amministrazione - aggiunge - deve essere messa subito nelle condizioni di proseguire con efficacia il suo lavoro anche per il recupero di quella grande opera che è il Mose: sarebbe impensabile che una tale struttura, di eccezionale importanza ingegneristica, fosse bloccata quando è giunta all'80% della sua costruzione.