20 giugno 2011

Per noi il lavoro è la questione numero 1. Bersani.

Intervento del Segretario alla Conferenza Nazionale per il Lavoro.




Alcuni brevi stralci:

Siamo in una fase di cambiamento. Dopo il referendum e le elezioni amministrative è andata molto di moda la parola “inaspettato”. Ma mi domando, inaspettato da chi? Oggi mi voglio togliere un sassolino dalla scarpa perché la memoria e ben corta. Ci siamo dimenticati le battaglie operaie, quelle degli studenti e insegnanti durante l'autunno? Le trasmissioni come quelle di Fazio e Saviano? La piazza di San Giovanni a Roma mai vista così piena? Le giornate delle donne? Le celebrazioni per i 150 anni d'Unità? Poi sono arrivate le amministrative la cui vittoria ha fatto anche da traino nell'esito dei referendum.
Il movimento che è partito sta incominciando a raccogliere i suoi frutti. Dicevo che si poteva vincere perché mi accorgevo che le piazze erano piene di donne. E quando questo accade, si vince! Quindi per noi il cambiamento non è stato inaspettato. Si abbia maggiore rispetto e attenzione per il solo partito nazionale del Paese che è radicato in ogni luogo, presente tra tutte le generazioni, che sta nelle piazze e nella Rete. Siamo solo noi. Nessuno sulla Rete e nelle piazze è più di noi. E non è solo questione di organizzazione. Si smetta di guardare il Pd dal buco della serratura. Non siamo il partito della retroscena, noi siamo il partito della prima fila della scena!

Le dieci bugie. Fonte La Repubblica.


Si contano dieci bugie nelle dichiarazioni di Berlusconi.

1. B. dice di "non aver fatto sesso con Ruby". E' contradetto da numerosi documenti (intercettazioni, sms) e da testimonianze dirette.

2. B. dice che "anche Ruby lo scagiona". E' falso. Ruby è stata "interrogata" abusivamente da un "emissario" di B. e anche in quest'occasione opaca saltano fuori "le scene hard con il presidente".

3. B. dice di aver telefonato una sola volta al capo di gabinetto dela questura e di non aver minacciato. E' falso. Telefona più volte. Presenta Ruby come "la nipote di Mubarak" (altra bugia). L'ingerenza provoca l'agitazione dei funzionari e l'illegittimo affidamento a una prostituta brasiliana amica della minorenne.

4. B. dice: "E' la ventottesima persecuzione giudiziaria". Il numero è inesatto. Berlusconi h subito 16 processi (tre le assoluzioni).

5. B. dice:" Mi spiano dal gennaio 2010". E' falso. Sono soltanto stati raccolti i tabulati telefonici delle sue amiche.

6. B. dice:"Hanno violato la mia casa". E' falso. Le indagini si sono sempre fermate al cancello della villa di Arcore.

7. B. dice:"I giudici di Milano sono incompetenti". E' falso. Dottrina e giurisprudenza danno ragione alla procura di Milano.

8. B. dice:"Hanno maltrattato le mie amiche". E' falso. Lo smentisce il suo ragioniere, Giuseppe Spinelli, anche lui perquisito:"Polizziotti garbati".

9. B. dice:"Non ho mai pagato una donna". B. paga sempre le donne che partecipano al "bunga bunga" o che passano la notte con lui.

10. B. dice:"Non mi devo vergognare". E' la bugia più manifesta. Il premier deve dire finalmente la verità su questi dieci punti e assumersi fino in fondo le sue responsabilità, accettandone e conseguenze. In un paese democratico un capo del gaverno non può mentire ai suoi concittadini.

Nota del mattino del 20 giugno 2011.


1. RIAPRONO I MERCATI E L’ITALIA VA ALLA PROVA DI MOODY’S. MENTRE IL SALVATAGGIO DELLA GRECIA E’ ANCORA IN ALTO MARE. IL RUOLO DELL’EUROPA. E LE COLPE DEL GOVERNO ITALIANO. BERSANI: LA DESTRA CI LASCERA’ CON LA CORDA AL COLLO.
Oggi i mercati finanziari diranno quanto si fidano dell’Italia dopo l’annuncio della agenzia di rating Moody’s di un possibile declassamento dell’Italia perché ha un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo bassa.
Ciò che faranno gli operatori finanziari sui mercati avrà un notevole impatto sulle decisioni che gli italiani saranno chiamati a prendere. L’avvertimento di Moody’s è arrivato infatti in una fase estremamente delicata e caotica in Europa: i ministri dell’Unione europea non sono riusciti a trovare un accordo sul salvataggio della Grecia ed hanno rinviato a metà luglio la concessione delle risorse per sostenere il paese, in attesa che il governo e il Parlamento di Atene vari misure da lacrime e sangue per rimettere in sesto i conti pubblici del Paese.
E’ in questo contesto che va collocato il problema italiano, figlio della politica di destra dell’Unione europea, ma anche e soprattutto degli errori compiuti dalla destra in Italia. “Se non facciamo una battaglia politica per imporre una diversa linea politica in Europa” ha detto Guglielmo Epifani sabato a Genova, durante la Conferenza nazionale per il lavoro del Partito democratico, “rischiamo di non avere un progetto per la crescita e l’occupazione e di trovarci tutti di fronte al dilemma al quale oggi è di fronte il premier greco Papandreu: fallire o accettare una politica recessiva, che taglia drammaticamente garanzie, stato sociale, redditi, pensioni”.
Quanto all’Italia, anche qui la destra ha fatto danni, enormi e portatori di ripercussioni concrete e pesanti per i ceti più deboli. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ne ha parlato nella conclusione dei lavori di Genova: “All’inizio della legislatura noi dicemmo: attenzione, ci sarà un problema serio, non passeggero, di lunga durata. Usiamo le risorse che abbiamo per fare un piano di piccole opere da parte dei comuni e per alleggerire il peso del fisco sui redditi più bassi e sulle famiglie per sostenere i consumi. E non solo: facciamo un piano di riforme di sistema, dalle liberalizzazioni alla giustizia civile per i cittadini, e concordiamo con l’Europa un rientro graduale dal nostro debito. Loro, invece, la destra, tagliarono l’Ici per i più abbienti, misero denari nell’Alitalia, fecero il condono per chi aveva esportato capitali all’estero, e soprattutto negarono che vi fosse la crisi. Ora io chiedo: chi aveva ragione?”. Dopo anni di errori, siamo arrivati al punto. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha accettato un piano di rientro dal debito con scadenze e dimensioni durissimi da rispettare. Si è limitato a fare i cosiddetti “tagli lineari” alle spese dei ministeri e a non fare gli investimenti. Ma adesso i nodi sono venuti al pettine e l’Europa (e i mercati) si aspettano una manovra di correzione vera dei conti pubblici, pesantissima. “Dopo aver negato la crisi e le difficoltà, ora la destra ha condotto l’Italia a fare i conti con l’alternativa del diavolo” ha detto Bersani sabato: “O aprire un pericolosissimo negoziato con l’Unione europea; o fare una manovra recessiva che comporta sacrifici, tagli, riduzioni. La verità è che questo governo rischia di lasciare l’Italia con il cappio al collo”. “Ma a questo punto sono loro che devono dire come stanno le cose. Sono loro che dovranno dire la verità”.

2. LA LEGA HA ESAURITO LA SPINTA PROPULSIVA. BOSSI COSTRETTO A SOSTENERE BERLUSCONI. DOMANI E MERCOLEDI’ SCILIPOTI E BOSSI GARANTIRANNO LA FIDUCIA, MA IL GOVERNO E’ ANCORA PIU’ DEBOLE.
Domani e dopodomani il governo si presenta al Senato e alla Camera per regolarizzare la nuova composizione della maggioranza (con l’ingresso dei responsabili). Si preannuncia un voto di fiducia. E’ praticamente scontato che tra calciomercato ormai acquisito, Lega e Pdl ottengano la maggioranza per una manciata di voti. Ma il governo sarà ancora più debole e ancor meno in grado di affrontare il tornante che l’Italia deve superare.
Silvio Berlusconi è infatti un leader azzoppato dai suoi errori personali, dalle sconfitte elettorali e nei referendum, dalla mancanza ormai plateale di sintonia con gli italiani. E la Lega di Umberto Bossi ha dimostrato ieri nel raduno di Pontida di aver perso, al di là delle chiacchiere e delle grida, la sua spinta propulsiva. Bossi ha fatto richieste risibili, minacciato di abbandonare Berlusconi nel 2013 (sai che fifa!), vellicato la pancia dei fans con il ricorso alla demagogia e agli interessi spiccioli di gruppi specifici di supporter leghisti, ma non è riuscito a smentire il dubbio che i dirigenti si tengano stretti al governo perché gran parte del partito non reggerebbe alla perita del potere, delle poltrone, dei privilegi che la retorica leghista dice di voler abbattere.
Da La Repubblica. Ilvo Diamanti. “A Pontida, ieri, si sono affrontate e specchiate le due Leghe che coabitano sotto lo stesso tetto. Dentro lo stesso partito. Spesso, dentro le stesse persone. Se ne è avuta una rappresentazione esplicita, quasi teatrale, osservando la scena della manifestazione. Da una parte, la Lega di lotta e di protesta. I militanti ammassati sul prato. A gridare, senza sosta: "Secessione! Secessione!". Dall`altra, sul palco, la "Lega di governo". I leader. Chiamati, a uno a uno, per nome e cognome. E "per carica". Ministri, viceministri, presidenti di Regione e dei gruppi parlamentari. Da ultimo, il Primo. Il Capo.
Umberto Bossi. L`icona che tiene unite le due Leghe. Movimento e istituzione insieme, per usare le categorie weberiane rilette da Francesco Alberoni. Il "movimento rivoluzionario" indipendentista e il "partito normale", istituzionalizzato. Sempre più difficili da riassumere. Soprattutto oggi. Ne ha risentito anche la comunicazione del Capo. Normalmente semplice, fino all`eccesso. Ma chiara e netta. Stavolta meno del solito. Ha espresso i contenuti cauti, della Lega di governo con il linguaggio esplicito della Lega di lotta. Alla congiunzione fra le due Leghe, l`idea del Sindacato del Nord. Che tutela gli interessi "padani". Da ciò l`attenzione, ampia e appassionata, dedicata da Bossi agli allevatori e alla loro lotta. Ma anche ai contadini. Testimoni della "terra", il mito che ispira la Lega e la sua fede padana. Da ciò anche laminaccia, più che l`invito, al governo e a "Giulio" (Tremonti). Affinché abbassino le tasse che colpiscono soprattutto i " ceti produttivi" del popolo padano. Artigiani, lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Anche la polemica di Bossi, rilanciata da Maroni, contro l`intervento armato in Libia, viene tradotta in questa chiave. Più delle ragioni umanitarie preoccupano le ragioni della sicurezza. Del Nord. Minacciato dall`invasione dei poveri cristi in fuga dai bombardamenti. La Lega di lotta e di governo, tuttavia, faticano a stare insieme, a Pontida. Qualche volta stridono. Ai militanti di Pontida che gridavano "Secessione! Secessione!", Bossi ha risposto promettendo - più modestamente - di decentrare alcuni ministeri nel Nord. Più precisamente: a Monza. I dicasteri guidati da lui stesso e Calderoli, intanto. Invitando Maroni e lo stesso Tremonti ad aggregarsi. D`altronde, ha aggiunto, il ministero dell`Economia deve stare
dove si produce. Non a Roma. Spostare i ministeri a Monza serve, infatti, a marcare il distacco dallo Stato Centrale. E a valorizzare, per contro, la Capitale del Nord. Che gravita intorno a Milano. D`altronde, dopo le elezioni amministrative, la Padania ha perduto la capitale. E la Lega è stata spinta ulteriormente in provincia. Anche gli avvertimenti a Berlusconi - fischiato dai militanti ogni volta che ne veniva pronunciato il nome – rispondono al sentimento della "Lega di opposizione". Berlusconi - ha detto e ripetuto Bossi - non sarà necessariamente il candidato premier. D`altronde, i militanti, esibendo striscioni da stadio, inneggiavano a "Maroni premier". Il messaggio è chiaro. Berlusconi, verrà sostenuto dalla Lega solo se rispetterà gli interessi e le rivendicazioni del Sindacato del Nord. Pensieri, parole - e parolacce - a cui, tuttavia, difficilmente seguiranno i fatti. Perché queste rivendicazioni del Sindacato del Nord, per quanto "moderate", appaiono poco praticabili.
Proporre di decentrare alcuni ministeri a Nord è ben diverso che minacciare la secessione. Ma si tratta, comunque, di un progetto difficile da realizzare. Significherebbe svuotare l`idea - e la realtà - di "Roma Capitale". Divenuta tale con un decreto votato dalla stessa Lega. Lo stesso discorso vale per la riforma fiscale e le altre iniziative volte ad alleggerire o almeno controllare - il debito pubblico. Difficile immaginare che possano avvenire a spese, prevalentemente, dei ceti sociali e delle aree del Mezzogiorno. Roma Capitale e la Regione Lazio sono governate dal Pdl. Il Centro sud garantisce il bacino elettorale maggiore del Pdl. La Lega dovrebbe, a questo fine, rompere con Berlusconi e il suo partito, come nella seconda metà degli anni Novanta. Dovrebbe ascoltare il popolo di Pontida che grida: "Secessione! Secessione! ". Impensabile. Perché incombe ancora la sindrome del `99. Quando la Lega secessionista, da sola, si ridusse a poco più del 3%. Abbandonata dai "forzaleghisti", come li definì Edmondo Berselli. Gli elettori che votano ora Lega ora Forza Italia (e ora Pdl) su basi tattiche. Per questo Bossi lancia parole di lotta, ma poi usa argomenti di governo. Sorretti da ragioni ragionevoli. Guardate che non basta schiacciare un bottone per cambiare, ripete il Capo. Guardate che non possiamo fare cadere il governo e non possiamo neppure andare al voto. Oggi. Non conviene. Il «ciclo storico (ha detto proprio così) è cambiato. Ci è sfavorevole. Vincerebbe la Sinistra». Ma poi, aggiungiamo noi, non sarebbe facile neppure a Bossi convincere il suo partito ad abbandonare il governo - e il sottogoverno. Per ragioni interne. Costringere alle dimissioni i suoi ministri e i suoi viceministri. E tutti i suoi uomini inseriti nelle istituzioni, nei centri di potere economico, finanziario, pubblico e radiotelevisivo. Sarebbe difficile perfino a lui, il Capo. Anche proclamare la secessione. Da Roma. Non solo perché la stragrande maggioranza degli elettori del Nord, compresi i suoi, non la accetterebbe. Ma perché la rottura della maggioranza a livello nazionale avrebbe rilevanti conseguenze locali. Visto che la Lega, nel Nord, governa in due Regioni, molte province e centinaia di comuni. Insieme al Pdl. Difficile, infine, pensare che una Lega di governo, cresciuta tanto e tanto in fretta nel Nord, non sia attraversata da divisioni interne. Come avviene in tutti i partiti "normali". Che la proposta dei ministeri a Monza non abbia suscitato disagio nel Nordest e soprattutto in Veneto. Che le ovazioni a "Maroni premier" non abbiano messo di cattivo umore Calderoli.
E magari anche qualcun altro. Per questo le parole di Bossi e il rito di Pontida non hanno offerto indicazioni chiare sul futuro. La Lega di opposizione vorrebbe correre da sola. Contro tutti. La Lega di governo noncipensaproprio.I1 Sindacato del Nord pone
alla maggioranza condizioni che il Pdl non può accettare. Nessuno è abbastanza forte per imporsi. Né per rompere. Così il governo - e il Paese - sono destinati a navigare a vista. Finché ci riusciranno.

3. A FORZA DI PENSARE ALLE FESSERIE IL GOVERNO PERDE COLPI E LA NATO ASSEGNA COMPITI E RISORSE AD ALTRI PAESI. LA RUSSA NE FA UN’ALTRA DELLE SUE. E A RIMETTERCI SONO GLI ITALIANI.
Da Il Corriere della Sera. “C`è una doppia verità in quello che è successo all`ultima riunione della Nato a Bruxelles il 13 giugno scorso. Una verità politica del ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo il quale «abbiamo ottenuto uno straordinario successo». E una verità tecnica, quella dei militari dell`Aeronautica, i quali considerano gli accordi raggiunti «una disfatta che avrà notevoli conseguenze». II ministro è stato accusato di essere arrivato a quella riunione con 6 ore di ritardo. «Un ritardo studiato ribatte La Russa -. In quelle ore si parlava di Libia e io non volevo ascoltare nuove richieste,ilnostro impegno è già enorme». È arrivato in tempo per la riunione successiva, col segretario generale della Nato Rasmussen e il ministro della Difesa americano Robert Gates. Era l`addio di Gates che lascerà il suo incarico al Pentagono. Ci teneva a chiudere una pratica molto delicata: la riduzione dei centri Nato. La Russa era arrivato a Bruxelles con due certezze: il comando marittimo della Nato a Nisida doveva essere chiuso, mentre l`Aeronautica aveva fatto sapere di considerare il centro di comando e controllo (Caoc) di Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, essenziale per la difesa aerea. «Grazie a me - dice La Russa - il comando Nato di Bagnoli rimarrà operativo». In altre parole, la Nato voleva chiudere non solo Nisida, ma anche Bagnoli. Davvero troppo. A questo punto si è abbattuta sulla riunione la furia della ministra della Difesa spagnola Carme Chacón. Non è la prima volta che la signora alza la voce e minaccia sfracelli. Ha scritto una lettera di fuoco per dire che il suo Paese meritava di più. L`offerta alla Spagna consisteva in una apparecchiatura tecnologica chiamata Daccc, Deployable air command control center, un sistema di controllo aereo mobile e quindi trasferibile in aree destinate a interventi delle truppe Nato. La ministra Chacón l`ha considerato un insulto. Pretendeva il trasferimento a Torrejon, in Spagna, del centro di Poggio Renatico. II suo Paese non vanta grandi crediti, avendo ritirato i militari dall`Iraq senza tanti complimenti, mentre nella crisi libica ha messo a disposizione solo quattro aerei col divieto di bombardare. Tuttavia la reazione furiosa della ministra rischiava di far saltare tutto. Robert Gates doveva tornare a Washington senza aver chiuso l`accordo. «Ho cercato una mediazione - racconta La Russa -. Ho accettato che il Daccc fosse assegnato all`Italia e il centro di Poggio Renatico fosse trasferito in Spagna, ma solo quando, fra qualche anno, il Daccc sarà pronto. Ci abbiamo guadagnato: a Poggio Renatico lavorano 185 persone, col Daccc saliranno a 280». Ma i tecnici la considerano una clamorosa sconfitta. «Il Daccc è un sistema per le emergenze – sostiene Dino Tricarico, ex capo di stato maggiore dell`Aeronautica -.
Resterà chiuso e i 280 dipendenti non faranno nulla. Mentre la sicurezza dei cieli italiani sarà affidata alla Spagna». Sarà indispensabile, dicono responsabili dell`Aeronautica, farci un nostro centro di controllo nuovo. Costerà una fortuna”.

4. OGG CONFERENZA NAZIONALE DEL PD SULLA SICUREZZA E ALLA FINE CONFRONTO DIRETTO BERSANI-MARONI.
Dopo la Conferenza nazionale per il lavoro di Genova, oggi dalle ore 10.00, presso la Sala Bernini della Residenza di Ripetta, in via di Ripetta 231, si terrà la prima Conferenza nazionale del Pd sulla Sicurezza dal titolo "La Sicurezza come diritto di libertà". Parteciperanno i principali leaders democratici e concluderanno i lavori Pier Luigi Bersani e Roberto Maroni con un faccia a faccia moderato dal direttore de Il Messaggero, Mario Orfeo.

19 giugno 2011

Buona Domenica del 19 giugno 2011.

I post più cliccati della settimana.

Sulbiate ci sorprende ancora.
La nostra comunità con il 63% di affluenza ai seggi, in occasione della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno, non si è classificata al primo posto tra i comuni della Brianza solo perchè
superata di pochi decimali di punto dai vicini amici di Mezzago. Un risultato inatteso e clamoroso.
Alle ore 22,oo di domenica 12 eravamo i primi e avevamo con il 53% già raggiunto il quorum. In questo primo post c'eravamo illusi e, forse, abbiamo un po' esagerato. Ma è stato bello sapere di essere per una notte i "primi della classe" di tutta la Brianza.
Questi sono dati riscontrabili non in Lombardia, ma in Toscana ed Emilia Romagna.
Anche questo fatto accade a causa del "
buon vento" che sembra esseri levato in tutta Italia?

In questa settimana le visualizzazioni dei nostri post sono state decisamente sopra la media:
12.378 sono le pagine visualizzate negli ultimi trenta giorni. Grazie alla nostra presenza in Facebook e Twitter e all'attualità di argomenti di carattere e di interesse sovracomunale (tipo questione NO OUTLET) probabilmente stiamo incuriosendo ed interessando anche i lettori del Vimercatese.

In Consiglio Comunale siamo stati costretti a costituirci
Gruppo Consigliare autonomo. Il Sindaco Stucchi, dopo aver cacciato malamente Fassina e gli altri democratici dal suo Gruppo, più volte interpellato sembra non sia interessato a confrontarsi con il nostro Partito. Noi invece siamo e restiamo, fino a quando sarà possibile, disponibili.
E' urgente verificare la maggioranza scelta dagli elettori nel 2009, rilanciare l'azione di Governo, ricucire quanto è stato strappato da Stucchi.
Non possiamo farlo da soli. Responsabilmente
non poniamo ultimatum.

Le nostre sono solo condizioni politiche di buon senso e ragionevolezza.

Sono
due: rispetto del patto elettorale sottoscritto il 4 maggio 2009, rispetto del Programma per il quale ci siamo impegnati.

L'incidente, grave ma non irrimediabile, si è verificato solo sul primo punto di programma (Qualità della vita e Protezione del territorio).
Si può risolvere solo se si è disponibili alla mediazione e a ricercare una soluzione politica. Il Circolo del Partito Democratico, offrendo serenamente la sua disponibilità, sta facendo la sua parte.


E' più di una settimana che aspetta novità dal Sindaco.
I segnali che arrivano dalla stampa non sono tra i più concilianti.


Non ci resta che aspettare, pazientemente ancora , in attesa di capire le intenzione del Primo Cittadino che purtroppo, ad oggi, per noi, non sono chiare. E, di tanto in tanto, sollevare qualche domanda alle quali, prima o poi, qualcuno, forse, risponderà.

In coerenza con tutto il lavoro finora fin qui svolto,
(lo ripetiamo perchè a tutti sia chiaro!)per noi sono solo due gli argomenti importanti, da cui la maggioranza eletta nel 2009 può ripartire: Patto elettorale (Lettera di intenti del 04 maggio 2009) - Programma 2009.

Tutto ciò che non sia Patto e Programma è fuori luogo, anzi "fuori misura".
In questo momento fa perdere tempo prezioso e non ci interessa.

Immaginiamo non interessi neppure a Sulbiate.


Buona Domenica.

Immagini da Pontida: sempre le stesse. LA PADANIA NON ESISTE!

IMMAGINI DA PONTIDA.

Niente di straodinario tutto come previsto, non è accaduto nulla.
Si celebra la solita liturgia.
Dal "sacro" prato ritorna il grido di
"SECESSIONE-SECESSIONE",
accompagnato da
"MARONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO".

E Maroni ringrazia della fiducia dicendo:
"Noi abbiamo un grande sogno: una padania libera ed indipendente".
Queste parole sono state pronunciate da un Ministro della Repubblica.
Il fatto più grave di tutta la giornata!

Il primo commento di Berlusconi:

"Bossi conferma l'alleanza senza alternative".





ps: La "PADANIA" non esiste!

Il libro del mese.


Titolo: Per una buona ragione.

Autore:
Bersani Pier Luigi.

Dati 2011 - pag. 199

Curatore: Gotor - Sardo

Editore: Laterza - Collana Saggi Tascabili.






"La crisi del sistema democratico è oggi il terreno della battaglia politica. La nostra buona ragione risiede in una visione umanistica, capace di tenere insieme il concetto di democrazia con quello di uguaglianza". Pier Luigi Bersani parla per la prima volta in un libro dell'Italia e del Partito Democratico nel tempo della crisi economica e dei grandi mutamenti indotti dal mercato globale. Affronta gli errori del centrosinistra, l'involuzione plebiscitaria della Seconda Repubblica e gli squilibri sociali del Paese. Per promuovere una nuova crescita e un impegno costituente propone l'"unità delle forze della ricostruzione". È il manifesto politico, culturale e civile del leader del Pd.

Attività in provincia di Monza e Brianza n.22 del 2011.


Settimana dal 13 al 17 giugno 2011

A cura del Consigliere Vittorio Arrigoni.

1)Lunedì 13 giugno ’11 in Commissione 7 ci è stato illustrato il Piano di intervento per la sorveglianza del fiume Lambro.

Il piano è stato predisposto dalla Provincia di MB e dal Parco regionale della valle del Lambro con una spesa complessiva di 40.000 euro. Gli obiettivi del piano sono principalmente due.

Il primo è quello di garantire un pronto intervento in tutte le 24 ore della giornata: le segnalazioni verranno vagliate dalle GEV del parco e passate alla polizia provinciale o all’ARPA per gli interventi di competenza.

Il secondo obiettivo è quello di sostenere l’attività autorizzativa e di controllo del Parco della Valle del Lambro.

La Provincia ed il Parco stanno svolgendo un’azione di verifica delle autorizzazioni agli scarichi rilasciate ed il numero degli scarichi effettivamente esistenti.

2)Martedì 14 giugno ’11 in Commissione 8 l’assessore Meroni ci ha illustrato la situazione realizzativa e progettuale di alcuni nuovi edifici scolastici.

Limbiate: è in fase di costruzione ed i lavori procedono regolarmente.

Brugherio: è stato chiesto alla Provincia di Milano di modificare la destinazione del mutuo acceso per l’ampliamento del Porta di Monza (2,5 milioni di euro) a favore della costruzione dell’istituto di Brugherio. I lavori potranno iniziare solo dopo aver perfezionato la disponibilità finanziaria.

Arcore: completato l’esproprio dei terreni deve essere avviata la revisione del progetto per migliorare il contenimento dei consumi energetici previsti. La gara di appalto dei lavori partirà nel 2012, anno in cui saranno disponibili altri 2,5 milioni di euro necessari per finanziare le migliorie energetiche al progetto.

Monza: il Comune non ha ancora ufficializzato l’area su cui la provincia dovrà costruire l’istituto.

L’ampliamento del Porta non è più necessario perché l’istituto di Brugherio assorbirà parte della sua utenza. Per il nuovo Olivetti il comune di Monza deve definirne la localizzazione.

La provincia di MB, per quanto sopra illustrato, non sta dimostrando grande impegno per l’edilizia scolastica. Infatti gli investimenti sono insufficienti e le procedure sono faragginose.

La provincia di MB, a due anni dal suo avvio, non ha ancora iniziato i lavori di Brugherio e di Arcore e non ha messo in cantiere nessun altro nuovo edificio scolastico, nonostante le esigenze.

3)Giovedì 16 giugno ’11 in consiglio provinciale la consigliera Fiorito (PD) ha sollecitato l’assessore Colombo a costituire l’osservatorio per le politiche sociali, indispensabile per definire interventi mirati in materia sociale nell’intera provincia di MB.

Il capogruppo PD Guerriero è intervenuto a sottolineare il brillante risultato dei referendum che hanno registrato una grande affluenza e la vittoria dei si in tutti i comuni della Brianza, con esclusione di Seregno e Giussano.

Il presidente Allevi ha informato il consiglio circa la disponibilità dei comuni ad ospitare i profughi provenienti dalla Libia. Solo i comuni del Vimercatese hanno svolto una verifica coordinata delle disponibilità del loro territorio. Il resto dei comuni hanno ignorato il problema o hanno dato risposte negative. Alla faccia della solidarietà brianzola. Regione Lombardia e prefetture imporranno ai comuni di ospitare un certo numero di profughi. Nella provincia di MB ne arriveranno prossimamente un centinaio.

4)Venerdì e sabato 17 e 18 giugno ’11 ho partecipato con una delegazione del PD di MB, a Genova, alla Conferenza nazionale del PD sul lavoro. L’odg finale ha recepito le modifiche proposte dal PD della Regione Lombardia, approva il documento generale proposto dal PD nazionale e impegna il partito su cinque problemi prioritari:

-definire un progetto per l’occupazione giovanile e femminile sostenuto con fondi U.E.;

-prevedere interventi per sostenere l’economia e l’occupazione nel meridione;

-mantenere il contratto nazionale, seppure alleggerito e riformato, unito al contratto aziendale;

-promuovere la partecipazione dei lavoratori al governo delle imprese, attraverso il sistema duale che prevede un cda ed un cds;

- definire nuove e condivise regole per la rappresentatività sindacale necessaria a ratificare accordi e per eleggere le RSU.

Patrimonio di tutto il PD è l’impegno per ridurre il lavoro precario e per lavorare alla costruzione di una maggiore unità tra le OO.SS. nazionali.

Resta indefinito il tema del nuovo welfare che garantisca sia i lavoratori oggi precari, sia i lavoratori assunti a tempo indeterminato.

Vimercate, 20 giugno 2011

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Estate a Sulbiate: torneo di biliardino.






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BASTA PENULTIMATUM ROBOANTI!
Noi siamo alternativi alla Lega!

Festa della Birra Bernareggio: ultimo giorno. VIDEO.

Grande successo al CTL 3 di Bernareggio per la Prima Edizione della FESTA DELLA BIRRA organizzata da alcuni giovani di Bernareggio, Sulbiate, Carnate, Aicurzio.
La partecipazione alla prime due serate è stata starodinaria.

Buona la birra, buona la musica, buono il cibo, buoni i prezzi,....belle le persone!

Non ci credi?
Clicca qui sotto e vedi.

Breve video di ieri sera 18/06



QUESTA SERA ULTIMO APPUNTAMENTO.
NON PERDERE L'OCCASIONE!!!