La sentenza sul cognome materno colma un deficit culturale
"Un importante segno di civiltà. La sentenza della Corte
europea dei diritti Umani di Strasburgo, che ha riconosciuto il diritto
dei genitori di poter scegliere, dando ai figli il solo cognome della
madre, colma finalmente un deficit culturale e legislativo del nostro
Paese. L'Italia, da questo momento non può più fare finta di niente, non
può restare indietro".
Lo ha dichiarato la deputata Pd
Roberta Agostini, vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.
"Questa
di oggi – ha aggiunto -, è una vittoria di tutte quelle madri che
vogliono poter vedere realizzato il legittimo desiderio di dare il
proprio cognome ai figli, una vittoria ottenuta nel nome di quel
principio di pari opportunità che nella nostra società va attuato a
tutti i livelli. Ora tocca a noi, che siamo in Parlamento, lavorare
affinché questo diritto sia riconosciuto con una legge italiana".
Per la vicepresidente del Senato,
Valeria Fedeli,
la decisione della Corte europea per i diritti umani di Strasburgo, che
ha accolto a maggioranza la richiesta di una coppia di Milano contro il
rifiuto delle autorità italiane di consentire l'attribuzione alla
figlia del nome della madre, "rappresenta davvero una grande innovazione
e un passo in avanti per rendere il nostro sempre più un Paese civile".