21 ottobre 2014

La cultura è protagonista a Monza!

Cultura protagonista a Monza sabato 25 ottobre

Una giornata dedicata alla cultura a Monza. “Da valore cultura all’Art Bonus. Un cambio di passo per il Paese” si svolgerà sabato 25 ottobre a Monza, presso il Teatrino di corte della Villa Reale. L’iniziativa è del gruppo del PD alla Camera: sarà probabilente l’unica iniziativa nazionale di questa portata sul tema e raccoglie contatti e relatori significativi del mondo della cultura.
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In questa giornata di conferenze riconosciamo un filone di lavoro al quale stiamo prestando molta attenzione. Con questo convegno rafforziamo il nostro impegno per fare della cultura un vero motore di sviluppo per il nostro territorio e per tutto il Paese. Dal confronto di sabato 25 ottobre emergeranno nuovi possibili terreni di lavoro, per la Lombardia, per il Parlamento e per il Governo e noi, costruendo e rafforzando un’alleanza con il mondo della cultura in senso ampio, vorremmo proprio dare concretezza all’approccio descritto nella presentazione del programma:

20 ottobre 2014

Il parere di Civati sugli 80 euro alle neomamme

Vi prego: gli asili nido, non gli 80 euro (è meglio, meglissimo)

Lo diceva anche il premier attualmente in carica che avrebbe fatto gli asili, come nella sua città.
Perché spendere 80 euro per tre anni (pare che il conto ci porti a impegnare risorse tra il miliardo e mezzo e i due: desumiamo i dati dalle trasmissioni tv) quando quelle risorse ingenti potrebbero essere investite per aprire asili nido?
A parte il maschilismo certamente involontario (“per le mamme”, che così se ne stanno ancora un po’ a casa) e il messaggio sicuramente forte sotto il profilo del marketing elettorale spintissimo a cui siamo quotidianamente esposti, mi pare una mossa molto sbagliata.
Sulle bambine e i bambini non voglio certo fare polemica, ma come sanno tutti (soprattutto gli esperti), l’investimento in asili nido è quello più redditizio per la società: da tutti i punti di vista. Perché dà lavoro di qualità, perché riduce le disuguaglianze, perché estende un servizio che ora manca.
Non dico che sia la “spesa pubblica perfetta”, ma si avvicina molto all’idea.
Se quelle risorse ci sono e hanno copertura (la qual cosa non era prevista nemmeno nelle slide di pochissimi giorni fa), si usino bene. Altrimenti, pensando ai nostri figli, commetteremmo un errore proprio nei loro confronti.

Nuovi fondi per l'Agricoltura

Martina: "Due miliardi all'agricoltura"

"Il `fondo di garanzia prima richiesta` copre fino al 70% dell`importo finanziato dalle banche e dovrebbe portare 510 milioni di investimenti"Intervista a Maurizio Martina di Sandro Neri - QN

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Milano è una mano tesa, e insieme una sfida, agli imprenditori. Proprio come la legge di Stabilità. «Il messaggio è coerente con quello lanciato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi: ci sono strumenti per accompagnare investimenti e imprese - sottolinea il ministro Maurizio Martina - chi vuole investire nei settori agricolo e agroalimentare può farlo. Quindi si faccia avanti». Martina presenta così il piano del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali espressamente nato per «accompagnare le imprese nel futuro». Sul tavolo, oltre 2 miliardi di euro per il triennio 2015-2017 e otto diversi strumenti messi in campo per promuovere gli investimenti. «E la prima volta - precisa Manina - che il ministero vara un piano pluriennale con questa finalità, unendo le forze di Isa e Ismea. Cioè i due enti controllati che operano, rispettivamente, nel comparto agroalimentare e in quello agricolo. Lo faccio prima di tutto perché le imprese abbia- no tutte le informazioni necessarie per agire».

Ministro, 2 miliardi sono tanti. Dove troverete le risorse?

«Le risorse di parte pubblica del piano ci sono già. Sono quelle stanziate e messe a bilancio dalle due società controllate, Isa e Ismea. Ma lo Stato non si sostituisce all'impresa: per questo ad ogni euro stanziato dal pubblico deve corrisponderne almeno un altro ad opera dei privati. Noi dobbiamo accompagnare e aiutare le imprese, non certo sostituirle. Lo Stato interviene solo a titolo di garanzia o di supporto».

Cosa vi rende così sicuri che i privati investiranno così tanto?

Il PD per tutto il Paese

Guerini: "Il nuovo PD parla a tutto il Paese non solo a un pezzo"

"Un partito degli elettori non solo degli iscritti".
L'intervista al vicesegretario del PD di Carlo Bertini, La Stampa

guerini  guerini
"Il PD renziano è un partito che esce dal suo tradizionale recinto per consolidare quella vocazione maggioritaria già testimoniata dal voto alle europee e considerata velleitaria da chi ci ha preceduto». Evita toni polemici, Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD, alla vigilia della Direzione chiamata a decidere il profilo del nuovo partito, ma è evidente a chi si riferisca. A Bersani e compagni che non perdono un colpo per «fare polemiche inutili e pretestuose. Se la strategia è quella di logorare Renzi, non mi sembra abbia gran successo". 

Da dieci mesi governate voi la ditta. In cosa si differenzia da quella di Bersani? 

«Intanto nel messaggio: si sono visti i limiti che il richiamo alla cosiddetta ditta scontava. Il nuovo PD è un partito che parla a tutta l`Italia e non solo a un ne di chiudersi in una ridotta per navigare in mare aperto. 
E in cui le forme di partecipazione si devono rinnovare: dobbiamo riconquistare la fascia tra i 20 e i 35 anni e per farlo l`uso dei social network è essenziale. Non sul modello grillino, ma sul modello Obama per intenderci. 
A sette anni dalla sua nascita dobbiamo proiettare il PD nelle sfide del futuro. Sapendo che le forme del passato hanno mostrato i loro limiti: deve essere chiamata alla partecipazione la platea degli iscritti ma anche quella degli elettori che ci hanno dato fiducia alle europee, coinvolgendoli ad esempio con referendum tematici». 

17 ottobre 2014

Legge di stabilità

"La Legge di Stabilità varrà 30 mld, senza un centesimo di aumento delle tasse"

"La manovra nel suo complesso avrà 30 miliardi di euro, senza un centesimo di aumento delle tasse. Dal 2015 verrà abolita la componente lavoro dalla tassa dell'Irap, un taglio pari a 6,5 miliardi di euro". Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi intervenendo all'Assemblea di Confindustria a Bergamo

Renzi Confindustria  Renzi Confindustria
"Quanto accaduto a Genova dimostra che le riforme di cui abbiamo parlato in questi mesi, che molti dicono che non servono a niente, sono fondamentali: se un'opera pubblica viene bloccata dai ricorsi e dai controricorsi, se lavorano più gli avvocati e i giudici che i manovali, si comprende perchè va cambiata la giustizia civile, ecco perchè lo Sblocca Italia, ecco perchè bisogna prendersi le responsabilità". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, intervenendo all'Assemblea di Confindustria a Bergamo.

"Quello che è inaccettabile è lo scaricabile. Sei mesi a discutere su chi l'ha fatto, su chi ha la colpa, e poi si ricomincia. Questo porta alla stagnazione e alla crisi. Ci saranno 18 miliardi che taglieremo come tasse dei quali una parte andranno destinati a incentivi per un triennio per evitare completamente i contributi a chi fa assunzioni a tempo indeterminato - ha annunciato Renzi -.

16 ottobre 2014

Toc toc, Maroni è in casa?!

Caro Maroni, che ti succede?
Che succede a Maroni? No, tranquilli, non siamo interessati alla sua vita privata, che peraltro Bobo presidente tiene giustamente ed efficacemente riservata, ma al modo in cui interpreta il ruolo di leader della regione più importante d'Italia.
Da un anno e mezzo a questa parte il governatore lombardo ha perso progressivamente smalto e visibilità e pare in balia delle pressioni dei suoi alleati che sgomitano per imporgli un rimpasto di Giunta che ha sempre più il sapore di una resa dei conti.

Il silenzio, in alcuni casi, è segno di sicurezza e forza, perché, più che l'affanno comunicativo può la concretezza amministrativa e politica. Il silenzio di Maroni non ci pare però appartenere a questa categoria, sembra piuttosto l'imbarazzo di chi non sa bene che cosa dire e non ha certezze riguardo la strada da intraprendere, salvo affidarsi ai ritornelli di antico sapore leghista sulla necessità che tutti imitino la virtuosissima Lombardia.
Pressato dai suoi, Maroni ha tentato di invertire l'inerzia di una comunicazione ripiegata su lui stesso e, prima, ha giocato la carta Sgarbi in piena estate, salvo venirne oscurato e anche quasi canzonato, poi si è deciso a ritagliarsi una tribuna televisiva che, dopo la curiosità della prima volta, è sparita nel triste tran-tran di un'emittenza locale sempre più in crisi di risorse e di idee.

15 ottobre 2014

La lettera di Walter Tocci ai giovani (e non solo)

articolo tratto dal blog di Pippo Civati. Clicca qui per visitare il blog!!!!

Walter interviene per rispondere ai numerosi commenti e ai tanti messaggi che gli sono pervenuti in questi giorni complicati:
Tra i tanti messaggi che ho ricevuto a seguito delle mie dimissioni da senatore, quelli dei giovani in particolare sembrano averle interpretate come un segnale di abbandono. Ho chiesto a Pippo ospitalità sul suo blog per dire loro che non è così, anzi. Il mio gesto vuole essere un incitamento ai giovani a impegnarsi in politica, rischiando per le proprie idee, contribuendo a migliorare il rapporto dei partiti con la società.
Fin dalla sua nascita, il Pd si è appoggiato molto alla figura del leader, con alterne fortune, ma non ha mai messo a frutto le tante altre risorse disponibili: ci sono tre milioni di elettori pronti a impegnarsi; nei territori giovani amministratori realizzano quelle innovazioni che stentano a livello nazionale; tanti movimenti che curano i beni comuni avrebbero molto da proporre a un partito disposto ad ascoltare; tante competenze, nuovi linguaggi, esperienze creative potrebbero essere coinvolte nell’inventare nuovi modi di fare politica. Un partito che utilizza appieno le risorse civili disponibili è in grado di durare più dei suoi leader. Viviamo nel tempo corto della comunicazione, ma i partiti servono anche al tempo lungo del cambiamento. La grande politica che trasforma un paese ha una durata.
Questo è il Pd non ancora che insieme abbiamo sognato nelle primarie.

14 ottobre 2014

Servizio idrico e Lombardia

Servizio idrico, una quota della tariffa ai paesi in via di sviluppo

acquaUna quota della tariffa del servizio idrico integrato della Lombardia ai progetti di cooperazione per i Paesi in via di sviluppo. È quanto abbiamo fatto finora e deve rimanere nella nuova versione della legge regionale. Lo abbiamo chiesto oggi dopo che, in Commissione Ambiente, tra i vari interventi proposti dalla Direzione generale dell’Ambiente di Regione Lombardia c’era anche la proposta di cancellare il comma in cui si stabilisce che una quota della tariffa può essere destinata a progetti di sviluppo nei Paesi più poveri.
Abbiamo quindi presentato un emendamento che chiede di mantenere questa possibilità: fino a oggi sono stati portati avanti diversi interventi virtuosi da parte delle aziende idriche a favore di popolazioni che altrimenti non avrebbero mai potuto averli. La Lega ha dato il suo ok  (“siamo i primi ad aver sempre sostenuto il principio che queste popolazioni vanno aiutate a casa loro” hanno spiegato).

Gigi Ponti è il nuovo Presidente della Provincia di Monza e Brianza

E' stato eletto con il 63,2% dei voti. La lista Brianza Rete Comune con il 57,13% ottiene 10 consiglieri provinciali su 16.

"Innanzitutto vorrei ringraziare tutti voi che vi siete candidati per aver dato la vostra disponibilità e reso possibile questo bel risultato.

Ringrazio anche Fausto Perego e Luca Tomaino che hanno lavorato in questi giorni a preparare la documentazione e presidiare i seggi.

Ora inizia un nuovo percorso, nel quale servirà ancor più che ora il contributo di tutti, per far sì che quanto abbiamo in mente per il nostro territorio possa diventare realtà". E' stata la prima dichiarazione del neo Presidente.

13 ottobre 2014

Genova di nuovo in ginocchio

Genova e non solo

"Basta scaricabarile: è il tempo del coraggio e nessuno può tirarsi indietro. Vedo i ragazzi che spalano il fango dalle strade e a loro va il mio grazie". Matteo Renzi

genova alluvione 1  genova alluvione
Adesso tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d'ordinanza. Ma diciamoci la verità: del dissesto bisogna occuparsi quando non ne parla nessuno, non quando ci sono i titoloni in prima pagina che tra poche ore saranno già dimenticati. I ragazzi che sorridono spazzando via il fango di Genova sono bellissimi e ci dimostrano che c'è una generazione di giovani che non è come viene raccontata in modo superficiale e banale. Ma non bastano. 

C'è bisogno di sbloccare i cantieri, come abbiamo iniziato a fare con l'unità di missione. Di superare la logica dei ricorsi e controricorsi che rendono gli appalti più utili agli avvocati che non ai cittadini, come abbiamo previsto con il disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione. Di coordinare la protezione civile con un maggior ruolo del livello centrale come prevede la riforma costituzionale del titolo V. 

Si chiamano Sbloccaitalia, riforma della P.A., riforma costituzionale, riforma della giustizia, cantieri dell'unità di missione le priorità per l'Italia che vogliamo.
C'è l'emergenza certo. Non manca e non mancherà il sostegno del Governo e penso innanzitutto a quei commercianti che hanno preso il mutuo per pagare i danni del 2011 e sono di nuovo da capo. Ci saranno forme di ristoro anche per i privati, è giusto e doveroso e urgente.