31 dicembre 2014

Buon Anno a tutti!!

Redazione di Teorema
e
Circolo Partito Democratico di Sulbiate

Augurano a tutti un Buon Anno Nuovo, per un 2015 migliore!

30 dicembre 2014

Renzi in conferenza stampa

L'Italia è un Paese vivo e ricomincerà a correre

"Nel 2014 il percorso di cambiamento che è partito e sta producendo dei risultati concreti è sotto gli occhi di tutti, nessuno lo può negare" La conferenza stampa di fine anno del premier Matteo Renzi dalla Nuova Aula del Palazzo dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati

Conferenza fine anno  con_fine_anno
"Nel 2014 il percorso di cambiamento che è partito e sta producendo dei risultati concreti è sotto gli occhi di tutti, nessuno lo può negare. Ma a me non basta cambiare il ritmo della politica ma anche l'umore della popolazione: la paura sta rannicchiando le abitudini degli italiani, se è vero che i risparmi dal 2012 sono aumentati, ma mi preoccupa il senso di stanchezza culturale. Io sono sempre più convinto che l'Italia ce la farà, siamo un Paese vivo". Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi nella conferenza stampa di fine anno alla Camera. "Siamo andati in luoghi della crisi dove mai era stato un premier, primi fra tutti Termini

27 dicembre 2014

Epifani sul dopo Napolitano

Capo dello Stato, Epifani: "Avremo gli occhi del paese e dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare"

"Il criterio principale è puntare a un presidente delle Repubblica di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza". Intervista a Guglielmo Epifani di Giovanna Casadio, la Repubblica

  
«Avremo gli occhi del paese e anche dell'Europa puntati addosso, il Pd non può sbagliare. Né abbandonarsi a fronde interne». Guglielmo Epifani, l`ex segretario dem, uno dei leader della minoranza del partito, avvisa il premier. È convinto inoltre che al Colle «sarebbe ragionevole andasse una personalità del Pd». 

Epifani, saranno gli stessi dem a mettere i bastoni tra le ruote a Renzi nella partita per il Quirinale? 

«Quando partirà il vero e proprio lavoro istruttorio, e non potrà che avvenire dopo le dimissioni del capo dello Stato anche per rispetto verso una grande figura come quella di Napolitano, il Pd deve munirsi di due atteggiamenti convergenti. Il primo: evitare quello che successe un anno e mezzo fa, quando furono bruciati dei candidati e non si riuscì a trovare una soluzione se non chiedendo a Napolitano un sacrificio. 
L'altro: la consapevolezza che se il Pd riesce a restare unito ha un peso determinante. 
I Democratici non possono sentirsi il tutto, però siamo più di una parte». 

Ma tutto questo mette al riparo dalle fronde interne, dai sabotaggi? 

«Dobbiamo essere all'altezza della situazione. Il criterio principale è puntare a un presidente di alto profilo, di garanzia, che abbia esperienza. Il Pd non può imporre, ma neppure subire veti. Sentire alcuni partiti dire "no a una persona di sinistra" era ed è inaccettabile». 

Sarà sempre un'Assemblea del Pd a indicare chi corre per il Quirinale? 

«Deve decidere il partito insieme ai gruppi parlamentari». 

22 dicembre 2014

Roberto Rampi | Notizie dal Parlamento | 6

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Un anno di lavoro per costruire futuro

Cerco di inviare queste note con una cadenza periodica che da un lato non annoi e non impegni oltre misura il tempo di chi legge, dall'altro tenga conto di quanto realmente realizzato e non di sole dichiarazioni o auspici.
 
Camera 6Il provvedimento più importante su cui stiamo lavorando proprio in questi ultimi giorni dell'anno è la  Legge di Stabilità, che determina le risorse di cui disporre per il futuro.
Le priorità sono lavoro e scuola: credito d'imposta per la ricerca, sgravi fiscali, riduzioni significative del costo del lavoro (che rendono più vantaggiosi i contratti a tempo indeterminato rispetto agli altri, incentivano le nuove assunzioni per il 2015 e prevedono sgravi anche per il lavoro non dipendente).
Questa legge di stabilità destina oltre due miliardi di euro, aumentati con lavoro della Camera, sugli ammortizzatori sociali e le politiche attive sul lavoro, quasi quattro volte in più del passato. Queste ultime due misure danno una corretta chiave di lettura della delega sul lavoro, il famoso "Jobs Act" di cui si è sentito parlare molto, senza però approfondirne i reali contenuti.
scuola 6Ci sono poi, e sono significativi, miliardo di euro in più per la scuola nel 2015 e 3 in più nel 2016 che danno copertura economica al progetto "La buona scuola". La scuola è la grande scommessa per il nostro futuro perché dalla qualità culturale e dalle competenze dei nostri bambini che sono gli italiani di domani dipende che cosa saremo noi come comunità e dipende anche la nostra capacità di fare impresa, di dare lavoro, di fare qualità nella sfida globale. 

Con le maggiori entrate derivanti dalla tassazione sulle rendite finanziarie, sul gioco d'azzardo e dai tagli alle pensioni d'oro, verranno sostenute nuove misure per la lotta all'evasione e per la prevenzione e cura delle ludopatie. Si tratta di temi di cui si parla spesso, raccontando inesattezze e dando informazioni superficiali.

21 dicembre 2014

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 94 del 20 dicembre 2014

Immagine rimossa dal mittente. 1
Sabato 20 Dicembre 2014
Il pasticcio delle province
Ho sempre sostenuto che la riforma Delrio sulle province andasse nel senso giusto. In attesa della modifica della Costituzione, infatti, le ha trasformate in enti di coordinamento ed a servizio dei comuni. Spetterebbe ora alle Regioni decidere quali ulteriori funzioni delegare loro, oltre a quelle (poche) fondamentali fissate dalla legge. La Legge di stabilità in corso di approvazione in parlamento rischia però ora di compromettere tutto. Nei prossimi due anni le province avranno un taglio di tre miliardi l'anno e dovranno ridurre del 50% il personale. È la stessa cura che la troika ha imposto ai comuni greci. Qui i costi della politica però non c'entrano più: gli amministratori provinciali già lo fanno gratis. Saranno i servizi ai cittadini a sparire.
La settimana in Regione: Maroni, il Temporeggiatore
In attesa della prossima sessione di bilancio, la scorsa settimana il presidente Maroni si è dedicato ad una delle sue arti preferite: il rinvio. Martedì ha convocato i presidenti delle Province, che attendono di conoscere il destino dei loro Enti, ma non ha detto loro nulla, rinviando ogni decisione su deleghe e risorse all'ultimo giorno utile, il 30 dicembre. Doveva essere anche la settimana di presentazione della riforma sanitaria. Tutto rinviato anche in questo caso. Il Nuovo Centro Destra, che non gradisce le proposte della Lega, minaccia ritorsioni sul bilancio: meglio quindi posticipare. Tanto, i pazienti lombardi sono già abituati a lunghi tempi d'attesa.
Il bilancio di Regione Lombardia
Lunedì e martedì si discuterà il bilancio regionale per il 2015. Sono previsti pesanti tagli su molti fronti. Maroni ne darà la colpa al governo Renzi. I dati nazionali in realtà ancora non sono del tutto chiari. In attesa della versione definitiva della Legge di stabilità il PD lombardo chiede che la giunta regionale cominci a fare i compiti in casa propria. C'è ancora molto da migliorare anche all'interno della nostra Regione, soprattutto nella galassia degli enti e delle società partecipate, dove in settimana si è consumata l'ennesima faida interna alla maggioranza con le dimissioni del Direttore di Ersaf.

18 dicembre 2014

Lucrezia Ricchiuti - Newsletter n.4 - 17 dicembre 2014

 












Commissione 6^ Finanze e Tesoro
Commissione parlamentare d'inchiesta sulle mafie


  In Parlamento. Cominciamo con una buona notizia: è stata finalmente approvata la legge sul rientro dei capitali e sull’autoriciclaggio e sul tema ecco il mio intervento in Aula.
Non è la soluzione a tutti i nostri problemi ma è un passo avanti cui mi sono dedicata con molta attenzione ed energia.
Persistono invece le insufficienze dell’azione del governo. Mi dispiace scriverlo ma è così. Jobs Act e Sblocca-Italia non porteranno un posto di lavoro in più, vedi gli ultimi dati Istat pubblicati e crescono gli indicatori di crisi, come retribuzioni e ore di cassa integrazione.
A fronte di alcuni elementi positivi nella legge di stabilità (conferma degli 80 euro – anche se potevano e dovevano essere distribuiti meglio – introduzione del bonus bebè, un credito d’imposta per le imprese che investono in ricerca e innovazione, un modesto allentamento del patto di stabilità interno per i comuni che spendono per mettere in sicurezza i territori) manca l’ambizione di attaccare i grandi sprechi (F35, opere inutili) e le rendite illecite (le mafie, la corruzione e l’evasione fiscale).
L’Italia non è un paese povero ma è molto ingiusto e diseguale.

Sulla legge elettorale. Sono insoddisfatta dell’Italicum. Sono per un sistema maggioritario uninominale che valorizzi quella parte autenticamente democratica dei partiti e l’esperienza delle primarie e l’ho ribadito nel mio intervento in Commissione affari costituzionali .
  Mafia e corruzione. Le notizie sull’inchiesta di Roma sono inquietanti ma non sorprendenti. E’ una mafia nuova, fatta di un repellente impasto di fascisti, delinquenti comuni e corrotti, che emerge bene dall’ordinanza di custodia cautelare e che ci è stata descritta da Giuseppe Pignatone nella seduta della Commissione d’inchiesta sulla mafia dell’11 dicembre 2014.

17 dicembre 2014

Con Pippo Civati alla scuderie di Bologna



La sinistra? POSSìBILE – Il racconto della giornata di Bologna

di: Stefano Catone

Bologna, sabato 13 dicembre – La Scuderia è ormai casa per l’associazione Possibile, che nel febbraio scorso aveva discusso nello stesso luogo il proprio posizionamento rispetto al nascente governo guidato da Matteo Renzi.
Allora l’associazione Possibile non c’era ancora, in realtà, e le persone che riempivano il locale – e anche quelle fuori – si definivano, molto semplicemente, “civatiani”. Poi le cose sono cambiate. Pippo Civati c’è sempre: ci si accorge del suo arrivo dal circo mediatico che si scatena e dal caldo applauso che scatta tra la folla. Al suo fianco, però, inizia a prendere forma la sinistra possibile” stretta attorno al Patto Repubblicano”.
Si comincia nella tarda mattinata, con la sala già gremita. La mattina è dedicata alla questione delle questioni: il lavoro. Luigi Mariucci, ordinario di Diritto del Lavoro, illustra limiti, imprecisioni e cose sbagliate del Jobs Act, con un approccio analitico, laico. Dopo di lui si alternano al microfono le sigle della sinistra possibile: giovani sindacalisti, alla difesa del lavoro ma capaci di guardare oltre l’orizzonte strettamente sindacale, rappresentanti di nuove (si fa per dire) categorie di lavoratori (gli autonomi, i precari), TILT (rete di associazioni e persone che si batte, in particolare, per l’introduzione del reddito minimo). E i lavoratori di Terni. Anche loro.
Il pomeriggio si apre con l’intervento di Paolo Cosseddu, che provocatoriamente lancia l’idea di una “class action” per tutti coloro che non hanno percepito i famosi ottanta euro.
Si prosegue con il Patto Repubblicano. Lo presenta il costituzionalista Andrea Pertici. Cos’è il Patto? E’ un’analisi dell’Italia di oggi, in larga parte confermata dai risultati della “Ricognizione Possibile”, che abbiamo lanciato alcuni giorni fa, e che ci raccontano che, su un campione che per il 73% si definisce “elettore storico del Partito Democratico”, larghissime maggioranze non condividono per nulla Jobs Act, Sblocca Italia, mentre aumentano coloro che non si sentono rappresentati.
Il Patto Repubblicano è anche una proposta, declinata in dieci “inviti all’azione”, che chi sottoscrive si impegna a realizzare, nel proprio quartiere, in Consiglio comunale, alla Camera, al Parlamento Europeo. Cittadini e donne e uomini delle istituzioni, impegnate per promuovere dieci riforme che riteniamo fondamentali.  Al momento le sottoscrizioni sono più di mille, e a breve ci metteremo insieme al lavoro. Un’analisi impietosa sullo “stato della Democrazia in Italia” è stata fatta da Nadia Urbinati, anche lei sottoscrittrice del Patto, insieme a Christian Raimo che con le sue slide zeropuntozero ha offerto una lettura dell’Italia ai tempi del governo Renzi, arrivandosi a chiedersi come mai, a Roma, sotto casa sua, c’era Borghezio. E dov’era la sinistra. Dov’è la sinistra quando si tratta di lotta alla corruzione, di paradisi fiscali europeissimi e di diritti, ci si chiede ascoltando Salvo Tesoriero, Lucrezia Ricchiuti, Elly Schlein e Marina Terragni.