6 novembre 2013

6 novembre 2007 - ci lascia il grande giornalista Enzo Biagi

Nato a Lizzano in Belvedere, un paesino dell'Appennino tosco-emiliano in provincia di Bologna il 9 Agosto del 1920, da una famiglia di umili origini (il padre era aiuto magazziniere e la madre casalinga), Enzo Biagi rivelò molto presto la sua predisposizione per le materie letterarie ed in particolar modo per la scrittura.

Nel 1941 venne iscritto nell'Ordine dei Giornalisti e lavorò per qualche tempo come cronista al " Resto del Carlino" prima di essere chiamato alle armi e dopo l'8 settembre 1943 partecipò alla Resistenza unendosi ai partigiani operanti sul fronte dell'Appennino.

Il 21 aprile 1945 entra a Bologna con le truppe alleate e annuncia dai microfoni della radio locale la fine della guerra

Dopo la guerra, Biagi fonda il settimanale, "Cronache" ed il quotidiano "Cronache sera", viene riassunto dal "Resto del Carlino", in quegli anni "Giornale dell'Emilia", dove rimane per alcuni anni come il critico cinematografico.

5 novembre 2013

Informiamoci per le primarie



Come è noto l'8 dicembre si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per l'elezione del nuovo segretario nazionale. 


Province e comuni


Province e comuni: quale futuro? La diretta web mercoledì 6/11 alle 13 con Straniero e Brivio

provinceNuovo appuntamento in diretta web su www.blogdem.it. Mercoledì 6 novembre alle 13 Fabio Pizzul discuterà con Raffaele Straniero di automie locali, soppressione delle province e unione/fusione di comuni in Lombardia. Con loro ci sarà Virginio Brivio, sindaco di Lecco.
Come sempre aspettiamo già da ora le vostre domande e riflessioni.
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5 novembre 1935: Arriva il Monopoli nei negozi!

Buongiorno gentili lettori di Teorema,
da oggi il nostro blog si arricchisce di una nuova rubrica che cercheremo di aggiornare quotidianamente o almeno molto spesso.
La rubrica si chiama "Almanacco del Giorno". Come il nome può suggerire pubblicheremo notizie che riguardano vari argomenti: politca, storia, fatti di cronaca, ricordi di persone, invenzioni, nascite di personaggi importanti...
Ovviamente alcune saranno più "serie" mentre altre lo saranno un po' meno, non per questo però risulteranno meno interessanti.
Questa rubrica nasce con l'intento molto umile di informare, ricordare, fare scoprire  a chi legge, avvenimenti che sono successi in tempi più o meno lontani e che spesso finiscono dimenticati.
Ad inaugurare la rubrica c'è una notizia abbastanza leggera e di piacevole lettura, parliamo di un gioco che tutti conoscono e che, dopo anni ed anni, allieta ancora le serate di moltissime persone in tutto il mondo.
Pur essendo così datato è sempre molto attuale, si tratta infatti di un gioco dove le proprietà vengono comprate e rivendute, sperando di non finire in prigione...non stiamo a dilungarci ma i paragoni/confronti, troppo spesso negativi,  con la nostra società  sono all'ordine del giorno
Ovviamente ogni giorno succedono diverse cose, la scelta su cosa riportare viene effettuata di volta in volta, accettiamo consigli che potete mandarci alla nostra mail che trovate nella sezione contatti.

la redazione di Teorema

Arriva nei negozi il Monopoli


martedì 5 novembre 1935 (77 anni fa)

Arriva nei negozi il Monopoli: Fare affari acquistando e vendendo proprietà, sperando in una fortunata pesca tra Probabilità e Imprevisti e soprattutto di non andare in prigione. In pratica realizzare a tutti gli effetti un monopolio finanziario: è lo scopo del Monopoly (in italiano "Monopoli"), gioco da tavola tra i più popolari di sempre.

La prima versione venne lanciata dalla casa editrice statunitense Parker Brothers, nel novembre del 1935. Le origini del gioco in realtà sono di molto anteriori, risalendo al The Landlord's Game, ideato nel 1903 dalla gentildonna quacchera, Elizabeth McGee e diffusosi in diverse varianti negli USA.

4 novembre 2013

La lettera di saluto che Pietro Virtuani, nuovo segretario del PD di Monza e Brianza, ha mandato a tutti i circoli

A tutti gli iscritti
 
 
Care democratiche, cari democratici,
 
vi ringrazio per l'impegno in questa prima fase del congresso del Partito Democratico; nonostante le tempistiche inadatte e le regole controverse, abbiamo comunque celebrato un congresso nel quale hanno discusso e votato 1806 cittadini della Brianza, e nel quale abbiamo cercato di instaurare un dibattito costruttivo su quale Partito fosse più adatto a raccogliere le istanze del nostro territorio nei prossimi anni.
 
Ringrazio quanti hanno avuto fiducia nella nostra proposta politica, così come non dimentico quanti invece hanno sostenuto la candidatura di Adriano; garantire l'unità del Partito e portare avanti scelte coraggiose e innovative sarà il modo in cui costruiremo il nostro Partito Democratico negli anni a venire.
 
Per questo mi impegno fin da subito a girare tutti i circoli del nostro territorio, insieme a quanti insieme a me daranno una mano nel gruppo provinciale; occorre costruire una rete tra i circoli forte e strutturata, che sia alla base di una vera comunità politica. Inoltre, è importante costruire i luoghi di partecipazione e di confronto, così da mettere a sistema le numerose competenze e capacità che ci sono in questo partito e per condividere le buone pratiche di circoli e amministratori.

LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 40 del 2 novembre 2013

Lavorare meno lavorare tutti
I numeri più preoccupanti della settimana sono quelli diffusi dall'Istat sulla disoccupazione: 12,5%, 40% tra i giovani. C'è meno lavoro: in attesa di crearne del nuovo con politiche finalmente espansive, sarebbe utile cercare di meglio distribuire quello che c'è. Giovedì scorso ha avuto inizio in commissione l'iter della legge regionale per sostenere i contratti di solidarietà. È una proposta del PD ed io ne sono il relatore. Si istituisce un fondo per incentivare aziende e lavoratori a far ricorso a questo tipo di ammortizzatore che costa meno della cassa integrazione e tiene i lavoratori in azienda. Mi sto impegnando a creare le condizioni perchè non sia una proposta di bandiera ma possa essere approvata dal Consiglio Regionale entro Natale.
Buon lavoro a Pietro
A proposito di lavoro, un augurio a Pietro Virtuani, nuovo segretario provinciale del PD di Monza e Brianza. È stato eletto con un'ampia maggioranza.

3 novembre 2013

4 Novembre Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

Il 4 novembre 1918 entrava in vigore l’armistizio firmato a Villa Giusti (Padova) con l’Impero austro-ungarico.
Il Gen. Armando Diaz, comandante in capo delle Forze Armate italiane, nel bollettino della Vittoria annunciava agli italiani “La guerra contro l'Austria-Ungheria che l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta(…)
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza(…)”.
Trento e Trieste erano ricongiunte all’Italia: Cesare Battisti, Fabio Filzi, Nazario Sauro vedevano compiuto il sogno loro e delle popolazioni italiane delle terre “irredente”.
L’unificazione territoriale, politica e istituzionale dell’Italia era stata interamente realizzata.
Il prezzo pagato era stato altissimo: oltre 4 milioni di soldati mobilitati di cui 250.000 giovani appena diciottenni, 600.000 morti e 1.500.000 feriti, 400.000 civili che avevano abbandonato le proprie case sulla linea del fronte.

I patemi di un partito

La scelta di anteporre i Congressi provinciali del PD a quello nazionale è stata condizionata dalle modalità di questa troppo lunga attesa del momento congressuale, che sommava da un lato l’impazienza di Matteo Renzi e la procrastinazione del gruppo di potere che si era riunito introno alla Segreteria di Pierluigi Bersani, e che pure rappresentava interessi e posizioni politiche diverse, accomunate dalla diffidenza nei confronti dell’irruenza e del “novitismo” del Sindaco di Firenze.
Il disegno, nemmeno troppo nascosto, era quello di limitare il potere di colui che pareva (e pare) ineluttabilmente destinato a vincere le elezioni popolari dell’ 8 dicembre per l’elezione del Segretario mettendogli accanto una rete di Segretari di Federazione eletti solo dai tesserati e quindi, si presumeva, più legati alla visione tradizionale del Partito: pesi e contrappesi, insomma, oppure, secondo una visione meno simpatetica, intralci preventivi all’azione di Renzi come capo del Partito.

Epifani: Crisi, il Governo cambi rotta

Epifani: "Crisi, il Governo cambi rotta. Galleggiare non aiuta il Paese"

"Dalla recessione si può uscire, ma urge intervenire con riforme, investimenti e affrontando con l`Europa nuove politiche economiche"
L'intervista al segretario del Pd di Oreste Pivetta - l'Unità

Guglielmo Epifani  epifani11
Guglielmo Epifani, segretario del Pd, fino a tre anni fa segretario generale della Cgil, mettiamo in fila le ultime notizie che riguardano economia, lavoro, condizioni materiali di vita: disoccupazione record, sempre più giovani a casa, persino i bancari in sciopero, Air France che svaluta la sua quota in Alitalia e che fra un po` se la potrebbe prendere gratis, cortei e proteste dei senza casa a Roma, con assurde violenze in mezzo... Si potrebbero aggiungere altri «titoli»: Alcoa, Electrolux, magari Fiat... La sensazione è di un Paese in disarmo... 

STOP OMOFOBIA

Simone, l’urgenza del contrasto culturale

L’azione normativa non basta, occorre agire per diffondere il valore delle differenze di genere e renderlo fondamento di una nuova, sana e rispettosa, abitudine al convivere, a partire dalla scuola.
Valeria Fedeli - Europa

Stop omofobiaL’azione normativa non basta, occorre agire per diffondere il valore delle differenze di genere e renderlo fondamento di una nuova, sana e rispettosa, abitudine al convivere, a partire dalla scuola.
  
«L’Italia è un paese libero, ma esiste l’omofobia e chi ha questi atteggiamenti deve fare i conti con la propria coscienza». Queste parole, le parole di Simone, 21 anni, romano, omosessuale, morto suicida, parole che sono un atto di accusa estremo verso il sistema Italia, hanno riecheggiato ieri sera a Roma tra i partecipanti alla mobilitazione contro omofobia e transfobia promossa dal Gay center. In un piccolo tratto di strada dietro il Colosseo, l’unico che nella città eterna si può apertamente chiamare gay street, si sono ritrovate donne e uomini, ragazze e ragazzi, eterosessuali, omosessuali, trans, persone unite, tra rabbia, indignazione e speranza, da una comune tensione a cambiare le cose.