10 novembre 2014
9 novembre 2014
9 novembre 1989, cade il muro di Berlino
Se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori
Amendola: "La caduta del muro di Berlino ci consegna la grande responsabilità di dare un senso all'Europa"
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Tutti abbiamo ancora impresse nella mente le scene di gioia al ricongiungimento tra l'Est e l'Ovest della città che sancirono la fine di una divisione politica e sociale.
L'abbattimento di una cortina che era una linea di confine simbolica e fisica lunga 28 anni di Guerra fredda, non ha rappresentato solo la possibilità per milioni di tedeschi di riabbracciarsi ma anche la voglia e la speranza di riappropriarsi del proprio futuro in una Europa di pace.
Infatti, la caduta del Muro chiude una ferita aperta nel cuore dell'Europa che ha impedito per decenni un processo di unificazione politica ed economica più ampio tra tutti i Paesi del Vecchio Continente.
8 novembre 2014
Maroni #mangiasuolo di Lombardia
Legge #mangiasuolo: la maggioranza impone una forzatura inaccettabile
Non vogliamo certo bloccare una legge che la Lombardia aspetta da dieci anni, ma ci opponiamo strenuamente ad un testo blindato che nei fatti, contraddicendo il suo stesso titolo, incentiva l’abuso del suolo. Nel testo non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere il consumo di nuovi terreni. Il progetto di legge, al contrario, spinge i privati nei prossimi tre anni a presentare la propria richiesta di costruzione anche quando il mercato non lo chiede.
7 novembre 2014
Pisapia prosegue sui matrimoni contratti all'estero!
da LaRepubblica.it
Nozze gay, Pisapia non cede al prefetto: "Vado avanti sul mio percorso giusto e legittimo"
Nessun cedimento del
sindaco di Milano all'ordine di cancellare le trascrizioni dei matrimoni
celebrati all'estero. Il Pd chiede una legge nazionale. Tatarella
(Forza Italia): "Pisapia fa il bullo col governo"
L'associazione Rete Lenford-Avvocatura per i diritti Lgbt, che assiste 13 coppie omosessuali che hanno effettuato la trascrizione dei matrimoni all'anagrafe di Palazzo Marino, sta valutando a propria volta la presentazione di un ricorso al Tar della Lombardia, come è stato fatto a Roma.
6 novembre 2014
Cesare Damiano sul Jobs Act e il lavoro
Damiano: "Il Jobs Act può essere migliorato rispettando i tempi delega entro l'anno"
Intervista a Cesare Damiano di Annalisa Cuzzocrea - La Repubblica
Fa il pontiere, Cesare Damiano. Il presidente della
Commissione Lavoro alla Camera - che a giorni comincerà l`esame del Jobs
Act - assicura che i tempi per chiudere la partita entro dicembre ci
sono, terza lettura al Senato compresa. E però: «Consiglierei di
abbandonare la via dello scontro e dei muscoli e di seguire la via del
dialogo. La legge delega va cambiata, alcune delle contraddizioni al suo
interno deve sanarle il Parlamento».
Lei viene dal sindacato ed è un esponente della minoranza Pd. Crede sia un problema?
«Tutte
le discussioni relative all`uso della delega per far cadere Renzi, o
per una fantomatica resa dei conti, sono fantasie. Non mi interessano.
Quando il presidente del Consiglio dice che qualcuno complotta per
dividere il mondo del lavoro parla anche di Bankitalia e delle critiche
del suo governatore al tfr inbusta paga? Oppure è lecito esprimere le
proprie opinioni?».
Me lo dica lei.
«Io
mi auguro si faccia quello che definirei un normale lavoro
parlamentare, così com`è stato fatto al Senato e in occasione del
decreto Poletti. Niente di più e niente di meno».
Cosa bisogna cambiare?
«Il
carattere della delega è talmente ampio che il grosso andrà fatto nei
decreti attuativi, ma ad esempio c`è chi pensa che non citare né di
dritto né di rovescio l`articolo 18 possa avere carattere di
incostituzionalità. I miglioramenti cui dobbiamo puntare dipendono anche
da quel che ci sarà nella legge di stabilità. L`estensione degli
ammortizzatori sociali ai precari si potrà fare solo in presenza di
risorse aggiuntive. Che vanno trovate».
5 novembre 2014
Fabiola Gianotti, una donna italiana per il Cern di Ginevra. Brava!
da: LaRepubblica.it
Fisica, Fabiola Gianotti direttore del Cern di Ginevra
È la prima donna a
capo laboratorio europeo di fisica delle particelle, nato 60 anni fa.
Entrerà in carica a gennaio 2016. "Lavorerò per la scienza al servizio
della pace". I complimenti di Napolitano e Renzi
L'editoriale di Giovanni Bianchi
La contrapposizione fra la piazza della CGIL a Roma (fossero o meno un
milione di persone) e il gruppo dei renziani della prima e di tutte le ore non
regge.
La grande manifestazione della CGIL può essere un momento importante di
svolta per il rapporto fra sindacato e politica. Certo, così tante persone in
piazza, anche se in base ad una piattaforma e a parole d’ordine errate e
lacunose, sono un fatto politico in sé. Ma il dato importante è che,
finalmente, si prenda atto da una parte e dall’altra che il rapporto fra
soggettività sindacale e soggettività politico – istituzionale è un rapporto
fra distinti, cosa che si è affermata in tutta Europa a partire dalla Gran
Bretagna dove addirittura era stato il sindacato a fondare il partito
laburista.
La CGIL , che non è “il” sindacato ma “un” sindacato (cosa che quando
verrà ben interiorizzata da alcuni amici e compagni dentro al PD non sarà mai
abbastanza presto), con la manifestazione di ieri ha voluto affermare la sua
autonomia e il suo dissenso rispetto al Partito Democratico e a chi
legittimamente lo guida. Tale autonomia dovrà ora essere conseguente, per
evitare di vedere spettacoli come quello cui assistemmo all’ ultimo Congresso
della Federazione milanese del PD, quando la larga parte del vertice dirigenziale
della Camera del lavoro di Milano si schierò con una corrente e con la sua
candidata alla Segreteria (oltretutto perdendo nettamente).
3 novembre 2014
LA NEWSLETTER DI ENRICO BRAMBILLA N. 87 dell' 1 novembre 2014
Sabato 01 Novembre 2014
Dopo i muscoli il cervello
Quel che più disapprovo, in questa fase politica, è la difficoltà di affrontare le questioni per il loro merito anzichè per l'apparenza. Frase tipica (che detesto) di questo clima è che si fa la tal cosa, anche in maniera raffazzonata, perchè "occorre dare un segnale". La politica-semaforo illude ma non risolve i problemi. Che trovano spesso la soluzione nei dettagli, spesso trascurati. L'eccessivo ricorso al voto di fiducia (che peraltro non è una novità di questo governo) ha questo principale difetto (oltre a quello di ledere la dignità parlamentare): produce leggi-manifesto che poi nella pratica funzionano male. La Delrio sulle province ne è un esempio. Ripetere la prova muscolare sul Jobs Act sarebbe grave: meglio deporre i manganelli e riprendere il dialogo.
Quel che più disapprovo, in questa fase politica, è la difficoltà di affrontare le questioni per il loro merito anzichè per l'apparenza. Frase tipica (che detesto) di questo clima è che si fa la tal cosa, anche in maniera raffazzonata, perchè "occorre dare un segnale". La politica-semaforo illude ma non risolve i problemi. Che trovano spesso la soluzione nei dettagli, spesso trascurati. L'eccessivo ricorso al voto di fiducia (che peraltro non è una novità di questo governo) ha questo principale difetto (oltre a quello di ledere la dignità parlamentare): produce leggi-manifesto che poi nella pratica funzionano male. La Delrio sulle province ne è un esempio. Ripetere la prova muscolare sul Jobs Act sarebbe grave: meglio deporre i manganelli e riprendere il dialogo.
La settimana in Regione
È iniziata con una surreale conferenza stampa del duo Maroni-Garavaglia. Hanno presentato il bilancio 2015 di Regione Lombardia senza una cifra, solo attaccando i tagli del governo. È però chiaro il loro intento: scaricare di conseguenza i maggiori oneri sui livelli inferiori, a partire dalle Province cui si vogliono azzerare i fondi per il trasporto pubblico. In Consiglio è stato approvato il Piano cave della provincia di Como ed una mozione leghista a favore del Referendum in Catalogna. Brutta sceneggiata del capogruppo Lega, Romeo, che ha versato una secchiata di coriandoli sul nostro segretario Alfieri per stigmatizzare gli impegni a suo dire non mantenuti dal governo nella lotta alla Sla. Ho chiesto al Presidente Cattaneo di garantire il decoro dell'aula. Ma anche lui se la passa male. A casa sua (Varese) il suo partito (NCD) è stato fatto fuori dalla giunta Lega- Forza Italia. Ora minaccia ritorsioni in Regione. Ne vedremo delle belle.
È iniziata con una surreale conferenza stampa del duo Maroni-Garavaglia. Hanno presentato il bilancio 2015 di Regione Lombardia senza una cifra, solo attaccando i tagli del governo. È però chiaro il loro intento: scaricare di conseguenza i maggiori oneri sui livelli inferiori, a partire dalle Province cui si vogliono azzerare i fondi per il trasporto pubblico. In Consiglio è stato approvato il Piano cave della provincia di Como ed una mozione leghista a favore del Referendum in Catalogna. Brutta sceneggiata del capogruppo Lega, Romeo, che ha versato una secchiata di coriandoli sul nostro segretario Alfieri per stigmatizzare gli impegni a suo dire non mantenuti dal governo nella lotta alla Sla. Ho chiesto al Presidente Cattaneo di garantire il decoro dell'aula. Ma anche lui se la passa male. A casa sua (Varese) il suo partito (NCD) è stato fatto fuori dalla giunta Lega- Forza Italia. Ora minaccia ritorsioni in Regione. Ne vedremo delle belle.
30 ottobre 2014
29 ottobre 2014
Una nuova generazione di alunni
Nata in Italia la maggior parte degli alunni stranieri
È avvenuto il sorpasso: gli alunni con cittadinanza non italiana nati in Italia hanno superato gli studenti nati all'estero e poi arrivati in Italia. Il dato, che segna il primato delle seconde generazioni, emerge dal report statistico diffuso dal ministero dell'Istruzione e relativo all'anno scolastico 2013/2014
I dati complessivi
Gli alunni nati in Italia da genitori stranieri sono in costante crescita: nel 2013/2014 sono aumentati dell'11,8% rispetto all'anno precedente (oltre 802mila in totale), facendo cos registrare il sorpasso: rappresentano ormai il 51,7% del totale degli alunni figli di migranti.
In totale, nelle scuole italiane il 9% degli studenti straniero: il 90% di questi frequenta una scuola statale (contro l'87% degli italiani). I dati dimostrano che esiste ancora un sensibile divario per quanto riguarda i risultati scolastici: a partire dalle scuole medie, solo il 90,6% degli studenti stranieri viene promosso, mentre la percentuale sale al 96,8% per gli italiani.
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